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    Thumbs down Fotovoltaico, eolico, incentivi...

    Le fonti verdi valgono 21 miliardi


    Fotovoltaico: investimenti in pericolo

    E adesso? Scuotono la testa i maggiori industriali esteri dell'energia da fonti rinnovabili, da ieri a Verona per il Pv Summit, che precede la fiera Solarexpo inaugurata domani (prima in Europa e terza al mondo, con i cinesi di Snec in delegazione per capire come clonarla a Shanghai).

    «Che cosa state combinando in Italia sul fotovoltaico?», è il coro generale.

    Più che il prospettato taglio agli incentivi, sconcerta l'improvvisa instabilità normativa che mette a rischio investimenti messi in cantiere. «Tagliamo tutti la corda, Italia arrivederci», dicono gli investitori finanziari (non speculatori, ci tengono a precisare).


    (...)

    «Ben gli sta, speculavano su fondi prelevati dalla bolletta elettrica degli italiani, più pesante del 5% per gli incentivi al fotovoltaico», diranno in molti. Il problema è che se fondi e banche chiudono i rubinetti del credito, a valle freneranno le attività delle imprese del settore, tutte in fase di forti investimenti.


    Il ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, al Solarexpo di domani, in teoria, spiegherà ai 70mila operatori presenti a Verona che il quadro normativo si stabilizzerà presto, che i diritti pregressi maturati con il precedente Conto energia saranno salvaguardati ancora per parecchi mesi, che gli incentivi andavano tagliati perché insostenibili dopo il decreto salva-Alcoa e la successiva corsa all'allaccio di impianti per godere della finestra di incentivi migliore.


    I cittadini e le imprese energivore, sia grandi che piccole, non possono che dargli ragione, perché in effetti un surplus in bolletta c'è (si veda l'articolo a pagina 3).

    Il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo, poi, ha dato battaglia per tutelare gli operatori della green energy.

    E, su fronti diversi, anche Confindustria, la Conferenza Stato-Regioni e l'Anci hanno elaborato proposte interessanti per il riordino degli incentivi, molte delle quali sono state accolte nel testo del Quarto conto energia.

    Ma perché tanta agitazione? Quali sono gli interessi in gioco? E gli operatori delle altre fonti rinnovabili che cosa stanno realizzando, nel silenzio?


    A queste domande prova a rispondere il Rapporto Energie rinnovabili del Sole 24 Ore di oggi, analizzando i numeri del settore, le ricadute sul territorio e le tariffe in bolletta.

    Parlano i dati dell'Autorità dell'energia, del Gestore dei servizi elettrici, dell'Istituto Bruno Leoni, dell'Agenzia internazionale per l'energia, più stime inedite di McKinsey, Althesys e il nuovo Osservatorio sul business fotovoltaico in Italia A.T.Kearney-Il Sole 24 Ore-Solarexpo.

    Dallo studio realizzato ad hoc per questo Rapporto del Sole 24 Ore emergono i contorni del settore, di difficile messa a fuoco. «Il valore del mercato delle rinnovabili in Italia nel 2010 è stimabile in circa 21 miliardi di euro, di cui 7,2 per elettricità e incentivi (certificati verdi e tariffa feed-in) e 13,7 miliardi di investimenti in nuovi impianti - spiega Marco Andreassi, partner e vice president di A.T. Kearney Italia -.

    La parte del leone la fa il fotovoltaico con circa 11,5 miliardi, grazie alla realizzazione di oltre 3.000 MW nel 2010.

    Seguono l'idroelettrico con 4,5 miliardi, l'eolico con 2,6 (in calo di circa il 15% rispetto al 2009), le biomasse con 1,8 e infine il geotermico con 500 milioni».

    Il settore c'è, quindi.


    Ma quanti soldi incassa, prelevati dalle bollette?


    «Nel 2010, prima degli effetti del salva-Alcoa, gli incentivi totali alle rinnovabili si sono attestati a quota 3,4 miliardi - spiega Alessandro Marangoni della società di analisi e consulenza Althesys -.

    Di questi, 122 milioni per la tariffa omnicomprensiva (per gli impianti piccoli), 857 milioni per il Conto energia (per il solo fotovoltaico), 690 milioni per il Cip6 per le sole rinnovabili, non per le fonti assimilate, al netto (ad esempio per gli impianti più vecchi dell'idroelettrico e delle biomasse) e infine 1.793 milioni per i certificati verdi (eolico, grande idroelettrico, biomasse).

    Uno spaccato confermato anche dalle recenti dichiarazioni del presidente dell'Autorità dell'energia, Guido Bortoni».

    E l'industria della green energy quanto ha reinvestito, di questi soldi?

    Tutto, con un effetto moltiplicatore: 17 miliardi di euro, nel 2010, su tutte le fonti rinnovabili. Uno sforzo economico rilevante (finanziato dal sistema creditizio e dai fondi, in larga parte).

    Ma quanta parte del mix energetico italiano è composta dalle fonti rinnovabili?

    Non poca:

    il 26%, afferma la società di consulenza strategica McKinsey, elaborando dati europei:


    di questi, il solo idroelettrico vale il 18% e le altre fonti rinnovabili l'8%, in aumento (17% previsto nel 2020).

    Valeva la pena investire tanto per ottenere questi risultati?


    Certo, ha spiegato il Commissario Ue all'energia Günther Oettinger in una lettera di protesta all'Italia per la gestione dell'affaire incentivi:

    il nostro paese deve raggiungere gli obiettivi di produzione di energia verde, mobilità sostenibile ed efficienza energetica della direttiva 20-20-20 e la promozione delle fonti rinnovabili è fondamentale.



    Ma a quale prezzo, visto che la bolletta delle imprese italiane pesa il 30% in più della media europea?


    «Certo, i fondi per le rinnovabili rendono la bolletta più pesante del 10% - risponde Marangoni di Althesys - ma i combustibili arrivano a oltre il 41% e i costi di rete al 15%.

    Allora non usiamo più petrolio, gas e carbone?
    Non trasportiamo più l'energia?


    Dire che una voce pesa tanto o poco di per sé non vuol dire molto».

    Sarà, ma sono molto arrabbiate per i rincari non solo le grandi industrie energivore, ma anche le piccole e medie imprese, in particolare quelle del manifatturiero.



    E ne hanno tutti i motivi:

    secondo uno studio coordinato da Carlo Stagnaro dell'Istituto Bruno Leoni, il peso degli incentivi alle fonti rinnovabili è pagato per il 31,8% proprio dalle piccole e medie imprese, per il 26,2% dalle famiglie, per i1 28% dalle microimprese come negozi e uffici, per il 2,2% per l'illuminazione stradale e per l'11,4% dalla grande industria. Questo per un sistema di sconti differenti sulle tariffe.

    Che fare allora?

    Tagliare gli incentivi, altrimenti si pagheranno 41 miliardi fino al 2032, dice l'Istituto Bruno Leoni.


    No, tuona l'industria del settore: vuol dire tagliare il futuro che deve essere meno inquinante e meno dipendente da gas e petrolio provenienti dall'estero.

    Sullo sfondo, poi, c'è l'incognita nucleare, che comunque secondo l'Unione europea non può essere considerato fonte rinnovabile ed è fuori dai calcoli della direttiva 20-20-20.

    Di certo, la revisione degli incentivi in corso ha avuto il merito di aprire la discussione su questi temi importanti per il futuro del nostro paese.

    E di fare emergere un'industria nascente della green energy dagli indicatori incoraggianti, al netto di accuse di speculazione e delle inchieste in corso in diverse procure sulle infiltrazioni della criminalità.

    Un'industria che da domani sarà in vetrina al Solarexpo di Verona, sotto i riflettori internazionali. E che chiede non più soldi, ma certezza del diritto e stabilità regolatoria nel tempo. Per non passare dal sole alla notte (della crisi).

    Da Il Sole24ore, 3 maggio 2011


    iango:iango:iango:


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  2. #2
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    Thumbs down Rif: Fotovoltaico, eolico, incentivi...

    Braccio di ferro continuo sugli incentivi alle rinnovabili


    Nuove polemiche attorno al Quarto Conto energia

    La battaglia degli incentivi prosegue. Il quarto Conto energia non sembra concludere mesi di braccio di ferro sulle bollette elettriche, le quali finanziano gli incentivi alle fonti rinnovabili di energia. La settimana scorsa si è condensato forse il momento di maggiore concitazione, quando il testo di decreto è stato respinto dalla Conferenza Stato-Regioni e i due ministeri, Ambiente e Sviluppo economico, continuavano a battagliare sulle virgole. Si annunciano altri mesi di polemiche. Di decreti applicativi da limare. Di "lettere aperte".

    Tutto nasce dal fatto che gli incentivi alle fonti rinnovabili si pagano con un prelievo nelle bollette elettriche di tutti i consumatori. Protestava il titolare di una vetreria ligure a margine dell'assemblea del consorzio confindustriale di consumo Gas Intensive: «Questi incentivi sono circa il 10% dei nostri costi elettrici».

    Ogni tre anni l'incentivo al fotovoltaico va ristrutturato, per adeguarlo al cambiamento della tecnologia e del mercato. Dopo il primo Conto energia, nel dicembre scorso è scaduto il secondo, che spiccava per generosità.


    Come mai tanta liberalità nel dare i sussidi? Il fatto è che, nei tre anni in cui è rimasto in vigore il secondo Conto energia, il mercato del fotovoltaico è cambiato in modo radicale.


    Gli aiuti erano tarati sui costi necessari tre anni fa a installare i pannelli solari. Ma il segmento fotovoltaico non è una tecnologia energetica: è una tecnologia elettronica. Si basa sul silicio, sui "wafer" e sui "chip". E dell'elettronica il fotovoltaico segue gli andamenti: come nei pc i costi scendono e le prestazioni crescono (la "legge di Moore" dice che le prestazioni dei processoriraddoppiano ogni 18 mesi), così i pannelli costano sempre meno e rendono sempre più.

    La conseguenza è stata che quegli incentivi che tre anni fa garantivano un rientro sicuro ma ragionevole dall'investimento, con i pannelli solari di ultima generazione (a basso costo e alta efficienza) erano una manna da leccarsi i baffi.



    Così nell'autunno scorso, prima che scadesse il secondo conto energia, il Governo (e soprattutto il sottosegretario Stefano Saglia durante l'interim di Berlusconi allo Sviluppo economico) aveva messo a punto il terzo Conto energia, entrato in vigore il 1° gennaio.


    Prevedeva un taglio degli incentivi con una gradualità rapida, con il passare del tempo l'aiuto sarebbe sceso.


    Dava premi agli impianti più piccoli, a quelli costruiti sui tetti invece che a pieno campo, per chi avesse installato i pannelli sui terreni degradati come le discariche.


    In altre parole, era molto simile a quello che sarebbe poi diventato il quarto Conto energia.

    A congelare il secondo Conto energia fu, in agosto, un decreto "salva-Alcoa", che dava incentivi appetitosi alle grandi centrali costruite in tutta fretta: incentivi corposi e costimodesti, la situazione perfetta per gli investimenti a basso rischio.


    Ne seguì un allarme sui costi che si sarebbero prodotti per le bollette. Così, ora il Governo ha stoppato il terzo Conto energia per arrivare a un contrastatissimo quarto programma.

    Come sono divisi i politici, così sono divisi anche gli imprenditori, tra consumatori elettrici (che vogliono contenere i costi dell'incentívo pagato tramite la loro bolletta) e le aziende del segmento fotovoltaico.



    Conferma Agostino Conte, presidente del "tavolo della domanda" della Confindustria, che alcune delle voci a sostegno del fotovoltaico vanno ridimensionate. Per esempio l'interesse del fisco a favore del solare «deriva dalla mole di tasse sugli enormi utili - protesta Conte - che nessun altro comparto industriale può vantare, utili che derivano da una incentivazione ormai abnorme».



    Per Conte, la politica a favore del settore deve stimolare uno sviluppo graduale, fisiologico e costante nel tempo fino a raggiungere la grid parity, «non uno sviluppo esplosivo che bruci le risorse in due anni. Quest'ultimo è solo l'interesse delle banche d'affari, degli importatori di pannelli cinesi e dei mercanti delle autorizzazioni».

    In linea per esempio con il "tavolo della domanda" è l'Assoelettrica (Confindustria), che teme soprattutto nuovi ritardi.

    Di posizione opposta l'associazione indip endente Assosolare, il cui presidente Gianni Chianetta dice che la vicenda del decreto «dimostra ancora una volta l'indifferenza del Governo rispetto alle posizioni espresse anche dalle Camere, con particolare riferimento alla tutela degli investimenti e alla sostenibilità delle tariffe incentivanti per il comparto del fotovoltaico, a tutt'oggi e da mesi in ginocchio».


    ll consiglio d'amministrazione della Power-One, uno dei colossi del fotovoltaico con lo stabilimento a Terranuova Bracciolini, nella Valdarno aretina, ha chiesto «a tutte la parti coinvolte, in nome e per conto dei suoi oltre 1.200 dipendenti, che il nuovo decreto rinnovabili sia emesso in tempi brevissimi. L'industria è allo stremo in questo momento e si trova di fronte a una situazione di mercato in completa paralisi».

    Gli elementi essenziali del nuovo Conto energia possono essere riassunti in pochi punti.


    Si conferma l'impianto originale derivato dal terzo Conto energia in versione Saglia, riguardato secondo Romani, corretto dagli interventi delle Regioni, ripulito dall'Ambiente.


    Rimane l'incentivo alto per gli impianti più piccoli fino a 200 chilowatt, ma sono considerati "piccoli" gli impianti fino a un megawatt se sono costruiti sui tetti (per esempio, sopra i centri commerciali).

    Il taglio degli aiuti è severo per le grandi installazioni, che dovrebbero iscriversi a un registro necessario a gestire i tetti di spesa previsti dal Governo. L'incentivo scende velocemente con il passare del tempo.

    Inoltre, è più corposo a chi installa pannelli di tecnologia italiana o europea, in modo da stimolare la nascita di una filiera produttiva nazionale che oggi è ancora debole.

    Da Il Sole24ore, 3 maggio 2011



    ----



    ...TRUFFA CONTINUA...


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  3. #3
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    Predefinito Rif: Fotovoltaico, eolico, incentivi...

    insomma non sanno piu' che cazzo inventarsi, l'abbiamo capito che c'è qualcuno del giro della mafia che vuol entrare nel business.
    lo rimpiangerete, Renzi, KOGLIONI

  4. #4
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    Predefinito Rif: Fotovoltaico, eolico, incentivi...

    Io aggiungerei un altro particolare, ovvero che i pannelli installati in Europa, sono importati dai cinesi, i quali però continuano a costruire centrali a carbone con i soldi che noi diamo loro per il fv.

    Stiamo letteralmente esportando in Cina la nostra CO2, peccato che l'atmosfera non conosca frontiere...
    Io non mi sento italiano,
    ma per fortuna o purtroppo lo sono.

  5. #5
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    Thumbs up Rif: Fotovoltaico, eolico, incentivi...

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Io aggiungerei un altro particolare, ovvero che i pannelli installati in Europa, sono importati dai cinesi, i quali però continuano a costruire centrali a carbone con i soldi che noi diamo loro per il fv.
    ESATTO!!

    ...oltre ai 27 reattori nucleari in costruzione, ai 50 già pianificati ed ai 110 già progettati...


    :sofico::sofico:


    iaociao:
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    Impossibilia nemo tenetur

  6. #6
    brescianofobo
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    Predefinito Rif: Fotovoltaico, eolico, incentivi...

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    ESATTO!!

    ...oltre ai 27 reattori nucleari in costruzione, ai 50 già pianificati ed ai 110 già progettati...


    :sofico::sofico:


    iaociao:
    lo rimpiangerete, Renzi, KOGLIONI

  7. #7
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    Predefinito Rif: Fotovoltaico, eolico, incentivi...

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    ESATTO!!

    ...oltre ai 27 reattori nucleari in costruzione, ai 50 già pianificati ed ai 110 già progettati...


    :sofico::sofico:


    iaociao:
    mi spaventano molto di più le centrali a carbone costruite al ritmo di una la settimana...
    Io non mi sento italiano,
    ma per fortuna o purtroppo lo sono.

  8. #8
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    Smile Rif: Fotovoltaico, eolico, incentivi...

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    mi spaventano molto di più le centrali a carbone costruite al ritmo di una la settimana...
    ...per quanto riguarda la produzione di CO2 senza dubbio...ma il carbone è una fonte energetica continua, ovvero sempre disponibile 24h /24h, di basso costo e ce n'è per almeno 500 anni...le centrali a carbone poi sono di costo relativamente contenuto ed i sistemi di ultima generazione per la depurazione fumi (SIV, tranne la CO2, NOx, SOV e particolato) che utilizzano bicarbonato di sodio, carbone attivo, sistemi catalitici DeNOx, filtri a maniche ed elettrofiltri assicurano emissioni in ambiente assolutamente sicure.

    ...nuclear power is better...of course...


    hefico:
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  9. #9
    brescianofobo
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    Predefinito Rif: Fotovoltaico, eolico, incentivi...

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    ...per quanto riguarda la produzione di CO2 senza dubbio...ma il carbone è una fonte energetica continua, ovvero sempre disponibile 24h /24h, di basso costo e ce n'è per almeno 500 anni...le centrali a carbone poi sono di costo relativamente contenuto ed i sistemi di ultima generazione per la depurazione fumi (SIV, tranne la CO2, NOx, SOV e particolato) che utilizzano bicarbonato di sodio, carbone attivo, sistemi catalitici DeNOx, filtri a maniche ed elettrofiltri assicurano emissioni in ambiente assolutamente sicure.

    ...nuclear power is better...of course...


    hefico:
    salvo.gerli, non potresti evidenziare in rossetto e bluetto i passi principali di questo discorso, per noi gente del popolo?
    Ultima modifica di brunik; 03-05-11 alle 17:48
    lo rimpiangerete, Renzi, KOGLIONI

  10. #10
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    Cool Rif: Fotovoltaico, eolico, incentivi...

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    salvo.gerli, non potresti evidenziare in rossetto e bluetto i passi principali di questo discorso, per noi gente del popolo?
    ...se non ALLENTATE IL PARAOCCHI...è meglio che continuiate a stare nelle gabbie, come te d'altronde, e guardare il sole a scacchi...

    :sofico::sofico:


    iaociao:
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