Ma è vera la storia che riportano i giornalai secondo cui Hamas avrebbe esaltato Bin Laden pubblicamente come "combattente della guerra santa musulmana"?
Morte Bin Laden, Hamas: “Crimine degli Usa”
Il nemico numero uno Osama Bin Laden è stato ucciso ma paradossalmente la situazione internazionale potrebbe ora precipitare. Ismail Haniyeh, leader del partito islamista “Hamas”, ha infatti detto di considerare questo episodio “come la naturale continuazione della politica americana che si basa sull’oppressione e lo spargimento di sangue arabo e musulmano”.
“Condanniamo ogni omicidio di un combattente della guerra santa musulmana” ha inoltre voluto sottolineare Haniyeh, manifestando la propria fede all’integralismo islamico. In realtà nelle ore immediatamente successive alla notizia della morte di Bin Laden, le reazioni all’interno del mondo arabo si sono moltiplicate: se accedendo ai forum jihadisti si potevano leggere commenti del tipo “O Dio ti prego fa che questa notizia non sia vera…che Dio ti maledica, Obama” con allegate minacce riguardo al “tagliare le teste” degli occidentali, altri hanno messo in luce “il danno che Bin Laden ha causato all’Islam” considerato “più che spaventoso ed una vergogna collettiva”.
Anche il premier palestinese Salam Fayyad, dalla Gisgiordania, il territorio a ovest del fiume Giordano, ha manifestato soddisfazione per la decapitazione di Al- Qaeda sperando affinché “questo episodio possa rappresentare l’inizio della fine di un’epoca oscura”.
Le intelligence di tutto i paesi del mondo sono comunque in allarme nel timore di azioni terroristiche da parte dei seguaci di Bin Laden e degli islamici estremisti.
Fermo restando che lo stesso Ismail Haniyeh ha voluto anteporre alle sue dichiarazioni la formula “se la notizia dovesse essere confermata”, a evidenziare uno scetticismo che inizia a diffondersi riguardo le modalità e gli effettivi risultati dell’operazione militare “made in U.S.A.” svoltasi in Pakistan.
A ogni modo, la caduta di Bin Laden è certamente una vittoria per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha voluto coinvolgere anche la Russia, nel tentativo di raffreddare gli animi dei due paesi, scaldatisi dopo le divergenze in merito alla questione Libia. Complice l’impegno militare del Cremlino, contro le rivolte islamiche nella zona del Caucaso, l’esecutivo guidato da Dmitri Medvedev è stato informato della morte di Bin Laden, prima che la notizia venisse resa nota al pubblico. A dirlo è stato il ministro degli Esteri russo che ha sottolineato come “il successo delle forze speciali statunitensi, così come i risultati delle forze speciali russe nel Nord del Caucaso, hanno un significato universale”.
Angelo Fischetti
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