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    Super Troll
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    Predefinito dibattiti sul testamento biologico

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    Biotestamento/4. Dauri (Fli): “Questi argomenti
    non possono essere normati”
    Prosegue il nostro confronto a distanza in vista del voto di metà maggio sulle
    Dat. Dopo Livia Turco, Domenico Di Virglio e Antonio Palagiano, ecco
    Pierfrancesco Dauri, Responsabile sanità di Futuro e libertà, che da medico
    afferma “Se proprio una legge si ritiene necessaria, che almeno sia
    equilibrata e in linea con quanto dice la Costituzione” perchè altrimenti
    “rischia di essere non solo inefficace ma addirittura di creare più problemi di
    quelli che abbiamo avuto finora”.
    Stefano Simoni
    06 MAG - Quarta puntata della nostra inchiesta su come le diverse forze politiche si stanno preparando alla
    "battaglia" parlamentare sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento che si avvierà all'indomani del voto per le
    amministrative di metà maggio. Protagonista è oggi il Responsabile sanità di Futuro e Libertà, Pierfrancesco
    Dauri, che non è un parlamentare ma un medico in attività. Dauri è infatti primario anestesista rianimatore
    all'ospedale Cto di Roma.
    Dottor Dauri, qual è la valutazione di Futuro e Libertà su questa proposta di legge che intende normare
    il testamento biologico?
    Due valutazioni, una di carattere politico e l’altra di carattere etico. La prima, il nostro partito sul voto riconosce
    la libertà di coscienza in quanto non c’è una posizione precostituita. Siamo ben lontani da quanto affermato
    dal premier Berlusconi che ne ha fatto ancora una volta una bandiera contro la Magistratura dicendo
    “facciamo questa legge perché vogliamo strappare ai giudici la possibilità di decidere sul fine vita”. La seconda
    valutazione di carattere etico, più volte espressa anche dal nostro presidente Fini, è che questi argomenti non
    possono essere normati.
    La politica però è chiamata a decidere, a legiferare anche su queste materie.
    Questa è una materia senz’altro spinosa e da medico le dico che decidere oggi, su un evento che può
    accadere quando saremo in una condizione sostanzialmente di grande difficoltà, è molto difficile.
    Insisto, compito della politica dovrebbe essere anche quello di legiferare su materia spinose.
    Si, ma vedo troppe posizioni farisaiche che inquinano il dibattito e rendono tutto più difficile. La posizione di Fli
    è per un azzeramento affinché si ricominci daccapo. Se proprio una legge si ritiene necessaria, che almeno
    sia equilibrata e in linea con quanto dice la Costituzione ovvero rispettosa della sensibilità di tutti, e perciò
    equidistante dagli opposti integralismi siano questi cattolici o laici. Qualunque tentativo di normare questa
    materia rischia di essere non solo inefficace ma addirittura di creare più problemi di quelli che finora abbiamo
    avuto.
    Il testamento biologico è un banco di prova importante per tutto il Parlamento perchè dove entrano in
    gioco le scelte individuali è difficile dare indicazioni “organiche”. Di fatto appare quasi impossibile
    stabilire una linea di partito. E' d'accordo?
    Credo che sulla bioetica e su altre materie che invadono la sfera personale dell’individuo la politica non
    dovrebbe schierarsi nel senso che il partito politico non dovrebbe dettare i comportamenti. E questo emerge
    sia nel centro-destra dove ci sono posizioni contrastanti che per motivi di opportunità politica non vengono
    fatte emergere, ma anche nel Terzo Polo dove è forte la presenza di parlamentari apertamente cattolici.
    Lei è cattolico eppure sostiene che è meglio non legiferare su questa materia. La Chiesa è a sostegno
    di questa proposta di legge. Come si risolve questo conflitto?
    La Chiesa non è che la pensi molto diversamente da quanto le ho detto finora.
    6 maggio 2011
    On line
    2
    La tutela della vita sempre e comunque mi sembra argomento dal quale la Chiesa non recede. O
    sbaglio?
    Io sono a favore della vita che deve essere tutelata ma nel caso della Englaro lì non c’è stata tutela della vita
    quanto piuttosto accanimento terapeutico che è cosa ben diversa e il padre, sbagliando, ha portato avanti
    questa sua battaglia facendone un caso politico. La Chiesa è contro l’accanimento terapeutico.
    Fli dice no all’eutanasia e no all’accanimento terapeutico. Secondo lei in questa legge si prefigura
    l’accanimento terapeutico?
    Ci sono alcuni passaggi in cui sulla vita c’è un impulso all’accanimento terapeutico. C’è come un’esortazione
    rivolta ai medici a garantire la vita a tutti i costi anche quando la situazione è francamente ingestibile da un
    punto di vista diagnostico. Per questo dal nostro punto di vista occorrerebbe fare una soft law che garantisca
    soltanto quegli aspetti di pietasdel soggetto malato senza esporlo allo svilimento della vita umana e senza
    obbligare il medico all’accanimento terapeutico.
    Quale dovrebbe essere il ruolo del medico?
    Il medico, come le famiglie, dovrebbe essere lasciato più libero. Quando dico che non si possono normare
    queste materie è perché la condizione di fine vita cambia da caso a caso: un uomo anziano con metastasi
    cerebrali è ben diverso da un coma post-anossico di un ventenne. E quindi le domando, si può applicare una
    legge uguale a questi due casi? Io credo di no. La legge però non potendo essere “particolare” ma
    “generalista” rischia di indurre le famiglie e i medici a scelte dolorose e sbagliate. La stessa Organizzazione
    mondiale della sanità afferma che più della sopravvivenza va garantita la qualità della vita. E questa è cosa
    ben diversa.
    Biotestamento. Marini (Cnb): “Dibattito bloccato da
    pastoie dogmatiche”
    Il vice presidente del Comitato nazionale per la bioetica, Luca Marini,
    interviene sul dibattito sul fine vita e lancia una proposta: “Approviamo il
    biotestamento anche per avere più disponibilità di organi per il trapianto”.
    da
    www.quotidianosamita.it


    06 MAG - “Ancora una volta il dibattito italiano sul biotestamento non riesce ad affrancarsi dalle pastoie
    dogmatiche in cui si è invischiato inconsapevolmente o strumentalmente, a detrimento della corretta
    informazione dei cittadini”. Così il professor Luca Marini, titolare della Cattedra Jean Monnet di biodiritto alla
    Sapienza di Roma e vice presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica, commenta con una nota le
    polemiche di questi giorni sul testamento biologico. “Il mantenimento in vita dei malati in stato vegetativo –
    precisa Marini – limita la disponibilità di organi a scopo di trapianto, mentre un’apertura al biotestamento
    dilaterebbe enormemente questa disponibilità. Qual è la scelta giusta e, soprattutto, quella condivisa dalla
    maggioranza dei cittadini? Qui sta il problema e qui si manifesta l’incapacità decisionale del Parlamento, del
    Governo e degli altri organi istituzionalmente coinvolti. Altro che contrapposizione tra laici e cattolici!”.
    Ultima modifica di anton; 11-05-11 alle 10:51
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  2. #2
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    Predefinito Rif: dibattiti sul testamento biologico

    E' inutile che i politici si nascondano dietro un dito: anche se sono questioni troppo "spinose" per essere normate, devono esserlo.
    Altrimenti, ci saranno altri "casi" Englaro e Welby e succederà proprio quello che secondo Sua Bassezza non dovrebbe succedere; cioè che siano i giudici a decidere.
    «La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori»

 

 

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