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    Predefinito Esorcismo e preghiere liberatorie nella Tradizione Cristiana Cattolica

    " Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall'origine del mondo e destinata a durare, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno ". (Gaudium et spes, 37).

    La pratica dell'esorcismo, in auge fino a tre secoli fa, sta attraversando presso i cattolici un periodo di crisi che coinvolge teoria e pratica, gli studi dei teologi e la pastorale diocesana.

    E' lasciato così campo libero agli imbroglioni, ai maghi, ai cartomanti.

    Questo sito vuole andare contro corrente, in linea con l'insegnamento della Bibbia, del Magistero, della Sana Tradizione, invitando a provvedere alle necessità di tanti sofferenti che chiedono di essere aiutati.

    Dio vi benedica e vi custodisca nel Suo Amore




    Esorcismo e preghiere di liberazione - Home page
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    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Esorcismo e preghiere liberatorie nella Tradizione Cristiana Cattolica

    1. Un argomento di notevole importanza

    La demonologia, cioè lo studio delle credenze religiose sul demonio è un ambito estremamente importante da trattare, dal momento che molto raramente la pastorale, la catechesi ordinaria e la predicazione approfondiscono l'argomento, su cui sussiste quindi una grande confusione e mancanza di informazione. La demonologia necessariamente interseca la questione della nuova religiosità, dal momento che fa parte di questo ambito il fenomeno del satanismo. Inoltre, gli stessi nuovi movimenti religiosi spesso presentano una concezione del demonio differente rispetto alla prospettiva cattolica. Il mondo dell'occulto, che comprende oltre al satanismo le varie pratiche magiche, spiritiche e divinatorie, vede poi spesso il demonio come il "grande artefice" di varie esperienze. Da ultimo, è senza dubbio importante, per le ragioni che emergeranno nel corso della stessa trattazione, che ogni cattolico conosca anche questo aspetto della Dottrina della Chiesa.

    Anche se termini come " satanismo ", " occultismo ", " magia ", " spiritismo " - di cui tratta al capitolo seguente, che ha questo come necessaria premessa - sono ormai entrati nel vocabolario quotidiano, visto che i mass-media, spesso spinti dalla logica dominante dell'indice d'ascolto, propongono molto spesso servizi riguardanti tali argomenti, parlare di questi temi il più delle volte divide l'opinione pubblica. Alcuni negano infatti con fermezza l'esistenza di una realtà soprannaturale e cercano di dare una spiegazione scientifica ai vari fatti; altri vengono spinti dalla pubblicità o anche dalla semplice informazione a voler fruire di questo ambito che sembra, a prima vista, offrire certezze più immediate della religione tradizionale; altri ancora cadono in una angoscia profonda, temono il trionfo del male nella loro vita e nella società.

    Cerchiamo quindi con serenità di addentrarci in questa problematica per dare qualche chiarimento in proposito e - speriamo - per fornire qualche criterio di discernimento in un campo così delicato. San Serafino di Sarov afferma che la paura del demonio è un segno di orgoglio da parte dell'uomo, infatti la vittoria ci è assicurata da Cristo che con la Sua Croce e Risurrezione ha distrutto per sempre la morte e il peccato ed ha sconfitto il nemico.

    2. Il demonio nella Bibbia

    Il termine " diavolo " deriva dal greco " colui che ostacola, che divide ". Il demonio è presente in molte culture antiche che lo definiscono come un essere soprannaturale che influenza la vita umana in senso negativo. Nell'ebraismo e nel Cristianesimo i demòni sono considerati angeli decaduti e diventati malvagi.

    Dio, nella Bibbia, ha svelato in maniera graduale il mistero della presenza del demonio nel mondo. Nell'Antico Testamento inizialmente la demonologia si esprime mediante elementi tratti da credenze popolari. Pian piano incomincia a delinearsi nella coscienza giudaica l'idea che poi si approfondirà nel Cristianesimo: l'insieme di demòni viene considerato come un mondo in lotta contro Dio e ostile agli uomini. Si parla anche della "caduta": i demòni all'inizio erano angeli creati da Dio naturalmente buoni, in seguito però si trasformano in esseri malvagi avendo rifiutato liberamente e irrevocabilmente Dio e il suo Regno.

    Nell'Antico Testamento la caduta viene rappresentata attraverso immagini poetiche o leggendarie, come ad esempio leggiamo in Isaia 14,12-15:

    " Come mai sei caduto dal cielo,
    Lucifero, figlio dell'aurora?
    Come mai sei stato steso a terra,
    signore di popoli?
    Eppure tu pensavi:
    Salirò in cielo,
    sulle stelle di Dio
    innalzerò il trono,
    dimorerò sul monte dell'assemblea,
    nelle parti più remote del settentrione.
    Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
    mi farò uguale all'Altissimo.
    E invece sei stato precipitato negli inferi
    nelle profondità dell'abisso! ".

    Nel Nuovo Testamento la demonologia si arricchisce di un elemento nuovo: l'opposizione dichiarata degli angeli decaduti a Cristo e alla Chiesa. I demòni sono chiamati con nomi diversi, ma dietro questi c'è un'unica realtà consistente in un insieme di potenze maligne subordinate a Satana o a Beelzebùl, che è il loro capo. Entrando in azione, esse intendono ostacolare l'adempimento del piano di salvezza. Nella Bibbia il diavolo appare come il tentatore che induce Adamo ed Eva a disobbedire a Dio, si parla di demòni nel libro di Tobia e nel libro di Giobbe, accenni si trovano poi in vari libri dell'Antico Testamento.

    La vita di Gesù si colloca nella prospettiva di una continua lotta contro queste potenze avverse al Regno di Dio: i Vangeli parlano dei quaranta giorni di Gesù nel deserto dove lo stesso Figlio di Dio viene tentato da Satana. Gesù però lo respinge, evidenziando in questo modo la sua piena fedeltà alla volontà del Padre.

    Nel Padre Nostro la richiesta "liberaci dal male" indica il fatto che il male non è un'astrazione, ma si identifica con una persona: Satana, il Maligno e cioè colui che vuole ostacolare il disegno di Dio (Mt 6,9-13). I molti miracoli di liberazione dai demòni attestati dai Vangeli, esprimono la presenza del Regno di Dio e sono opera dello Spirito (Mt 12,28). Gesù esercita questo potere con autorità, lo trasmette ai suoi Discepoli (Mc 6,7) e alla sua Chiesa (At 8,7; 9,1-17). Questo dominio di Cristo e della Chiesa su Satana e i demòni, viene spesso collegato al rapporto col Padre nella preghiera (Mc 9,9), ma soprattutto all'accettazione da parte di Gesù dell'umiliante morte in croce (Fil 2,6-11). Sconfitto da Cristo, Satana combatte contro i suoi seguaci, è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà liberata dal peccato e dalla morte.

    Paolo, volendo infondere coraggio ai cristiani afferma:

    " Se infatti Dio è con noi, chi sarà contro di noi ? " (Rm 8,31).

    3. La demonologia nella Storia e nella Dottrina della Chiesa

    Nella linea tracciata dai Testi Biblici, sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, si muove tutta la demonologia nella Dottrina della Chiesa. In epoca patristica si sente soprattutto la necessità di contrastare il manicheismo, la religione eretica fondata dal persiano Mani (III secolo) implicante un acceso razionalismo, un marcato materialismo e un radicale dualismo nella concezione del bene e del male. I manichei non attribuivano il peccato al libero arbitrio dell'uomo, ma al principio eterno del male che è il tutto e per tutto pari al principio del bene, affermavano dunque la presenza accanto a Dio di un principio cattivo, un altro Dio identificato col male. La Chiesa afferma, al contrario, che il male non è un essere, ma piuttosto una mancanza di bene e ribadisce che i demòni sono angeli decaduti e in origine creati buoni da Dio. Alla eresia manichea aveva aderito S. Agostino prima della conversione al cattolicesimo, grazie soprattutto all'opera di predicazione di S. Ambrogio, Vescovo di Milano.

    In tempi recenti, il Magistero, contro la pretesa di alcuni teologi che negavano l'azione del demonio nella vita dell'uomo e riducevano la demonologia a mitologia, si è pronunciato in alcune occasioni.

    a. Il Concilio Vaticano II (1962-1965) fa riferimento in diversi contesti al demonio, in maniera però piuttosto occasionale. La rarità degli interventi conciliari sull'argomento, in tutta la storia della Chiesa, trova comunque la sua spiegazione nel fatto che l'esistenza e l'azione del diavolo, prima delle polemiche teologiche degli anni 1970, non furono mai messe in dubbio nel contesto ecclesiale. La trattazione della demonologia nella Storia della Chiesa risulta quindi assegnata al Magistero ordinario (Catechismi ufficiali e predicazione dei vescovi).

    b. Paolo VI nella catechesi dell'Udienza generale del 15 novembre 1972 dà una preziosa sintesi della dottrina cattolica sul demonio e sulla sua influenza nel mondo:

    " Oggi, uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell'insegnamento biblico ed ecclesiastico chi rifiuta di riconoscerla esistente ".

    c. Il documento Fede cristiana e demonologia , della Congregazione per la Dottrina della Fede (1975), ricolloca la demonologia nella dimensione biblica e patristica, ribadendo la realtà del diavolo nel quadro della storia della salvezza.

    d. Anche Giovanni Paolo II ha sviluppato questi temi , in particolare in due catechesi, trattando specialmente l'influsso del demonio sul mondo e la vittoria di Cristo.

    e. Infine, il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) più volte si preoccupa di definire il demonio e la sua azione, in particolare, commentando il Padre Nostro, al n. 2851 così afferma:

    " In questa richiesta, il Male non è un'astrazione; indica invece una persona: Satana, il Maligno, l'angelo che si oppone a Dio. Il 'diavolo' ['dia-bolos', colui che 'si getta di traverso'] è colui che 'vuole ostacolare' il Disegno di Dio e la sua 'opera di salvezza' compiuta in Cristo ".

    Dopo questa rapida carrellata sulla Dottrina della Chiesa a proposito dei demòni, si può rapidamente accennare ad un problema che riguarda la teologia contemporanea. Gli studiosi si sono chiesti spesso come poter definire il diavolo. Oggi si può affermare, in piena coerenza con l'insegnamento magisteriale e biblico, che il demonio è una persona, anche se, a differenza dell'uomo, non è dotato della dimensione corporea, ha comunque come caratteristiche essenziali l'intelligenza e la volontà che usò per ribellarsi a Dio e che continua a usare per tentare l'uomo al male. Per questo la Parola di Dio esorta alla vigilanza:

    " Fratelli, siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente, va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede " (1Pt 5,8-9).

    4. L'azione del demonio

    Sicuramente è sciocco attribuire a Satana un male che dipende da noi e a cui noi dobbiamo porre rimedio, ma per un cristiano non è neppure possibile negare la presenza di questa potenza malefica. Si trascurerebbe l'invito alla preghiera e alla vigilanza ripetuto più volte nella Scrittura e si metterebbe da parte una porzione consistente di Rivelazione - la quale, nella misura in cui annuncia la vittoria di Cristo, parla anche dell'esistenza e dell'azione del demonio - e di Dottrina della Chiesa.

    Seguendo quanto afferma un importante documento della Conferenza Episcopale Toscana (CET), la Nota Pastorale A proposito di magia e di demonologia (15\4\1994), si può dire che il demonio agisce in due maniere: con un'azione ordinaria, tentando l'uomo al male (come ha tentato Gesù nel deserto) e con un'azione straordinaria, permessa da Dio in alcuni casi per ragioni che Lui solo conosce. Questo secondo tipo di azione si manifesta in diverse forme:

    a. come disturbi fisici o esterni, si può constatare questo nelle vite dei Santi oppure nelle infestazioni su case, oggetti o animali;

    b. come ossessioni personali, ossia pensieri o impulsi che gettano in stati di disperazione fino al suicidio;

    c. come vessazioni diaboliche, corrispondenti a disturbi e malattie che arrivano a far perdere la conoscenza, a compiere azioni o pronunciare parole in odio a Dio, a Gesù, a Maria e ai Santi;

    d. come possessione diabolica, ossia come presa di possesso del corpo di un individuo ad opera del demonio, il quale lo fa agire o parlare come vuole, senza che la vittima possa resistere, è la situazione più grave.

    Don Gabriele Amorth, presidente dell'Associazione internazionale degli esorcisti, nel volume Un esorcista racconta, suggerisce questo criterio di discernimento fra possessione e vessazione (o infestazione personale):

    " Se la persona durante l'esorcismo (è il momento in cui il demonio è più obbligato a uscire allo scoperto) va completamente in trance, per cui se parla è il demonio che parla con la sua bocca, se si dimena è il demonio che si serve delle sue membra, e se alla fine dell'esorcismo l'individuo non ricorda nulla di quanto è avvenuto, allora si tratta di possessione diabolica, ossia la persona ha un demonio dentro, che ogni tanto agisce con le sue membra. Se invece una persona, durante gli esorcismi, pur avendo qualche reazione che rivela l'assalto demoniaco, non perde del tutto conoscenza e alla fine ricorda anche vagamente quello che ha sentito o fatto, allora è infestazione diabolica: non c'è un diavolo fisso dentro il corpo della persona, ma c'è un diavolo che ogni tanto l'assale e le provoca dei disturbi fisici e psichici ".

    Occorre fare due importanti precisazioni: prima di tutto è necessario dire che anche nella forma più grave della possessione, l'azione di Satana non riguarda l'anima, ma solo il corpo, quindi il demonio non può servirsi della libertà della persona, i mezzi con cui agisce sono il timore, il terrore e il fascino prodotto nella mente dalla potenza degli effetti che si manifestano nel corpo. La perdita della libertà nell'uomo deriva solo da un suo rifiuto volontario, quindi di fronte alle insidie diaboliche questi deve assumere un atteggiamento di fiducia nella grazia di Dio che gli ha dato la libertà e il potere di partecipare alla lotta vittoriosa di Cristo. Per questo Paolo afferma:

    " Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore " (Rm 8,38-39).

    Inoltre bisogna opportunamente distinguere possessione e satanismo; così afferma Massimo Introvigne:

    " Benché la frequentazione di gruppi satanisti possa - secondo molti esorcisti - aprire la porta a 'disturbi' di tipo diabolico, possessione e satanismo non vanno confusi . Non tutte le persone 'disturbate' dal demonio sono passate dal satanismo (alcuni sono buoni cristiani) e non tutti i satanisti sperimentano fenomeni di possessione o di 'disturbo' diabolico ".

    Potremmo dire che se il satanista cerca il diavolo, il posseduto viene trovato dal diavolo che lo "disturba" a livello fisico, psicologico e spirituale. Quindi, non tutti i satanisti sono "posseduti", né tutti i "posseduti" sono satanisti, anzi la vita di molti Santi e Beati presenta episodi reali e documentati in cui il demonio esercita un'azione di "disturbo". Fra questi è possibile ricordare don Calabria e suor Maria del Gesù Crocifisso (beatificati da Giovanni Paolo II). Nella loro vita ci sono stati veri e propri periodi di possessione diabolica, in cui hanno detto e fatto cose contrarie alla loro fede senza avere alcuna colpa o responsabilità perché era il demonio ad agire servendosi delle loro membra, mentre la loro anima era comunque rivolta a Dio. Questi periodi di grave sofferenza hanno senza dubbio contribuito alla loro santificazione. Dunque, satanismo e possessione diabolica sono fenomeni estremamente diversi e non necessariamente collegati, anche se - secondo il parere di vari studiosi ed esorcisti - le pratiche occulte come la magia, lo spiritismo e, appunto, il satanismo possono costituire una buona porta d'entrata per problemi quali la possessione diabolica.

    5. L'intervento della Chiesa

    La Chiesa non resta certo indifferente nei confronti di coloro che soffrono nello spirito. Essa ha infatti ricevuto il mandato di opporsi ad ogni potenza malefica che è di ostacolo alla Redenzione di Cristo. L'uomo è creato ad immagine e somiglianza del Creatore ed è redento da Cristo, è così chiamato alla comunione con Dio e alla partecipazione della Sua vita trinitaria in virtù del Battesimo.

    La Chiesa deve quindi discernere le situazioni di effettiva presenza demoniaca da eventuali problemi psichici. Seppure si possono presentare affinità o talvolta il disturbo spirituale si accompagna a stati di dissociazione mentale, la possessione non deve essere confusa con un fenomeno isterico.

    La Chiesa, quindi, nella persona dei suoi Ministri, assume un atteggiamento di giusto equilibrio fra l'eccessivo razionalismo (che porterebbe ad escludere ogni causa soprannaturale) e l'ingenua credulità che spesso conduce la persona affetta da una malattia psichica a credersi vittima del demonio. Sempre riferendosi alla Nota della CET, si può dire che esistono diversi livelli di intervento della Chiesa.

    L'esorcismo è riservato ai casi più gravi. E' un sacramentale che può essere amministrato esclusivamente dai Vescovi e da Presbiteri delegati dagli stessi.

    Con rammarico si deve notare che più spesso di quanto si creda, anche in determinati contesti ecclesiali, si verificano casi di esorcismo illecito, celebrato da sacerdoti non autorizzati o addirittura da laici. Inoltre, esistono numerosi operatori dell'occulto e maghi che si qualificano come esorcisti; molti cattolici ingenuamente tentano di risolvere i loro problemi spirituali ricorrendo a loro, semplicemente perché non conoscono quanto si è cercato di esporre poco sopra, e forse solo perché nessuno li ha mai informati.... Afferma don Amorth:

    " Lo scopo dell'esorcismo è duplice. Si propone di liberare gli ossessi.....Ma prima ancora ha uno scopo diagnostico.....Solo mediante l'esorcismo ci si può rendere conto con certezza se c'è o no intervento diabolico ".

    Al di là di alcune discordanze che si segnalano fra i vari Documenti e autori, si può affermare che nelle altre situazioni è opportuno ricorrere ai Sacramenti, all'ascolto della Parola di Dio, al digiuno e alla penitenza, alla preghiera intensa e a preghiere speciali quali quella di liberazione (ambito in cui i gruppi di Rinnovamento nello Spirito e di Rinnovamento Carismatico Cattolico svolgono un ruolo importante). Questi mezzi sono anche validi sostegni per chi ricorre all'esorcismo.

    A conclusione di questa trattazione, attraverso la Parola, è ancora possibile ribadire l'assoluta Signoria di Cristo non solo nella vita della Chiesa, ma anche in tutta la storia dell'umanità :

    " Io sono l'Alfa e l'Omega, dice il Signore Dio, colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente ! " (Ap 1,8).






    Esorcismo e preghiere di liberazione
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    Predefinito Rif: Esorcismo e preghiere liberatorie nella Tradizione Cristiana Cattolica

    Che cos'è un esorcismo?

    L 'esorcismo è un sacramentale, una forma di Preghiera Pubblica e Solenne che si fa in nome e con l'autorità della Santa Chiesa, per mezzo di un sacerdote per l'appunto esorcista che abbia ricevuto un espresso mandato dal vescovo, o per mezzo del vescovo stesso (tutti i vescovi sono esorcisti), al fine di per liberare persone, oggetti e case dall'influenza o dalla possessione diabolica, ossia dall'azione straordinaria del maligno, e sottrarre così i soggetti e/o gli oggetti dal suo dominio.

    U n esorcista può essere "aiutato" da laici o gruppi di preghiera (come ad esempio i gruppi di "preghiera e liberazione" di cui il vescovo esorcista Andrea Gemma è stato più volte promotore), ma resta chiaro il fatto che per poter effettuare un esorcismo ci vuole il sacerdote esorcista, solo lui può compiere il rito esorcistico e nessun altro!

    L'esorcista, inoltre, ha il dovere di " usare circospezione e prudenza; non deve credere vessato dal diavolo chi invece soffre di una qualche malattia psichica ". Il diavolo, beninteso, rimane lo stesso di sempre e, così, i segni della sua presenza nell'individuo che sono "il parlare lingue sconosciute, mostrare una forza fisica non conforme all'età o allo stato di salute, ed esprimere con la blasfemia un'avversione viscerale a Dio ". Ciò non toglie, però, che laddove si possa credere di avere a che fare con una possessione diabolica, si abbia in realtà più spesso a che fare con una malattia psichica; un bravo esorcista saprà certamente discernere in merito. Oggi, poi, sono sempre di più gli esorcisti che utilizzano come strumento di indagine (in merito alla possibilità di una possessione o meno) il rito esorcistico stesso , magari con l'esorcismo breve di Leone XIII.

    Perché l'esorcismo, poi, possa essere efficace e realmente di aiuto al posseduto, c'è bisogno che questi abbia la volontà di essere liberato: Dio, nella sua infinita misericordia, è dispensatore di infinite Grazie, ma non può imporci la Grazia. Solo la volontà di conversione e la costanza nella preghiera e nella frequenza ai Sacramenti consente l'efficacia dell'esorcismo. Diversamente si dimostra un'inutile fatica.

    Non a caso Gesù ci ammonisce: " Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata ed adorna. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora; e la nuova condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione perversa " (Mt. 12,43).

    La durata di un esorcismo è variabilissima; sempre secondo il settantaquattrenne padre Amorth, che ha all'attivo circa 40 mila esorcismi: " E' rarissimo l'esito in qualche mese, raro in un anno o due; per un caso di media gravità occorrono 4 o 5 anni, con un esorcismo alla settimana ".

    Ricorda: il demonio è un essere concreto che: " va in giro per il mondo come un leone ruggente, cercando le anime da divorare ". Il diavolo è sempre in agguato ed occorre essere sempre guardinghi. Il Concilio Vaticano II è chiaro al proposito: " Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall'origine del mondo e destinata a durare, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno ". (Gaudium et spes, 37).





    Esorcismo e preghiere di liberazione - Esorcismo, che cos'è?
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    Predefinito Rif: Esorcismo e preghiere liberatorie nella Tradizione Cristiana Cattolica

    L'esorcismo nella Sacra Scrittura






    dalle Premesse Generali del Rito degli Esorcismi

    La Chiesa crede fermamente che c'è un solo vero Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, un solo principio, creatore di tutte le cose visibili e invisibili 6 . Tutto ciò che ha creato (cf Col l, 16), nella sua provvidenza Dio lo conserva e lo governa? Nulla egli ha fatto che non sia buono 8 . Anche «il diavolo ( ... ) e gli altri demoni sono stati da Dio creati buoni per natura, ma essi si sono resi cattivi per propria responsabilità» 9 . Sarebbero anch' essi buoni se fossero rimasti nello stato in cui erano stati creati; ma avendo abusato della loro naturale perfezione e non avendo perseverato nella verità (cf Gv 8, 44), pur non mutando natura, si sono separati dal sommo Bene al quale dovevano restare fedeli l0 .

    2. L'uomo è stato creato ad immagine di Dio «nella giustizia e nella santità vera» (Ef 4, 24) e la sua dignità richiede che egli agisca secondo scelte consapevoli e libere 11 . Ma, istigato dal Maligno, egli ha usato male del dono della libertà e, per colpa della sua disobbedienza (cf Gen 3; Rm 5, 12), è caduto in potere del diavolo e della morte ed è diventato schiavo del peccato 12 . Come conseguenza, «tutta la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta che, cominciata fin dalle origini del mondo, durerà, come dice il Signore (cf Mt 24, 13; 13, 24-30. 36-43) fino all'ultimo giorno» 13 .

    3. Il Padre onnipotente e misericordioso ha mandato nel mondo il suo Figlio amatissimo per liberare gli uomini dal potere delle tenebre e trasferirli nel suo regno (cf GaI 4, 5; Col 1, 13). Così Cristo, «primogenito di ogni creatura» (Col 1 , 15), per rinnovare l'uomo vecchio si è rivestito della carne del peccato «per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo» (Eb 2, 14); per il dono dello Spirito Santo Egli ha stabilito la natura umana ferita nella condizione di nuova creatura, grazie alla sua Passione e Risurrezione 14 .

    4. Durante la sua vita terrena il Signore Gesù, vincitore della tentazione nel deserto (cf Mt 4, 1-11; Mc 1, 12-13; Lc 4, 1-13), con la sua autorità ha scacciato Satana e gli altri demoni imponendo loro la sua volontà (cf Mt 12, 27-29; Lc 11, 19-20). Beneficando e risanando tutti coloro che erano sotto il potere del diavolo (cf At l0, 38), rese manifesta l'opera della sua salvezza destinata a liberare l'uomo dal peccato e dalle sue conseguenze, come pure dall'autore del primo peccato, omicida fin dall'inizio e padre della menzogna (cf Gv 8, 44) 15 .

    5. Giunta l'ora delle tenebre, il Signore, «facendosi obbediente fino alla morte» (Fil 2, 8), respinse l'assalto supremo di Satana (cf Lc 4, 13; 22, 53) con la potenza misteriosa della croce l6 , riportando il trionfo sulla superbia dell' antico avversario. La vittoria di Cristo si rese manifesta nella sua gloriosa risurrezione, quando Dio lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, tutto sottomettendo ai suoi piedi (cf Ef 1, 21-22).

    6. Durante il suo ministero Cristo diede agli Apostoli e agli altri discepoli il potere di scacciare gli spiriti immondi (cf Mt l0, 1. 8; Mc 3, 14-15; 6, 7.13; Lc 9,1; l0, 17. 18-20). Promise loro lo Spirito Santo Parac1ito, che procede dal Padre attraverso il Figlio, allo scopo di convincere il mondo quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato (cf Gv 16, 7-11). E nel Vangelo la cacciata dei demoni fa parte dei segni che avrebbero accompagnato quelli che credono (cf Mc 16, 17).

    7. Fin dal tempo degli Apostoli la Chiesa ha esercitato il potere ricevuto da Cristo di scacciare i demoni e di respingere il loro influsso (cf At 5, 16; 8, 7; 16, 18; 19, 12). Perciò essa prega con fiducia e perseveranza «in nome di Gesù» di essere liberata dal Maligno (cf Mt 6, 13) 17 e, in quello stesso nome, per la forza dello Spirito Santo, comanda in vari modi ai demoni di non ostacolare l'opera di evangelizzazione (cf 1 Ts 2, 18) e di restituire «al più Forte» (cf Lc 11, 21-22) il dominio sul creato e su ogni uomo. «Quando la Chiesa comanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l'influenza del Maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo» 18 .





    Esorcismo e preghiere di liberazione - L'esorcismo nella Sacra Scrittura
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    Predefinito Rif: Esorcismo e preghiere liberatorie nella Tradizione Cristiana Cattolica

    Esorcismo e Tradizione






    Scrive Giustino :

    « Cristo è nato per volontà del Padre e salvezza dei credenti e a rovina dei demoni. Voi potete farvene la convinzione da ciò che vedete con i vostri occhi. In tutto l'universo e nella vostra città (Roma) ci sono numerosi indemoniati che gli altri esorcisti, incantatori e maghi non hanno potuto guarire. Invece molti di noi cristiani, comandando loro nel nome di Gesù Cristo, crocifisso sotto Ponzio Pilato, abbiamo guarito riducendo all'impotenza i demoni che possedevano gli uomini » ( Apologia, VI, 5-6 ).

    Interessante Cipriano : « Vieni a udire con i tuoi propri orecchi i demoni, vieni a vederli con i tuoi occhi nei momenti in cui, cedendo ai nostri scongiuri, ai nostri flagelli spirituali e alla tortura delle nostre parole, essi abbandonano i corpi dei quali avevano preso possesso » (Contro Demetrio, c. 15).

    Lo scacciare nel nome di Cristo i demoni, ritenuti causa delle malattie fisiche e psichiche, è considerato dagli scrittori cristiani del I e II secolo come una manifestazione del carattere divino del cristianesimo (Cf. A. Langella, La funzione terapeutica della salvezza nell'esperienza della Chiesa: sguardo diacronico e riflessione sistematica , in A.N. Terrin (ed.), Liturgia e terapia , cit., pp. 110-114.)

    Giustino afferma che i cristiani guariscono i malati posseduti, che esorcisti, incantatori e maghi pagani non riescono a guarire, nel nome di Gesù Cristo crocifisso sotto Ponzio Pilato (Giustino, Apologia II , VI, 6, PG 6, col. 455a. La formula «Crocifisso sotto Ponzio Pilato» ricorre anche in Dial. cum Tryphone , 30,3, 76,6; 85,2 in PG 6, coll. 540b, 653c, 676c.)

    La notizia trova conferma, alla fine del secolo, in Ireneo : «Con l'invocazione del nome di Gesù Cristo che fu crocifisso sotto Ponzio Pilato Satana è scacciato dagli uomini» (Ireneo, Adversus haereses , II, 33,2, SC 294, p. 346; Démonstration de la prédication apostolique , 97, SC 62, p. 165.)

    E in Minucio Felice, il quale riferisce: «[I demoni], scongiurati nel nome del vero e unico Dio, loro malgrado, sono invasi dal terrore nei loro miserevoli corpi e si allontanano immediatamente, oppure, a poco a poco, svaniscono, secondo che interviene la fede del paziente o agisce, in forma di ispirazione la grazia di chi procede alla guarigione» (Minucio Felice, Octavius , 27, PL 2, col. 40.)

    Secondo gli excerpta ex Theodoto della fine del secolo II, l'invocazione del nome di Cristo è accompagnata dall'imposizione delle mani ( Excerpta ex Theodoto , 84, PG 9, col. 697a .)

    Il gesto è confermato per l'Africa da Tertulliano. Egli mentre c'informa che i cristiani scacciano i demoni, e questo non soltanto a favore dei pagani (Tertulliano, Apologeticum 23, 4, CCL 1, p. 131.) ma anche degli stessi cristiani che hanno già ricevuto il battesimo ( Ibid ., 37, 9, p. 149.), attesta pure il gesto dell'insufflazione. Afferma infatti: «Al solo contatto delle nostre mani, al più flebile soffio della nostra bocca [...] i demoni escono dai corpi degli uomini» ( Ib ., 23,16, p. 133. Troveremo l'insufflazione anche nell'esorcismo prebattesimale della liturgia gerosolimitana attestata nelle catechesi di san Cirillo ( Procat ., 9, PG 33, coll. 348a-349a).

    Egli inoltre ci offre elementi per ricostruire quella che si suppone fosse la formula africana dell'esorcismo: «Tutto l'impero e il potere che abbiamo sui demoni, derivano la loro forza dal fatto che noi pronunziamo ed enumeriamo tutti i castighi che li minacciano (Tertulliano, Apologeticum , 23, 15, CCL 1, pp. 132-133.)

    Qualche decennio dopo la Tradizione Apostolica , trattando dei riti prebattesimali afferma: «Imponendo le mani [il vescovo] scongiura lo spirito estraneo di allontanarsi da essi [i catecumeni] e di non ritornare più. Terminato l'esorcismo soffia sulla loro faccia, dopo aver segnato la loro fronte, orecchie e naso» ( Tradition apostolique de saint Hippolyte , Essai de recostrution par B. Botte (= LWQF, 39), Aschendorf Verl., Münster Westf. 1963, n. 20, pp. 42-43. La Tradizione apostolica attribuisce significato apotropaico anche all'unzione con l'olio, «chiamato olio di esorcismo» ( ibid ., n. 21, pp. 46-47).

    Alla fine del IV secolo Lattanzio attesta il segno della croce unito all'invocazione del nome di Cristo: «Come agisca terrificamente questo segno sopra i demoni, lo sanno bene coloro che li abbiano visti fuggire dai corpi invasati, ogni volta che siano stati scongiurati nel nome di Cristo» ( Divinae institutiones , 4, 27, PL 19, coll. 384-386.)

    Oltre a questi gesti una notevole importanza rivestiva il digiuno al quale Gesù stesso associa l'esorcismo (cf. Mt 17,20; Mc 9,28). Benoit ha dimostrato che già il giudaismo attribuiva al digiuno il potere di scacciare i demoni, per cui nel digiuno prescritto nel I e II secolo prima del battesimo ( Did . 7,4; Giustino, Apol. I, 67, PG 6, col. 420c.) si può riconoscere un elemento dell'esorcismo prebattesimale (A. Benoit, Le baptême chrétien au second siècle , Paris 1953, p. 11.)

    Nei Padri della Chiesa troviamo riferimenti alle possessioni e agli esorcismi. Per esempio, la tradizione apostolica di Sant'Ippolito dice dei catecumeni:" E imponendo la sua mano sopra di loro, esorcizzi tutti gli spiriti alieni, affinchè fuggano e non ritornino più in lui "

    Lo Pseudo Clemente parla degli esorcismi compiuti su persone consacrate, dicendo che quelli siano fondati più sul consiglio di Gesù di pregare e digiunare, che sulla verbosità. ( Epistola ad Virgines, PG 1, 402, 408-410)

    Origene parla degli esorcismi comoiuti da persone semplici con preghiere, su possessi che perdono la ragione o la coscienza e sono come offuscati.( Contra Celsum 1. VII, 4 PG 11, 1426 )

    Atanasio afferma che il segno della croce di Cristo è capace di cacciare i demoni ( Oratio de incarnatione Verbi, 47: PG 25, 176.180 ) e che la lettura della Sacra Scrittura è il miglior modo di difesa contro di essi.( Epistola ad Marcellinum 33 PG 27, 34-36 )

    Gregorio di Nissa narra il caso di un uomo liberato dal demonio per intercessione di Sant'Efrem.( Vita sancti Efrem, PG 46, 845-848)

    San Gregorio Magno dice che il demonio vuol fare il male all'uomo, ma riesce a fare solo ciò che Dio gli permette: la potestas appartiene a Dio e non al diavolo.( Moralium libri )

    Sant'Agostino definisce l'esorcismo come l'espulsione dello spirito immondo mediante l'abiura per mezzo delle cose divine.( De beata vita, cap. III PL 32, 958 ) Dio permette le malattie e lascia il demonio influire su certe ersone per un mistero della sua giustizia a noi non noto. Agostino dice che il demonio può anche nuocee ai bambini innocenti e già battezzati, perchè si renda palese che questa vita è da compiangere e da desiderare la felicità nell'altra.( De civitate Dei, 1. XVIII, 18:PL 41,574 )

    Sant'Isidoro parla del sermo increpationis contro lo spirito immondo presente nell'energumeno o nel catecumeno per mettere in fuga i demoni. ( De ecclesiasticis officis, 1. II, c. 21 )

    Stefano Eduenze parla della potestas adiurandi degli esorcisti per scacciare i demoni nel nome della Trinità.( Tractatus de Sacramento Altaris, cap. III: PL 172, 1276-1277 )

    Rabano Mauro dice che la parola exorcismus , di origine greca, corrisponde al latino coniuratio o sermo increpationis (rimprovero o accusa fatta al diavolo, affinchè se ne vada) ( De universo libri viginti duo. De exorcismo, 1. V cap. 12. PL 111, 136.)






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    Esorcismo e Magistero






    Il magistero della Chiesa

    La credenza in angeli e demoni non sollevò problemi fino al secolo XIX, quando una mentalità positivistica e razinalistica minimizzò o negò queste realtà ocme nons cientifiche, oppure furono viste come appartenenti per lo più a fonti extrabibliche e frutto, di un certo sincretismo religioso.

    1) Il Concilio di Nicea (325; DS 125) e il concilio di Costantinopoli (318; DS 150) parlano, nel Credo, di Dio Creatore delle cose visibili e invisibili, contro ogni dualismo.

    2) Leone I , nella lettera Quam laudabiliter (447) al vescovo Turribio di Astorga (Spagna), afferma che il diavolo fu creato come angelo buono da Dio, e che egli si staccò dal Sommo Bene, diventano cattivo (DS 286).

    3) Statua Ecclesiae Antiquae (fine del V secolo), nell'interrgoazione al vescovo, gli si domandava se credeva che il diavolo fosse diventato cattivo da se stesso (DS 325).

    4) Concilio di Braga , can.7, (574): il demonio era buono e si fece cattivo da se stesso (DS 457).

    5) Concilio di Costantinopoli , can. 7,9 (553). Si condanna la tesi della nuova crocifissione di Cristo per salvare i demoni (DS 409), e il castigo temporaneo e non eterno del demonio e degli empi (DS 411).

    6) Concilio di Sens (1140): condanna Abelardo, che affermava che il diavolo poteva creare suggestioni per mezzo di erbe e di pietre (DS 736).

    7) Innocenzo III (lettera Eius exemplo all'arcivescovo di Tarragona, anno 1208), professione di fede contro i Valdesi: il diavolo si fece cattivo da se stesso (DS 797).

    8) Concilio Lateranense IV (1215). Il diavolo fu creato buono, ma divenne cattivo da sè. L'uomo ha peccato per suggestione del diavolo (il primo peccato). C' una pena eterna per il diavolo (DS 800-801).

    9) Concilio di Trento . Decreto sul peccato originale (1546). Nell'introduzione, si dice che l'antico serpente è il nemico perpetuo dell'umanità e nel canone primo, si cita Ebrei 2,14, che afferma che l'uomo è schiavo di colui che ha il potere sulla morte, il diavolo (DS 1510-1511).

    10) Innocenzo XI : attraverso un'Istruzione del Santo Ufficio (anno 1682) contro il quietismo, condannò la tesi di Molinos, secondo la quale le azioni di coloro che si trovano in stato di contemplazione, includendo le tentazioni accettate, sono da riportare al demonio e non all'uomo (DS 2192).

    11) Il Concilio Vaticano II (1962-1965): benchè il tema non venga trattato in modo sistematico, ci sono ben diciotto riferimenti al diavolo. L'intera storia è come pervasa dall'azione del Maligno (GS 37), che si protrarrà fino alla fine dei tempi. Ma Cristoci ha liberati da questo potere con la sua redenzione. All'inizio della storia, l'uomo peccò, tentato dal Maligno, abusando della sua libertà. Il Signore venne a liberarci e a darci forza, scacciando il principe di questo mondo (GS 13). L'uomo, ingannato dal diavolo cade spesso nell'idolatria (GS 16). Durante la sua vita Gesù scacciò i demoni e ha dato tale potere alla Chiesa. Per mezzo del battesimo, essa libera gli uomini dal potere del maligno (AG 14). L'attività missionaria della Chiesa confonde il diavolo (LG 17; AG 9). La parola di Dio annunziata ha una forza esorcistica (DH 11). I laici sono inviati a lottare ontro i dominatori di questo mondo, gli spiriti maligni (LG 35). Bisogna indossare l'armatura di Dio, per affrontare gli agguati del diavolo (LG 48).

    Il Concilio ribadisce la vittoria di Cristo sul diavolo, ma non entra nei particolari per definire la sua natura, anche perchè in quesl momento la polemica non era ancora accesa.

    12) Paolo VI accennò almeno tre volte, in modo solenne, all'esistenza del diavolo:

    a) Omelia del 29 giugno 1972 "da qualche fessura è entrato il fumo di satana nel tempio di Dio"; "Non ci si fida più della Chiesa"; e si vuole soffocare i frutti del Concilio Ecumenico".

    b) Udienza Generale del 15 novembre 1972: il male è "occasione ed effetto di un intevento in noi e nel nostro mondo di un agente oscuro e nemico, il demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa.

    c) Udienza generale del 21 febbraio 1977. Si parla del demonio come del principe di questo mondo, che ha un certo dominio sul mondo e si oppone a Dio.

    13) Documento "Fede Cristiana e Demonologia" della Congregazione per la Dottrina della Fede (26 giugno 1975). Di fronte a disorientamenti, il documento cerca di chiarire la fede dei fedeli. NEl Vangelo si legge che Cristo scacciava i demoni e che egli non er apreda di un'illussione nel far questo. Il documento ribadisce il valore del Concilio Lateranense IV. La Chiesa non ha fatto una dichiarazione esplicita sull'esistenza del demonio per la semplice ragione che tutti ci credevano. La fede, secondo il documento, si poggia principalemente sullo stesso insegnamento di Cristo.

    14) Giovanni Paolo II ha dedicato otto udienze del mercoledì. Il Papa ribadisce la fede tradizionale nel demni. Egli sottolinea come l'edificazione del Regno sia sottoposta ali attacchi del Maligno, che è menzognero e vuole imporre agli uomini la sua menzogna. Dopo il primo peccato, il demonio ha un certo potere sull'uomo, sebbene questo continui a mantenere l'esercizio della sua libertà. Il Papa ammette la possibilità della possessioen diabolica, ma riconosce la difficoltà del suo discernimento. Ma Cristo ha vinto il demonio e la Chiesa partecipa della sua vittoria e ha potere, conferitole da Criso, di scacciare i demoni.

    15) Catechismo della Chiesa Cattolica. I demoni sono presentati come angeli, creati buoni, ma che l'esercizio della loro liberà ha r eso cattivi. La loro sorte di condanna eterna è irrevocabile. Il demonio induce l'uomo alla disobbedienza, come egli cercò di distogliere Cristo dal compimento della sua missione. Il suo potere è grande, ma limitato. Agisce per odio contro Dio. Può causare gravi danni di natura spirituale ed anche, indirettamente, di natura fisica. Dio permette la sua azione per portarla al suo vero compimento finale.

    Nel numero 1673 si parla dell'esorcismo contenuto nel Rito del battesimo. Nel numero 2113 viene condannato il satanismo con tutte le forme di divinazione, magia e stregoneria (nn.2116-2117). Parlando della preghiera domenica, "liberaci dal Male", si ricorda che si tratta di una persona Satana, il Maligno, l'angelo che si oppone a Dio ("dia-bolos: quello che ostacola, che si getta di traverso). E' l'omicida sin dall'inizio, menognero e padre della menzogna (n.2852). Quando Gesù si consegna liberamente nella sua ora, è getato fuori (Gv 12,31). Cerca di fare la guerra alla donna, Maria (Ap 12), ma non può nulla contro la piena di grazia. Allora egli inizia la lotta contro l Chiesa.

    16) Rito degli esorcismi e preghiere per circostanze particolari (22 novembre 1998). Riprende nel proemio tutta la dottrina della Chiesa sugli angeli e i demoni dandone una sintesi. Rito degli Esorcismi e preghiere per circostanze particolari - Rituale Romano - www.maranatha.it

    Sunto del pensiero dei Padri della Chiesa in merito ad infestazione, possessione etc..

    I Padri della Chiesa affermano che il demonio può infestare cose e persone, che gli ossessi possono essere non battezzati, ma anche battezzati, i consacrati (virgines), coloro che , battezzati, hanno commesso una colpa, oppure non l'hanno commessa.

    Le possessioni si possono manifestare attraverso lo spirito pitonico o vaticinante, o mediante l'uscita dalla coscienza (trance).

    Coloro che possono compiere esorcismi sono: i semplici cristiani (Origene), i santi.

    I mezzi di liberazione sono la fede in Cristo, il segno della croce, le preghiere, gli scongiuri.

    I casi di indemoniati manifestano la volontà del demonio di attaccare l'uomo, ma anche la potestas o permissione che Dio gli concede, secondo i piani della sua divina provvidenza.

    1) San bonaventura e San Tommaso d'Aquino

    a) San Bonaventura

    Egli definisce gli energumeni come coloro che sono travagliati dal demonio che li tiene prigionieri e afflige la loro anima. Egli ritiene he i demoni, per il loro corpo sottile, possono penetrare e vessare i corpi umani, se un'autorità superiore glielo permette. Ma la causa di questa permissione è a noi sconosiuta.

    b) San Tommaso

    Definisce energumeno colui che è travagliato da un'operazione estrinseca del demonio, L'attacco del demonio si svolge all'interno della persona, però viene dal di fuori. è un attacco esterno che opera dal di dentro. L'acqua benedetta ha effetto contro gli attacchi che provengono dal'esterno, ma solo l'esorcismo è efficace contro gli attacchi che vengono dall'interno. Dopo la vittoria di Cristo, Satana può continuare ad attaccare, ma solo coloro che si lasciano vincere seono vinti.

    Testi ed orazioni esorcistiche (secoli II e V)

    Ci sono preghiere che testimoniano l'attività esorcistica della Chiesa sin dall'antichità: Gli Acta Petri cum Simone (ca.180-190); l'iscrizione di un cimitero a Tragurri, in Croazia (sec. IV), formula esorcistica degli Acta Philippi (300-330), preghiere esorcistiche di san Cipriano martire (sec. IV)

    Esempio di preghiera esorcistica di san Cipriano: " In nome della santa e individua Triade, ho sciolto e sciolgo il vincolo di uomini malvagi dal servo dal vincolo di uomini malvagi dal servo...e dei malocchi del demonio e degli spiriti di malvagità, dal servo di Dio... Ho sciolto e sciolgo i cattivi fantasmi del demone cattivo, le malvagità degli spiriti e le tentazioni e le insidie del diavolo.. ." (La quinta preghiera).

    La settima preghiera: " Per le preci della Madre di Dio e dei santi leghiamo, annulliamo, cacciamo ogni spirito apostata e operante e le loro prove, e i terribili occhi di Satana e degli uomini, donne cattivi, i quali occhi entrano nel ventre delle donne incinte e uccidono i figli e causano fantasie nel sonno e mali di notte e di giorno e mettono in opera pensieri malvagi e funesti, similmente sciolgo e lego le insidie di ( i nomi dei demoni...). per la passione dell'unigenito Figlio di Dio, crocifisso sul Golgota da Pialto, pe ril segno della croce, lego ogni male e occhi di demoni cattivi e di uomini malvagi, affinchè non abbiano potere sia nelle opere che nelle parole, e non si avvicinino al tuo servo nè a colui a cui giunge questa mia preghiera ".

    Esorcismi e preghiere contro malattie si trovano, inoltre, nel papito proveniente dal museo di Gizeh (n. 10263) (s.V); in una iscrisione esorcistica di Antiochia del V secolo: " Di Cristo è la vittoria. Vattene Satana "; negli Atti di Andrea (sec.V), negli Atti di Pietro e Paolo (qui appare il verbo esorcizzare: " hokìzo "). Queste preghiere di tipo esorcistico che si trovano prima del quinto secolo sono rivolte per le guarigioni, i pensieri malvagi e funesti, le tentazioni, i malocchi... L'esorcista ha il potere di "legare" il demonio e di sciogliere la persona dal male che lo assilla. Cipriano usa il verbo "abrogo" (" katargèo "), dal linguaggio giuridico. Altri il verbo " horizo " (lat. obsecro, scongiuro).

    Fonti liturgiche

    Già dai primi secoli incontriamo nei libri liturgici preghiere per esorcizzare oggetti (cenere, olio, incenso, acqua, sale, contro le tempeste), o persone (energumeni o catecumeni).

    Già nel sec. V incontriamo un esorismo per i catecumeni:

    "Ungo te con quest'olio pe rla liberazione da ogni spirito perverso e dimpuro e per la liberazione da ogni male". Riti di esorcismo pe ri catecumeni appaiono nel Sacramentario Gelasiano e nel rito ambrosiano, che prevede un'unzione a carattere esorcistico (ad unguendum tam infirmos quam energumenos). Il rito toleano sembra introdurre una preghiera, originariemante per gli energumeni, per il battesimo (exorcismus super eum qui a spiritus immundus vexatus). Ci sono preghiere contro gli energumeni (possessi) nei sacramentari gelasiano (sec. VIII), adriano (sec. IX), nel pontificale romano-germanico (sec.X), che raccoglie preghiere di esorcismo e Messe a favore degli ossessi.

    Il rito dell'esorcismo nel Rituale Romanum (1523-1952)

    La prima edizione di A. Castellani raccoglieva testi liturgici e pastorali e fu successivamente arricchita per l'interessamento dei Papi (Leone X e Pio IV). E' chiamato anche Liber Sacerdotalis. Tratta a modo di prologo della dottrina della Chiesa sull'esorcismo: come il demonio entra nel corpo umano, i malefici, come si riconosce il demoniaco, la condizione dell'esorcista, segno che appaiono nell'esorcismo, come esce il demonio, la malizia del demonio contro l'esorcista, ecc.

    Dopo il Concilio di Trento, il cardinale Santori fece una prima raccolta di esorcismi pe rla forumalazione del Rituale Romanum . Questo libro fu inizialmente solo raccomandato, non prescritto (1614). Si fecero successive aggiunte (1752, 1913, 1925 e 1952). L'ultimo Rituale Romanum contiene una parte intitolata De exorcismis et supplicationibus quibusdam (pubblicato nel 1999, edizione rivista e corretta, 2004).





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    Predefinito Rif: Esorcismo e preghiere liberatorie nella Tradizione Cristiana Cattolica

    I sintomi delle presenze malefiche






    di don Raul Salvucci (esorcista)

    Il píù grande problema che dì secolo in secolo ha turbato i sonni di chi intende occuparsi di queste realtà è comunque quello dì capire come e quando si può raggiungere la certezza che ci siano realmente realtà spiritiche o non si tratti invece di autentiche malattie. È questa difficoltà di fondo che induce molti a dubitare dell'esistenza di questa realtà, scaricando ingiustamente tutto sulle malattie mentali o nervose.
    Avendo con la mia esperienza di oltre venti anni seguito direttamente, e a volte per lungo tempo, migliaia di casi, ho potuto raccogliere ricorrenti e costanti indicazioni per poter offrire alle persone sofferenti alcuni punti che ritengo validi e sicuri per la diagnosi delle presenze malefiche.

    Le mie indagini non sono basate su intuizioni particolari, di cui sono assolutamente dotato, e neppure su particolare sensibilità che consenta, tastando il corpo del paziente, di scoprire la presenza delle negativítà. Uso invece dei test di ricerca che sono accessibili a tutti e che ognuno che lo voglia può fare comodamente su se stesso.

    Il "fai da te"

    È oggi molto ricercato. I tre capitoli che seguono sono un tentativo, spero utile e positivo, di trasportarlo nel tetro e misterioso mondo dell'occulto, dove sembrano, rari e introvabili, esperti sicuri per il difficile rebus.

    Del mio LIBRO (Indicazioni pastorali di un esorcista) riprendo un Capitolo (Parte IV Capitolo 7), che giudico non solo importante, ma anche innovativo: "I SINTOMI DELLE PRESENZE MALEFICHE", ove vengono riportati "12 sintomi" di tali presenze.

    Di essi i primi tre sono fondamentali, nel senso che se non vi sono tutti e tre, non c'è maleficio; al contrario se ci sono tutti e tre si può avere la certezza che il maleficio vi sia.

    Nei tre capitoli che seguiranno riporterò per intero i "tre segni" fondamentali di cui sto parlando, rimandando poi al LIBRO stesso per avere la conoscenza e la spiegazione degli altri dieci segni che qui non vengono riprodotti.

    Primo sintomo: l'attacco notturno contro il sonno

    La testa viene colpita incessantemente di giorno e di notte. Ma l'attacco fondamentale e più decisivo, per la distruzione della mente (psiche) e di riflesso poi di tutto il corpo, viene inferto nella notte, perché durante la passività del sonno le forze del male possono agire più comodamente.

    Strumenti ordinari di tali disturbi sono gli oggetti fatturati che vengono immessi nei cuscini, in modo che il contatto diretto con la testa renda più forte ed efficace la loro radiazione malefica.

    I sintomi nei disturbi del sonno sono: difficoltà ad addormentarsi, risvegliarsi presto e non prendere più sonno, avere incubi, sognare cioè cose brutte e angoscianti che si esprimono con forza nella mente generando spavento, come sensazioni di cadere dall'alto, guidare una macchina che non si riesce a controllare, vivere una situazione paurosa dalla quale non c'è via di scampo. È tale la forza di questi incubi che spesso risvegliano il paziente lasciandolo in uno stato di paura e di sconvolgimento.

    Questi sintomi possono essere tutti o solo in parte, secondo la costituzione dei vari organismi.

    Quel che conta, per capire se sono fatti naturali o no, è quello di guardare alle conseguenze che si riscontrano quando la notte finisce: quando è ora di alzarsi per affrontare gli impegni della giornata, ci si sente più stanchi e sfiniti di quando si è andati a letto. Il sonno non solo non è stato riposante, ma ha creato un senso di sfinitezza generale su tutto il corpo, per cui non ci si vorrebbe alzare. Alzandosi, diventa difficilissimo affrontare e portare avanti i normali impegni che prima si facevano con una certa soddisfazione, poiché ora diventano una ininterrotta tortura.

    Perché questo accanimento nella notte?

    Nella testa c'è la centralina di tutti i comandi che regolano e ordinano il movimento di tutte le parti del corpo. La funzionalità di questo centro di comando e di controllo è assicurata dal ricambio che avviene durante il periodo del sonno: quando si perde in quantità notevole il sonno, non si ha più la potenza per agire normalmente. Perciò l'attacco sistematico al sonno è il principio di distruzione della vita ed elimina gradualmente nel soggetto colpito la possibilità di ogni resistenza all'azione demolitrice degli spiriti del male. L'attacco all'organo centrale della nostra vita psichica e vegetativa apre la porta al potere di trascinare una persona dove si vuole.

    Effetti dei disturbi del sonno. Quando tutte le notti, senza interruzione si subisce una tale violenza, non è soltanto il fisico a subirne le conseguenze, ma anche e soprattutto la resistenza psichica a crollare, con una catena di conseguenze che non è facile catalogare. Provo tuttavia a fame un elenco:

    - perdita della personalità e della libertà per il proprio comportamento.
    Dopo la devastazione del recupero che un buon sonno dovrebbe offrire, si indebolisce la capacità di controllo e di autonomia, cosicché gli influssi spiritici fanno da padroni.

    Così si spiega, per esempio, la completa inversione di tendenza del bravo marito che si sente stranamente attratto dalla donna estranea che ricorre a questi mezzi. Un marito ottimo, sereno e affettuoso, attaccatissimo ai figli, molto legato alla moglie, di colpo non si riconosce più. Non ama più, non vede più i figli, soffre di stare in casa, si chiude in sè stesso, sembra inebetito, non dorme più i suoi sonni tranquilli, tradisce un interno contrasto. È come se una forza invisibile, di cui lui stesso non capisce la provenienza, lo portasse a fare ciò che non vorrebbe.

    Bisogna precisare che, in questi casi, una perdita delle capacità di volere non è totale come nell'ossessione diabolica, ma è talmente forte che, se non c'è un carattere consolidato unito a una difesa religiosa, non si è capaci di resistere.

    Tanta comprensione e tanta delicatezza verso chi attraversa questi traumi è indispensabile per evitare il peggio;

    - la mente è sconvolta
    Una continua "suggestione mentale" la tiene continuamente in opera di giorno e nelle ore di insonnia della notte.
    Pensieri falsi, interpretazioni distorte, risentimenti, immaginazioni al di fuori di ogni realtà rnartellano la testa per giorni, per mesi, e alla fine riescono a imporre false certezze che al momento opportuno esplodono e diventano dirompenti, con espressioni e comportamenti incomprensibili a chi li recepisce. È un vero martirio che, quando arriva al culmine, scatena atteggiamenti violenti, rabbiosi, asociali soprattutto con i familiari e apre purtroppo la via a ricoveri in reparti di psichiatria o a prescrizioni di forti dosi di psicofarmaci, che in questi casi non risolvono nulla, anzi attenuano la capacità di reagire alle forze del male;

    - questa agitazione mentale
    crea la "deconcentrazione", cioè l'incapacità di fermare la mente per concentrarsi sulle cose da fare. Chi lavora in ufficio non é efficiente e commette pericolosi errori. Il ragazzo che va a scuola non riesce ad applicarsi, la mente fugge continuamente dalle pagine del libro e quel poco che si è letto viene subito cancellato dalla forza dei pensieri inutili che tengono banco. In genere in questi casi i genitori dicono inconsapevolmente che non ha voglia di studiare, ma poi aiutati ad approfondire, riconoscono che il ragazzo non riesce ad applicarsi:

    - la stanchezza mentale
    genera un senso di avvilimento che investe la persona: la rende abitualmente triste, la porta a rinchiudersi sempre più in sè stessa, le crea la sensazione che tutto stia crollando, che ormai non potrà andare più avanti. Nei momenti più acuti, tutto diventa più nero del nero e la catastrofe totale sembra ormai inevitabile. Questo stato a volte diviene l'anticamera del suicidio;

    - la mente così turbata
    porta indirettamente a un altro fenomeno: la ricerca del letto, chiudendosi in camera anche nelle ore del giorno. Oggi il caso di giovani e ragazzi che gradualmente restringono la loro vita a questa forma solo vegetativa, rifuggendo da ogni impegno e dal frequentare la vita sociale, è sempre più frequente, man mano che dilaga maggiormente il ricorso alle forme dell'occulto. in questi casi il letto attira sempre, Perché nel letto o nel cuscino c'è qualcosa di fatturato che richiama la persona, al fine di poter continuare a sprigionare su di lei la sua azione malefica anche nelle ore in cui normalmente non si dovrebbe stare a letto. Chi è soggetto a queste cose deve tener presente la regola che nel letto e nella camera ci deve stare il meno possibile. Deve cercare invece di evadere dalla casa, uscire all'aperto, cambiare ambiente, creare rapporti sociali e di incontro.

    Secondo sintomo: gravi disturbi allo stomaco

    Degli oggetti fatturati fatti ingerire e che poi rimangono nello stomaco ho già parlato qua e là nelle pagine precedenti, spiegando le tecniche del maleficio e rispondendo alle domande al riguardo.

    Qui voglio sottolineare l'importanza fondamentale del fatto. La fattura opera sulla vittima per mezzo di influssi negativi prodotti da oggetti fisici, preparati precedentemente con riti propiziatori nei laboratori dei maghi.

    Si comprende facilmente che più l'oggetto fatturato è vicino come distanza e presente come continuità di tempo alla persona, più è efficace l'azione malefica.

    Quindi gli oggetti possono essere messi nella casa o nei dintorni immediati di casa, nel laboratorio o nell'ufficio, dentro l'auto, nei cuscini.

    Ma in ogni caso dato che la gente si muove, il contatto con queste cose viene continuamente interrotto e a volte per tempi lunghi: in ufficio non ci si sta sempre, nella casa o nell'auto neppure, sul cuscino la testa ci riposa solo nelle ore della notte.

    La carica più efficace è quindi quella di piazzare il fatturato all'interno del corpo stesso: così, più che vicino, è al di dentro e la continuità non si interrompe mai neppure per qualche minuto. L'oggetto può essere di minuscole proporzioni, sia di materia solida che liquida e non è difficile creare occasioni per cui una persona possa mangiare o bere qualcosa preparato allo scopo.

    Una persona che faceva "manovalanza" per un mago, poi convertitasi, mi ha raccontato di una delle pratiche che ha visto fare in laboratorio.

    Dalla donna che voleva ottenere un legame d'amore con un uomo, si faceva portare il sangue delle mestruazioni.

    Lo essiccava e lo fatturava, quindi lo scioglieva in acqua e il liquido veniva iniettato con la siringa dentro i cioccolatini che all'interno hanno la parte molle o contengono liquori; poi in qualche modo finivano per essere offerti all'uomo.

    Questa testimonianza è sicura.

    Se però non trovano un modo naturale di farli abboccare all'amo, agiscono in modo preternaturale per mezzo di spiriti come ordinariamente fanno con la roba che si trova dentro i cuscini.

    L'oggetto nello stomaco agisce ininterrottamente ventiquattro ore su ventiquattro, i sintomi che possono svelarne la presenza sono principalmente:

    - difficile digestione , senso di pieno allo stomaco per cui si pensa di non dover mangiare, a volte anche difficoltà o ripugnanza a ingerire cibi (anoressia), dolori e pesantezza, conati di vomito ripetuti e anche violenti a seguito dei quali spesso non esce niente, se non un po' di saliva, altre volte escono cose strane: questo è segno positivo di liberazione;

    - riflessi negativi sul funzionamento dell'intestino provocati dall'azione devastante sulla digestione;

    - un sintomo particolare, che può sembrare un pò strano, è un' ondata di angoscia che parte dallo sterno e sale fino alla gola e alla testa.
    Sono molti i pazienti che avvertono come i momenti dì pessimismo più nero, che generano attimi di supremo sconforto, abbiano origine Proprio da qualcosa che parte dallo stomaco e arriva alla testa per via esterna.

    In questi casi oltre all'uso di bere acqua santa e di condire i cibi con olio e sale benedetti, giovano anche il mangiare poco e con frequenza e l'uso moderato di farmaci che aiutano la digestione.

    Ritorna sempre la domanda di come sia possibile, nel continuo passare del cibo nello stomaco, che queste piccole particelle malefiche rimangano per anni e anni ferme nello stomaco.
    Un film sulle apparizioni di Lourdes, che ha avuto un gran successo qualche anno fa, si apriva con la solenne affermazione: "Per coloro che credono tutto è possibile, per coloro che non credono nessuna spiegazione è sufficiente"

    Cosi è: per chi crede a queste cose, anche per questo fatto è possibile una spiegazione. Se si pensa che queste particelle di cibo ingerite sprigionano potenzialità negative ininterrottamente ventiquattro ore su ventiquattro, come si è detto, si può anche comprendere che parte di questa energia venga utilizzata perché il materiale resti posizionato là dove si trova, mentre l'altro cibo, finita la digestione, passa all'intestino.

    Quando l'azione potente della presenza dello Spirito Santo, nella vita del credente che fa un sincero cammino di fede, ridurrà gradualmente la potenza malefica di queste particelle, esse non avranno più neppure la forza per rimanere nello stomaco e usciranno per via intestinale come gli altri cibi.

    Il mondo dell'occulto è come l'elettronica: chi non ne conosce i punti base come i bit, i chips, gli input, non potrà mai spiegarsi la multiforme operatività di aggeggi così piccoli.

    Il mondo dell'occulto ha alcune realtà fondamentali; una volta comprese e accettate, si spiega tutto.

    Per coloro che invece negano tutto a priori e in blocco, con la frasetta degna delle intelligenze più elevate: "Ma che sono queste cretinate!", nessuna spiegazione è sufficiente. pastori della chiesa e laicisti illuminati, copritevi sempre dietro tale espressione: la beatitudine accordata agli ignoranti sarà sempre con voi. "

    Terzo sintomo: avversione al sacro

    "Una volta accettato il principio esposto sopra, che soltanto una barriera religiosa può contrastare il filale con tutte le sue svariate manifestazioni, resta evidente che Satana farà del tutto perché la persona che vuoi colpire si allontani gradualmente da ogni pratica religiosa, sia individuale che collettiva.

    Questo è il terzo dei tre segni fondamentali per giudicare se si è colpiti da azioni malefiche; è di grande importanza perché fa comprendere più a fondo come la reale via di liberazione non passa attraverso iniziative esterne alla persona, ricercate negli operatori della magia o anche nei ministri della chiesa. Cercare affannosamente una mano santa, che dall'esterno tolga questo male, è normalmente l'impegno principale di chi si sente colpito da fenomeni preternaturali.

    Ho letto da un esposto esteso da un esorcista francese, che il fatto che lo aveva maggiormente sorpreso era che, tra le tante persone che aveva ricevuto, non ce n'era stata una sola che fosse arrivata da lui col pensiero di dover fare lei stessa qualcosa per essere liberata. Tutti avevano la Precisa sensazione che dovevano trovare qualcuno che avesse il potere di spazzare via il male allo stesso modo con cui il dentista strappa via il dente malato.

    È così anche in Italia.

    È importante perciò che in presenza di questi disturbi, il paziente scopra che ha subito una sottile ma sistematica difficoltà nell'incontro con Dio.

    Comincerà allora a rendersi conto che soltanto con un graduale ritorno alla pratica religiosa potrà raggiungere la liberazione.

    "Da quanto tempo hai incominciato ad avvertire questi fenomeni strani?"

    "Da quanto tempo hai incominciato a distaccarti dalla pratica religiosa?"

    Sono queste le due domande che rivolgo successivamente alle persone con cui tratto, per aiutarle a convincersi di questa realtà. Cercando di ricostruire l'inizio dei mali e quello del distacco dalla religione, scoprono con sorpresa che coincidono e comprendono il significato di questa coincidenza. Capire poi che la ripresa della vita religiosa sia la via migliore per difendersi, scaturisce come conseguenza logica.

    Esaminiamo ora nei particolari i principali aspetti dell'avversione al sacro:

    - distacco graduale per chi in qualche modo è praticante. Si incomincia spesso con pensieri. vaghi sulla fede: forse non è vero niente, se Dio ci fosse perché c'è tanto male, a che serve pregare e andare in chiesa...

    - mille motivi si sommano gradualmente per non far trovare più il tempo per pregare personalmente o per andare in chiesa;

    - come ci sì mette a pregare, la testa parte. Si stabilisce, per esempio, alla sera, prima di andare a letto, di recitare alcune preghiere tra le più comuni. Si inizia, ma dopo un po' ci si accorge che la mente se ne è andata altrove, le preghiere stabilite non sono state dette perché, come un colpo di spugna porta via lo scritto dalla lavagna, così qualcosa di invisibile ha cancellato il programma fissato;

    - disagio a stare in chiesa e a partecipare comunque a preghiere comunitarie. Dato che la preghiera fatta insieme ad altri è sempre più efficace, è anche perciò la più ostacolata. Stando insieme in chiesa per le celebrazioni liturgiche si possono sentire sensazioni di stanchezza, di nausea, di confusione mentale, di svenimento.

    Sentiamo spesso dire ai paziente: "Io in chiesa non propriamente è che non ci vado, ma non mi sento di stare con gli altri, preferisco perciò intrattenermi un po' quando non c'è nessuno".

    -La stessa difficoltà si trova per le partecipazioni alle preghiere nei gruppi ecclesiali, La prima volta che le persone vengono da me, se avverto che c'è veramente qualcosa di malefico, chiedo loro l'impegno a partecipare a qualcuna delle diverse riunioni di preghiera che facciamo per queste situazioni, come esporrò più avanti.

    L'adesione in genere c'è, ed è anche sincera, in vista di una possibile guarigione. Ma le metto subito in guardia, specialmente quando il caso ha una certa gravità: "Stai attento che da solo, almeno le prime volte, non ce la farai a venire; perciò accordati con qualche persona di famiglia o qualche conoscente per venire insieme".

    Anche il rapporto con il sacerdote esorcista non è bene che sia tenuto completamente segreto; senza l'aiuto di qualche familiare o di qualche persona amica, il cammino per un avvicinamento maggiore a Dio sarà stroncato da Satana fin dall'inizio, in mille maniere diverse.

    Sono quattro i sintomi principali che disturbano la preghiera in questi casi: la mente non riesce a concentrarsi per via di continue distrazioni, una strana voglia di sbadigliare senza interruzione, il bisogno dì ridere, di ridere tanto, una sonnolenza profonda che non si riesce a vincere.

    Una volta cercavo di liberare con l'esorcismo una signora colpita da un maleficio. Nonostante fosse molto religiosa, seria e tanto desiderosa di guarigione, non riusciva a trattenersi dal ridermi forte in faccia e se ne scusava con me provando tanta angoscia. Ma noi che siamo del mestiere sappiamo, anche attraverso gli indemoniati, che quello di riderci in faccia è uno degli atteggiamenti più comuni degli spiriti del male. Testoni proprio questi diavoli! Nonostante tutte le legnate che hanno ricevuto in duemila anni da ministri del Signore Gesù, non hanno ancora imparato il proverbio che dice: "Ride bene chi ride per ultimo".

    Termina qui la lunga descrizione dei tre sintomi fondamentali che svelano la presenza e l'azione delle presenze malefiche.









    Esorcismo e preghiere di liberazione - I sintomi delle presenze malefiche
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  8. #8
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    Predefinito Rif: Esorcismo e preghiere liberatorie nella Tradizione Cristiana Cattolica

    Il link al sito non mi funziona...
    Molto interessante, comunque:
    Sono convinto che di satana si parli troppo poco, e troppo in modo superficiale.
    Sembra che interessino molto di più le manifestazioni spettacolari di quelle ben più infide del maligno.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  9. #9
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    Predefinito Re: Rif: Esorcismo e preghiere liberatorie nella Tradizione Cristiana Cattolica

    Cercherò di riportare il discorso sulla linea "ortodossa" propria di questo forum, pur riferendomi all'intervento, semore gradito, dell'esorcista cattolico:
    Per la nostra CHiesa Ortodossa l'atteggiamento riguardo all'esorcismo è diametralmente diverso a quello della Chiesa Romana. Non non partiamo dalla necessità di appuratre la presenza malefica nel senso dell'ossessione o della possessione, ma dall'assunto teologico che peccato, malattia, morte, possessione, demonio... sono strettamente connessi tra di loro perchè conseguenze del peccato dei protoparenti. Infatti la facoltà di fare esorcismi è di qualunque sacerdote che abbia ricevuto il potere di assolvere dai peccati dal proprio Vescovo. Infatti chi può assolvere dal peccato che è più grave della possessione perchè il peccato è interiore e può portare alla dannazione, la possessione è estrinseca alla volontà dell'uomo, anche se questi può prepararne il terreno.
    Per noi l'esorcismo non è solo una lotta contro una accertata possessione ma anzitutto una lotta contro le potenze delle tenebre che sempre sono all'erta contro l'uomo. Se un uomo è sofferente un esorcismo se fatto serenamente, senza indurre suggestione, in modo pacato e devoto, non può certo far male a nessuno se ilk suo significato è chiaro.
    E' la stessa cosa del Sacramento dell'Olio Santo: è per i malati, ma non solo per quelliu del corpo ma anche per quelli dell'anima e quindi spesso fa parte dell'itinerario penitenziale che mira a conversione ed il Grande Mercoledì è usato come preparazione solenne alla Comunione Pasquale.
    Dobbiamo vedere in quale posizione teologica ci poniamo.
    Certo anche nella Chiesa Ortodossa cis solo abusi, specie gli esorcismi collettivi (tipo i carismatici cattolici) che non sono ammessi, ma alocuni preti li fanno ed alcunio vescovi tollerano (io no), perchè sempre creano una specie di suggestione ed esaltazione collettiva. L'esorcismo, proprio per la prospettiva penitenziale che ha nell'Ortodossia deve essere fatto privatamente (anche se è un atto della Chiesa in quanto tale, ma questo non ha bisogno di pubblicità) col la presenza del sacerdote, di un chierico (lettore o cantore) che lo assiste e di aprenti amici stretti dal malato o posseduto. Punto e basta. Quando i segni della possessione sono evidenti allora è bene che piuù sacerdotoi si diano il cambio (la stanchezza è terribile) e si alternino perchè è bene continuare l0esorcismo fino alla liberazione del posseduto . Sull'Athos ho visto un esorcismo durato tre giorni e mezzo con gli ieromonaci del Monastero che si davano il turno finchè il demonio non ha lasciato il disgraziato che poi ha fatto un bel sonno ed il giorno dopo ha partecipato alla santa Liturgia ed ha ricevuto la Santa Eucaristia ed è tornato sereno a casa sua.
    Spero di essere stato chiaro nello spiegare il nostro atteggiamento.
    D'altra parte prima di essere monaco, ho fatto lo psicoterapeuta per quasi vent'anni e credo di avere gli stumenti per operare distinzioni, ma spesso non la opero volutamente proprio per la prospettiva che dicevo prima. Talvolta inizio l'esorcismo proprio confessando (se è possibile) il malato, dandogli l'assoluzione ed ammunistrando- in forma abbrtaviata - il sacramento dell'Olio santo ed amministrando (se è fattibile) la Santa Comunione! Poi inizio le preghiere di esorcismo.

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    Predefinito Re: Rif: Esorcismo e preghiere liberatorie nella Tradizione Cristiana Cattolica

    Citazione Originariamente Scritto da vescovosilvano Visualizza Messaggio
    Cercherò di riportare il discorso sulla linea "ortodossa" propria di questo forum, pur riferendomi all'intervento, semore gradito, dell'esorcista cattolico:
    Per la nostra CHiesa Ortodossa l'atteggiamento riguardo all'esorcismo è diametralmente diverso a quello della Chiesa Romana. Non non partiamo dalla necessità di appuratre la presenza malefica nel senso dell'ossessione o della possessione, ma dall'assunto teologico che peccato, malattia, morte, possessione, demonio... sono strettamente connessi tra di loro perchè conseguenze del peccato dei protoparenti. Infatti la facoltà di fare esorcismi è di qualunque sacerdote che abbia ricevuto il potere di assolvere dai peccati dal proprio Vescovo. Infatti chi può assolvere dal peccato che è più grave della possessione perchè il peccato è interiore e può portare alla dannazione, la possessione è estrinseca alla volontà dell'uomo, anche se questi può prepararne il terreno.
    Per noi l'esorcismo non è solo una lotta contro una accertata possessione ma anzitutto una lotta contro le potenze delle tenebre che sempre sono all'erta contro l'uomo. Se un uomo è sofferente un esorcismo se fatto serenamente, senza indurre suggestione, in modo pacato e devoto, non può certo far male a nessuno se ilk suo significato è chiaro.
    E' la stessa cosa del Sacramento dell'Olio Santo: è per i malati, ma non solo per quelliu del corpo ma anche per quelli dell'anima e quindi spesso fa parte dell'itinerario penitenziale che mira a conversione ed il Grande Mercoledì è usato come preparazione solenne alla Comunione Pasquale.
    Dobbiamo vedere in quale posizione teologica ci poniamo.
    Certo anche nella Chiesa Ortodossa cis solo abusi, specie gli esorcismi collettivi (tipo i carismatici cattolici) che non sono ammessi, ma alocuni preti li fanno ed alcunio vescovi tollerano (io no), perchè sempre creano una specie di suggestione ed esaltazione collettiva. L'esorcismo, proprio per la prospettiva penitenziale che ha nell'Ortodossia deve essere fatto privatamente (anche se è un atto della Chiesa in quanto tale, ma questo non ha bisogno di pubblicità) col la presenza del sacerdote, di un chierico (lettore o cantore) che lo assiste e di aprenti amici stretti dal malato o posseduto. Punto e basta. Quando i segni della possessione sono evidenti allora è bene che piuù sacerdotoi si diano il cambio (la stanchezza è terribile) e si alternino perchè è bene continuare l0esorcismo fino alla liberazione del posseduto . Sull'Athos ho visto un esorcismo durato tre giorni e mezzo con gli ieromonaci del Monastero che si davano il turno finchè il demonio non ha lasciato il disgraziato che poi ha fatto un bel sonno ed il giorno dopo ha partecipato alla santa Liturgia ed ha ricevuto la Santa Eucaristia ed è tornato sereno a casa sua.
    Spero di essere stato chiaro nello spiegare il nostro atteggiamento.
    D'altra parte prima di essere monaco, ho fatto lo psicoterapeuta per quasi vent'anni e credo di avere gli stumenti per operare distinzioni, ma spesso non la opero volutamente proprio per la prospettiva che dicevo prima. Talvolta inizio l'esorcismo proprio confessando (se è possibile) il malato, dandogli l'assoluzione ed ammunistrando- in forma abbrtaviata - il sacramento dell'Olio santo ed amministrando (se è fattibile) la Santa Comunione! Poi inizio le preghiere di esorcismo.
    Forse non ho capito bene, però mi sembra che voi ortodossi sottovalutiate la forza dei demoni (almeno di alcuni) e la pericolosità delle possessioni (quelle manifeste e quelle non manifeste). Certo il peccato, la morte, le malattie sono conseguenze di quello che noi chiamiamo peccato originale. Il peccato dell'uomo in particolare può essere di gravità tale da portarlo alla dannazione eterna, in questo senso è più pericoloso di una possessione. Quindi una confessione è di gran lunga più importante di un esorcismo. Il problema enorme però, a mio avviso, è l'influenza demoniaca e la possessione vera e propria di persone che, consapevoli o no, la permettono, la avallano e se ne servono per vili vantaggi personali. Queste persone, insieme ai demoni rappresentano un vero e proprio esercito del male agli ordini di satana.

 

 
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