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  1. #1
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    Predefinito Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Sulla scandalosa presenza di una bandiera celtica nella Questura di Milano, affissa alla parete di una sala di prestigio (quello al primo piano al cui balcone sono esposte la bandiera italiana ed europea) siamo andati a sfruculiare Roberta Capotosti, la fin troppo battagliera consigliera provinciale del Pdl milanese, finita sotto attacco mediatico perché nel suo manifesto elettorale si intravede una celtica al collo ("la porto da quando avevo 14 anni", ha spiegato). L'esponente della destra sociale meneghina ha rifiutato la logica del "perché loro sì e tu no?" ma non si è sottratta alla sfida, con una risposta molto, molto capotostiana:
    "Sul fatto che esporre la celtica non fosse reato non ho mai avuto dubbi ma, se anche lo fosse stato, nulla per me sarebbe cambiato ed avrei continuato a portarla al collo. Saperla esposta in un commissariato di polizia non mi fa poi certo piacere, pensando a tutti i camerati che, ingiustamente, vi hanno transitato. Molto meglio vederla sventolare per le strade di Milano, in notti non lontane, in cui la distinzione era netta fra chi, stando dalla parte giusta, la portava con onore e chi, stando dalla parte sbagliata, faceva cordone in divisa."

    FascinAzione: Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade


  2. #2
    SMF
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    Predefinito Rif: Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Ultima modifica di Giò; 04-05-11 alle 19:27

  3. #3
    Toh Cazzo in Culo alla DC
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    Complimenti, ottime dichiarazioni.

  4. #4
    Pasdar
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    E la miseria.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  5. #5
    Ghibellino
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    Predefinito Rif: Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Sulla scandalosa presenza di una bandiera celtica nella Questura di Milano, affissa alla parete di una sala di prestigio (quello al primo piano al cui balcone sono esposte la bandiera italiana ed europea) siamo andati a sfruculiare Roberta Capotosti, la fin troppo battagliera consigliera provinciale del Pdl milanese, finita sotto attacco mediatico perché nel suo manifesto elettorale si intravede una celtica al collo ("la porto da quando avevo 14 anni", ha spiegato). L'esponente della destra sociale meneghina ha rifiutato la logica del "perché loro sì e tu no?" ma non si è sottratta alla sfida, con una risposta molto, molto capotostiana:
    "Sul fatto che esporre la celtica non fosse reato non ho mai avuto dubbi ma, se anche lo fosse stato, nulla per me sarebbe cambiato ed avrei continuato a portarla al collo. Saperla esposta in un commissariato di polizia non mi fa poi certo piacere, pensando a tutti i camerati che, ingiustamente, vi hanno transitato. Molto meglio vederla sventolare per le strade di Milano, in notti non lontane, in cui la distinzione era netta fra chi, stando dalla parte giusta, la portava con onore e chi, stando dalla parte sbagliata, faceva cordone in divisa."

    FascinAzione: Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Questa vuole i voti dei camerati, ocio camerati milanesi.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  6. #6
    SMF
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    Predefinito Rif: Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Questa vuole i voti dei camerati, ocio camerati milanesi.
    Non vuole i voti dei camerati perché lei è una "camerata"

  7. #7
    Ghibellino
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    Predefinito Rif: Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Non vuole i voti dei camerati perché lei è una "camerata"
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  8. #8
    Pasdar
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    Predefinito Rif: Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Dichiarazioni del genere non vengono dimenticate, non è una dichiarazione a mero scopo elettorale.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  9. #9
    Cancellato
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    Predefinito Rif: Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Questa vuole i voti dei camerati, ocio camerati milanesi.
    Si era impegnata per dare una sede ad un movimento d'Area se non erro.
    Fece delle conferenze in un circolo librario.
    Ha già avuto modo di fare delle buone dichiarazioni.

  10. #10
    SMF
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    Predefinito Rif: Capotosti: La celtica in Questura? Meglio per le strade

    Citazione Originariamente Scritto da Lucio Vero Visualizza Messaggio
    Si era impegnata per dare una sede ad un movimento d'Area se non erro.
    Fece delle conferenze in un circolo librario.
    Ha già avuto modo di fare delle buone dichiarazioni.
    Capotosti: difendo il diritto degli skin di pensare a modo loro

    L’ Associazione Culturale Lealtà Azione ha deciso di spostare la data della conferenza su Lèon Degrelle da giovedi 28 Ottobre a mercoledì 3 Novembre. "Questa decisione - spiega un comunicato - espressione della maturità raggiunta dal nostro ambiente, è stata presa dopo il vano tentativo di strumentalizzazione dell’iniziativa da parte dei soliti noti, ma soprattutto per dare, ancora una volta, un segnale distensivo a chi non smette di alimentare il gioco degli opposti estremismi. Ribadiamo inoltre che il fine di questo appuntamento è solo ed esclusivamente di carattere storico e culturale".
    Nei giorni scorsi era intervenuta in consiglio provinciale sul tema Roberta Capotosti, presidente della commissione Giovani, sottolineando come "la sola provocazione di questi giorni è la richiesta fatta da Rifondazione Comunista e PD di vietare l’iniziativa, impedendo antidemocaticamente che le nuove generazioni possano crescere non omologate al pensiero marxista ma pensare con la propria testa".
    Ho chiesto perciò all'esponente del Pdl, che ha alle spalle una lunga storia di militanza neofascista di approfondire i temi della questione. Ecco il testo dell'intervista



    - I giovani di Lealtà azione con grande senso di responsabilità hanno fatto slittare l'appuntamento per svuotarlo di ogni significato politico e restituirlo alla sua dimensione culturale. Ma non pare che l'antifascisteria abbia scelto di apprezzare e valorizzare questo gesto distensivo.

    I giovani di Lealtà Azione hanno indubbiamente dimostrato un grandissimo senso di responsabilità che io stessa, al loro posto e nei loro panni, non credo avrei avuto. Hanno evidenziato come da una parte, la loro, la nostra, ci sia limpidezza, buona fede, maturità, lungimiranza, grandezza, mentre dall’altra, quella che si nutre ancora di odio e di tutto quanto sia “anti”, ci sia solo torbidezza, falsità, stupidità, nostalgia di un passato non dignitoso, miseria. Che l’antifascisteria varia abbia “scelto” di non apprezzare e valorizzare lo slittamento di data non mi stupisce. E’ nell’ordine delle cose, di come ormai, da decenni, siamo abituati (ma non rassegnati) a vederle andare. In questo modo non hanno perso l’occasione per dimostrare come, quello della data, fosse un pretesto. Quello che chiedevano, anzi, pretendevano era solo l’ennesimo bavaglio, alla faccia del libero confronto democratico di cui sono soliti riempirsi la bocca, dettato dalla congenita incapacità di accettare che esistano realtà culturali, sociali, organizzative non omologate e piegate al loro pensiero.

    - Milano è l'unica grande città d'Italia in cui i tre enti locali sono governati dal centrodestra. Eppure l'estrema sinistra fa il bello e il cattivo tempo sugli spazi e i modi dell'agibilità politica. Possibile?

    Purtroppo paghiamo i retaggi di un passato ancora non troppo lontano in cui un intero mondo che governava e/o orientava da dietro le quinte il potere (rappresentato da giornalisti, opinione pubblica, salotti “buoni”, forze dell’ordine, ecc.) agevolava con interventi compiacenti o, peggio, con complice silenzio, l’estrema sinistra. Sgretolare questo sistema, che è vissuto per tanti, troppi anni, sulla paura al contrastarlo apertamente, esponendosi, talvolta con coraggio di fronte alle possibili ritorsioni, talvolta rischiando semplicemente di venire additato come “fascista” o “amico dei fascisti”, non è facile. La politica di palazzo spesso porta, inconsapevolmente, ad allontanarsi dalla politica di marciapiede e a perdere di vista quelle piccole ma sacrosante battaglie ideali che sono il cuore pulsante di chi la Politica non la fa, ma la vive e, soprattutto, la intende in modo alto e nobile, facendola col cuore, non dimenticandosi mai da dove è partito.
    Nel mio mondo ideale gli spazi ed i modi dell’agibilità politica dovrebbero essere garantiti a tutti. Libertà di espressione, libertà di informazione, libertà di contro-informazione, libertà di aggregazione, libertà di essere Donne e Uomini che ogni giorno scelgono la parte dalla quale stare. Credo, tuttavia, che i tempi, talune donne e taluni uomini siano pronti per cominciare a ristabilire un giusto equilibrio e a riconoscere meriti anche a chi sta dalla parte opposta all’estrema sinistra.

    - Nel tuo intervento in consiglio provinciale hai dovuto prendere le distanze anche da un collega di gruppo. Anche nel Pdl c'è qualche difficoltà sul concetto di libertà politica?

    Non c’è nessuna difficoltà sul concetto di libertà politica. Il PdL è costituito da donne e da uomini con provenienza sociale, culturale, valoriale, politica assai variegata. I pregiudizi e la mala-informazione dilagano a più livelli, così come in tutta la società anche nel PdL. Tutto qui. Dovere di chi, come me, ha il privilegio di provenire dal MSI e di avere incontrato in venti anni di militanza, tante persone e, soprattutto, di avere ascoltato con il dovuto rispetto, le loro storie, è quello di mostrare anche l’altra faccia della medaglia, di far conoscere la verità su associazioni, iniziative, episodi, fatti storici, fatti di cronaca e di far comprendere che giudicare, senza conoscere, è sempre sbagliato. D’altra parte sono certa che, dopo il mio intervento in consiglio provinciale, il mio collega di gruppo, sull’argomento in questione, si è arricchito ed ora, in analoga situazione, o non interverrebbe o direbbe ben altro.

    - Da tempo il "controinformatore" Ferrari disegna improbabili scenari trasversali tra frazioni del centrodestra e frange dell'estrema destra radicale, spesso tirando in mezzo la vostra componente. Che c'è di vero?

    Nei tormenti del visionario Ferrari, che da anni svolge, spero inconsapevolmente, il ruolo di mal-informatore di questure e del poco che resta della sinistra extraparlamentare, c’è sempre della mala fede e una ricostruzione grossolana e spesso infamante del nostro mondo. Non ci sono, come più volte da lui asserito, coperture istituzionali di sorta. Ci sono, semplicemente, battaglie di libertà, di difesa della verità (anche di quella storica) e dei diritti che altri vorrebbero negare o vedere negati e, come nel caso della conferenza su Degrelle, riferito alla sottoscritta, di senso di appartenenza.
    Questo e non altro, tantomeno interessi di sorta, fa sì che, su alcuni temi o su alcune iniziative ci si esprima in maniera chiara, forte ed inequivocabile. Il fatto poi che la cosa dia fastidio a Saverio Ferrari è un rafforzativo per attestare che si è nella direzione giusta.

    - A differenza di altri esponenti politici del tuo partito tu provieni da una lunga militanza giovanile dal basso, a colpi di pennello e colla da manifesti. Una militanza cominciata negli anni del pieno del riflusso. Che cosa avevate di più e che cosa di meno rispetto ai giovani che si affacciano oggi all'impegno politico come gli skin di viale Brianza o i blocchetti di Casapound?

    Non sono molto cambiata rispetto a quella che ero venti anni fa, né a livello ideologico, né a livello caratteriale. Sognavo di poter cambiare il mondo ed ora, nel mio piccolo, giorno per giorno, ancora ci provo. In più avevamo chiaro chi fossero i nemici. Stavano chiaramente dalla parte opposta rispetto alla nostra. In più avevamo Esempi ancora vivi con cui confrontarci e che avevano fatto la storia del nostro mondo. Ricordo, con nostalgia, le cene fatte all’Anai con i Reduci della RSI, quando noi giovani eravamo la minoranza e loro, oltre a rappresentare la grandezza, erano la maggioranza. In più avevamo venti anni davanti da pensare migliori di quelli in cui vivevamo. Ma poi…Se avessi venti anni oggi non so, sinceramente, se riuscirei ad appassionarmi di politica fino a decidere di viverla in prima persona, sacrificando amici, famiglia, tempo e svago. Non so se riuscirei a trovare stimoli aprendo i quotidiani dove, sempre più spesso, nelle pagine deputate alla politica, il gossip prende il sopravvento rispetto ai principi. E’ per questo che guardo con simpatia e, talvolta, con ammirazione i ventenni di oggi che, dalla parte giusta, indipendentemente dalle sigle di appartenenza, dimostrano a tutti noi, con il loro impegno, come le radici profonde non gelino mai, così come i Valori e le passioni migliori che ancora incarnano, diano continuità ed immortalità ad un Ideale destinato a sopravvivere alle miserie dei nostri giorni.
    -----------
    Roberta Capotosti è nata a Milano nel 1971. Si occupa di politica fin da giovanissima, come militante del Movimento Sociale Italiano, dirigente provinciale del Fronte della Gioventù, dirigente nazionale del FUAN e, successivamente, di Azione Giovani. Aderisce ad Alleanza Nazionale e poi al Popolo della Libertà fin dalla loro costituzione. Eletta al Consiglio di Zona 10 nel 1997, al Consiglio di Zona 2 nel 1999 e nel 2006. In particolare, nel 2006, con 580 preferenze, è la consigliera circoscrizionale più votata del centro-destra su tutta la città di Milano. Attualmente ricopre il ruolo di Presidente della Commissione Cultura del Consiglio di Zona 2. Eletta nel 2009 alla Provincia di Milano, va a ricoprire il ruolo di Presidente della Commissione Sport, Tempo Libero, Politiche Giovanili e Idroscalo dell’Ente. Fa parte della Consulta Pari Opportunità dell'UPI (Unione Province d'Italia). E' Vice Presidente del CISEM, Centro Innovazione e Sperimentazione Milano, l'istituto di ricerca della Provincia di Milano.

    FascinAzione: Capotosti: difendo il diritto degli skin di pensare a modo loro

 

 
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