Come da titolo, io sì, credo che sia stato uno dei migliori giornalisti italiani, soprattutto per le sue cronache levantine e mediorientali.


Come da titolo, io sì, credo che sia stato uno dei migliori giornalisti italiani, soprattutto per le sue cronache levantine e mediorientali.
Controllori di volo pronti per il decollo,
telescopi giganti per seguire le stelle
(F. Battiato, No time no space)


Certo che lo ricordo. Un gran bel giornalista.hefico:
Ma quanti figli del Perozzi in giro...
Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
Chi abbandona gli animali è un bastardo!


Bravo come pochi.
Assolutamente preparato, elegante, e pure galantuomo.
Quattro buone ragioni perchè il suo lavoro e la sua figura, a viaggio ultimato, fossero subitamente relegati, dalla professionale RAI, nel limbo di quanti hanno contribuito a impreziosire il giornalismo italiano, pensando col cazzo e scrivendo col culo. :gluglu:
Ultima modifica di Hasselblad; 21-05-11 alle 02:29


Di che anni è?
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Igor Man era nato nel 1922 ed ha lasciato questa valle di lacrime nel 2009, io l'ho conosciuto negli anni '90, era spesso intervistato in TV o sui giornali su questioni come quella mediorientale.
Controllori di volo pronti per il decollo,
telescopi giganti per seguire le stelle
(F. Battiato, No time no space)


Non ricordo di averlo letto o ascoltato, mi dovrò informare.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Ho letto solo un suo articolo, anni fa, pessimo
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


lo vedevo in televisione ma non leggevo i suoi articoli (i miei genitori compravano altri giornali)
poi un giorno la folgorazione.
se ricordo bene, compro Cuore, il giornale satirico, diretto all'epoca da Sabelli Fioretti.
c'è un articolo di Igor Man, una meraviglia di ironia, con tratti comici. raccontava di un episodio di qualche anno prima.
il giornalista era stato per parecchio tempo in iran, nel pieno della rivoluzione komeinista. data la guerra con l'irak e problemi alle altre frontire, per tornare in italia passava per l'URSS, dove era accreditato e aveva amici e buoni rapporti col regime.
passando (a piedi) il confine, lo aspettava oltrefrontira, al solito, un fuzionario del KBG locale che doveva scortarlo presso un albergo. quella volta c'erano problemi e la struttura era chiusa. allora il funzionario gli disse che avrebbe dormito a casa sua, e che la moglie e i bambini sarebbero stati lieti di avere un importante ospite straniero, un famoso giornalista amico dei suoi capi.
Man era contento, conoscendo la passione russa per gli alcolici, dato che per tutto il periodo iraniano "vigeva il regime secco" e si sarebbe fatto volentieri qualche bicchierino.
arrivato a casa, nota che non mancano i soliti quadri con lenin e altri capoccia del PCUS, ma non vede il solito armadio con le bottiglie, immancabile nelle case dei funzionari.
prova a chiedere al padrone di casa e con imbarazzo questo gli dice che non c'erano alcolici in casa.
il giorno dopo, al momento dei saluti, l'agente lo saluta in maniera islamica con formule di rito, lasciando Man basito, dato che in urss vigeva il più assoluto ateismo di stato, in particolare per i membri delle forze di polizia.
l'articolo si concludeva con alcune constatazioni di come l'islam si fosse diffuso nell'asia centrale sovietica già da allora, e che con la caduta del muro ci sarebbero stati problemi anche da quei paesi non più sotto mosca ma indipendenti.
non so come mai ma, a distanza di più di 20 anni, ricordo questo articolo.