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Rif: Divorzio
Premessa, che ritengo doverosa: dato che, seppur solo virtualmente, conosco da parecchio tempo Pieralvise, ovviamente non mi permetterei mai di paragonare la sua concezione del mondo e della politica con quella dei lassisti laicisti. Sul fatto che abbia le "idee in ordine" - per usare un'espressione evoliana -, oltre che essere in perfetta buona fede, non ne dubito.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Pieralvise
Una serie di considerazione sull'argomento:
A) Le osserazioni di Bisentium e Giò91 non le considero "sbagliate", però mi sembrano non tenere conto di come, in certe circostanze, e per ragioni che non hanno nulla di sentimentale o soggettivo, ma sono puramente oggettive ed imperative, un matrimonio non solo possa, ma sia opportuno venga sciolto (e non parlo solo di separazione, ma proprio di scioglimento, o divorzio che dir si voglia).
Parimenti non vedo quale sia l'interesse della società intesa come "corpo" a precludere nuove nozze, considerato che tale nuova unione può essere vista come un fattore di stabilità, nonché potenzialmente di procreazione.
So che la mia risposta è banale, però bisognerebbe capire quali siano queste ragioni che renderebbero "imperativo" sciogliere un matrimonio, ammesso che il matrimonio sia qualcosa di sacro e non solo un contratto fra due parti.
Citazione:
B) Due casi "pratici", uno classico ed uno moderno. Il primo è quello Romano, ben noto. Il secondo è la Germania nazional-socialista.
Il diritto romano antico nel corso dei secoli subì talmente tante variazioni e cambiamenti che non lo prenderei come esempio. Ad esempio, un conto è il matrimonio com'era regolato in età arcaica, altra questione è invece come veniva regolato in età classica.
E già se ne vede una degenerazione di non poco conto.
Riguardo alla Germania nazionalsocialista, non mi sembra un buon esempio.
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Rif: Divorzio
Mi sembra che le cose possano restare come sono: il matrimonio religioso, in quanto tale, non si scioglie e non può sciogliersi, mentre dal punto di vista legale si può divorziare. Le istituzioni sociali dovranno pur avere una controparte metafisica, altrimenti sono solo vuoto conformismo, ed è naturale che si dissolvano. Il matrimonio non ha più valore perché non lo si capisce più.
"Perduta la via viene la virtù
perduta la virtù viene la moralità
perduta la moralità viene la giustizia
perduta la giustizia viene il costume sociale
Il costume, mera parvenza della forma schietta,
è principio di disordine"
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Rif: Divorzio
Citazione:
Originariamente Scritto da
Pieralvise
Una serie di considerazione sull'argomento:
A) Le osserazioni di Bisentium e Giò91 non le considero "sbagliate", però mi sembrano non tenere conto di come, in certe circostanze, e per ragioni che non hanno nulla di sentimentale o soggettivo, ma sono puramente oggettive ed imperative, un matrimonio non solo possa, ma sia opportuno venga sciolto (e non parlo solo di separazione, ma proprio di scioglimento, o divorzio che dir si voglia).
Parimenti non vedo quale sia l'interesse della società intesa come "corpo" a precludere nuove nozze, considerato che tale nuova unione può essere vista come un fattore di stabilità, nonché potenzialmente di procreazione.
B) Due casi "pratici", uno classico ed uno moderno. Il primo è quello Romano, ben noto. Il secondo è la Germania nazional-socialista.
Questo in estrema sintesi, precisando che io ho votato per la seconda opzione partendo da presupposti assolutamente "in ordine" e per nulla sentimentali, individualistici o soggettivi (magari non saranno quelli di Santa Romana Chiesa).
concordo, ma non ho capito il riferimento alla germania nazionalsocialista.
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Rif: Divorzio
Contrario al divorzio per danneggiare il matrimonio (effetto articolo 18 con le assunzioni).
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Rif: Divorzio
[QUOTE=Malaparte;2101155-------- Il matrimonio non ha più valore perché non lo si capisce più.
[/QUOTE]
E' ciò che penso anch'io. la gente è diventata egoisticamente individualista e appena sorge la prima difficoltà, ecco che tutto crolla.
Il matrimonio, conseguenza di un amore vero, è condivisione di gioie e dolori, è affrontare in due le fortune e le avversità della vita.
Forse perchè di un altro tempo, forse perchè diversamente educato, forse solo per fortuna, avendo conosciuto la mia anima gemella quando aveva solo 15 anni ed io 20, non ci siamo più lasciati. Fino al 2007, quando il Signore me l'ha tolta per sempre, dopo 56 anni di amore e 54 di matrimonio.
E' non è stato sempre rose e fiori. Abbiamo affrontato insieme una vita intera con tutte le sue difficoltà e le sue gioie.E adesso che lei non c'è più, mi sento un essere dimezzato, non fisicamente ma moralmente.
Spero solo che un giorno la ritroverò in un mondo parallelo, diverso e distante dall'attuale Sodoma e Gomorra :piango: