La fuga dal Pd senza fine: i cattolici ormai se ne vanno tutti
3 aprile 2011
pd defunto.... La fuga dal Pd senza fine: i cattolici ormai se ne vanno tutti
Prosegue inarrestabile la fuga dei cattolici dal Pd. Un’emorragia continua che sta assumendo i contorni di un lento stillicidio di abbandoni dovuti alla perplessità e allo smarrimento dell’ala ex Margherita per una linea troppo spostata a sinistra e poco rispettosa delle originarie identità. Gli ultimi ad abbandonare la nave del Pd (perennemente in acque burrascose) sono stati il consigliere regionale Andrea Causin, potente leader delle Acli venete, e l’eurodeputato Giancarlo Susta. Ma l’elenco è destinato ad allungarsi: secondo indiscrezioni, infatti, anche il sindaco di Cosenza Salvatore Perugini (in rotta con i responsabili regionali piddini a causa della mancata ricandidatura alle comunali di Maggio) e il vicesegretario regionale del Piemonte Mariano Rabino sarebbero ad un passo dal divorzio. Il fuggi fuggi, che sta avendo pesanti ripercussioni a livello locale, preoccupa non poco i Modem, l’area che fa capo a Walter Veltroni e Beppe Fioroni. Proprio dall’ex ministro della Pubblica istruzione arriva un duro monito alla segreteria nazionale a non minimizzare gli addii raddrizzando la rotta del partito prima di perdere altri pezzi.
“Io non me ne voglio andare, come continuamente qualcuno sostiene auspicando evidentemente che questi abbandoni proseguano e aumentino. Mi auguro che coloro i quali ripetono al segretario che tutto va bene e che i problemi per i cattolici democratici non esistono cambino idea e lavorino per un Pd accogliente per i moderati che vogliono starci ma con la schiena dritta”.
Dal quartier generale democrat non arrivano reazioni significative al grido d’allarme lanciato dagli esponenti cattolici. Il timore tuttavia è legato al pericolo che la faglia possa allargarsi diventando una vera e propria voragine. Non è escluso che in assenza di una svolta tanto auspicata dai popolari, il gruppo dei dissidenti vada ad ingrossare il nutrito drappello di assessori, deputati, sindaci, senatori, dirigenti, consiglieri comunali, presidenti di provincia e semplici militanti che da diversi mesi stanno abbandonando in massa il proprio (ex) partito alla volta dell’Api, dell’Udc o addirittura del Pdl. Una preoccupazione condivisa da Marco Minniti che critica l’atteggiamento di chi, Bersani in primis, cerca maldestramente di liquidare in maniera troppo frettolosa i problemi politici derivanti dalle crescenti defezioni.
“I nuovi abbandoni sono un fatto serio che non è possibile sottovalutare e sarebbe sbagliato liquidare con una scrollata di spalle. Queste uscite appaiono allarmanti e preoccupanti”
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