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Nelle ultime ore è stato un rincorrersi di voci sulla possibile uscita dall'Euro della Grecia, a seguito dell'aggravarsi della crisi finanziaria che l'attanaglia.

Naturalmente non appena le prime indiscrezioni da fonti non ufficiali sono trapelate i camerieri del governo di Atene si sono affrettati a smentire ogni simile eventualità e a ribadire la propria sottomissione a UE, BCE, FMI e per sicurezza anche all'Impero Persiano.

Nel frattempo i ministri economici dei vari paesi di Eurolager si sono riuniti per valutare gli aiuti per il paese balcanico. Una riunione triste di chi vuol conservare di fronte ai popoli un'immagine pubblica di sovranità.


La verità è che i ministri di economia e finanze, così come di qualunque altra istituzione democraticamente eletta, non hanno alcuna sovranità in politica monetaria così come non ne hanno in alcuna altra materia di rilevanza strategica e i diktat calati dalle istituzioni finanziarie (non elette...) alla Grecia ne sono la testimonianza.

I ministri che si riuniscono per fingere di decidere il da farsi sulla povera Grecia sembrano tanto i commercianti di un quartiere vittime dellla mafia che si ritrovano per concordare un generoso aiuto a chi tra loro sta peggio ma nella triste consapevolezza che dovranno continuare a pagare il pizzo.