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Discussione: i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo strav

  1. #1
    nafplio,golfo di nauplia
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    Predefinito i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo strav

    a questo punto, direi che è necessario aprire una discussione apposita sul potenziale bellico dei russi ;in molte discussioni,è venuta fuori una incredibile falsificazione della storia e della situazione delel forze in campo durante la seconda guerra mondiale; in base a tale falsificazione enomre e incredibile, molte persone sono convinte e affermano che le forze armate russe, fossero dall'inizio e per tutta la durata della guerra in condizioni di grande inferiorità e di grande difficoltà rispetto all'esercito tedesco,ina prticolare per quanto riguarda gli armamenti , il potenziale bellico in generlae, l'efficienze del loro esercito;
    leggendo un pò di dati qui e là, appare evidente che questa è una clamorosa e colossale falsificazione della storia , un vero e proprio incredibile, enorme tentativo di falsificare la storia;
    i dati parlano chiarissimo ,l'esercito russo, tranneun brevissimo periodo iniziale della guerra, si trovò sempre ad avere una notevole superiorità bellica rispetto ai tedeschi e con il passare degli anni di guerra, in particolare dal 1943 , tale superiorità divenne sempre più schiacciante, clamorosa, enorme sia nei numeri che nella qualità degli armamenti e nella disponibilità di riserve, fino ad arrivare negli ultimi due anni di guerra, a situazioni sempre più frequenti in cui le forze in campo negli scontri tra russi e tedeschi erano a favore dei russi nel rapporto di uno a cinque, a sei, a sette ,a volte anche uno a dieci e cioè i russi arrivarono in importanti scontri e battaglie ad avere addirittura dieci volte le truppe e gli armamenti dei tedeschi;
    questi dati spiegano infatti anche la eccezionale accellerazione della avanzata russa negli ultimi due anni , che portò i russi nel giro di poco tempo ad arrivare in polonia, romania, ungheria , austria e poi a berlino ;
    i dati parlano chiarisismo, la superiorità dei russi era eccezionale , eccezionalmente schiacciante, i russi potevano solo stravincere e spazzare via i tedeschi come poi nella realtà è avvenuto

    e con questo, si spazza via ancheun altro eccezionale clamoroso falso storico, e cioè che gli aiuti dati alla russsia dagli americani all'inizio della guerra, fossero stati cruciali e importantissimi ;
    i numeri che verranno riportati e i dati tecnici, ci dicono che anche questo è un clamoroso falso storico

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  2. #2
    nafplio,golfo di nauplia
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    Predefinito Rif: i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo

    http://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_...ra_mondiale%29

    Il Fronte Orientale, noto anche come campagna di Russia, durante la seconda guerra mondiale rappresentò di gran lunga il più importante teatro della guerra tra le potenze alleate e la Germania nazista, e, più in generale, lo scenario fondamentale che decise la seconda guerra mondiale. Le dimensioni dei combattimenti, l'entità delle perdite e la profondità delle distruzioni materiali ne fanno il più vasto teatro di guerra della storia.

    Alcune fonti fanno comprendere in tale termine anche il conflitto tedesco-polacco del 1939, tuttavia in questo caso si concentra sui fatti dal giugno 1941 al maggio 1945 riguardanti la guerra tra la Germania nazista e l'Unione Sovietica. Al termine del conflitto l'Unione Sovietica si elevò al rango di superpotenza, sia industriale che militare con l'occupazione de facto dell'Europa Orientale e la spartizione della Germania.

    La locuzione grande guerra patriottica (Великая Отечественная война, Velikaja Otečestvennaja vojna in lingua russa) è utilizzata solamente in Russia e in altri stati dell'ex-Unione Sovietica per descrivere l'invasione nazista, da non confondere con la guerra patriottica, combattuta dall'Impero Russo contro Napoleone Bonaparte nel 1812 e meglio conosciuta come campagna di Russia.
    Indice
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    * 1 L'importanza militare del Fronte Orientale
    * 2 Introduzione
    * 3 Fasi preliminari
    * 4 Operazioni
    o 4.1 Invasione: estate 1941
    o 4.2 Mosca e Rostov: autunno 1941
    o 4.3 Controffensiva sovietica: inverno 1941
    o 4.4 Don, Volga, e Caucaso: estate 1942
    o 4.5 Stalingrado: inverno 1942-1943
    o 4.6 Kursk: estate 1943
    o 4.7 Ucraina: autunno 1943 ed inverno 1944
    o 4.8 Bielorussia: estate 1944
    o 4.9 Europa orientale: gennaio-marzo 1945
    o 4.10 Berlino: aprile 1945
    * 5 Note
    * 6 Voci correlate
    * 7 Altri progetti
    * 8 Collegamenti esterni
    * 9 Bibliografia

    [modifica] L'importanza militare del Fronte Orientale
    « Quando volgo indietro lo sguardo, mi permetto di dire che nessun'altra direzione politico-militare di qualsiasi paese avrebbe retto a simili prove, né avrebbe trovato una via di uscita dalla situazione eccezionalmente grave che si era creata »

    (Georgij Žukov, Memorie e battaglie, 1970, in riferimento alla direzione della guerra da parte di Stalin e degli alti comandi sovietici.)

    Dopo la capitolazione della Francia (giugno 1940) e la Battaglia d'Inghilterra (luglio-novembre 1940) Hitler pianificò un attacco all'Unione Sovietica, che sarebbe stato preceduto da una campagna militare in Europa sud-orientale. Il motivo determinante di questa scelta fu indirettamente un altro. Fin dall'invasione della Polonia e la dichiarazione di guerra anglo-francese, i tedeschi avevano cercato la pace con gli inglesi, da questi sempre rifiutata. Vista questa determinazione britannica pensarono che davanti ad una "crociata anticomunista" la Gran Bretagna avrebbe acconsentito alla pace per permettere ai tedeschi di concentrare tutte le forze contro il comunismo. Invece, con grande stupore tedesco, la Gran Bretagna si alleò con l'Urss, in uno schieramento atipico capitalismo-comunismo[7].
    Piani tedeschi di smantellamento dell'Unione Sovietica

    L'Unione Sovietica fu attaccata all'inizio dell'estate del 1941, e - se si esclude il fronte aperto dagli angloamericani con lo sbarco in Sicilia nel luglio 1943, che nello scacchiere continentale fu molto marginale - per ben tre anni in Europa ci fu un solo fronte. I sovietici si trovarono da soli a dover sostenere la forza d'urto della Wehrmacht anche se gli alleati occidentali fornirono essenziali rifornimenti militati ed industriali che permisero all'Armata Rossa di tenere il campo; il '43 è l'anno del riflusso, con le fondamentali vittorie sovietiche a Stalingrado (gennaio) e Kursk (luglio); in quello stesso periodo anche la battaglia dell'Atlantico iniziò a volgere a favore degli angloamericani, spianando la strada verso l'apertura del secondo fronte (sbarco in Normandia, 6 giugno 1944), così come era stato concordato precedentemente a Teheran.

    La differente durata delle ostilità (poco meno di quattro anni contro 10 mesi) è l'aspetto forse meno rilevante per valutare la disproporzione tra l'importanza dei fronti Orientale ed Occidentale; al momento dello sbarco in Normandia (6 giugno 1944) la Germania ed i suoi alleati dispiegavano 228 divisioni ad Est e solo 58 ad Ovest oltre a quelle impegnate in Norvegia e in Italia; appena 15 divisioni si trovavano in Normandia nelle fasi iniziali dei combattimenti sul secondo fronte; c'erano più uomini ed artiglieria antiaerea schierati nel Reich per la difesa dai cosiddetti bombardamenti strategici angloamericani di quanti non ve ne fossero in tutta la Francia occupata; inoltre c'era anche una significativa differenza sul piano qualitativo, dal momento che le truppe tedesche schierate ad ovest erano in generale le meno esperte e peggio armate (benché poi si rivelassero ampiamente in grado di arginare la testa di ponte angloamericana per quasi due mesi). La resistenza tedesca cominciò a dare significativi segni di cedimento verso la fine del luglio 1944; la guerra si concluse poi agli inizi di aprile 1945.
    [modifica] Introduzione

    La guerra iniziò il 22 giugno 1941, quando le truppe tedesche invasero la parte di Polonia occupata dall'Unione Sovietica, e finì l'8 maggio 1945, con la resa incondizionata delle forza armate tedesche dopo la battaglia di Berlino. La Germania richiese l'aiuto militare di altre tre potenze dell'Asse, Italia, Ungheria e Romania, oltre alla Finlandia, e nelle aree invase ucraine e baltiche fu aiutata da gruppi nazionalisti, mentre le stesse popolazioni locali dell'Ucraina occidentale e dei tre Paesi Baltici accolsero inizialmente in modo amichevole le truppe tedesche. Peraltro in breve tempo le politiche di depredazione, sfruttamento e annientamento adottate dalle organizzazioni naziste e dalla stessa Wehrmacht, fecero sì che tale positiva accoglienza si trasformasse in repulsione e resistenza anche nella maggior parte di queste regioni, se si escludono gruppi nazionalistici irriducibili che continuarono a combattere contro le forze sovietiche fino all'ultimo. L'Unione Sovietica ricevette inoltre aiuto da nuclei partigiani in molte nazioni dell'Europa orientale, specialmente in Polonia e Jugoslavia.

    Quello orientale fu di gran lunga il più vasto e sanguinoso fronte di tutta la seconda guerra mondiale. L'Armata Rossa inflisse circa l'80% (oltre 3,5 milioni di soldati tedeschi morti[8]) di tutte le perdite sofferte dalle forze terrestri tedesche (Wehrmacht e Waffen-SS) durante l'intero conflitto.

    La guerra arrecò gravi perdite e sofferenze anche alla popolazione civile. Nelle retrovie del fronte e nei territori occupati i reparti di sicurezza delle SS e le stesse truppe tedesche adottarono metodi spietati di repressione e controllo con distruzione di infrastrutture, città e villaggi, devastazioni di interi territori, violenze, deportazioni di lavoratori in Germania e uccisioni di massa. Le popolazioni sovietiche occupate subirono enormi perdite di vite umane e di beni materiali; gli ebrei, molto numerosi in quelle regioni, vennerono massacrati o deportati nei campi di sterminio. Quasi venti milioni di civili sovietici furono uccisi dalle truppe tedesche o morirono di fame, malattie e maltrattamenti a causa della guerra.

    Al termine della guerra, in seguito alla decisioni della Conferenza di Potsdam, i tedeschi della Prussia Orientale e della Slesia (quasi otto milioni di civili) furono espulsi a ovest della linea Oder-Neisse; le perdite di vite umane, a causa degli stenti e delle sofferenze durante lo spostamento verso i nuovi confini tedeschi, furono elevate. Già durante la campagna finale sul territorio tedesco una parte delle truppe sovietiche si era abbandonata a rappresaglie sulla popolazione civile con uccisioni, violenze e saccheggi.
    [modifica] Fasi preliminari

    Il patto Molotov-Ribbentrop dell'agosto 1939 stabiliva un accordo di non-aggressione tra la Germania nazista e l'Unione Sovietica, e un protocollo segreto descriveva come i due stati si sarebbero spartiti la Polonia, i paesi Baltici e la Romania. Nella campagna di Polonia del settembre 1939 le due potenze invasero e si spartirono la Polonia, e nel giugno 1940 l'Unione Sovietica occupò l'Estonia, la Lettonia e la Lituania e le regioni settentrionali e della Romania (la Bucovina settentrionale e Bessarabia).

    La spartizione della Polonia diede, per la prima volta, a Germania e Unione Sovietica una frontiera comune. Per quasi due anni non si registrarono incidenti lungo il confine, mentre la Germania conquistava Danimarca, Norvegia, Francia, e la penisola balcanica.

    Adolf Hitler da sempre intendeva rinnegare il patto con l'URSS e invaderla. Nel Mein Kampf sostenne anche la necessità di acquisire nuovi territori per insediamenti tedeschi nell'Europa orientale. Aveva intenzione di insediare tedeschi come razza superiore nella Russia occidentale e di deportare la maggioranza dei russi in Siberia e di usare i rimanenti come schiavi. Dopo le grandi purghe degli anni trenta Hitler vedeva l'Unione Sovietica come uno stato militarmente debole e pronto ad essere conquistato, riferendosi ad essa sosteneva:
    « Dobbiamo solo tirare un calcio alla porta e l'intera struttura, marcia, crollerà. »


    Stalin aveva timore di una guerra contro la Germania nazista, ed era riluttante a compiere qualsiasi azione che avrebbe potuto provocare Hitler. Nonostante la Germania stesse ammassando truppe nella Polonia orientale e compiendo voli di ricognizione lungo il confine, Stalin ignorò questi avvertimenti e quelli delle intelligence straniere. Inoltre la notte dell'invasione, le truppe sovietiche ricevettero una direttiva firmata dal Maresciallo Semyon Timoshenko e dal Generale Georgy Zhukov che ordinava di "non rispondere a qualsiasi provocazione" e di "non intraprendere nessuna azione senza avere ricevuto ordini specifici". L'invasione tedesca colse quindi di sorpresa buona parte dell'esercito e dei comandi sovietici.
    [modifica] Operazioni
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cronologia della guerra sul fronte orientale.
    [modifica] Invasione: estate 1941
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Operazione Barbarossa.

    Alle 04:45 del 22 giugno 1941, quattro milioni di soldati tedeschi, rumeni, ungheresi e slovacchi varcarono i confini dell'Unione Sovietica. Per un mese l'avanzata a tre punte fu inarrestabile, le divisioni panzer circondavano centinaia di migliaia di soldati sovietici in vaste sacche che venivano poi affrontate e ridotte dalle più lente divisioni di fanteria, mentre i panzer proseguivano la loro strada.

    L'obiettivo del Gruppo d'armate "Nord" (con i 600 carri armati del Panzergruppe 4 al comando del generale Erich Höppner) era Leningrado, che fu raggiunto, dopo alcuni duri scontri dei panzer con i potenti carri armati sovietici a Reisenjai e sul fiume Luga, dopo l'avanzata in Lituania, Lettonia, ed Estonia e la conquista delle città russe di Pskov e Novgorod.
    Uno degli innumerevoli soldati sovietici catturati dalla Wehrmacht durante l'Operazione Barbarossa.

    Il Gruppo d'armate "Centro" comprendeva due Panzergruppen (2. e 3.) al comando dei generali Heinz Guderian e Hermann Hoth, con circa 2000 carri armati, che si portarono verso est, partendo rispettivamente dalla regione di Suwalki e da quella di Brest-Litovsk e convergendo in prossimità di Minsk, seguite dalla 2., 4. e 9. Armata. I panzer sbaragliarono facilmente la resistenza delle riserve mobili sovietiche: ad Alytus il Panzergruppe 3 respinse la 5ª Divisione corazzata sovietica e quindi proseguì rapidamente verso Vilnius e Minsk, non intralciato dai confusi contrattacchi delle notevoli forze meccanizzate del generale Pavlov (comandante del "Fronte occidentale" sovietico). A sud il Panzergruppe 2 di Guderian schiacciò i tentativi di contrattacco dei carri leggeri sovietici a Kobryn e Slonim e avanzò verso Slutsk e Minsk congiungendosi il 28 giugno con le forze di Hoth e accerchiando tre armate nemiche (che vennero progressivamente distrutte, dopo duri scontri, dalle forze di fanteria tedesche).

    Senza attardarsi, i panzer proseguirono ancora e raggiunsero la Dvina e la Beresina in soli sei giorni, a 650 km dal loro punto di partenza. L'obiettivo successivo era di attraversare il fiume Dnepr, che fu raggiunto l'11 luglio. Dopo Vitebsk, conquistata il 10 luglio dal Panzergruppe 3 di Hoth, cadde anche il 16 luglio, per opera delle forze del Panzergruppe 2 del generale Guderian, l'importante città di Smolensk considerata la "porta di Mosca" , ma gli scontri nell'area di Smolensk, provocati dai continui contrattacchi delle ingenti forze sovietiche radunate precipitosamente da Stalin e dall'Alto comando, bloccarono l'avanzata tedesca fino a metà settembre, interrompendo la apparentemente inarrestabile blitzkrieg.

    Il Gruppo d'armate "Sud", con la 6. Armata, il Panzergruppe 1 (generale Ewald von Kleist : 800 carri armati), la 11. e la 17. Armata, fu incaricato di avanzare attraverso la Galizia e l'Ucraina. in questo settore le forze meccanizzate sovietiche erano particolarmente potenti con oltre 3.500 carri armati a disposizione, e quindi il generale Kirponos (comandante del "Fronte sud-occidentale" sovietico) organizzò un importante contrattacco sui due lati del cuneo di sfondamento dei panzer del generale Kleist che diede luogo alla battaglia di carri più grande e combattuta dell'Operazione Barbarossa. A Dubno, Brody e Luc'k, per quattro giorni fino al 30 giugno i carri sovietici cercarono di fermare e distruggere i panzer, ma, molto più inesperti, con gravi carenze logistiche e sottoposti al dominio aereo della Luftwaffe, subirono pesanti perdite e furono infine costrette a ripiegare, lasciando via libera alle abili Panzer-Divisionen tedesche.
    Colonna di Panzer IV del Panzergruppe 3 in azione nella regione di Vitebsk nel luglio 1941.

    Le divisioni corazzate progredirono comunque piuttosto lentamente, con un solo corridoio verso Kiev aperto verso la metà di luglio. L'11. Armata, aiutata da truppe rumene si fece strada verso Odessa attraverso la Bessarabia. Il Panzergruppe 1 manovrò a ovest di Kiev, avanzando verso sud lungo l'ansa del Dniepr. Quando si congiunse con gli elementi meridionali del Gruppo d'armate "Sud" a Uman, le forze tedesche fecero prigionieri 100.000 soldati sovietici in una vasta sacca.

    Dato che l'Armata Rossa si ritirava oltre i fiumi Dniepr e Dvina, il governo sovietico decise di trasferire il più possibile le industrie pesanti della regione, gli impianti venivano smontati, caricati su convogli ferroviari e inviati lontano dalla linea del fronte, oltre gli Urali, nell'Asia centrale dove venivano rimontati. Molti civili non poterono essere evacuati assieme ai materiali e furono lasciati indietro, in balia degli invasori.

    Con la cattura di Smolensk e l'avanzata lungo il fiume Luga, il Gruppo d'armate "Centro" e il Gruppo d'armate "Nord" avevano raggiunto il loro primo obiettivo principale: attraversare e occupare le terre tra il Dvina e lo Dnepr. La strada per Mosca, ora distante solo 400 km, era stata largamente aperta.

    I generali tedeschi propendevano per un'immediata azione verso Mosca (secondo i principii della Blitzkrieg) ma Hitler respinse l'idea sostenendo, invece, l'importanza che avrebbero avuto il grano e l'industria pesante dell'Ucraina se fossero riusciti a venirne in possesso; inoltre, c'era un ammassamento di truppe di riserva sovietiche nella zona di Gomel tra il fianco meridionale del Gruppo d'armate "Centro" e il Gruppo d'armate "Sud". Fu dato ordine al Panzergruppe 2 di girare verso sud e avanzare a est di Kiev. Questa operazione durò per tutto il mese di agosto ma quando il Panzergruppe 2 si congiunse con il Panzergruppe 1, proveniente da sud, a Lokhvitsa, il 5 settembre 665.000 soldati sovietici furono fatti prigionieri e Kiev fu presa il 19 settembre. Queste facili vittorie indussero Hitler a pensare che l'URSS non avesse ancora colmato le gravi lacune militari della Guerra d'inverno, e lo spinsero più di una volta nel procedere del conflitto a ordinare ardite offensive sottovalutando fortemente la resistenza russa.
    [modifica] Mosca e Rostov: autunno 1941
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Operazione Tifone e Battaglia di Rostov (1941).

    Hitler decise di riprendere l'avanzata verso Mosca, con l'Operazione Tifone, che iniziò il 30 settembre 1941. Il Panzergruppe 2 percorse la strada di Orel (presa il 7 ottobre) fino al fiume Oka a Plavskoye, mentre il Panzergruppe 4 (trasferita dal Gruppo d'armate Nord a quello "Centro") e il Panzergruppe 3 circondavano le forze sovietiche in due grandi sacche a Vyazma e Bryansk. Il Gruppo d'armate "Nord" quindi, sferrò un nuovo attacco di fronte a Leningrado tentando di interrompere il collegamento ferroviario da Tichvin verso l'est. Iniziò così l'assedio di Leningrado che durò 900 giorni. A nord del circolo polare artico, le forze finno-tedesche tentarono di raggiungere Murmansk ma non riuscirono ad andare oltre il fiume Litsa.

    Il Gruppo d'armate "Sud" si spinse oltre il Dnepr verso la costa del mar d'Azov, avanzando anche su Kharkov, Kursk e Stalino. L'11. Armata si spostò in Crimea prendendo possesso dell'intera penisola entro l'autunno (ad eccezione di Sebastopoli, che resistette fino al 3 luglio 1942). Il 21 novembre i tedeschi presero Rostov, la porta per il Caucaso. Comunque le linee tedesche erano troppo lunghe ed esposte sui fianchi, così i difensori sovietici contrattaccarono la testa di ponte del Panzergruppe 1 da nord, respingendola dalla città, oltre il fiume Mius; fu la prima significativa sconfitta tedesca della guerra.

    Mentre l'Operazione Tifone proseguiva le condizioni climatiche peggiorarono. Nella seconda metà di ottobre piovve consistentemente, le poche strade esistenti si trasformarono in piste di fango senza fine che intrappolavano mezzi, cavalli e uomini tedeschi. A 160 km da Mosca, le cose peggiorarono ulteriormente quando la temperatura si abbassò notevolmente e iniziò a nevicare. I veicoli potevano muoversi ma gli uomini congelavano, senza abbigliamento invernale. I comandi tedeschi prevedevano che la campagna sarebbe durata pochi mesi e non avevano quindi equipaggiato le truppe per combattimenti invernali.

    Il 15 novembre i tedeschi iniziarono un tentativo di accerchiamento di Mosca. Il 27 novembre il Panzergruppe 4 si trovò a 30 km dal Cremlino, quando raggiunse il capolinea dei tram di Mosca, a Khimki, mentre il Panzergruppe 2 cercò ostinatamente per prendere Tula, l'ultima città sulla strada per la capitale ma non ci riuscì. Hitler ebbe furiosi contrasti con i comandanti dell'esercito, perché sosteneva la necessità di non fermare l'avanzata verso Mosca, diversamente dai generali che volevano rallentare in quanto le truppe erano completamente esauste dal freddo letale. Fu a questo punto che i sovietici contrattaccarono per la prima volta.
    [modifica] Controffensiva sovietica: inverno 1941
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Mosca.

    Durante l'autunno, Zhukov trasferì truppe fresche e ben equipaggiate dalla Siberia e dall'Oriente a Mosca (queste truppe stazionavano lì in previsione di un possibile attacco giapponese, ma l'intelligence indicò che i giapponesi avevano deciso invece di attaccare il sud-est asiatico e il Pacifico). Il 5 dicembre 1941, questi rinforzi attaccarono le linee tedesche attorno a Mosca, supportati dai nuovi carri armati T-34 e dai lanciarazzi Katyusha (soprannominati dai tedeschi "organi di Stalin"). Le nuove truppe sovietiche erano preparate per la guerra invernale e includevano numerosi battaglioni sciatori. Entro il 7 gennaio 1942 le esauste truppe tedesche furono respinte a una distanza compresa tra i 100 e i 250 km.

    Un ulteriore attacco sovietico fu condotto nel tardo gennaio, focalizzato sulla congiunzione tra il Gruppo d'Armate "Nord" e il Gruppo d'armate "Sud" tra il lago Seliger e Rzhev, riuscendo a penetrare tra le due formazioni tedesche. In contemporanea avveniva l'avanzata da Kaluga in direzione sud-ovest rispetto a Mosca, le due offensive avrebbero dovuto convergere a Smolensk, ma i tedeschi riuscirono a mantenerle distanti tra loro con un saliente a Rzhev. Un lancio di paracadutisti sovietici sulla città di Dorogobuzh, in mano ai tedeschi, non ebbe successo e i paracadutisti sopravvissuti furono costretti a trovare rifugio nelle aree controllate dai partigiani che iniziavano a formarsi dietro le linee tedesche. A nord i sovietici circondarono una guarnigione tedesca a Demyansk, che resistette per quattro mesi grazie a rifornimenti aerei, e si stabilirono a Kholm, Velizh e Velikie Luki.
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce seconda battaglia di Kharkov.

    A sud l'Armata Rossa si arrestò sul fiume Donets a Izyum. Per liberare la città di Char'kov si ammassarono mezzi per un classico doppio accerchiamento ma, la controffensiva incontrò subito problemi e la tenaglia sovietica nord venne bloccata rapidamente. Quella sud, dopo un' avanzata di circa 100 km entrò in stallo. Quando durante primavera 1942 i Sovietici tentarono di riprendere l'offensiva partendo dal saliente di Izyum incontrarono pochissima resistenza. Mentre si provvedeva a interrogare prigionieri, in un clima di sospetto generale, la 1. Panzerarmee si chiuse alle spalle del saliente. Nella conseguente sacca il Maresciallo Timoshenko perse 200000 uomini e 2\3 dei suoi carri, fatto che indebolì gravemente i Sovietici in quella parte cruciale del fronte che avrebbe dovuto sostenere l'urto iniziale dell'Operazione Blu.

    Furono eseguiti anche degli sbarchi anfibi in Crimea contro l'XI Armata di Erich von Manstein nella zona di Kerč e di Feodosia, che però vennero facilmente respinti dopo aver compiuto solo progressi limitati.
    [modifica] Don, Volga, e Caucaso: estate 1942
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Operazione Blu, Battaglia del Caucaso e Battaglia di Stalingrado.

    Nonostante fossero stati redatti dei piani per attaccare nuovamente Mosca, l'offensiva riprese in un'altra direzione il 28 giugno 1942. Il raggruppamento meridionale tedesco prese l'iniziativa, con la battaglia di Voronezh e quindi seguendo il fiume Don verso sud-est. Il piano consisteva nel dapprima rendere sicuri il Don e il Volga e quindi penetrare nel Caucaso in direzione dei pozzi petroliferi, ma alcune considerazioni e la sua stessa vanità fecero cambiare idea a Hitler che ordinò che le due fasi dell'operazione venissero eseguite simultaneamente. Rostov fu ripresa il 24 luglio, quindi il gruppo si diresse verso sud, verso Maikop. Fu eseguita l'Operazione Shamil, un gruppo di membri del Brandenburger, truppe speciali simili ai commandos britannici, travestiti da membri del NKVD destabilizzarono le difese di Maikop permettendo alla 1. Panzer-Armee di entrare nella città con facilità.

    Nel frattempo la 6. Armata si stava dirigendo verso Stalingrado, non supportata dai panzer della 4. Panzer-Armee che erano stati deviati per aiutare la 1. Panzer-Armee ad attraversare il Don. Mentre la 4. Armata panzer riprendeva l'offensiva contro Stalingrado, la resistenza sovietica (consistente nella 62. Armata comandata da Vasilij Ivanovič Čujkov) si era rafforzata. Dopo avere attraversato il Don le truppe tedesche raggiunsero il Volga il 23 agosto, ma nei mesi successivi la Wehrmacht sarebbe stata impegnata in una estenuante battaglia casa per casa per conquistare Stalingrado.

    In direzione sud la 1. Armata panzer aveva raggiunto le colline caucasiche e il fiume Malka. Alla fine di agosto la 3. e la 4. Armata rumena vengono riposizionate sul Don, ai lati della testa di ponte tedesca presso Stalingrado per alleggerire le forze tedesche e permettere loro una maggiore concentrazione nella città. A causa dei continui antagonismi tra Ungheria e Romania per la Transilvania, fra le truppe rumene e quelle magiare viene posizionata l'8. Armata italiana. Fra le forze alleate dell'Asse erano presenti anche un contingente slovacco ed uno croato, aggregati alle forze tedesche.

    L'avanzata nel Caucaso si impantanò, i tedeschi non erano in grado di raggiungere Malgobek e l'ambito obiettivo di Grozny. Cambiarono direzione della loro avanzata, attraversando il Malka alla fine di ottobre ed entrando nell'Ossezia del Nord. Nelle prime settimane di novembre, alla periferia di Ordzhonikidze, la 13. Panzer-Division fu sbaragliata e le truppe tedesche furono costrette a ritirarsi. L'offensiva in Russia era finita.
    [modifica] Stalingrado: inverno 1942-1943
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Battaglia di Stalingrado, ARMIR, Operazione Urano, Operazione Piccolo Saturno, Operazione Tempesta Invernale e Operazione Marte.

    Mentre la 6. Armata tedesca e la 4. Armata panzer combattevano l'estenuante, sanguinosa e drammatica battaglia nelle rovine di Stalingrado contro la disperata e inesauribile difesa della 62.Armata sovietica, Stalin e l'Alto comando sovietico (in particolare i generali Vasilevsky e Zhukov) organizzarono una controffensiva decisiva per ribaltare l'equilibrio strategico complessivo e distruggere il raggruppamento dell'Asse nella regione del Volga e del Caucaso.Per due mesi vennero radunate di nascosto (Hitler e i generali tedeschi, consapevoli dei pericoli della situazione, sottovalutarono le possibilità operative offensive dei russi[9]) poderose forze di artiglieria e fanteria e numerosi corpi corazzati e meccanizzati (4 corpi corazzati e 3 corpi meccanizzati con circa 1500 carri armati) sui deboli fianchi (tenuti prevalentemente dalle mediocri divisioni rumene a corto di armi anticarro e dal fragile morale) del gruppo di forze tedesco impegnato nella regione di Stalingrado. Lungo il corso del Don (sfruttando le teste di ponte di Serafimovic e Kletskaja) venne ammassati il fronte Sud Ovest del generale Vatutin e il fronte del Don del generale Rokossovskij; a sud della città,il fronte di Stalingrado di Erëmenko costituì una nuova massa offensiva per marciare (con manovra a tenaglia) incontro al raggruppamento settentrionale. Fu da questa posizione che iniziò, il 19 novembre 1942 l'Operazione Urano: i fronti sovietici travolsero i rumeni dopo una dura lotta iniziale; dopo lo sfondamento i corpi meccanizzati russi (5.Armata corazzata e 4º Corpo corazzato) si spinsero in profondità avanzando a velocità forsennata, seminando il panico nelle retrovie tedesco-rumene; respinsero i tentativi di contrattacco delle modeste riserve corazzate tedesche (48°Panzerkorps con circa 200 carri armati) e già il 22 novembre attraversarono di sorpresa il Don a Kalach. Il giorno dopo (23 novembre) i carri armati del generale Vatutin (26° e 4°Corpo corazzato) si incontrarono (tra grandi scene di gioia) con le colonne del 4°Corpo meccanizzato sovietico proveniente da sud (fronte di Erëmenko) nella zona di Sovietskij-Marinovka, intrappolando i 300.000 soldati della 6. Armata del generale Friedrich Paulus rimasti bloccati a est del Don nell'area di Stalingrado.In cinque giorni questa audace e spericolata corsa meccanizzata aveva deciso le sorti della cruciale battaglia di Stalingrado e forse dell'intera Grande Guerra Patriottica[10].

    Il 25 novembre fu lanciata anche un'altra offensiva, chiamata Operazione Marte, lungo il settore di Rzhev, per avanzare verso Smolensk, ma fu un fallimento (ancora oggi non è chiaro se si trattò di una semplice attacco diversivo russo o di una vera offensiva con scopi strategici altrettanto importanti dell'Operazione Urano).[8].
    Le colonne corazzate sovietiche in marcia nella steppa innevata.

    Hitler,deciso a mantenere le posizioni a Stalingrado,per motivi strategici ma anche di prestigio personale[9], affidò all'abile feldmaresciallo von Manstein il compito di ristabilire la situazione e sbloccare gli accerchiati a Stalingrado, ma l'offensiva non iniziò prima del 12 dicembre, quando la 6. Armata a Stalingrado era decimata e troppo debole per agire efficacemente. L'Operazione Tempesta Invernale, con il movimento di tre Panzerdivision da Kotelnikovo in direzione della sacca, venne bloccata dalla tenace resistenza sovietica (opportunamente rinforzata da Stalin e Vasilevsky) a 65 km dal suo obiettivo[11]. Inoltre per attirare le riserve tedesche e minacciare le retrovie di tutto lo schieramente dell'asse nel settore meridionale, i sovietici sferrarono una nuova potente offensiva sul Medio Don lungo il settore tenuto dagli italiani (malamente armato e equipaggiato) per cogliere alle spalle le forze nemiche[11]. Con questa manovra, iniziata il 16 dicembre e chiamata Operazione Piccolo Saturno, l'Armata Rossa (con l'impiego di 1000 carri armati) travolse dopo due giorni di lotta il fronte dell'ARMIR e accerchiò le truppe italiane che furono costrette ad una rovinosa e tragica ritirata a piedi nella neve per cercare di uscire dalla sacca d'accerchiamento. Le perdite italiane furono pesantissime (circa 100.000 morti, feriti, dispersi e catturati)[12]. Il Corpo Alpino venne attaccato solo il 12 gennaio da un nuovo potente raggruppamento corazzato sovietico sull'Alto Don. Coinvolti nel crollo del vicino fronte ungherese, anche gli alpini iniziarono a ripiegare in rotta per sfuggire ai carri armati russi. La ritirata avrebbe comportato la distruzione di due delle tre divisioni alpine (Julia e Cuneense); solo i miseri resti della Tridentina e altri reparti sbandati riuscirono il 26 gennaio a forzare con una tragica carica lo sbarramento sovietico nel villaggio di Nikolaevka; la steppa russa era disseminata di morti e dispersi tedeschi, rumeni, ungheresi e italiani[11].
    Ultima modifica di nafplio; 08-05-11 alle 22:32

  3. #3
    nafplio,golfo di nauplia
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    Predefinito Rif: i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo

    Dopo il crollo del fronte dell'ARMIR, i carri armati sovietici (24º e 25 °Corpo corazzato) poterono proseguire in profondità, spingendosi audacemente fino agli aeroporti di Tatsjnskaja e Morozovsk, e distruggere i campi di volo e molti degli aerei tedeschi che venivano utilizzati per rifornire (in verità in quantità assolutamente insufficiente) le truppe a Stalingrado[13]. Di fronte alla catastrofe e al rischio di un crollo generale del fronte meridionale, Hitler e l'Alto comando tedesco dovettero rinunciare al tentativo di salvataggio delle truppe accerchiate a Stalingrado (ormai molto indebolite dai combattimenti, dal freddo e dalla scarsità di rifornimenti) e iniziare anche il ripiegamento dal Caucaso (30 dicembre)[14]. Il 2 febbraio 1943, dopo un'ultima disperata battaglia (iniziata il 10 gennaio 1943), i 90.000 sopravvissuti dei 300.000 uomini della 6. Armata tedesca a Stalingrado si arresero[11]. Nel frattempo era stato spazzato via dall'offensiva sovietica anche il contingente ungherese (offensiva del 12 gennaio 1943), mentre il raggruppamento del Caucaso era riuscito miracolosamente a sfuggire attraverso Rostov (liberata dai russi il 14 febbraio)[15]. Complessivamente dal 19 novembre 1942 al 2 febbraio 1943, l'Armata Rossa distrusse quasi 70 divisioni dell'Asse (circa 30 tedesche,15 rumene,10 italiane e 10 ungheresi), per un totale di oltre 1 milione di soldati (tra cui quasi 400.000 prigionieri), enormi quantità di equipaggiamenti furono distrutti (2000 carri armati e 800 aerei)[11] ; le perdite sovietiche in questa fase offensiva e vittoriosa della campagna furono alte come sempre: oltre 600.000 morti,feriti e dispersi e oltre 4000 carri armati[8]. La guerra sul fronte Orientale aveva subito una svolta decisiva, l'Armata Rossa, in grande crescita numerica, qualitativa e organizzativa, stava prendendo il sopravvento; per la Wehrmacht ormai si sarebbe trattato di sopravvivere più che di vincere[16]

    I sovietici avanzarono dal Don per 500 km a ovest di Stalingrado, attraverso Kursk (presa l'8 febbraio 1943) e Kharkov (presa il 16 febbraio dello stesso anno). Per arrestare l'avanzata russa a sud, i comandi tedeschi presero la decisione di abbandonare il saliente di Rzhev, per avere una maggiore disponibilità di truppe da impiegare nell'Ucraina orientale. La controffensiva, guidata dal feldmaresciallo Erich von Manstein, e rafforzata da Corpi Panzer delle SS equipaggiati con carri armati Tiger I, iniziò il 20 febbraio 1943. Da Poltava, le truppe tedesche avanzarono nuovamente verso est, riprendendo Kharkov la terza settimana di marzo. L'offensiva tedesca si fermò con il disgelo primaverile, lasciando una zona avanzata rispetto alla linea del fronte in prossimità di Kursk in mano sovietica.
    [modifica] Kursk: estate 1943
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Kursk.

    Dopo il fallito tentativo di prendere Stalingrado, Hitler ridiede l'incarico di progettare la fase successiva della campagna all'alto comando dell'Esercito e nominò Heinz Guderian ispettore delle truppe Panzer. Hitler era ansioso di eliminare il saliente russo presso Kursk anche perché sapeva che le posizioni sovietiche nei sei mesi precedenti erano state rafforzate con cannoni anti-carro, ostacoli, campi minati, barriere di filo spinato, trincee e bunker. Lo scopo di questa operazione era quello di allontanare i sovietici per permettere alle truppe tedesche di concentrarsi sulla minaccia degli Alleati sul fronte occidentale. L'avanzata sarebbe stata eseguita dal saliente di Orel, a nord di Kursk, e da Belgorod, a sud. I due gruppi dovevano convergere a Tim, riposizionandosi così sulle stesse linee tenute dalla Formazione sud nell'inverno 1941-42.
    La convergenza delle armate Alleate verso la Germania.

    Nonostante i tedeschi avessero calcolato che le massicce risorse umane dell'Armata Rossa si erano notevolmente ridotte fra il 1941 e il 1942, i sovietici stavano rinforzandole reclutando uomini delle regioni riconquistate nell'inverno del 1943.

    Sotto la pressione dei suoi generali Hitler accettò l'offensiva su Kursk, non sapendo che le informazioni fornite dall'Abwehr sulle posizioni sovietiche erano state compromesse da operazioni di disinformazione orchestrate dai quartieri generali sovietici e da azioni di controspionaggio compiute da un circolo di spie in Svizzera. I tedeschi iniziarono la campagna dopo mesi di attesa per essere riequipaggiati con nuovi carri armati, periodo nel quale i sovietici avevano ulteriormente rinforzato le loro posizioni spostando numerosi pezzi di artiglieria.

    A nord l'intera 9. Armata era stata spostata da Rzhev al saliente di Orel per avanzare da Maloarkhangelsk a Kursk. Ma l'armata non riuscì nemmeno a oltrepassare il primo obiettivo dell'avanzata, a Olkhovatka, a soli 8 km dal punto di partenza. La 9. Armata infranse la propria testa di ponte contro i campi minati sovietici: la cosa frustrante era che l'altura dove si trovavano era l'unica barriera naturale tra loro e la pianura circostante Kursk. La direzione dell'avanzata fu cambiata verso Ponyri, a ovest di Olkhovatka, ma la 9. Armata non poté penetrare nemmeno lì e si ritirò in posizione difensiva. I sovietici penetrarono attraverso le linee tedesche il 12 luglio, inserendosi tra la 211. e la 293. Divisione lungo il fiume Zhizdra e verso Karachev.

    L'offensiva meridionale, guidata dalla 4. Armata panzer, fece più strada. Avanzando su entrambe le sponde del Donets superiore, lungo uno stretto corridoio, gli SS Panzer Corps e le divisioni di Grossdeutschland Panzergrenadier si aprirono la via lungo campi minati e oltrepassando alture in direzione di Oboyan. Una forte resistenza causò un cambio di direzione da est verso ovest, i carri armati riuscirono a inoltrarsi per 25 km prima di incontrare i carri della 5. Armata sovietica, appena fuori dal villaggio di Prokhorovka. Il 12 luglio, migliaia di carri armati si scontrarono in una battaglia. Alla fine del giorno, l'esito dello scontro si trovava in una fase di stallo, con innumerevoli vittime fra entrambi gli schieramenti. I sovietici furono in grado di reggere le pesanti perdite di uomini e materiale al contrario dei tedeschi, che ne risentirono maggiormente. Preoccupato dallo sbarco alleato in Sicilia avvenuto il 10 luglio, Hitler ritirò gli SS Panzer Corp dalle linee meridionali del saliente di Kursk, ponendo fine all'attacco tedesco alla Russia.

    La battaglia di Kursk rappresentò una versione su vasta scala delle battaglie della prima guerra mondiale, con la fanteria che avanzava sotto il fuoco di mitragliatrici, e i carri armati investiti dai colpi delle batterie di cannoni anticarro. Gran parte dell'equipaggiamento tedesco era nuovo e non ancora testato, con equipaggi non addestrati al suo uso. Le nuove unità anticarro, nonostante fossero dotate di un cannone da 88mm, non erano provvisti di mitragliatrici per difendersi dalla fanteria e furono rapidamente fatti bersaglio dai cannoni anticarro sovietici, che erano posizionati in alloggiamenti semisferici. Tali alloggiamenti erano protetti da piccole postazioni contenenti due persone e nidi di mitragliatrici o mortai, che assicuravano che la fanteria della Wehrmacht non riuscisse a difendere i carri armati. L'offensiva a Kursk fu l'ultima della stessa scala di quelle lanciate sin dal 1941 dalla Wehrmacht, le successive non ebbero più la stessa potenza di un tempo. In seguito alla sconfitta Hitler non si fidò più dei suoi generali come una volta, e mentre la sua salute mentale andava deteriorandosi e con essa la validità delle sue strategie.
    [modifica] Ucraina: autunno 1943 ed inverno 1944
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Quarta battaglia di Kharkov, Battaglia di Korsun-Sevcenkovskij e Offensiva Uman-Botoşani.
    Gli equipaggi dei carri pesanti sovietici KV1 si preparano ad affrontare i panzer(estate 1943).

    Le forze sovietiche avanzarono nel saliente tedesco di Orel. La deviazione della divisione Grossdeutschland da Belgorod a Karachev non poté arrestare l' avanzata, e fu presa la decisione strategica di abbandonare Orel (presa dall' Armata Rossa il 5 agosto 1943) e ripiegare sulla linea Hagen di fronte a Bryansk.

    A sud le potenti forze sovietiche dei generali Vatutin e Konev (quasi 1 milione di uomini e 2500 carri armati[17]) sfondarono (dal 3 agosto) le posizioni del Gruppo d'armate Sud nella regione di Belgorod e si diressero nuovamente verso Kharkov. Nonostante i continui ed efficaci contrattacchi delle Panzerdivisionen e delle Waffen-SS, accorse da altri fronti per difendere ancora Kharkov, le forze corazzate dell'Armata Rossa (1. e 5.Armata corazzata della Guardia), molto superiori di numero e coraggiosamente ostinate nell'offensiva (a prezzo di perdite gravissime), finirono per esaurire le risorse dei panzer[18]. Dopo le furiose battaglie di carri di Bogodukhov e Akhtyrka, combattute dai carri armati di Vatutin contro i panzer del generale Hoth, le armate del generale Konev riuscirono ad avanzare su Kharkov ormai in situazione disperata. Kharkov venne evacuata per l'ultima volta il 22 agosto per evitare un nuovo accerchiamento. L'Armata Rossa liberava definitivamente la grande città ucraina[19].

    Le forze tedesche sul Mius, composte dalla 1. Armata panzer e dalla ricostituita 6. Armata, in agosto erano troppo deboli per sostenere un attacco sovietico, che, si verificò, costringendole a ripiegare lungo la regione industriale del bacino del Donets fino allo Dnieper, perdendo così le risorse industriali e agricole che avevano motivato l' invasione nazista dell'Unione Sovietica. Hitler aveva programmato una riturata generale lungo la linea dello Dnieper, e la realizzazione di quello che sarebbe dovuto diventare l'Ostwall, una linea difensiva simile al Westwall lungo il fronte occidentale.

    Il problema era che tale fortificazione però non era ancora stata costruita, e mentre il Gruppo d'armate "Sud" evacuava l' Ucraina orientale e attraversava il fiume Dnieper a settembre, i sovietici erano già alle sue spalle. Tenacemente, piccole unità, si aprivano la strada lungo il fiume largo 3 km stabilendo teste di ponte. Un secondo tentativo dei Sovietici di conquistare terreno utilizzando paracadutisti a Kaniv il 24 settembre, si rivelò sfortunato come quello a Dorogobuzh diciotto mesi prima, le truppe furono subito respinte anche se nel frattempo grazie alla copertura da loro fornita l'Armata Rossa penetrò attraverso il Dnieper.

    A ottobre, i tedeschi non riuscivano più a mantenere le posizioni lungo il Dniepr perché le teste di ponte nemiche continuavano ad aumentare; iniziarono a cadere le città situate lungo la linea; la prima fu Zaporozhye, seguita da Dnepropetrovsk. Nel gennaio 1944 sette divisioni tedesche intrappolate vicino a Korsun-Sevcenkobvskij vennero praticamente distrutte durante una nuova terribile battaglia invernale.

    A marzo, l'Armata Rossa riprese l'offensiva generale: il maresciallo Žukov avanzò rapidamente verso Proskurov, Tarnopol e i Carpazi, mentre il maresciallo Konev sferrò la travolgente marcia nel fango che, nonostante il terreno fangoso per il disgelo primaverile, travolse le difese tedesche; le unità corazzate sovietiche avanzarono per quasi 400 km e raggiunsero la Romania, dopo aver superato Buh Meridionale, Dniestr, Prut e Siret.

    A questo punto, venti divisioni tedesche furono circondate nella 'sacca di Kamenetzk-Podolsk' dalle armate corazzate dei marescialli Žukov e Konev, ma il generale Hans Hube riuscì a ripiegare per centinaia di km e a sfuggire infine dalla trappola, ricongiungendosi al grosso dell'Esercito tedesco. I sovietici si erano lasciati sfuggire una grossa occasione, ma tuttavia l'offensiva invernale russa aveva conseguito grandi successi e liberato completamente l'Ucraina, fino a raggiungere la Romania e la Polonia orientale[20].

    A nord, il Gruppo d'armate "Centro" fu lentamente respinto dalla linea Hagen, perdendo relativamente poco terreno ma cedendo Bryansk e la più importante Smolensk, il 25 settembre. La città era la chiave di volta dell'intero sistema difensivo tedesco, ma la 4., la 9. e la 3. armata panzer tenevano ancora la parte superiore dello Dnieper. Lungo il fronte tenuto dal Gruppo d'armate "Nord" non ci fu quasi nessun combattimento sino al gennaio 1944 quando Novgorod fu riconquistata; a febbraio l'Armata Rossa raggiunse l'Estonia.

    A sud, i sovietici raggiunsero il confine rumeno a marzo, Odessa fu presa ad aprile, e Sebastopoli a maggio.
    [modifica] Bielorussia: estate 1944
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Operazione Bagration, Offensiva Lvov-Sandomierz, Rivolta di Varsavia e Rivolta nazionale slovacca.

    Sul fronte centrale, un massiccio attacco sovietico, chiamato operazione Bagration, iniziò il 22 giugno 1944, portando alla distruzione del Gruppo d'armate tedesco "Centro". I tedeschi avevano trasferito un numero limitato di unità in Francia per fare fronte allo sbarco in Normandia, avvenuto due settimane prima. Più di 120 divisioni sovietiche sfondarono le linee tedesche.
    Un carro armato T34-85 del 2º Corpo corazzato della Guardia a Minsk, durante l'Operazione Bagration.

    I sovietici avevano conseguito un rapporto di dieci a uno per quanto riguarda i carri armati e di sette a uno per gli aerei rispetto ai tedeschi. Al momento dell'attacco il vantaggio numerico e qualitativo dell'Armata Rossa era soverchiante: più di 2,5 milioni di soldati sovietici si mossero contro il Gruppo d'armate "Centro", che poteva contare su meno di 800.000 uomini. Le forze tedesche furono disintegrate, la capitale della Bielorussia, Minsk, fu presa il 3 luglio, con la cattura di 50.000 tedeschi. Dieci giorni dopo i sovietici raggiunsero il confine polacco precedente al conflitto. La rapida progressione tagliò fuori e isolò le unità del Gruppo d'armate "Nord" che stavano combattendo in Curlandia. L'operazione Bagration fu una delle più vaste della guerra e costò all'Armata Rossa 765.815 morti, dispersi e feriti oltre a 2.957 carri armati e cannoni, i tedeschi contarono circa 445,000 perdite, tra cui oltre 100.000 prigionieri.

    L'offensiva Lvov-Sandomierz fu lanciata il 13 luglio 1944; le forze tedesche furono rapidamente espulse dall'Ucraina occidentale. L'avanzata sovietica a sud continuò in Romania e, in seguito a un colpo di stato contro il governo rumeno alleato con l'Asse il 23 agosto, l'Armata Rossa occupò Bucarest il 31 agosto. A Mosca il 12 settembre, la Romania e l'Unione Sovietica firmarono un armistizio su condizioni dettate da Mosca. La resa della Romania creò un varco nel fronte meridionale che causò ai tedeschi la perdita di tutti i Balcani.

    In Polonia, mentre l'Armata Rossa si avvicinava, l'Armia Krajowa lanciò l'operazione Tempesta. Durante l'insurrezione di Varsavia, l'esercito sovietico si fermò sulla Vistola, impossibilitato a proseguire l'avanzata dopo la inattesa sconfitta subita di fronte alla capitale polacca, sulla riva destra del fiume, contro alcune Panzerdivisionen tedesche, ma anche riluttante a venire in soccorso alla resistenza polacca per motivi politici. Un tentativo della 1. Armata polacca, creata dai sovietici, di prendere la città, non supportato dall'Armata Rossa, fu respinto a settembre con pesanti perdite. Nei territori occupati dai sovietici unità dell'NKVD internarono o giustiziarono soldati e ufficiali polacchi che non volevano unirsi all'Armata Rossa.

    In Slovacchia, la rivolta iniziò con scontri tra le forze della Wehrmacht e truppe ribelli slovacche nella città di Banská Bystrica; durò da agosto a ottobre 1944.

    L'8 settembre 1944 l'Armata Rossa sferrò un attacco sul passo di Dukla, sulla frontiera tra Slovacchia e Polonia. Due mesi più tardi i russi vinsero la battaglia e entrarono in Slovacchia, il bilancio delle perdite fu pesante: 85.000 soldati sovietici e diverse migliaia di tedeschi, slovacchi e cechi persero la vita nello scontro.
    [modifica] Europa orientale: gennaio-marzo 1945
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Offensiva sovietica gennaio-aprile 1945 e Battaglia di Konigsberg.

    I sovietici entrarono a Varsavia nel gennaio 1945 solo dopo che la città fu distrutta e abbandonata dai tedeschi. In tre giorni, su un largo fronte, con quattro gruppi di armate, l'Armata Rossa iniziò un'offensiva oltre il fiume Narew e Varsavia. I sovietici avevano un vantaggio sulla fanteria tedesca di nove a uno e sui carri armati di dieci a uno. Dopo quattro giorni l'Armata Rossa sfondò e iniziò ad avanzare da trenta a quaranta chilometri al giorno, prendendo gli stati baltici, Danzica, la Prussia Orientale e Poznan, fermandosi lungo il fiume Oder, 60 km a est di Berlino. In questa operazione durata 23 giorni i sovietici persero 194.000 soldati tra morti e feriti e 1.267 fra carri armati e cannoni.

    Il 25 gennaio 1945, Hitler rinominò i tre gruppi d'armate: quello "Nord" diventò il Gruppo d'armate Curlandia; quello "Centro" divenne il Gruppo d'armate "Nord" e il Gruppo d'armate "A" divenne Gruppo d'armate "Centro". Il nuovo Gruppo d'armate "Nord" (ex "Centro") fu intrappolato in una sacca che diventava sempre più piccola nella zona di Königsberg, nella Prussia Orientale.

    Un contrattacco del nuovo Gruppo d'armate "Vistola", guidato dal Reichsführer delle SS Heinrich Himmler, fallì il 24 febbraio, e i sovietici presero la Pomerania liberando così la sponda destra dell'Oder. A sud tre tentativi tedeschi di soccorrere Budapest, che era circondata, non ebbero successo e la città cadde il 13 febbraio in mano ai sovietici. I tedeschi contrattaccarono nuovamente, Hitler insisteva nell'impossibile obiettivo di riguadagnare il Danubio. Il 16 marzo l'Armata Rossa contrattaccò e il 30 marzo entrò in Austria e prese Vienna il 13 aprile.

    Il 9 aprile 1945, Königsberg cedette infine all'Armata Rossa, nonostante resti sparsi del Gruppo d'armate "Nord" continuassero a resistere sulla costa a Heiligenbeil e Danzica fino alla fine della guerra. La conquista della Prussia Orientale, anche se spesso oscurata dall'offensiva Vistola-Oder e dalla successiva battaglia di Berlino, fu una delle più vaste e costose in perdite umane fra le operazioni compiute dall'Armata Rossa durante la guerra: in tutta la sua durata (13 gennaio - 25 aprile), i sovietici registrarono 584.788 perdite e persero 3.525 carri armati e cannoni.

    All'inizio di aprile lo Stavka autorizzò il "2. Fronte Bielorusso" del generale Konstantin Rokossovsky a muoversi a ovest verso la sponda orientale dell'Oder. Durante le prime due settimane di aprile i sovietici effettuarono il loro più rapido ridispiegamento di forze della guerra. Il generale Georgy Zhukov spostò il suo "1. Fronte Bielorusso" da Francoforte sull'Oder al nord sul Baltico presso le alture di Seelow. Il "2. Fronte Bielorusso" si spostò sulle posizioni lasciate libere dal 1. Fronte Bielorusso a nord delle alture di Seelow. Mentre avveniva questo ridispiegamento si verificarono dei vuoti nelle linee e i resti della 2. Armata tedesca, che era rimasta intrappolata a Danzica riuscirono a scappare oltre l'Oder. A sud il generale Ivan Konev trasferì il nucleo principale del "1. Fronte Ucraino" dall'Alta Slesia a nord ovest sul fiume Neisse. I tre fronti sovietici constavano complessivamente di 2,5 milioni di uomini (tra i quali 78.556 soldati della 1. armata polacca), 6.250 carri armati, 7.500 aerei, 41.600 pezzi d'artiglieria e mortai, 3.255 lanciarazzi Katyusha su autocarro, e 95.383 veicoli a motore (fra cui molti prodotti negli USA).
    [modifica] Berlino: aprile 1945
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Berlino.

    Tutto ciò che rimaneva da fare ai sovietici era di lanciare un'offensiva per occupare quella che sarebbe diventata la Germania Est. L'offensiva sovietica aveva due obiettivi. Stalin era sospettoso circa le intenzioni degli Alleati occidentali nei riguardi dei territori da loro occupati che sarebbero ricaduti nella sfera di influenza sovietica nel dopoguerra, quindi l'offensiva doveva essere su un largo fronte e muoversi il più rapidamente possibile per incontrare gli alleati il più ad occidente possibile; l'obiettivo primario restava però la presa di Berlino senza la quale l'occupazione della zona non sarebbe potuta essere rapida. Altre ragioni erano la presenza a Berlino di obiettivi strategici tra i quali lo stesso Adolf Hitler e molti cervelli del programma nucleare tedesco per la realizzazione della bomba atomica[senza fonte].

    L'offensiva per catturare la Germania dell'Est e Berlino iniziò il 16 aprile con un assalto alle linee tedesche lungo i fiumi Oder e Neisse. Dopo molti giorni di intensi combattimenti il 1. Fronte Ucraino e il 1. Fronte Bielorusso penetrarono in più punti attraverso la difesa tedesca e si fecero strada nella Germania orientale. Il 24 aprile elementi dei due Fronti avevano completato l'accerchiamento di Berlino. Il 25 aprile il 2. Fronte Bielorusso sfondò la linea a sud di Stettino, proseguendo a ovest verso la 21. Armata Britannica e a nord verso il porto di Stralsund. La 58. Divisione Sovietica delle Guardie si incontrò con la 69. Divisione di Fanteria della Prima Armata statunitense vicino a Torgau, sul fiume Elba.

    Il 30 aprile, l'Armata Rossa si fece strada nel centro di Berlino, Adolf Hitler sposò Eva Braun e poi si suicidò ingerendo del cianuro e sparandosi. Helmuth Weidling, il comandante della difesa di Berlino annunciò la resa della città ai sovietici il 2 maggio. Complessivamente le operazioni a Berlino (dal 16 aprile all'8 maggio) costarono all'Armata Rossa 361.367 caduti (tra morti, dispersi e feriti) e 1.997 fra carri armati e cannoni; le perdite tedesche in questo periodo sono impossibili da calcolare con certezza.

    Alle 02:41 del 7 maggio 1945, a Reims, al quartier generale supremo delle forze alleate, il generale tedesco Alfred Jodl, vice-capo di stato maggiore dell'alto comando della Wehrmacht firmò la resa incondizionata di tutte le forze tedesche agli Alleati. Tale dichiarazione affermava che "tutte le forze sotto controllo tedesco cesseranno tutte le operazioni in corso alle ore 23.01 dell'8 maggio 1945".

    Il giorno successivo, 8 maggio 1945, poco prima di mezzanotte, un nuovo documento di resa fu firmato personalmente dal feldmaresciallo Wilhelm Keitel, capo di Stato maggiore dell'OKW, a Berlino, nel quartier generale di Žukov, alla presenza del maresciallo sovietico e dei rappresentanti alleati. Stalin aveva richiesto, per sottolineare il ruolo determinante dell'Armata Rossa nella vittoria sul Terzo Reich, una nuova cerimonia solenne di resa direttamente nella capitale del nemico di fronte al comandante supremo delle forze sovietiche. La guerra in Europa era finita.

    Nell'Unione Sovietica il giorno della fine della guerra viene considerato il 9 maggio, quando la resa avvenne secondo il fuso orario di Mosca. Tale data viene celebrata come festa nazionale, Giorno della Vittoria, o День Победы nella Federazione Russa e nelle altre repubbliche ex-Sovietiche.

    Alcune armate tedesche rifiutarono di arrendersi e continuarono a combattere in Cecoslovacchia fino all'11 maggio 1945.
    [modifica] Note

    1. ^ E.Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. V, p. 54.
    2. ^ C.Bellamy, Guerra assoluta, p. 14.
    3. ^ D.Glanz/J.House, When titans clashed, p. 284.
    4. ^ C.Bellamy, Guerra assoluta, p. 5.
    5. ^ D.Glanz/J.House, When titans clashed, p. 292.
    6. ^ C.Bellamy, Guerra assoluta, pp. 14-15.
    7. ^ Henry Michel, La seconda guerra mondiale. Edizioni tascabili economici Newton, 1978, pagina 29
    8. ^ a b c D.Glantz/J.House 'When titans clashed',1995.
    9. ^ a b D.Irving 'La guerra di Hitler', Ed.Settimo Sigillo 2001.
    10. ^ J.Erickson 'The road to Stalingrad', Cassel 1975 e 'The road to Berlin', Cassel 1983; A.Beevor 'Stalingrado', Rizzoli 1998; A.M.Samsonov 'Stalingrado ,fronte russo', 1964.
    11. ^ a b c d e J.Erickson 'The road to Berlin', Cassel 1983.
    12. ^ G.Scotoni 'L'Armata Rossa e la disfatta italiana', Ed.Panorama 2007.
    13. ^ J.Erickson 'The road to Berlin', Cassel 1983, P.Carell 'Terra bruciata', Rizzoli 2000.
    14. ^ AA.VV. 'Germany and the second world war, volume VI:the global war', Oxford press 1991 (traduzione in inglese dell'originale tedesco).
    15. ^ P.Carell 'Terra bruciata', Rizzoli 2000; J.Erickson 'The road to Berlin', Cassel 1983.
    16. ^ AA.VV. 'In marcia verso Stalingrado', serie 'Il Terzo Reich', Hobby&Work 1993.
    17. ^ D.Glantz 'From the Don to the Dniepr', 1991.
    18. ^ D.Glantz 'From the Don to the Dniepr',1991; J.Erickson 'The road to Berlin', Cassell 1983.
    19. ^ J.Erickson 'The road to Berlin', Cassell 1983.
    20. ^ J.Erickson 'The road to Berlin', Cassel 1983;P.Carell 'Terra bruciata', Riz
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  4. #4
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    Predefinito Rif: i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo

    http://www.lasecondaguerramondiale.com/1943.html

    Dopo la disfatta di Stalingrado i tedeschi, sotto l'abile guida di von Manstein cercarono riuscendoci, di contenere l'armata rossa e successivamente di riprendere l'iniziativa in Russia tanto da riconquistare la città di Kharkov, il passo successivo previsto dal piano nazista era quello di attaccare da due lati un vasto saliente creatosi nei pressi della città di Kursk nella Russia europea. Inizialmente l'attacco sarebbe dovuto Mappa del fronte orientale e del saliente di Kursk, clicca per ingrandireiniziare il 4 maggio poi rinviato al 12 giugno poi ancora al 5 luglio data definitiva. Rinvii dovuti per preparare al meglio l’offensiva concentrando il più possibile le forze disponibili e per l’attesa della messa in servizio dei nuovi carri armati Panther. I russi nel frattempo, grazie anche ai rapporti della famosa spia Lucy che riusciva a trasmettere i piani del quartier generale tedesco quasi quotidianamente, avevano pesantemente fortificato l’intero saliente mobilitando fino a 300.000 civili creando difese per una profondità di 180 Km suddivise in otto cinture difensive. I tedeschi riuscirono a buttare nella mischia 1850 panzer, 530 cannoni semoventi, 7400 cannoni d’artiglieria, la Luftwaffe fornì circa 1.800 aerei, due terzi del suo potenziale ad est, la fanteria superava i 500.000 uomini. I russi invece sul campo avevano quasi 5000 carri armati, ben 25.000 cannoni d’artiglieria, circa 2.700 aerei e 1.500.000 fanti. Quello che si prospettava era il più grande scontro tra corazzati della storia. Alle 040 del 5 luglio del mattino l’artiglieria tedesca della 9 armata di Model appartenente al Gruppo Armate Centro del feldmaresciallo von Kluge sul fronte nord del saliente cominciò a bombardare le linee nemiche, un ora dopo le divisioni cominciarono a muoversi ma l’avanzata fu lenta e dolorosissima gli effetti delle numerosissime difese sovietiche erano più che evidenti a fine giornata i chilometri conquistati furono una manciata.

    A sud al lato opposto del saliente la quarta armata panzer appartenente al Gruppo Armate Sud ai comandi del feldmaresciallo von Manstein stava ultimando i preparativi per l’offensiva, alle 20 subì un violento bombardamento dato che il generale russo Vatunin, tramite le confessioni estorte a prigionieri catturati proprio nelle prime ore del giorno, era a conoscenza dei concentramenti di truppe nemiche, in risposta un ora dopo l’artiglieria tedesca scatenò un inferno di fuoco sulle linee sovietiche, vennero sparati più proietti che nella campagna francese e polacca messe assieme, qualche ora dopo un stazione radar Freya individuò un notevole numero di aerei russi che tentavano un raid sugli aeroporti di Kharkov per un soffio i piloti tedeschi riuscirono a decollare e ad affrontare con successo nella più grande mischia della storia dell’aeronautica, l’aviazione tedesca stava conquistando la superiorità area in questo primo giorno di battaglia, a terra invece le forze corazzate della quarta armata circa 700 carri e cannoni semoventi si schiantarono con violenza contro la sesta armata della guardia nella speranza si travolgerla invece anche in questo cosa la resistenza fu accanita. Dal 6 al 9 luglio nel nord Model cerco disperatamente di spezzare le difese russe nei pressi del centro agricolo Ponyri ma i bunker anticarro le trincee della fanteria e la spietata artiglieria sovietica falcidiava le truppe tedesche. Dopo ingenti perdite riuscirono a conquistare il centro agricolo per dirigersi verso Olkhovatka centro nevralgico nel piano di Model, riuscirono a conquistarlo con 300 carri armati aiutati anche dai poderosi Elefant semoventi da 65 tonnellate ma il tentativo di sfondare le linee sovietiche sulle colline adiacenti alla città fallì sotto una tempesta di fuoco dell’artiglieria sovietica, il campo di battaglia era piano di carcasse fumanti dei panzer distrutti il numero dei cadaveri era impressionante, la nona armata tedesca stava già esaurendo il potenziale offensivo.

    Nelle stesse giornate Manstein ottenne migliori risultati, i carri del II° Panzer Korps SS con l’imponente aiuto della Luftwaffe riuscirono a fare breccia nelle difese sovietiche sulla strada per Belgorod-Kursk, problemi maggiori vennero affrontati dal distaccamento Kempf, potente raggruppamento di tre armate tedesche, che doveva coprire il fianco della 4 armata, il cammino fu lento e ciò obbligo i tedeschi ad usare molti corazzati sulla difensiva, le perdite subite dovute la strenua resistenza della Sesta e Settima Armata della Guardia era molto pesanti e lo stesso Stalin ribadì ai suoi comandanti lo scopo per il quale i sovietici stavano combattendo, il dissanguamento dell’esercito tedesco. Comunque l’avanza da sud degli aggressori continuava, arrivo fino a Teterevino, il cuneo era tanto profondo fa far temere ai comandanti sovietici per tutte le loro truppe nel saliente, Vatunin mandò quindi tutta una serie di ordini di dispiegamento delle forze cercando di riempire i vuoti della Prima e Sesta Armata della Guardia creatisi durante le violentissime battaglie. L’otto e il nove luglio si scatenò una battaglia gigantesca tra le due forze in direzione di Oboyan, il cielo era oscurato dal fumo, il terreno pieno di carcasse di carri, cannoni e aerei, alla fine i tedeschi conquistarono 12 Km di terreno ma ad un prezzo altissimo 230 carri e 11.000 morti, l’avanzata stava per spostarti verso Prokhorovka verso la scontro decisivo.

    Il mattino del 12 luglio la battaglia iniziò con i bombardamenti della Luftwaffe seguite dalle formazioni a cuneo dei corazzati con i tigre in testa delle divisioni Totenkopf, Leibstandarte e Das Reich, il fuoco delle artiglierie si incrociavano, i sovietici decisero di mandare all’assalto i 500 carri armati dello scagliano più avanzato della 5ª Armata corazzata della Guardia del generale Rotmistrov, cercando di serrare il più possibile le distanza per cercare di ovviare l’incapacità di penetrare sulla distanza le corazze dei carri tedeschi, alle 9 del mattino tutte le forze in battaglia erano coinvolte in una mischia mortale si affrontavano in un fazzoletto di terra 900 carri russi e 600 tedeschi sovrastati dalle due aviazioni che cercavano di bombardare i rispettivi nemici. La divisione Totenkopf sostenne il cruento scontro con i corazzati sovietici, la poca distanza tra i nemici permetteva la penetrazione delle corazze facendo facilmente esploder le munizioni e del carburante dei carri facendo esplodere con estreme violenza anche quelli più protetti. La divisione assalita poi anche dal 30° esimo corazzato della Guardia e dal 33° Corpo fucilieri della Guardia, perse il 50 per cento degli effettivi ma non cedette. La Das Reich non riuscì ad avanzare vittima degli attacchi del 2° corpo corazzato della Guardia, le ore passavano ma i tedeschi non riuscivano a sfondare le difese sovietiche, verso sera fu tentato un ultimo tentativo della Leibstandarte e Das Reich ne nacque un ulteriore devastante scontro con le forze della 5ª Armata corazzata della Guardia. L’esito ancora un volta non fu favorevole ai tedeschi. Il generale Rotmistrov riportò “più di 700 carri armati di entrambe le parti furono distrutti. Cadaveri e carri sventrati cannoni distrutti e crateri di proiettile costellavano il campo di battaglia. Non vi era più un filo d’erba, soltanto terra nera bruciata nell’intera area di scontri, estendendosi per 13 chilometri”. La 5ª Armata corazzata della Guardia aveva perso la metà dei suoi effettivi ma i tedeschi erano messi ancora peggio, il giorno dopo i generali tedeschi avevano capito che non potevano andare a avanti, arrivò comunque anche l’ordine di interrompere le operazioni da parte di Hitler, la situazione in Italia con lo sbarco alleato in Sicilia lo preoccupavano, servivano truppe tedesche per evitare il collasso dell’alleato e poteva prenderle solo dalla russia.

    La battaglia di Kursk sancì la definitiva perdita dell’iniziativa strategica da parte dei tedeschi che avevano esaurito le proprie riserve in questa battaglia epocale. Le forze sovietiche si fermeranno solo una volta arrivate a Berlino.
    Ultima modifica di nafplio; 08-05-11 alle 22:29

  5. #5
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    Predefinito Rif: i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo

    Sul fronte centrale, un massiccio attacco sovietico, chiamato operazione Bagration, iniziò il 22 giugno 1944, portando alla distruzione del Gruppo d'armate tedesco "Centro". I tedeschi avevano trasferito un numero limitato di unità in Francia per fare fronte allo sbarco in Normandia, avvenuto due settimane prima. Più di 120 divisioni sovietiche sfondarono le linee tedesche.
    Un carro armato T34-85 del 2º Corpo corazzato della Guardia a Minsk, durante l'Operazione Bagration.

    I sovietici avevano conseguito un rapporto di dieci a uno per quanto riguarda i carri armati e di sette a uno per gli aerei rispetto ai tedeschi. Al momento dell'attacco il vantaggio numerico e qualitativo dell'Armata Rossa era soverchiante: più di 2,5 milioni di soldati sovietici si mossero contro il Gruppo d'armate "Centro", che poteva contare su meno di 800.000 uomini. Le forze tedesche furono disintegrate, la capitale della Bielorussia, Minsk, fu presa il 3 luglio, con la cattura di 50.000 tedeschi. Dieci giorni dopo i sovietici raggiunsero il confine polacco precedente al conflitto.

  6. #6
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    Predefinito Rif: i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo

    come si può leggere chiaramente, i russi vinsero i tedeschi proprio perchè
    avevano una superiorità schiacciatne di armamenti pesanti, soprattuto carri armati , cannoni , katiuscia e potevano permettersi anche forti perdite di tali mezzi a differenza dei tedeschi e questo smentisce totalmente quindi le falsità sulla inferiorità tecnica dei russi e addirittura ribalta completamente la sitauzione; infatti,erano i tedeschi ad avere una forte infeririotà tecnica come dicono inequivocabilmente i numeri , oltre naturalmente alla grande inferiorità di uomini

  7. #7
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    Predefinito Rif: i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo

    http://it.wikipedia.org/wiki/T-34_%28carro_armato%29

    l carro armato T-34 fu il mezzo corazzato sovietico più famoso della seconda guerra mondiale. All'inizio dell'Operazione Barbarossa (l'attacco tedesco all'Unione Sovietica), le truppe della Wehrmacht lo incontrarono raramente: pure, in quelle sporadiche occasioni, riuscì a gettare i carristi germanici e i loro ufficiali in uno sconforto parossistico, prossimo quasi al panico. Heinz Guderian, di fronte alle caratteristiche innovative del mezzo, che lo rendevano superiore a ogni mezzo della Wehrmacht arrivò a suggerire che gli ingegneri tedeschi lo copiassero direttamente.

    In realtà il carro russo aveva molti e numerosi difetti: i suoi cingoli erano fragili, la torretta era scarsamente difesa anche contro i calibri minori delle armi anti-carro, la sua trasmissione - nei primi anni del conflitto - era la più primitiva dei suoi tempi, il cannone degli ultimi modelli era così lungo che tendeva a interrarsi e quindi ad esplodere quando utilizzato.[2] Nonostante ciò, il T-34 iniziò a formare la componente principale delle unità corazzate sovietiche durante il 1942, quando le fabbriche che lo costruivano, evacuate in tutta fretta dall'Ucraina e dalla Russia Bianca (minacciate dall'avanzata tedesca) vennero ricostruite al sicuro dietro gli Urali, riprendendo a piena forza i loro ritmi produttivi.
    Indice
    [nascondi]

    * 1 Tecnica
    o 1.1 I miglioramenti tecnici
    * 2 Difetti
    * 3 Note
    * 4 Bibliografia
    * 5 Voci correlate
    * 6 Altri progetti

    [modifica] Tecnica

    Le grandissime innovazioni tecniche del T-34 (rispetto al suo predecessore BT-1) furono l'introduzione della corazza inclinata, i cingoli larghi (ben 55 cm ognuno, ovvero più di 1/6 della larghezza del carro) e il cannone a canna medio-lunga (I Panzer IV tedeschi dell'epoca avevano un cannone corto da 75mm, adatto soprattutto per il supporto alla fanteria, piuttosto che alla lotta controcarro). L'inclinazione di 60 gradi (rispetto ad un asse verticale) della corazza frontale, che misurava 45 mm, si traduceva in una resistenza equivalente a circa 100mm di acciaio posto verticalmente, giacché l'inclinazione peggiorava l'angolo penetrativo di una granata sparata orizzontalmente, un vero e proprio uovo di Colombo che consentiva anche un risparmio di acciaio di circa il 50%. I cingoli larghi consentivano (distribuendo il peso su una superficie più vasta) al mezzo di attraversare i terreni più difficili, come le plaghe nevose invernali o gli infidi pantani primaverili, che caratterizzano le pianure russe durante il disgelo (rasputitsa) e gli conferivano una maggiore mobilità su tutti i tipi di terreni. Il cannone da 76,2 mm era nel 1942 l'arma anticarro di maggior calibro e riusciva a perforare facilmente le corazze delle controparti tedesche (Panzer III e Panzer IV). Inoltre, il T-34 fu uno dei carri più veloci di tutta la seconda guerra mondiale, in grado di raggiungere una velocità massima di ben 55 km/h, il chè lo rendeva un bersaglio più difficile da colpire durante gli scontri e gli consentiva di reagire più rapidamente alle esigenze della battaglia.

    Mentre la produzione dei carri tedeschi era piuttosto lenta (la lavorazione ancora semi-artigianale dava ottimi risultati, a scapito però della velocità), la costruzione di un T-34 (totalmente aderente al principio della catena di montaggio) era veloce e semplice, essendo ogni operazione scomposta nella maniera più elementare, tanto che le fabbriche ricostruite dietro gli Urali poterono incrementare i loro organici anche attingendo alla popolazione locale, composta da contadini, donne e adolescenti troppo giovani per il servizio militare. Il mezzo poteva raggiungere i 55 km/h e aveva un'autonomia di 465 km, prestazioni notevolmente superiori a quelle dei corazzati tedeschi dell'epoca.

    Come contromisura al T-34, i tedeschi installarono cannoni lunghi da 50mm sui Panzer III e 75mm lunghi (da 43 o 48 calibri) nei carri Panzer IV, e progettarono il nuovo carro armato Panther (1943), che riprendeva le innovazioni tecniche del T-34, ma con corazza e peso maggiore.
    Un T-34 fotografato nel giugno 1942.
    [modifica] I miglioramenti tecnici

    Per un certo periodo i russi scartarono ogni progetto di miglioria o di modifica del T-34, per mantenere la produzione il più alta possibile, almeno fino all'arrivo del Panzer V Panther e del Panzer VI Tiger. I lunghi cannoni di questi nuovi carri permettevano ai carristi tedeschi di combattere senza preoccuparsi di nascondersi. Il comandante di plotone Nikolai Yakovlevich Zheleznov ricordava:
    « Dato che i nostri cannoni da 76 millimetri potevano perforare le loro corazze da non più di 500 metri, essi restavano all'aperto.” Perfino i proiettili da 76 millimetri rinforzati al tungsteno non davano alcun vantaggio, dato che potevano perforare corazze di 90 millimetri da una distanza di 500 metri, quando la blindatura frontale del Tiger era spessa 102 millimetri.[3] »


    Le perdite subite dai Panzer V nella Battaglia di Kursk convinse i russi ad approntare una nuova versione del loro "cavallo di battaglia", il T-34/85 che disponeva di armamento, corazza e autonomia superiori alla precedente versione. La torretta del T-34 fu sostituita con una più grande, che ospitava tre uomini e un cannone lungo da 85 mm; questa liberava il comandante dal dover svolgere anche il ruolo di puntatore e, protetta da una corazza frontale di 90 mm garantiva una migliore speranza di sopravvivenza all'equipaggio. Il nuovo cannone consentì ai carristi sovietici di mietere moltissimi successi contro i "colleghi" della sempre più esangue e stressata Panzerwaffe.

    Il feldmaresciallo tedesco von Kleist definì il T-34 il miglior carro armato del mondo [4] ; alla fine del conflitto ne erano stati prodotti circa 53.000. La sua facilità di produzione ed i componenti semplici di cui era composto fecero sì che la produzione raggiungesse i 2000 esemplari al mese, quando ad esempio di Tiger tedeschi ne vennero prodotti 1500 in tutta la guerra.

    I T-34 era un mezzo facilmente utilizzabile anche da soldati poco addestrati, anche se, con il volgere della guerra in loro favore, gli alti comandi sovietici apprezzarono sempre di più i benefici di una più profonda istruzione tecnica e tattica dei loro equipaggi, riuscendo infine a confrontarsi da un piano di superiorità con i carristi della Wehrmacht che, costretti dalla necessità, si trovarono infine (come i loro nemici nel 1941-42) a schierare battaglioni e reggimenti di reclute poco addestrate tenuti insieme da veterani esperti ma demoralizzati.

    Il T-34 è un carro armato usato da moltissimi operatori, ad esempio dagli eserciti arabi, che ricevettero una versione ceca del T-34/85, dalla Cina comunista, dalla Corea del Nord, dal Vietnam del Nord, dalla Jugoslavia di Tito, da Cuba, dalla Somalia di Siad Barre e dall'MPLA Angolano.

    In questi paesi il T-34 ha avuto modo di venire impiegato in azione fino agli anni novanta (durante i conflitti etnici che seguirono la disgregazione della Jugoslavia); per quanto tecnologicamente superato esso si è rivelato efficace se impiegato contro nemici poco o per nulla dotati di propri mezzi corazzati o di sofisticati sistemi di difesa anticarro.
    Ultima modifica di nafplio; 08-05-11 alle 22:47

  8. #8
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    Predefinito Rif: i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo

    http://it.wikipedia.org/wiki/Katju%C...lanciarazzi%29



    Katyusha (russo: Катюша) lanciarazzi di fabbricazione sovietica introdotto durante il secondo conflitto mondiale ed installato generalmente su autocarri.

    Il sistema d'arma era generalmente composto di una motrice avente una struttura di sostegno per il lancio di un numero variabile tra i 16 e i 48 razzi, che partivano in salve consecutive. Una squadra di lanciarazzi in assetto da combattimento appariva generalmente allineata, con lo scopo di creare un nutrito fuoco di sbarramento o disseminare una linea compatta di distruzione sull'obiettivo. Il loro formidabile potenziale di fuoco era però compensato da una strumentale imprecisione di tiro, dovuta alla relativa condizionabilità della traiettoria e alla difficoltà di correzione una volta che fosse partita la prima salva.

    Il progetto dei razzi di quest'arma si deve ad un gruppo di scienziati guidati da Georgi Langemak. I razzi del sistema BM-13, chiamati RS-132 (RS sta per Реактивный Снаряд, Reaktnivnyj Snarjad = Razzo autopropellente) erano alti circa 1,8 metri, del diametro di 132 mm e di 42 kg di peso. Il lancio avveniva per mezzo di un propulsore solido a base di nitrocellulosa disposta nel motore in acciaio del razzo. Il razzo era stabilizzato da alettoni incrociati in latta d'acciaio. L'ogiva esplosiva, con possibilità di predisporla con capacità di penetrazione o frammentazione, era di un peso di 22 kg. Il raggio d'azione arrivava fino ai 8,5 km.

    Queste macchine assunsero il nomignolo, non ufficiale ma immediatamente diffusosi nell'Armata Rossa, dal titolo di una canzone popolare in auge durante la Grande guerra Patriottica: Katjuša. Essa narrava di una ragazza che si strugge di nostalgia per il suo amore lontano, partito per il servizio militare.

    Il sistema d'arma era anche conosciuto come l'"Organo di Stalin", perché i soldati tedeschi avevano l'uso di chiamarlo a questo modo, per via del rumore dei razzi in partenza.

    I razzi Katyusha furono montati su diverse piattaforme in combattimento, come autocarri (i più usati erano gli ZIS-5 e 6, Ford, Studebaker e Chevrolet), scafi di carri armati obsoleti (soprattutto i T-60), o come piattaforma mobile trainata per mezzo di trattori da artiglieria (come l'STZ-5). È stato registrato un uso dei razzi anche su imbarcazioni fluviali, navi da guerra e aerei: in quest'ultimo caso, il primo utilizzo risale addirittura agli incidenti di confine tra URSS e Giappone a Khalkhin Gol nel 1939.

    Lo sviluppo dei lanciarazzi BM-8 e BM-13 dotati di razzi Katyusha nacque dall'esigenza di opporre una risposta ferma al Nebelwerfer e al Panzerwerfer tedeschi, che stavano di fatto dimostrando l'efficacia dello sbarramento da parte di potenti lanciarazzi lungo le direttrici di movimento delle linee nemiche.

    Gli studi sull'artiglieria sovietica cominciarono nel 1938 e i primi BM-8 da 82mm videro approvato il loro ingresso in guerra il 21 giugno 1941. Il battesimo del fuoco avvenne il 14 luglio seguente, quando una batteria sperimentale di sette lanciatori fu utilizzata contro l'esercito tedesco a Orsha, in Bielorussia al comando del capitano Flerov. I primi otto reggimenti di Katjuša (36 lanciarazzi per ogni reggimento) furono creati in data 8 agosto dello stesso anno. Più di 1800 lanciarazzi furono costruiti fino alla fine della Seconda guerra mondiale.
    [modifica] Tabella riassuntiva

    Qui viene proposta la tabella delle caratteristiche principali delle tre tipologie di razzo in uso nei lanciatori Katjuša dal 1941 al 1945, ivi compresa la tipologia BM-31, utilizzata soprattutto da autocarri pesanti (tipo lo ZIS-6 e gli Studebaker) e aerei (come sul bombardiere Ilyushin Il-2). Il BM-31 era nato per migliorare le prestazioni dei precedenti BM-8 e BM-13. Il BM-31 aveva una testata esplosiva più potente. Ne vennero prodotti oltre 1200 nel 1944 e 600 nel 1945. Poco si sa sull'uso di questi sistemi come arma di artiglieria terrestre, in quanto furono radiati subito dopo la guerra. Esistono delle foto, ma sono poche e non consentono di dare un quadro preciso della situazione. Si pensa che fossero usati esclusivamente per sfoltire le linee nemiche prima dell'attacco delle truppe.
    Modello u.m. BM-8 BM-13 BM-31
    Operativo dal 1941 1941 1943
    Calibro mm 82 132 300
    Lunghezza mm 714 1415 1760
    Massa della testata kg 5,4 21,3 52,4
    Massa dell'esplosivo kg 0,6 4,9 28,8
    Massa a vuoto kg 6,8 35,4 81,1
    Massa del propellente kg 1,2 7,1 11,3
    Peso in assetto da combattimento kg 8,0 42,5 92,4
    Percentuale carburante % 15,0 16,7 12,2
    Rapporto testata/razzo % 67,5 51,3 56,7
    Velocità di partenza m/s 315 355 255
    Gittata massima m 5500 8470 4300

    Dal momento in cui i lanciatori si fermavano, erano pronti al fuoco nell'arco di 2 o 3 minuti, e un'intera salva di 16 razzi era in grado di partire, dal momento dell'ignizione, in un tempo dai 7 ai 10 secondi. L'alzo della struttura copriva dai 4 ai 45 gradi, con un'incertezza di 10 gradi dovuta alla possibile inclinazione del lanciatore, che peraltro difficilmente poteva superare i 40 km/h fuori strada.

  9. #9
    nafplio,golfo di nauplia
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    Predefinito Rif: i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo

    http://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzi...uerra_mondiale


    cannoni anticarro sovietici ebbero una sensibile evoluzione nel corso della seconda guerra mondiale, in parallelo all'evoluzione dei carri armati, aumentando di calibro dai 37 mm delle prime armi controcarro ai 100 mm alla fine della guerra.
    Indice
    [nascondi]

    * 1 Le origini
    * 2 Riferimenti
    * 3 Note
    * 4 Voci correlate

    [modifica] Le origini

    L'Unione Sovietica armò inizialmente i reparti controcarri delle sue divisioni utilizzando il Rheinmetall 37 mm, standardizzato nell'Armata Rossa come M30, tuttavia, parallelamente allo sviluppo dei loro carri, i tecnici dell'OKB si resero conto che il calibro era insufficiente ad impegnare carri simili a quelli che avevano in progettazione, quindi studiarono una variante che utilizzava una bocca da fuoco più potente, e misero in produzione il 45 mm M1932, di calibro maggiorato rispetto al predecessore. Contemporaneamente acquisirono dall'Austria un certo numero di cannoni Bolher da 47 mm, denominati 47 mm M35B. I cannoni da 45mm, vennero prodotti sia nella versione montata su carri (leggeri T-26S, T-46, T-50, T-70, T-80, medi BT-3, BT-5, BT-7-1 e 2[1]), che per ruolo controcarri su affusto ruotato. Essi erano di vari tipi; i primi, designati M1932, avevano la canna lunga 46 calibri[1], e potevano vantare una considerevole superiorità in termini di granate HE(esplosive a frammentazione) rispetto ai 37mm, mentre i proiettili AP (perforanti) inizialmente erano assai difettosi[senza fonte], sebbene anch'essi fossero teoricamente più potenti di quelli del 37mm.

    Nel 1942 ne venne adottata una versione del cannone da 45 mm con canna da 66 calibri, capace di perforare 95mm di corazza d'acciaio a 300 metri, ma questa versione non venne adattata per i carri armati, ormai orientati sui calibri da 76mm per i carri.

    A partire dal 1941 entrarono in servizio i cannoni di calibro maggiore 57mm, simili ai 6 libbre inglesi. Erano armi più potenti delle precedenti, denominate M1941 od anche Zis-2 (dal nome della fabbrica che li produceva) con una canna lunga ben 70 calibri, che permetteva di imprimere ai proiettili velocità iniziali nell'ordine dei 1.000 ms. La produzione di questo pezzo fu interrotta dopo pochi mesi, nel dicembre 1941, in favore delle armi in calibro 76mm. Tuttavia, a partire dalla fine del 1942, con l'esordio sui campi di battaglia dei carri pesanti tedeschi Tiger e Panther, il cannone fu rimesso in produzione e ridenominato M1943 (mantenendo però anche l'altra denominazione di Zis-2) poiché, grazie all'altissima velocità dei suoi proiettili AP, era l'arma ideale per perforare le corazze dei giganti tedeschi, specialmente quando utilizzava i proiettili con nucleo perforante in tungsteno. Fu anche montato sul semovente/cacciacarri Zis-30.

    I cannoni da 76mm, nei modelli M1936 e M1942 (anche conosciuti come F-22 e Zis-3), non nati con compiti specifici controcarri ma come cannoni campali multiruolo, erano utilizzati a livello divisionale. L'M1936, un po' troppo pesante per il ruolo di cannone per l'artiglieria leggera, poteva raggiungere la gittata di ben 13 km malgrado l'alzo massimo di soli 25 gradi. Essi vennero catturati in grandissime quantità dai tedeschi nell'Operazione Barbarossa nel territorio sovietico, e visti i danni che con semplici proiettili HE queste armi potevano infliggere, vennero usati dai tedeschi in ruolo anticarro (PaK36(r) 7,62 cm)con munizioni AP40 perforanti. Impiegati in Africa, essi venivano spesso scambiati dagli inglesi per gli 88[senza fonte] date le ottime doti di potenza e precisione, ma avevano una ben maggiore mobilità, dato il peso assai minore rispetto al famoso cannone tedesco. Il primo modello fu sostituito dall'M1942, questo era un'ottima arma, più leggera ed efficace, e quasi altrettanto micidiale dell'M1936 come arma anticarro. Aveva una canna lunga 52 calibri che le consentiva di sparare i proiettili fino a 700ms. Venne impiegato anche sul semovente SU-76, e, con oltre 100.000 esemplari usciti dalle fabbriche sovietiche, è il cannone prodotto in maggior numero di esemplari della storia, oltre ad essere considerato il migliore della II Guerra Mondiale insieme al britannico 25 Pounder ed all'88 tedesco[senza fonte].

    Un'altra arma fondamentale fu il cannone contraerei M1939 da 85mm, anche conosciuto come Zis-53. Come l'88 tedesco che armò i carri Tiger e molti altri semoventi cacciacarri, fu impiegato a partire dal 1944 in un'apposita versione denominata D-5T sul carro T-34, in sostituzione del precedente F-34 da 76mm che, con la sua canna da 42 calibri, riusciva ad imprimere ai proiettili velocità iniziali di 680ms, contro i circa 900ms del D-5T da 52 calibri. I T-34 così armati (denominati T-34/85), saranno, insieme ai carri pesanti Stalin l'arma decisiva per la definitiva vittoria dell'Armata Rossa sulla Germania nazista.

    Gli JS-2 Stalin erano dotati a loro volta di un'altra arma non nata per compiti controcarri: l' M1931/37 (A-19), un cannone campale da 122mm e canna lunga 45 calibri, che per l'uso su questi carri sarà denominato D-25T (D-25S la versione impiegata sul semovente ISU-122. Il pezzo sparava granate perforanti da 25 kg a 780ms, che inizialmente non ottennero i risultati sperati. Ma a partire dall'estate 1944 i tedeschi esaurirono le scorte di manganese (che in lega con l'acciaio permette di realizzare corazze particolarmente resistenti), e dovettero iniziare ad impiegare al suo posto il nickel. Da quel momento gli equipaggi degli Stalin poterono addirittura sparare sui più pesanti panzer tedeschi anche con le granate HE, che erano in grado di spaccare le saldature delle poco efficienti corazze in acciaio/nickel; questo, oltre a distruggere il carro avversario, proiettava all'interno dell'abitacolo del mezzo colpito i detriti delle stesse saldature come schegge supersoniche, eliminando spesso in questo modo anche l'equipaggio al suo interno.

    Infine, i sovietici usarono un cannone da 100mm, l'M1944, sia come arma controcarri trainata che come cannone per il semovente/cacciacarri SU-100. Quest'arma poteva incapacitare un Tiger, almeno nominalmente, da 1500 metri ed era quindi estremamente efficace; assai più del già temibile 85mm precedentemente montato sul T-34. La concezione dell'arma era anche molto moderna, tanto che, con poche modifiche, sarà impiegato sui carri T-54 di tutto il decennio successivo.

    Si deve tenere in considerazione che tutte le artiglierie, obici compresi, erano considerate dai sovietici aventi funzioni anticarro, e i serventi erano quindi tenute ad usarle come tali, sia con proiettili HE che con speciali munizioni anticarro (come il compatto AP da 40 kg di peso usato con gli obici da 152mm). Con un proiettile così pesante, gli effetti erano assicurati contro qualunque avversario.
    [modifica] Riferimenti

    * AAVV, War Machine, traduzione a cura di Mario Bucalossi et al col titolo Armi da guerra, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1985
    * John Milsom e Steve Zaloga, Russian tanks of World War 2, Ptarick Stephens Ltd, Cambridge, 1977, ISBN 0 85059 250 X

    [modifica] Note

    1. ^ a b Milsom e Zaloga, op. cit. pag 57-64

    [modifica] Voci correlate

    * Artiglieria controcarri
    * Calibro (arma)
    * artiglieria

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    Predefinito Rif: i russi avevano un potenziale bellico molto superiore ai tedeschi, potevanosolo

    Ripropongo anch'io il carteggio:


    PMLI La verità storica nella corrispondenza tra Stalin, Churchill, Roosevelt, Attlee e Truman

    Ricevuto l'8 luglio 1941
    CHURCHILL A STALIN
    Siamo tutti molto compiaciuti qui che le armate russe stiano opponendo una così strenua e coraggiosa resistenza alla spietata invasione, assolutamente non provocata, dei nazisti. C'è una generale ammirazione per la tenacia e il valore dei soldati sovietici e della popolazione. Faremo tutto il possibile per aiutarVi quando lo scacchiere e le nostre crescenti risorse lo consentiranno. (...)

    STALIN A CHURCHILL
    Permettetemi di ringraziarVi per i due messaggi personali.
    I Vostri messaggi hanno segnato l'inizio dell'accordo fra i nostri governi. Ora, secondo la Vostra giusta espressione, l'Unione Sovietica e la Gran Bretagna sono divenute alleate militari nella lotta contro la Germania hitleriana. Non dubito che i nostri Stati troveranno forze sufficienti per sgominare il nostro comune nemico, nonostante tutte le difficoltà.
    Forse non sarà superfluo informarVi che la situazione delle truppe sovietiche al fronte continua ad essere difficile. I risultati dell'improvvisa rottura del patto di non aggressione da parte di Hitler e dell'attacco di sorpresa contro l'Unione Sovietica, dopo aver creato per le truppe tedesche una situazione vantaggiosa, fanno ancora sentire tutto il loro peso sugli eserciti sovietici. E' da ritenere che la situazione delle truppe tedesche sarebbe molto più favorevole se le truppe sovietiche avessero dovuto sostenere l'urto delle truppe tedesche non nelle zone di Kisciniov, Leopoli, Brest, Bielostok, Kaunas e Vyborg, ma in quelle di Odessa, Kamenets-Podolsk, Minsk e nei dintorni di Leningrado.
    Mi sembra poi che la situazione militare dell'Unione Sovietica, così come quella della Gran Bretagna, verrebbe molto migliorata, se si creasse un fronte contro Hitler in Occidente (Francia settentrionale) e nel Nord (Artide).
    Un fronte nella Francia settentrionale non solo potrebbe richiamare le forze di Hitler dall'est, ma renderebbe anche impossibile l'invasione dell'Inghilterra. La creazione di questo fronte sarebbe popolare sia nell'esercito della Gran Bretagna, sia anche in tutta l'Inghilterra meridionale. Mi rendo conto della difficoltà di creare un fronte di questo tipo: mi sembra tuttavia che, nonostante le difficoltà, questo si dovrebbe fare non solo per la nostra causa comune ma anche nell'interesse stesso dell'Inghilterra. Il momento più propizio per creare questo fronte è proprio ora che le forze di Hitler sono state dislocate a est e Hitler non è ancora riuscito a consolidare le posizioni occupate ad Oriente.
    Ancora più facile è creare un fronte a Nord. Qui occorrono solo operazioni delle forze navali e aeree inglesi, senza sbarchi di truppe e dell'artiglieria. A questa operazione parteciperebbero forze terrestri, navali e aeree sovietiche. Noi saremmo lieti se la Gran Bretagna potesse dislocare in questa zona gli effettivi di circa una divisione leggera o un maggior numero di volontari norvegesi, che sarebbe possibile trasferire nella Norvegia settentrionale per compiere azioni insurrezionali contro i tedeschi.
    18 luglio 1941

    Ricevuto il 5 dicembre 1941
    CHURCHILL A STALIN
    Vi ringrazio sinceramente per i Vostri auguri molto gentili e amichevoli in occasione del mio compleanno. Colgo l'opportunità di dirVi con quanta ammirazione il popolo britannico segue la strenua difesa di Leningrado e di Mosca da parte delle valorose armate russe e come tutti noi siamo lieti della Vostra brillante vittoria a Rostov sul Don.

    Ricevuto l'11 febbraio 1942
    CHURCHILL A STALIN
    Non ho parole per esprimere l'ammirazione che tutti noi proviamo per i continui brillanti successi delle Vostre armate contro l'invasore tedesco, e non posso fare a meno di inviarVi un'ulteriore espressione di gratitudine e congratulazione per tutto quello che la Russia sta facendo per la causa comune.

    Ricevuto il 24 febbraio 1942
    CHURCHILL A STALIN
    Il ventiquattresimo anniversario della fondazione dell'Esercito Rosso si sta celebrando oggi dopo otto mesi di una campagna che ha coperto della più grande gloria i suoi ufficiali e i soldati e ha scolpito per sempre le loro gesta nella storia.
    In questa splendida occasione invio a Voi, Presidente del Comitato di Difesa dell'Unione Sovietica, e a tutte le forze armate sovietiche, l'espressione dell'ammirazione e gratitudine con la quale i popoli dell'Impero britannico hanno seguito le loro gloriose imprese e della nostra fiducia sulla fine vittoriosa della guerra che stiamo combattendo insieme contro il nemico comune.

    Inviato il 23 luglio 1942
    STALIN A CHURCHILL
    Ho ricevuto il Vostro messaggio del 18 luglio.
    Dal messaggio risulta, innanzi tutto, che il governo di Gran Bretagna rifiuta di continuare a fornire materiale bellico all'Unione Sovietica sulla rotta del nord e, in secondo luogo, che, nonostante il noto comunicato comune anglo-sovietico sull'adozione di urgenti misure per organizzare il secondo fronte nel 1942 esso rinvia quest'impresa al 1943.
    I nostri esperti navali ritengono inconsistenti gli argomenti degli esperti navali inglesi secondo i quali è necessario sospendere il trasporto di materiale bellico nei porti settentrionali dell'Urss. I nostri esperti sono convinti che con un po' di buona volontà ed esistendo l'intenzione di adempiere gli impegni assunti, i trasporti potrebbero attuarsi regolarmente con grandi perdite per i tedeschi. I nostri esperti ritengono incomprensibile e inspiegabile l'ordine dell'Ammiragliato britannico al 17° gruppo di scorta di abbandonare i convogli e di rientrare in Inghilterra, e alle navi da trasporto di separarsi per raggiungere alla spicciolata i porti sovietici, senza scorta. Io, naturalmente, non ritengo che siano possibili trasporti regolari nei porti settentrionali sovietici senza rischi e senza perdite. Ma, quando si combatte una guerra, nessuna grande impresa può essere attuata senza rischi e senza perdite. Voi sapete certamente che l'Unione Sovietica subisce perdite incomparabilmente più gravi. Comunque, non avrei mai potuto immaginare che il governo di Gran Bretagna rifiutasse d'inviarci materiale bellico proprio ora che l'Unione Sovietica ne ha un particolare bisogno in un momento di seria tensione sul fronte sovietico-tedesco. E' evidente che il trasporto attraverso i porti persiani non compenserà in nessun modo la perdita derivante dal rifiuto di utilizzare la rotta settentrionale.
    Per quanto riguarda la seconda questione, e cioè la organizzazione del secondo fronte in Europa, temo che la cosa cominci ad acquistare un carattere poco serio. In considerazione della situazione creatasi sul fronte sovietico-tedesco, devo dichiarare nel modo più categorico che il governo sovietico non può accettare il rinvio al 1943 dell'apertura del secondo fronte in Europa.
    Spero che non Vi offendete se ho ritenuto necessario esprimere con leale franchezza la mia opinione e l'opinione dei miei colleghi sulle questioni trattate nel Vostro messaggio.

    I. STALIN
    Ricevuto il 20 dicembre 1942
    CHURCHILL A STALIN
    Vi prego di gradire i miei migliori auguri e i più calorosi complimenti personali in occasione del Vostro compleanno.
    Noi tutti seguiamo con ammirazione le magnifiche operazioni offensive condotte dall'Esercito Rosso.

    Ricevuto il 5 febbraio 1943
    ROOSEVELT A STALIN
    Come Comandante Supremo delle forze armate degli Stati Uniti d'America mi congratulo con Voi per la brillante vittoria delle Vostre truppe a Stalingrado, riportata sotto il Vostro supremo comando. I centosessantadue giorni di epica lotta per la città che ha per sempre onorato il Vostro nome e il decisivo risultato che tutti gli americani oggi stanno celebrando rimarranno uno dei capitoli più superbi in questa guerra dei popoli che si sono uniti contro il nazismo e i suoi imitatori. I comandanti e i soldati del Vostro esercito al fronte, gli uomini e le donne che li hanno sostenuti, lavorando nelle fabbriche e nei campi, hanno contribuito non solo a coprire di gloria le armi del loro paese, ma anche ad ispirare con il loro esempio nuova determinazione in tutte le Nazioni Unite perché tutte le energie tendano a conseguire la sconfitta finale e la resa incondizionata del comune nemico.
    Franklin D. ROOSEVELT

    CHURCHILL A STALIN
    La serie di prodigiose vittorie, che questa sera ci porta la notizia della liberazione di Rostov sul Don, mi lascia senza parole per esprimerVi l'ammirazione e la riconoscenza che noi proviamo per le armi russe. Il mio desiderio più profondo è di fare quanto più è possibile per aiutarVi.
    14 febbraio 1943

    STALIN A CHURCHILL
    Ho ricevuto il 12 febbraio il Vostro messaggio sulle prossime operazioni militari anglo-americane.
    1. Vi ringrazio per le ulteriori informazioni sulle decisioni prese a Casablanca. Non posso tuttavia non fare alcune considerazioni sul Vostro messaggio, che, come Voi dite, è una risposta comune, esprimendo anche l'opinione del Presidente.
    Dalle Vostre informazioni risulta che la data per la fine delle operazioni belliche in Tunisia, precedentemente da Voi fissata per febbraio, viene ora rinviata ad aprile. Non occorre argomentare molto per dimostrare come sia indesiderabile questo rinvio delle operazioni contro i tedeschi e gli italiani. Nel momento attuale, in cui le truppe sovietiche riescono ancora a mantenere la loro vasta offensiva, l'attività delle truppe anglo-americane nel Nord Africa è più che mai necessaria. La pressione simultanea su Hitler dal nostro fronte e dalla Vostra parte in Tunisia avrebbe un grande significato positivo per la nostra causa comune e creerebbe difficoltà molte serie per Hitler e Mussolini. Allora verrebbero accelerate anche le operazioni da Voi accennate in Sicilia e nel Mediterraneo orientale.
    Per quanto riguarda l'apertura del secondo fronte in Europa, in particolare in Francia, essa, come risulta dal Vostro messaggio, è prevista solo per agosto-settembre. Mi sembra, tuttavia, che l'odierna situazione esiga che questa data venga anticipata al massimo e che il secondo fronte in Occidente sia aperto molto prima del termine indicato. Per impedire al nemico di riaversi, secondo me, è molto importante che il colpo da ovest non venga rinviato al secondo semestre, ma sia inflitto già in primavera o all'inizio dell'estate.
    Secondo dati attendibili in nostro possesso, i tedeschi nel periodo di tempo che comincia dalla fine di dicembre, quando le operazioni delle forze anglo-americane in Tunisia hanno avuto un'inspiegabile battuta d'arresto, hanno trasferito dalla Francia, dal Belgio, dall'Olanda e dalla stessa Germania sul fronte sovietico-tedesco 27 divisioni, di cui cinque corazzate. Quindi, invece di un aiuto dato all'Unione Sovietica distogliendo forze tedesche dal fronte sovietico-tedesco, si è avuto un miglioramento per Hitler, che, in seguito al rallentarsi delle operazioni anglo-americane in Tunisia, ha potuto spostare altre truppe contro i russi.
    Di conseguenza, quanto prima sfrutteremo insieme le difficoltà degli hitleriani al fronte, tanto maggiori saranno le probabilità di contare su una rapida disfatta di Hitler. Se non si tiene conto di tutto questo subito e non si sfrutta il momento attuale nel nostro comune interesse, non è improbabile che i tedeschi, ottenuta una tregua e raccolte le loro forze, riescano a riprendersi. Per me e per Voi è chiaro che non si dovrebbe commettere un simile indesiderabile errore.
    2. Ho ritenuto necessario inviare la presente risposta anche al signor Roosevelt.
    3. Vi ringrazio per le Vostre calorose congratulazioni in occasione della liberazione di Rostov. Le nostre truppe hanno riconquistato oggi la città di Kharkov.
    16 febbraio 1943

    STALIN A ROOSEVELT
    Il 12 febbraio ho ricevuto dal signor Churchill un messaggio con delle informazioni supplementari sulle decisioni prese da Voi e dal signor Churchill a Casablanca. Poiché, come il signor Churchill comunica, il suo messaggio è una risposta comune, che esprime anche la Vostra opinione, non posso non farVi conoscere alcune mie considerazioni delle quali ho informato in pari tempo il signor Churchill.
    Dal messaggio citato risulta evidente che il termine delle operazioni belliche in Tunisia, prima fissato per febbraio, viene ora rimandato ad aprile. Non ci vuol molto a dimostrare quanto sia inopportuno questo rinvio delle operazioni contro i tedeschi e gli italiani. Nel momento in cui le truppe sovietiche riescono ancora a sostenere la propria vasta offensiva, l'iniziativa delle truppe anglo-americane nell'Africa del nord è assolutamente necessaria. La simultaneità della pressione su Hitler, dal nostro fronte e da parte Vostra in Tunisia, avrebbe una grande influenza positiva per la nostra causa comune e creerebbe difficoltà molto serie per Hitler e Mussolini. Si accelererebbero allora anche le operazioni da Voi previste in Sicilia e nel settore orientale del Mediterraneo.
    Quanto all'apertura del secondo fronte in Europa, in particolare in Francia, essa viene prevista, come risulta dal Vostro comunicato, soltanto per agosto-settembre. Io penso tuttavia che l'attuale situazione esiga che questi termini vengano ridotti al massimo e che il secondo fronte in Occidente sia aperto ben prima della data stabilita. Per non dare al nemico la possibilità di riprendersi, è assai importante, a mio giudizio, che l'attacco da ovest non venga rimandato alla seconda metà dell'anno, ma lanciato in primavera o all'inizio dell'estate.
    Secondo le notizie degne di fede di cui disponiamo, i tedeschi hanno trasferito, a partire dalla fine di dicembre - quando, per motivi ignoti, le operazioni delle forze anglo-americane in Tunisia sono state sospese - sul fronte sovietico-germanico, dalla Francia, dal Belgio, dall'Olanda e dalla stessa Germania, 27 divisioni, comprese cinque divisioni corazzate. Così, invece di aiutare l'Unione Sovietica, distogliendo le forze germaniche dal fronte sovietico-germanico, si è agevolato Hitler, che, a causa dell'indebolimento delle operazioni anglo-americane in Tunisia, ha avuto la possibilità di trasferire altre sue truppe contro i russi.
    Tutto ciò dimostra che quanto prima ci gioveremo entrambi delle difficoltà createsi nella tana hitleriana, tanto più potremo contare su una rapida disfatta di Hitler. Se non si tiene conto di tutto ciò oggi e se non ci si vale del presente momento nel comune interesse, non è improbabile che i tedeschi, avuta una tregua e avendo radunato le proprie forze, si riprendano. E' chiaro sia per noi che per Voi che non bisognerebbe commettere un simile, indesiderabile errore di calcolo.
    16 febbraio 1943

    Ricevuto il 23 febbraio 1943
    ROOSEVELT A STALIN
    A nome del popolo degli Stati Uniti desidero esprimere all'Esercito Rosso, in occasione del suo venticinquesimo anniversario, la nostra profonda ammirazione per le sue splendide imprese ineguagliate in tutta la storia. Per molti mesi, nonostante le numerose terribili perdite in rifornimenti, mezzi di trasporto e territorio, l'Esercito Rosso ha impedito la vittoria ad un potentissimo nemico . Esso lo ha fermato a Leningrado, a Mosca, a Voronezh, nel Caucaso e, infine, nell'immortale battaglia di Stalingrado, l'Esercito rosso non solo ha sconfitto il nemico, ma ha lanciato la grande offensiva che sta ancora avanzando lungo l'intero fronte dal Baltico al Mar Nero. La forzata ritirata del nemico gli costa uomini, materiali, territori e, in particolare, si riflette pesantemente sul suo morale. Queste imprese possono essere realizzate solo da un esercito che abbia un'abile direzione, una solida organizzazione, un adeguato addestramento e, soprattutto, la determinazione di sconfiggere il nemico senza risparmiare sacrifici. Al tempo stesso desidero anche riconoscere il merito al popolo russo, dal quale l'Esercito Rosso proviene e dal quale dipende per i suoi uomini e i suoi rifornimenti. Il popolo russo offre tutti i suoi sforzi per la guerra e sta sopportando gravissimi sacrifici. L'Esercito rosso e il popolo russo hanno sicuramente costretto le forze di Hitler sulla strada della sconfitta finale ed hanno meritato la permanente ammirazione del popolo degli Stati Uniti.

    STALIN A CHURCHILL
    Ho ricevuto la Vostra risposta al mio messaggio del 16 febbraio.
    Da quanto mi comunicate risulta che le operazioni anglo-americane nel Nord Africa non solo non vengono accelerate, ma sono già rinviate alla fine di aprile. E persino questo termine non viene indicato con assoluta precisione. Quindi, nel periodo dei più intensi combattimenti contro le truppe hitleriane, nel periodo febbraio-marzo, l'offensiva anglo-americana nel Nord Africa non solo non è stata intensificata, ma viene completamente sospesa, e i termini da Voi stesso indicati in proposito sono rinviati. Frattanto la Germania è già riuscita a trasferire da Occidente contro le truppe sovietiche 36 divisioni, di cui sei corazzate. E' facile capire quali difficoltà tutto ciò abbia creato all'esercito sovietico e come questo abbia migliorato la situazione dei tedeschi sul fronte sovietico-tedesco.
    Nonostante tutta l'importanza dell'operazione Hushy, essa, certo, non potrà sostituire il secondo fronte in Francia. Comunque, approvo cordialmente la progettata anticipazione di questa operazione.
    Continuo a considerare come questione principale la più sollecita apertura del secondo fronte in Francia. Come ricorderete, Voi ammetteste la possibilità di creare il secondo fronte già nel 1942 e comunque non più tardi della primavera di quest'anno. Vi erano motivi abbastanza seri per ammettere ciò. E' comprensibile quindi che nel messaggio precedente io abbia sottolineato la necessità di assestare il colpo da Occidente non più tardi della primavera o all'inizio dell'estate di quest'anno.
    Dopo che le truppe sovietiche hanno passato tutto l'inverno in combattimenti molto accaniti e tuttora in corso, mentre Hitler prende nuove importanti misure per reintegrare e aumentare le sue forze in vista delle operazioni primaverili ed estive contro l'Urss, per noi è particolarmente importante che il colpo da Occidente non venga più rinviato, che questo colpo sia assestato in primavera o all'inizio dell'estate.
    Ho esaminato i Vostri argomenti esposti nei punti 8, 9 e 10, che caratterizzano le difficoltà delle operazioni anglo-americane in Europa. Io riconosco queste difficoltà. Ritengo tuttavia necessario metterVi in guardia con la massima insistenza, nell'interesse della nostra causa comune, contro il serio pericolo di un ulteriore ritardo nell'apertura del secondo fronte in Francia. Perciò il carattere vago delle Vostre dichiarazioni relative alla prevista offensiva anglo-americana al di là della Manica suscita in me gravi preoccupazioni di cui non posso fare a meno di informarVi.
    15 marzo 1943

    STALIN A ROOSEVELT
    Oggi che ho ricevuto la risposta del signor Churchill al mio messaggio del 16 febbraio, ritengo mio dovere rispondere al Vostro messaggio del 22 febbraio, che era anch'esso una risposta al mio messaggio del 16 febbraio.
    Ho appreso dal messaggio del signor Churchill che le operazioni anglo-americane nell'Africa del nord non solo non vengono accelerate ma sono anzi rinviate sino alla fine di aprile; per giunta, neanche questa data è indicata con precisione. Così, nel periodo più teso della battaglia contro le truppe hitleriane, nel periodo febbraio-marzo, l'offensiva anglo-americana nell'Africa del nord non solo non viene intensificata, ma in generale non viene condotta affatto, e la data prefissa viene dilazionata. Nel frattempo la Germania è già riuscita a spostare dall'Occidente contro le truppe sovietiche 36 divisioni, delle quali sei divisioni corazzate. E' facile comprendere quali difficoltà ne siano derivate all'Esercito sovietico e come ciò abbia agevolato la situazione dei tedeschi sul fronte sovietico-germanico.
    Il signor Churchill mi ha inoltre comunicato che l'operazione delle truppe anglo-americane contro la Sicilia viene prevista per il mese di giugno. Nonostante l'importanza di questa operazione, essa, naturalmente, non sostituirà il secondo fronte in Francia. Ma io, ovviamente, sono molto lieto che essa venga anticipata.
    Ritengo in pari tempo mio dovere dichiarare che la questione principale consiste nell'accelerare l'apertura di un secondo fronte in Francia. Come ricorderete, l'apertura del secondo fronte è stata ritenuta possibile da Voi e dal signor Churchill già per il 1942 e, comunque, non più tardi della primavera di quest'anno. Per la scelta di questa data esistevano motivi sufficientemente seri. E' chiaro, quindi, perché nel mio messaggio del 16 febbraio ho sottolineato la necessità di vibrare l'attacco da ovest non oltre la primavera o l'inizio dell'estate di quest'anno.
    Dato che i soldati sovietici hanno trascorso tutto l'inverno in battaglie molto aspre, che continuano a combattere, mentre Hitler prende una nuova importante iniziativa per riorganizzare e rafforzare il suo esercito per le operazioni di primavera e d'estate contro l'Urss, è per noi particolarmente importante che l'attacco da ovest non sia rinviato oltre, che quest'attacco venga sferrato in primavera o all'inizio dell'estate.
    Riconosco che esistono non poche difficoltà, derivanti dalla mancanza di mezzi di trasporto, di cui mi informate nel Vostro messaggio. Ritengo tuttavia necessario metterVi in guardia con insistenza, nell'interesse della nostra causa comune, circa il grave pericolo derivante da un ulteriore ritardo nell'apertura di un secondo fronte in Francia. L'indeterminatezza della Vostra risposta, nonché della risposta del signor Churchill, sulla questione dell'apertura di un secondo fronte in Francia suscita pertanto in me un'ansia che non posso nascondere.
    16 marzo 1943

    Inviato l'11 giugno 1943
    STALIN A ROOSEVELT
    Il messaggio con cui mi comunicate alcune decisioni prese da Voi e dal signor Churchill sui problemi della strategia è stato da me ricevuto il 4 giugno. Vi ringrazio per la comunicazione.
    Come risulta dal Vostro messaggio, queste decisioni contraddicono quelle che erano state prese da Voi e dal signor Churchill, all'inizio di quest'anno, circa la data di apertura del secondo fronte nell'Europa occidentale.
    Rammenterete, senza dubbio, che nel messaggio del 26 gennaio di quest'anno, compilato da Voi insieme al signor Churchill, si comunicava la decisione allora presa di distogliere considerevoli forze tedesche, terrestri e aeree, dal fronte russo e di costringere la Germania a piegarsi nel 1943.
    In seguito, il signor Churchill, a nome suo e Vostro, riferiva il 12 febbraio i termini esatti dell'operazione anglo-americana in Tunisia e nel Mediterraneo, nonché nel settore occidentale dell'Europa. In quest'ultimo messaggio si diceva che la Gran Bretagna e gli Stati Uniti preparavano con energia l'operazione intesa a forzare la Manica nell'agosto del 1943 e che, se il maltempo o altre cause avessero impedito l'operazione, essa sarebbe stata preparata, con la partecipazione di un più gran numero di forze, per il settembre del 1943.
    Adesso, nel maggio del 1943, Voi e il signor Churchill avete preso una decisione che rinvia l'invasione anglo-americana nell'Europa occidentale fino alla primavera del 1944. Ossia, l'apertura del secondo fronte nell'Europa occidentale, già rimandata dal 1942 al 1943, viene di nuovo rinviata, e questa volta fino alla primavera del 1944.
    Questa Vostra decisione crea eccezionali difficoltà all'Unione Sovietica, che già da due anni conduce la guerra contro le forze principali della Germania e dei suoi satelliti, con un'estrema mobilitazione di tutte le sue energie, e lascia che l'Esercito sovietico, il quale non combatte soltanto per il proprio paese, ma anche per i propri alleati, resti quasi da solo a battersi con un nemico ancora molto forte e pericoloso.
    E' forse necessario dire qui quale grave e negativa impressione susciterà in Unione Sovietica, tra il popolo e nell'esercito, il nuovo rinvio del secondo fronte e l'abbandono del nostro esercito, che ha già subìto tante perdite, senza l'atteso, serio appoggio da parte dell'esercito anglo-americano?
    Quanto al governo sovietico, esso non ritiene possibile aderire a questa decisione, che, presa per giunta senza la partecipazione sovietica e senza il tentativo di discutere insieme quest'importantissima questione, potrebbe avere gravi conseguenze per l'ulteriore andamento della guerra.

    Ricevuto il 22 giugno 1943
    ROOSEVELT A STALIN
    Domani saranno due anni da quando, con atto proditorio, in linea con la lunga pratica di doppiezza, i caporioni nazisti hanno lanciato il loro brutale attacco all'Unione Sovietica. Essi hanno così aggiunto alla loro lunga lista di nemici le potenti forze dell'Unione Sovietica. Questi caporioni nazisti avevano sottovalutato la misura in cui il popolo ed il governo sovietico avevano sviluppato e rafforzato la loro potenza militare per difendere il loro paese e non hanno affatto capito la determinazione e il valore del popolo sovietico.
    I popoli del mondo amanti della libertà hanno seguito, nel corso degli ultimi due anni, con crescente ammirazione le gesta delle forze armate dell'Unione Sovietica e i quasi incredibili sacrifici che il popolo russo sta così eroicamente sopportando.
    La crescente potenza delle forze congiunte di tutte le Nazioni Unite, che in proporzioni sempre più ampie si sviluppa contro il nostro comune nemico, testimonia lo spirito di unità e sacrificio necessario per la nostra vittoria finale. Sono certo che questo stesso spirito ci animerà quando affronteremo la sfida dei compiti di pace che la vittoria porrà di fronte al mondo.
    Franklin D. ROOSEVELT

    ROOSEVELT A STALIN
    Nel corso di un mese di tremendi combattimenti le Vostre forze con la loro abilità, il loro coraggio, i loro sacrifici ed il loro sforzo incessante non solo hanno arrestato l'offensiva tedesca da lungo tempo preparata, ma hanno lanciato una felice controffensiva che avrà conseguenze importanti.
    Sincere congratulazioni all'Esercito Rosso, al popolo dell'Unione Sovietica e personalmente a Voi in occasione della grande vittoria di Oriol.
    L'Unione Sovietica può giustamente essere orgogliosa delle sue eroiche vittorie.
    6 agosto 1943

    Ricevuto il 23 febbraio 1944
    ROOSEVELT A STALIN
    In occasione del 26° anniversario dell'Esercito Rosso desidero rivolgere a Voi, quale Comandante Supremo, le mie sincere congratulazioni per le grandi e importanti vittorie ottenute dalle forze armate dell'Unione Sovietica durante l'anno trascorso. Le splendide vittorie che l'Esercito Rosso ha conseguito sotto il Vostro comando sono state d'ispirazione per tutti. L'eroica difesa di Leningrado è stata coronata e ricompensata dalla recente schiacciante sconfitta del nemico alle porte di quella città. Come risultato della vittoriosa offensiva dell'Esercito Rosso milioni di cittadini sovietici sono stati liberati dalla schiavitù e dall'oppressione. Queste imprese, unitariamente alla cooperazione per la quale è stato raggiunto un accordo a Mosca e Teheran, garantiranno la nostra definitiva vittoria sugli aggressori nazisti.
    Franklin D. ROOSEVELT

    Ricevuto il 23 febbraio 1944
    CHURCHILL A STALIN
    In questo 26° anniversario dell'Esercito Rosso invio a Voi e a tutti i soldati l'espressione della mia profonda ammirazione per le loro gloriose gesta. Ispirati e guidati da Voi e dal loro amore per la terra russa, fiduciosi nella capacità e nella fermezza dei loro comandanti, essi continueranno verso la vittoria e, attraverso la vittoria, verso una pace gloriosa.

    CHURCHILL A STALIN
    Vi invio i miei più sinceri auguri per il Vostro compleanno. Sono convinto che la Vostra vita è molto preziosa per il futuro del mondo e per un costante rafforzamento dei vincoli che legano i nostri due paesi. Pertanto non è un modo di dire quando Vi auguro "Cento di questi giorni".
    20 dicembre 1944

    Ricevuto il 23 febbraio 1945
    CHURCHILL A STALIN
    L'Esercito Rosso celebra il suo ventisettesimo anniversario in mezzo a trionfi che gli hanno guadagnato infiniti applausi da parte dei suoi alleati e hanno determinato la distruzione del militarismo tedesco. Le generazioni future riconosceranno il loro debito verso l'Esercito Rosso incondizionatamente come facciamo noi che abbiamo potuto essere testimoni di queste valorose conquiste. Io prego Voi, grande condottiero di una grande armata, di salutarla a mio nome oggi, sulla soglia della vittoria finale.

    Ricevuto l'8 maggio 1945
    TRUMAN A STALIN
    Ora che le forze sovietico-anglo-americane hanno costretto le armate degli aggressori fascisti alla resa incondizionata, desidero trasmettere a Voi e, attraverso di Voi, ai Vostri eroici eserciti le più fervide congratulazioni del nostro popolo e del nostro governo. Apprezziamo altamente il magnifico contributo portato dalla potente Unione Sovietica alla causa della libertà e della civiltà.
    Avete dimostrato la capacità di un popolo amante della libertà e valorosissimo di sbaragliare le perfide forze della barbarie, qualunque sia la loro potenza. In occasione della nostra comune vittoria, salutiamo il popolo e le forze armate dell'Unione Sovietica e i loro splendidi dirigenti.
    Sarò felice se vorrete trasmettere questi sentimenti ai Vostri comandanti sul campo.
    Harry S. TRUMAN

    Ricevuto il 9 maggio 1945
    CHURCHILL A STALIN
    MESSAGGIO ALL'ESERCITO ROSSO E AL POPOLO RUSSO DALLA NAZIONE BRITANNICA
    Vi invio cordiali saluti in occasione della splendida vittoria che avete ottenuto cacciando l'invasore dal vostro suolo e abbattendo la tirannide nazista. E' mia ferma convinzione che dall'amicizia e dalla comprensione tra i popoli britannico e russo dipenda il futuro del genere umano. Qui nella nostra isola oggi pensiamo molto spesso a voi e vi inviamo dal profondo del cuore auguri di felicità e di benessere. Vogliamo che dopo tutti i sacrifici e le sofferenze di questa valle oscura che insieme abbiamo attraversato ora, legati da un'amicizia fedele e da simpatia reciproca, possiamo andare avanti sotto il sole splendente della pace vittoriosa.
    Prego mia moglie di porgere a tutti voi queste espressioni di amicizia e di ammirazione.

    Ricevuto il 6 novembre 1945
    ATTLEE A STALIN
    In occasione di questo anniversario della fondazione dello Stato sovietico invio i più fervidi saluti e auguri. Possa l'Unione Sovietica prosperare a lungo sotto la Vostra guida e possa l'amicizia dei nostri popoli, basata sulla nostra vittoria, sulla alleanza anglo-sovietica e sulla nostra comune appartenenza all'Organizzazione delle Nazioni Unite, rafforzarsi ancor più nei prossimi anni di pace.

 

 
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