
Originariamente Scritto da
mustang2
di A. Sallusti pg.1 de ilgiornale.it di oggi 17 05 2011
Non è andata bene. An*zi, è andata maluc*cio, soprattutto a Mi*lano, dove Letizia Moratti è stata sotto anche ri*spetto alle previsioni più pes*simistiche. La sfida, però, re*sta aperta, sia a Napoli che a Milano, dove tra quindici giorni si giocherà la partita di ritorno.
Il fronte antiberlusco*niano festeggia una vittoria che, al momento, tale non è.
E, soprattutto, gli sconfitti so*no più d’uno. Dalle urne esco*no infatti alcune indicazioni chiare.
La prima: il centrodestra è in difficoltà a ripetere i risulta*ti* delle ultime tornate e Berlu*sconi personalmente paga un anno di massacro mediati*co.
Il Pdl però tiene attorno al 30 per cento e resta il primo partito, la Lega non sfonda (a Milano fa un balzo in avanti rispetto a cinque anni fa, ma uno indietro, anche pesante, rispetto alle Regionali della scorsa primavera).
Il pre*mier, quindi, non è peggio messo di Bossi, il quale deve rinunciare all’idea di fare da serbatoio di eventuali voti in fuga dal Pdl.
La seconda: il progetto di Fi*ni è fallito. Dove si è presenta*to da solo, il Fli stenta a supe*rare il due per cento, umiliato da liste civiche e partitini fai da te.
Stessa sorte per il Terzo Polo Casini-Rutelli-Fini che su molte piazze non ha nep*pure superato la soglia mini*ma per entrare in Parlamen*to nel caso di elezioni politi*che.
La terza: l’asse della sinistra si sposta pericolosamente sul*l’ala più estrema extra Pd ( Pi*sapia, cioè Vendola, a Mila*no, De Magistris, cioè Di Pie*tro a Napoli).
Una simile coali*zione (da Vendola a France*schini) può anche vincere un’elezione ma, come dimo*stra l’esperienza dell’ultimo esecutivo Prodi, non è in gra*do di governare il Paese.
Ber*sani quindi ha poco da festeg*giare: la sua linea centrista e di forza moderata esce pesan*temente punit*a da questa tor*nata e certo non mancheran*no ripercussioni interne.
Detto questo, ora aspetti*a*moci un diluvio di polemiche e di liti.
La domanda è: lo sci*volone della Moratti è dovuto anche alla radicalizzazione dello scontro voluto da Berlu*sconi?
Io credo di no, manca la prova contraria e comun*que ci sono due indizi.
La coa*lizione, riconducibile a Berlu*sconi, ha preso più voti del sin*daco uscente, cioè la linea du*ra h*a preso più voti del sinda*co moderato.
L’altro indizio è che in generale gli elettori hanno premiato candidati ra*dicali ( Pisapia, De Magistris, i ragazzi di Grillo) e punito veri o presunti moderati. Altri*menti Casini, con Rutelli e Fi*ni, avrebbe dovuto fare il pie*no di voti, cosa che non è suc*cessa.
Detto che per il centrode*stra il campanello d’allarme è suonato forte e chiaro, con*fronto a ciò che è successo al*le elezioni di medio termine in Germania, Francia e Spa*gna (tracollo delle coalizioni di governo) il risultato di ieri non può essere liquidato co*me una slavina inarrestabile.
Tutto dipende dai nervi saldi che sapranno mantenere Bossi e Berlusconi per tenere uniti Pdl e Lega.
Le insidie, più che dall’opposizione,arri*vano dall’interno.
Non tutti, dentro al centrodestra, ieri si sono disperati per il risultato di Milano.
Anzi, qualcuno si è pure fregato le mani intrave*de*ndo possibilità di scalate in*terne e di potere.
Di certo, nel*le prossime ore, ne vedremo delle belle.
saluti