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Vendola il resistenzialista elogia Draghi e il papa
Il presidente della Puglia formula astruse tesi di razzismo
di: Alessandro Cavallini
Qualche giorno fa Niki Vendola si è presentato a Treviso per un comizio elettorale a sostegno dei candidati di Sinistra ecologia e libertà in occasione delle imminenti elezioni amministrative nella Marca.
Situazione propizia per sferrare un duro attacco alla Lega Nord, nella speranza di riappropriarsi di quei voti che, nel Nord Italia, sono passati in modo massiccio dalla sinistra al Carroccio. “Le mafie al Nord stanno crescendo anche con la complicità elettorale di Lega e leghisti”. Per poi aggiungere: “La Lega ha costruito il mito delle piccole patrie e della razza: badate, miti nazisti”.
Pericolo neonazista ribadito a gran voce, con il plauso del segretario provinciale di Sel Luca De Marco, presente a suo fianco. “E’ stata molto brava ad interpretare lo smarrimento dei ceti produttivi nel Nordest rispetto alla globalizzazione, uno smarrimento proprio anche delle comunità – ha proseguito Vendola - La Lega ha fatto proprio questo sentimento di perdita d’identità. L’idea di un diritto delle persone legato a stirpe, sangue, terra, è un’idea che evoca il paganesimo nazista.onf:
repapelle: Ma è riuscita con questo discorso premoderno e nazista ad interloquire con questi ceti smarriti perché la sinistra non si occupava più di questione sociale”. Questioni su cui si sono invece occupati personaggi agli antipodi rispetto alla politica di Vendola, come Papa Ratzinger e Mario Draghi. “Sia il Papa che Draghi:gluglu: hanno affermato che la precarietà minaccia la coesione sociale – ha continuato così il suo comizio - Perché la sinistra non lo grida?”. E ancora: “Il governo addossa la colpa ai giovani se non hanno lavoro. Ma persino Moro, di fronte al movimento del ’68, diceva di ascoltare le domande dei nostri giovani perché il futuro era loro”.
E riguardo al razzismo la colpa è sempre del nemico storico: il capitalista. “E’ necessario ad un capitalismo arruffone che vuol mettere in disaccordo lavoratori italiani e stranieri:gratgrat:”, mentre elogi vengono dispensati alla Cgil (“Ci ha regalato una favolosa pagina di democrazia e libertà riempiendo le piazze con lo sciopero”). Il comizio è stato poi chiuso da Floriana Casellato, candidata presidente del centrosinistra: “Sono preoccupata per il messaggio culturale della lista razza Piave, e del messaggio che sta portando ai giovani.onf: Dalla Resistenza in poi mai una lista conteneva la parola razza.
ostridicolo: I barbari da questa provincia vanno cacciati”.
Insomma, la solita arroganza intellettualoide dei “compagni” nostrani. In questo caso, il loro livore si accompagna al loro storico sentimento antinazionale, talvolta offuscato per tentativi, goffi, di accordi elettorali con la Lega. Perché se questi signori amassero realmente l’Italia saprebbero che il termine “razza Piave” serve ad indicare persone temprate e dal carattere forte, in onore di quei soldati che hanno combattuto gloriosamente lungo il Piave nella Prima Guerra Mondiale. Altro che razzismo e neonazismo in salsa italiota. Piuttosto di blaterare su cose che nemmeno conoscono, sarebbe meglio che i “compagni” si preoccupassero dei motivi reali per cui continuano a subire batoste elettorali. Ma forse sono troppo indaffarati ad organizzare manifestazioni a favore degli omosessuali, immigrati o minoranza di turno per aver tempo di parlare anche con il popolo italiano.





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onf:
ostridicolo: I barbari da questa provincia vanno cacciati”.
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