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  1. #1
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    Predefinito Svezia cristiana, mai musulmana

    Oslo vieta agli islamici di costruire moschee con soldi sauditi
    Il governo norvegese è il primo a chiedere la reciprocità
    di Leone Grotti
    Oslo ha impedito al Tawfiiq Islamic Center di costruire moschee sul suolo norvegese con fondi provenienti dall’Arabia Saudita. La motivazione è l’assenza di libertà religiosa nel paese islamico. 

La Norvegia è il primo Stato a chiedere la reciprocità a un paese islamico e a non permettere ai ricchi arabi la costruzione di moschee o centri islamici.

    «Sarebbe paradossale e innaturale – ha dichiarato Jonas Gahr Støre, ministro degli Esteri norvegese, al quotidiano Vg – approvare finanziamenti da un paese che considera un crimine formare una comunità cristiana». 

Il ministro ha aggiunto anche che la Norvegia solleverà questo tema al Consiglio europeo perché «vedo che molti dei miei colleghi europei hanno lo stesso tipo di problema».
    Oslo vieta agli islamici di costruire moschee con soldi sauditi | Tempi



    Svezia, più cristianesimo nelle scuole
    Francesco Saverio Alonzo
    STOCCOLMA.
    La prima decisione presa dal nuovo governo svedese, all’indomani delle elezioni che hanno riconfermato la coalizione guidata dal conservatore Fredrik Reinfeldt, è stata presa dal ministro dell’istruzione, Jan Björklund. In aperto contrasto con le direttive impartite a suo tempo dalla Direzione Generale Didattica, Björklund vuole dare la prevalenza al cristianesimo nell’insegnamento della religione nelle nove classi obbligatorie delle scuole svedesi, a partire dalla sessione autunnale del 2011.
    Finora esisteva una grande confusione nell’interpretazione dei programmi scolastici secondo i quali l’insegnamento della religione «sarebbe dovuto servire ad aprire un dialogo riguardante la fede e la concezione della vita, destando curiosità ed interesse per la religione». Nel corso della conferenza stampa, tenuta ieri, lunedì, il ministro Björklund ha precisato che pur volgendo lo sguardo ad altre religioni, rimane indiscusso il ruolo che il cristianesimo ha svolto per lo sviluppo storico e civile della Svezia e innegabile l’influsso che esercita ancora sulla nazione e sull’Europa. «Il cristianesimo è sempre stato la religione dominante nel nostro Paese. Come potremmo spiegare agli alunni il perché delle tradizionali festività natalizie e pasquali senza citare i passi della Bibbia?».
    Questa decisione ha scatenato vivaci reazioni, soprattutto sui media che la ritengono discriminante nei confronti di altre religioni. Le proteste più vibranti vengono da parte islamica.
    Ma l’opinione pubblica ha apprezzato la linea fissata dal ministro Björklund ed in un’indagine condotta dal quotidiano “Expressen” è risultato che il 76% degli svedesi è favorevole alla decisione, il 14% è contrario ed il 10% non si è voluto pronunciare.
    Avvenire_Svezia più cristianesimo nelle scuole


  2. #2
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    Predefinito Rif: Svezia cristiana, mai musulmana

    La padania 29-3-11
    Parla Timo Soini, leader dei “Veri Finlandesi”:
    alle prossime elezioni qualcosa cambierà nel Paese,
    i vecchi partiti ci temono
    LORENZO FONTANA
    Il 17 aprile si terranno le elezioni in Finlandia.
    Le proiezioni promettono significativi mutamenti
    nello scenario politico del Paese scandinavo.
    Incontriamo uno dei protagonisti annunciati
    Della tornata elettorale: Timo Soini, 48 anni,
    leader di Perussuomalaiset, il “partito dei Veri Finlandesi”,
    affiliato al gruppo Efd, lo stesso della delegazione
    della Lega Nord al Parlamento Europeo.
    Onorevole Soini, le urne sono alle porte.
    Si dice che la politica tradizionale stia
    Attraversando un momento di crisi
    in Finlandia. Ci può dire che aria si respira
    nel suo Paese?
    «Effettivamente, i partiti tradizionali sono abbastanza
    nervosi, si trovano ad affrontare una realtà alla quale
    non erano abituati, percepiscono la loro posizione
    in precario equilibrio.
    Il movimento dei Veri Finlandesi si presenta invece
    con ottime credenziali. Abbiamo avuto un buonissimo
    approccio alla campagna elettorale, i candidati sono
    validi e preparati. Vogliamo fare bene. Anche perché
    intendiamo incrementare i nostri membri in Parlamento:
    i sondaggi dicono che possiamo arrivare ad una quota
    che oscilla tra i 22 e i 30 seggi».
    Quali sono i punti cardine del vostro programma
    e quelle che sono le vostre aspettative?
    «Premetto che ci sono in corsa otto partiti, per cui
    chi vince dovrà necessariamente coalizzarsi
    con qualche altra forza politica.
    Il nostro programma riflette le differenze che vogliamo
    rimarcare nei confronti degli altri partiti. Per esempio,
    i Veri Finlandesi hanno votato contro l’adesione del paese
    all’Unione Europea. Premetto che non siamo contrari
    né agli accordi multilaterali nel campo del commercio
    internazionale, né alla cooperazione.
    Tuttavia, non possiamo accettare l’attuale dirigismo
    imposto da Bruxelles, che troppe volte non tiene conto
    delle differenti realtà regionali esistenti nell’Unione.
    E questo si riflette nella vera essenza del nostro
    movimento: noi vogliamo essere un partito popolare,
    non un partito supportato dalla burocrazia».
    L’immigrazione non è attualmente uno dei problemi
    più pressanti della Finlandia.
    Perché ha pensato di inserirla nella sua agenda elettorale?
    «In realtà si tratta di un fenomeno in crescita nei Paesi
    del Nordeuropa. Attualmente è limitato, questo è vero.
    Tuttavia, non credo sia saggio ignorare il fenomeno, soltanto
    perché si trova nella sua fase iniziale.
    Quello che noi proponiamo, è semplicemente di avere
    più certezze sulle persone che entrano nel nostro territorio:
    vogliamo sapere chi sono, da dove vengono e perché.
    Ad esempio: abbiamo centinaia di rifugiati politici
    vietnamiti e con loro non c'è nessun tipo di problema.
    Con i musulmani, il discorso è diverso: tante volte
    non ravvisiamo da parte loro la disponibilità a rispettare
    le leggi e la nostra cultura».
    Cosa risponde a chi accusa i Veri Finlandesi
    di xenofobia e razzismo?
    «Rispedisco queste critiche al mittente. Noi proponiamo
    che chi entra in un altro Paese sia sotto il controllo di chi
    lo sta ospitando. Essere critici nei confronti del multiculturalismo
    non implica necessariamente razzismo o xenofobia».
    Ho letto che lei si dichiara contrario all’accettazione
    dei matrimoni omosessual. Come mai?
    «Nessun pregiudizio nei confronti degli omosessuali.
    Solamente ritengo che il matrimonio sia solo tra l’uomo
    e la donna, è la coppia di questo tipo ad essere
    dotata delle prerogative della riproduzione e della
    migliore educazione dei figli. Non è una mia invenzione,
    ma di qualcun’altro più in alto di me».





  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Svezia cristiana, mai musulmana

    I Veri Finlandesi sono inarrestabili

    I Veri Finlandesi sono inarrestabili | Scenari Politici

    I "Veri Finlandesi" di Timo Soini continuano a marciare in maniera imponente quando mancano poco più di due settimane alle elezioni. La formazione euroscettica di Timo Soini è, secondo l'ultimo sondaggio, il secondo partito della Finlandia, dietro solamente alla "Coalizione Nazionale" di Jirky Katainen. In difficoltà il partito di Centro della premier uscente Maria Kiviniemi ed i social-democratici di Jutta Urpilainen, rispettivamente al terzo e al quarto posto nell'ultimo sondaggio disponibile. Tra parentesi il risultato del 2007.

    Coalizione Nazionale (centro-destra; PPE) 20,7% (22,3%) Leader Jyrki Katainen
    Veri Finlandesi (destra euroscettica; ELD) 18,4% (4,1%) Leader Timo Soini
    Partito di Centro (centro; ALDE) 18,3% (23,1%) Leader Maria Kiviniemi
    Social Democratici (centro-sinistra; PSE) 17,4% (21,4%) Leader Jutta Urpilainen
    Lega dei Verdi (centro; VE) 8,8% (8,5%) Leader Anni Sinnemaki
    Alleanza della Sinistra (sinistra radicale; SE) 7,8% (8,8%) Leader Paavo Arhinmaki
    Partito Popolare Svedese (centro; ALDE) 4,1% (4,6%) Laeder Stefan Wallin
    Cristiano-Democratici (centro-destra; PPE) 3,5% (4,9%) Leader Paivi Rasanen

    Giovanni

    Giovedì 31 marzo 2011
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Svezia cristiana, mai musulmana

    CANTU’ MEETS HELSINKI: “SANT’AMBROGIO MEETS LA TRIENNALE”
    E’ stata presentata lunedì 11 Aprile alle 11,30 presso la sala del Teatro Agorà, alla Triennale di Milano la mostra dal titolo “Cantù Meets Helsinki”, organizzata da Comune di Cantù, “Qualità Cantù 2001”, in collaborazione con “Cestec”, “World Design Capital Helsinki 2012”, “Artek”, “Huippu Design Management” e “Aalto University”.
    La mostra, promossa dalla Regione Lombardia, si propone di illustrare lo stretto rapporto che ha legato, e ad ancora lega, la capitale dell’artigianato del mobile mondiale a quella che sarà per tutto il 2012 la capitale mondiale del design. L’esposizione permetterà di ammirare alcuni dei prodotti più indicativi dell’artigianato canturino e di contemplare tra i più rivoluzionari progetti ideati dai designer finlandesi.
    A rappresentare l’eccellenza canturina nell’arte della costruzione dei complementi di arredo sarà la mostra “Eccellenze di Design” in corso tuttora presso gli spazi espositivi di Sant’Ambrogio.

    CANTU' MEETS HELSINKI, LA CULTURA DEL MESTIERE INCONTRA LA CULTURA DEL PROGETTO
    Presso la Triennale di Milano In vista del World Design Capital Helsinki 2012, in mostra la collaborazione tra designer finlandesi e artigiani lombardi di qualità
    Milano, 11 aprile 2011 - Regione Lombardia presenta “CANTÙ meets HELSINKI. La cultura del mestiere incontra la cultura del progetto”: la mostra, che ha sede presso gli spazi espositivi della Triennale di Milano ed è realizzata in concomitanza con il Salone del Mobile, ripercorre e rilancia la collaborazione tra i designer finlandesi e le imprese lombarde in prospettiva del World Design Capital Helsinki 2012.
    L’esposizione, che sarà aperta al pubblico dal 12 al 17 aprile, è promossa da Regione Lombardia - Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione, Qualità Cantù 2001 con il supporto di Cestec spa. Il design finlandese presenta in questa mostra prodotti storici, a firma di Alvar Aalto e Ilmari Tapiovaara, e progetti inediti di designer affermati ed emergenti, Simo Heikkilä, Eero Aarnio, Samuli Naamanka, con realizzazione a cura delle aziende brianzole, riconosciute a livello internazionale per la qualità della loro produzione.
    Il Vicepresidente e Assessore all’Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione di Regione Lombardia lancia così l’iniziativa:“Attraverso questa collaborazione internazionale, la Lombardia mette in mostra alcune delle proprie eccellenze di manualità e produzione: l’artigianato di Cantù che è ricercato ed apprezzato in tutto il mondo.Il rapporto tra le imprese lombarde e la Finlandia ha origini importanti quando, nel 1955, a Cantù nasceva il primo concorso Internazionale del Mobile e la conseguente Prima Mostra Selettiva. Un concorso unico con la presenza qualificata di progettisti Finlandesi ed una Giuria con presenze prestigiose quali Giò Ponti, e Alvar Aalto.Con questo evento la cultura del mestiere, promossa da Regione Lombardia attraverso iniziative di valorizzazione dell’eccellenza delle proprie imprese artigiane, quali il riconoscimento Artis, si incontra con la cultura del progetto, il disegno, la continua ricerca di forme e funzioni degli architetti finlandesi”.

    LOMBARDIA/IMPRESE: GIBELLI, FAR SOMIGLIARE CANTU' A HELSINKI
    (ASCA) - Milano, 11 apr - ''L'obiettivo che Regione Lombardia si e' data e' di far assomigliare Helsinki sempre di piu' a Cantu' e viceversa. Questo perche', nel tempo, si e' dimostrata la capacita', attraverso dei geni finlandesi, di tradurre idee e sogni in design e proprio questo design si e' poi tradotto in realta'''. Lo ha detto il vice presidente e assessore all'Industria e Artigianato di Regione Lombardia Andrea Gibelli alla presentazione ''Cantu' meets Helsinki''.
    ''La grande sfida per le Pmi - ha continuato Gibelli - e' quindi quella di riuscire, dentro alla competitivita', a rendere il prodotto unico e irripetibile. Regione Lombardia in tal senso ha promosso l'iniziativa chiamata 'brand territoriale', per favorire le reti d'impresa, distretti e luoghi. In questa prospettiva il nome di Cantu' e' assolutamente legato al mobile ed e' quindi strategico per la Regione rafforzare questo binomio''.
    LOMBARDIA IMPRESE GIBELLI FAR SOMIGLIARE CANTU A HELSINKI - Agenzia di stampa Asca





  5. #5
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    Predefinito Rif: Svezia cristiana, mai musulmana

    La padania 11-5-11
    Oslo come il Carroccio:
    «Basta con le bombe»
    GIOVANNI POLLI
    MILÀN –
    Quando la Lega chiese e ottenne un voto in Parlamento
    perché si desse un termine alle bombe sulla Libia
    si scatenò il solito putiferio. Quello che si presenta tutte
    le volte che, dalle fila del Carroccio, si pongono questioni
    concrete e di buon senso, in opposizione al conformismo
    imperante nella politica interna ed internazionale.
    «Non si può prevedere» una fine delle bombe, si alzò subito
    il coro dei contrari a prescindere.
    «La solita Lega», dissero tutti, scandalizzati dalla presa
    di distanza del Carrocco dalle istanze bombarole. Poi,
    il giorno dopo, arrivò il ministro degli Esteri Franco Frattini
    che parlò di fine delle missioni militari entro un mese:
    «Ci sono ipotesi realistiche che parlano di 3-4 settimane».
    Il ministro della Difesa Ignazio La Russa non la prese bene
    e lo ha corretto: «Il ministro degli Esteri ha ipotizzato delle date,
    io sono molto cauto anche perché non credo che il tempo dipenda
    solo dall ’azione squisitamente militare».
    Eppure, nel Continente e nella coalizione, c’è chi tutti questi problemi
    non se li pone, ed arriva ancora una volta a dimostrare che la via
    indicata dal Carroccio è tutt’altro che impraticabile, ed è la Norvegia.
    Due giorni fa il ministro degli Esteri del Paese scandinavo, Grete
    Faremo, ha annunciato la riduzione dell’impegno norvegese
    a far data dal 24 giugno: «Se le operazioni in Libia continueranno
    anche dopo quella data, sarà diverso, e meno ampio rispetto
    a quello attuale, un eventuale contributo norvegese», ha detto.
    La Norvegia è stata tra i primi Stati ad aderire alla missione
    contro Gheddafi, mettendo a disposizione della Nato sei aerei
    F-16. Ma ora nella coalizione di Governo c’è voglia di riportare
    a casa gli aerei, e di porre fine ad un’operazione della quale
    non è mai stato chiaro nulla. Smettere di bombardare è possibile,
    insomma, ed ancora una volta la linea di buonsenso della Lega
    Nord ha trovato piena rispondenza al di fuori dello Stato italiano.
    Malgrado i “bombardieri ad oltranza” di casa nostra.


 

 

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