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    Predefinito Il Cav suona la carica!

    da ilgiornale.it di sabato 14 maggio 2011
    Aggiornato oggi alle 13:25

    Il Cavaliere lo ripete a ogni tappa del suo tour alla vigilia delle elezioni: guai a sottovalutarle, altro che diatribe locali, sarà un voto politico.
    Un appuntamento che chiama «alla battaglia» quasi 13 milioni di italiani in 15.708 sezioni: si infilano le schede nell’urna domani dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15.
    Poi partirà immediatamente lo spoglio.

    Ci sono da eleggere i presidenti e da rinnovare i consigli di undici Province (Vercelli, Mantova, Pavia, Treviso, Ravenna, Lucca, Macerata, Campobasso, Reggio Calabria, più le autonomie speciali di Gorizia e Trieste). Sfida aperta inoltre in 1.315 Comuni, di cui 30 capoluogo, per scegliere altrettanti sindaci.

    LA GEOGRAFIA DEL VOTO
    Una prova politica, si diceva, da Nord a Sud. Nelle città con più di 15mila abitanti la partita inizia dal risultato di 58 amministrazioni a 34 per il centrosinistra - nei 30 capoluoghi pronti-via 20 a 10 per le giunte rosse uscenti. Più o meno nelle stesse proporzioni lo scenario nelle undici Province: in questo caso il centrodestra proverà il ribaltone in sette centri contro i quattro già governati.

    LE SFIDE CHIAVE
    E veniamo agli scontri «campali», nei quattro capoluoghi decisivi per gli equilibri del Paese. A cominciare dall’infiammato duello di Milano tra Letizia Moratti vs Giuliano Pisapia, mentre il Terzo (incomodo) polo schiera Manfredi Palmeri. A Torino le sinistre spingono l’ex segretario dei Ds Piero Fassino, che dovrà vedersela con uno scalpitante Michele Coppola sostenuto principalmente da Pdl e Lega Nord. Sotto le Due Torri bolognesi il confronto riguarda il democratico Virginio Merola, appoggiato anche da Idv e Federazione della Sinistra; invece il centrodestra presenta la candidatura del delfino leghista Manes Bernardini. A Napoli l’eredità della Iervolino se la giocano il prefetto Mario Morcone, dietro di lui Pd e Sel; il Popolo della libertà con otto liste alleate mette in prima linea l’imprenditore Gianni Lettieri. A scompaginare il quadro in vista di un probabile spareggio è l’Idv, che qui corre insieme alla Fds, dell’ex pm Luigi De Magistris. Non è finita: Fli, Udc e Api buttano nella mischia il demitiano Raimondo Pasquino. E c’è anche l’outsider di lusso Clemente Mastella.

    COME FARE
    Istruzioni per l’uso nei Comuni con più di 15mila abitanti. La scheda azzurra contiene i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, al cui fianco sono riportati i simboli della lista o delle liste che sostengono quel candidato. L’elettore può votare: per una delle liste, con una croce sul simbolo relativo; per un candidato sindaco, con una croce sul relativo rettangolo; per un candidato sindaco e per una delle liste collegate; per un candidato sindaco e per una lista non collegata (è questo il caso di «voto disgiunto»). Regole analoghe per le Provinciali (scheda gialla), con l’accortezza tuttavia che non è ammesso il voto disgiunto.

    OCCHIO AI DOCUMENTI
    Per poter votare servono un documento di riconoscimento e la tessera elettorale. In caso di smarrimento, è possibile chiederne un duplicato negli uffici comunali aperti oggi dalle 9 alle 19 e domani e lunedì per tutta la durata del voto.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il Cav suona la carica!

    Lieve malore per Silvio. Ma poi riparte in quarta.

    Quanto queste elezioni amministrative abbiano valenza nazionale lo racconta alla perfezione il comizio con cui Silvio Berlusconi chiude la campagna elettorale del candidato sindaco di Napoli Gianni Lettieri.
    Un intervento a largo respiro, con i soliti strali contro la magistratura e la sua «volontà continuativa di eversione» e focalizzandosi soprattutto sulle due partite di Milano e Napoli.
    D’altra parte, è la convinzione del premier, è in queste due città che si giocano le sorti di una tornata elettorale che, lo ripete da giorni il premier, dovrà servire anche a «rilanciare l’azione di governo».
    Un doppio successo in queste due città, insomma, sarebbe la certificazione dell’ennesima conferma delle urne dopo europee e regionali.
    Con buona pace degli altri leader mondiali - Sarkozy, Merkel ma anche Obama - che nelle elezioni di midterm sono stati costretti in un modo o nell’altro a pagare dazio.

    Ecco perché Berlusconi affonda colpi a più non posso e ai napoletani promette non solo che la Tarsu (la tassa sull’immondizia) sarà abolita finché ci saranno i rifiuti in strada ma anche che il Consiglio dei ministri varerà il decreto anti-ruspe per sospendere l’abbattimento delle case abusive.
    Con buona pace della Lega, decisamente scettica sulla questione.

    D’altra parte, pare che il Cavaliere abbia deciso di rispondere a tono ai distinguo del Carroccio abbandonando i toni cauti degli ultimi tempi.
    Ecco perché davanti ai napoletani ci tiene a dire che «l’Italia è un grande Paese» e «non può farsi certo intimidire dall’arrivo di qualche migliaio di migranti in cerca di benessere».
    L’esatto contrario di quello che sostiene il ministro dell’Interno Roberto Maroni.
    E in privato, terminato il comizio, è ancora più netto.
    «La Lega - dice - vuole che siano trasferiti dei ministeri al Nord.
    Bene, per ogni dicastero che porteremo sù ne trasferiremo uno al Sud».

    I vertici del Pdl napoletano ovviamente gongolano, primo fra tutti Nicola Cosentino, coordinatore regionale del Pdl e organizzatore della manifestazione alla Fiera d’Oltremare.
    Dalla quale Berlusconi esce piuttosto affaticato dopo quasi un’ora di comizio. Non è certo un malore né un mancamento, ma alla fine del suo intervento il Cavaliere è costretto a sedersi per qualche minuto e a chiedere un bicchiere d'acqua e zucchero.
    Niente di grave, nonostante la preoccupazione di Paolo Bonaiuti che lo invita a rinunciare alla tappa serale in quel di Latina dove lo ha fortemente voluto il ministro Giorgia Meloni.
    Il premier non ci pensa nemmeno, perché nonostante la fatica - dice nel retropalco - le campagne elettorali «mi fanno ringiovanire».
    Al punto che «oggi mi sento come se avessi 50 anni».

    Via verso Latina, dunque. Dove a sera affonda i colpi sulla Rai.
    «Finché ci saranno programmi come quelli di Santoro e Flores - attacca - io non pagherò più il canone Rai».
    I media, aveva detto a Napoli, «gettano fango su di noi».
    E ancora: «Annozero e Ballarò questa settimana hanno mandato in onda una vergogna».
    Poi sulla carta stampata: «Si definiscono moderati ma oggi nel giornale di chi ha la tessera numero uno del Pd, e cioè Repubblica, c’è un articolo in cui mi paragonano ad Hitler».

    La verità per Berlusconi è antropologica:
    «A sinistra sono antropologicamente diversi da noi. Non hanno ironia o autoironia. Sapete perché la Iervolino si svegliava sempre di cattivo umore? Perché si guardava allo specchio e vedeva la Iervolino».

    di A. Signore pg.7 de ilgiornale.it di oggi 14 05 2011

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il Cav suona la carica!

    «La Moratti ha fatto bene. Quel passato va ricordato

    di F. Cramer pg.2 de ilgiornale.it di oggi 14 05 2011

    Roma
    «Ma quale scivolone! La Moratti ha fatto benissimo! A noi, familiari delle vittime del terrorismo, non interessa solo la verità giudiziaria ma anche quella storica, politica e morale».
    A parlare è Potito Perruggini Ciotta, nipote del brigadiere Giuseppe Ciotta, ucciso a Torino da Prima Linea nel 1977.

    Dottor Perruggini, la Moratti ha accusato Pisapia di estremismo. Una gaffe?
    «Ma quale gaffe? Il sindaco di Milano ha fatto benissimo a ricordare il passato perché ha fatto conoscere l’humus nel quale è vissuto Pisapia».

    Ma la sentenza parla chiaro: nella vicenda del furto d’auto Pisapia è stato assolto.
    «Ma a me non interessa solo la verità giudiziaria. C’è anche una verità storica, politica e morale».

    E a Pisapia cosa imputa?
    «È uno dei tanti che, se non ha fiancheggiato, ha nuotato in quel brodo di coltura che per anni ha strizzato l’occhiolino ai terroristi».

    E non glielo perdona.
    «Non perdono il fatto che un certo mondo, contiguo all’estremismo di sinistra e spesso in posizioni di rilievo anche nel mondo dell’informazione, non ha contribuito a far luce su un pezzo di storia del nostro Paese».

    La luce che ha fatto la magistratura non basta?
    «È necessaria ma non è sufficiente. A parte il fatto che le sentenze sono emesse da esseri umani che possono anche sbagliare, restano le responsabilità politiche e morali. Io, per esempio, non ho mai smesso di ritenere Marco Donat Cattin responsabile della morte di mio zio».

    Il famoso «comandante Alberto», figlio dell’ex ministro Dc Carlo e leader di Prima Linea?
    «Esatto. Al processo è stato prosciolto ma lo considero ancora il mandante dell’omicidio del brigadiere Ciotta».

    Perché fu prosciolto?
    «Insufficienza di prove. Tuttavia partecipò alle riunioni in cui si decise di colpire mio zio. Per quell’omicidio venne condannato esclusivamente il killer, Enrico Galmozzi».

    Che fine ha fatto?
    «È stato condannato a 26 anni ma ne ha scontati in carcere soltanto la metà. Ora è un uomo libero».

    Torniamo al caso Pisapia. Il suo passato estremista o quello di simpatizzante degli estremisti dovrebbe essere un’impedimento alla sua elezione?
    «Guardi, all’epoca feci una battaglia per il caso D’Elia, ex dirigente di Prima Linea, eletto alla Camera nel 2006 ma condannato in primo grado a 30 anni per banda armata e concorso in omicidio».

    Che fece?
    «D’Elia aveva tutti i diritti di stare in Parlamento e per quanto mi riguarda avrebbe potuto fare anche il presidente di Montecitorio. Ma mi attivai per chiedere una legge sulla ineleggibilità dei condannati per terrorismo».

    E?
    «Nessun seguito. Ne parlai anche con Pisapia, quando però non era più parlamentare. Ci incontrammo nei pressi della Cassazione e scambiammo un paio di battute. Fu cortese, sorrise, ma non rispose alle mie domande. Violante invece...»

    Ne parlò anche con lui?
    «Certo, più volte. Un annetto fa mi disse “Non si può fare perché così si rischierebbe la persecuzione politica”».

    Insomma, nel caso Pisapia-Moratti il sindaco di Milano non è andata oltre?
    «Ha solo ricordato il passato dell’avversario. Come io ricordo che il partito grazie al quale Pisapia è entrato in Parlamento nel 1996, Rifondazione, nel 2007 non votò la legge che istituiva il giorno della memoria per le vittime del terrorismo».

    E perché mai?
    «Si astennero assieme ai colleghi del Pdci mentre il no global Francesco Caruso votò addirittura contro. E su questo punto la penso come D’Alema».

    Ossia? Così mi spiazza.
    «Nel 2008 disse testuale: “Un pezzo della sinistra ha la responsabilità politica di non aver saputo arginare il fenomeno del terrorismo. Ed è su questo che bisogna indagare più approfonditamente. Perché c’è una responsabilità politica che va al di là di quella penale”».

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il Cav suona la carica!

    Citazione Originariamente Scritto da mustang2 Visualizza Messaggio
    «La Moratti ha fatto bene. Quel passato va ricordato

    di F. Cramer pg.2 de ilgiornale.it di oggi 14 05 2011

    Roma
    «Ma quale scivolone! La Moratti ha fatto benissimo! A noi, familiari delle vittime del terrorismo, non interessa solo la verità giudiziaria ma anche quella storica, politica e morale».
    A parlare è Potito Perruggini Ciotta, nipote del brigadiere Giuseppe Ciotta, ucciso a Torino da Prima Linea nel 1977.

    Dottor Perruggini, la Moratti ha accusato Pisapia di estremismo. Una gaffe?
    «Ma quale gaffe? Il sindaco di Milano ha fatto benissimo a ricordare il passato perché ha fatto conoscere l’humus nel quale è vissuto Pisapia».

    Ma la sentenza parla chiaro: nella vicenda del furto d’auto Pisapia è stato assolto.
    «Ma a me non interessa solo la verità giudiziaria. C’è anche una verità storica, politica e morale».

    E a Pisapia cosa imputa?
    «È uno dei tanti che, se non ha fiancheggiato, ha nuotato in quel brodo di coltura che per anni ha strizzato l’occhiolino ai terroristi».

    E non glielo perdona.
    «Non perdono il fatto che un certo mondo, contiguo all’estremismo di sinistra e spesso in posizioni di rilievo anche nel mondo dell’informazione, non ha contribuito a far luce su un pezzo di storia del nostro Paese».

    La luce che ha fatto la magistratura non basta?
    «È necessaria ma non è sufficiente. A parte il fatto che le sentenze sono emesse da esseri umani che possono anche sbagliare, restano le responsabilità politiche e morali. Io, per esempio, non ho mai smesso di ritenere Marco Donat Cattin responsabile della morte di mio zio».

    Il famoso «comandante Alberto», figlio dell’ex ministro Dc Carlo e leader di Prima Linea?
    «Esatto. Al processo è stato prosciolto ma lo considero ancora il mandante dell’omicidio del brigadiere Ciotta».

    Perché fu prosciolto?
    «Insufficienza di prove. Tuttavia partecipò alle riunioni in cui si decise di colpire mio zio. Per quell’omicidio venne condannato esclusivamente il killer, Enrico Galmozzi».

    Che fine ha fatto?
    «È stato condannato a 26 anni ma ne ha scontati in carcere soltanto la metà. Ora è un uomo libero».

    Torniamo al caso Pisapia. Il suo passato estremista o quello di simpatizzante degli estremisti dovrebbe essere un’impedimento alla sua elezione?
    «Guardi, all’epoca feci una battaglia per il caso D’Elia, ex dirigente di Prima Linea, eletto alla Camera nel 2006 ma condannato in primo grado a 30 anni per banda armata e concorso in omicidio».

    Che fece?
    «D’Elia aveva tutti i diritti di stare in Parlamento e per quanto mi riguarda avrebbe potuto fare anche il presidente di Montecitorio. Ma mi attivai per chiedere una legge sulla ineleggibilità dei condannati per terrorismo».

    E?
    «Nessun seguito. Ne parlai anche con Pisapia, quando però non era più parlamentare. Ci incontrammo nei pressi della Cassazione e scambiammo un paio di battute. Fu cortese, sorrise, ma non rispose alle mie domande. Violante invece...»

    Ne parlò anche con lui?
    «Certo, più volte. Un annetto fa mi disse “Non si può fare perché così si rischierebbe la persecuzione politica”».

    Insomma, nel caso Pisapia-Moratti il sindaco di Milano non è andata oltre?
    «Ha solo ricordato il passato dell’avversario. Come io ricordo che il partito grazie al quale Pisapia è entrato in Parlamento nel 1996, Rifondazione, nel 2007 non votò la legge che istituiva il giorno della memoria per le vittime del terrorismo».

    E perché mai?
    «Si astennero assieme ai colleghi del Pdci mentre il no global Francesco Caruso votò addirittura contro. E su questo punto la penso come D’Alema».

    Ossia? Così mi spiazza.
    «Nel 2008 disse testuale: “Un pezzo della sinistra ha la responsabilità politica di non aver saputo arginare il fenomeno del terrorismo. Ed è su questo che bisogna indagare più approfonditamente. Perché c’è una responsabilità politica che va al di là di quella penale”».

    saluti
    E tu vatti a fidare ! con quella faccia un po così, quell'espressione un po così
    che il nostro pisapia si porta dietro te lo fa immaginare buono, calmo, devoto
    come un cane bassotto ed invece sembra essere un feroce rivoluzionario della
    sinistra.

    Fatto bene la moratti a smascherarlo.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Il Cav suona la carica!

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    E tu vatti a fidare ! con quella faccia un po così, quell'espressione un po così
    che il nostro pisapia si porta dietro te lo fa immaginare buono, calmo, devoto
    come un cane bassotto ed invece sembra essere un feroce rivoluzionario della
    sinistra.

    Fatto bene la moratti a smascherarlo.
    Io agli ex comunisti che avrebbero cambiato modo di ragionare ho sempre creduto poco.
    Ogni cosa è costituita da una o più coppie di poli.
    Detti poli producono:.............

  6. #6
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    Predefinito Rif: Il Cav suona la carica!

    Citazione Originariamente Scritto da ubaldo voli Visualizza Messaggio
    Io agli ex comunisti che avrebbero cambiato modo di ragionare ho sempre creduto poco.
    Gattopardi?

  7. #7
    Me ne frego
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    Predefinito Rif: Il Cav suona la carica!

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Gattopardi?
    :giagia::giagia:
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

 

 

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