DA MILANO QUATTRO PAPPINE A BERLUSCONI - Clandestinoweb: sondaggi politici, elettorali. Il sondaggio politico elettorale che fa opinioneDA MILANO QUATTRO PAPPINE A BERLUSCONI
Di LUIGI CRESPI - A Milano si chiamano pappine e sono di quelle che non lasciano dubbi, che non lasciano alibi.
Non prendere queste pappine per quello che sono sarebbe un atto di irresponsabilita' assoluta e quello che è accaduto e sta accadendo a Milano è destinato ad accadere in tutto il Paese e significa assumersi la responsabilita' di consegnare l'Italia al centrosinistra per molte tornate elettorali.
Un centrosinistra che vince nettamente a Torino, che vince a Bologna, che cade penosamente a Napoli, che non ha leadership, strategia, identita', e che con Pisapia, un candidato che non è espressione del partito piu' importante della coalizione di centrosinistra, riesce a mettere ko la ricca, arrogante e inadeguata Moratti.
Questa volta l'effetto Chiodi non ha funzionato: la capacita' di Berlusconi di anteporsi ai candidati deboli non è servita. Anzi non serve piu'.
Gli scandali giudiziari, gli scandali sessuali, il profilo di una vita privata disordinata, una scissione dolorosa come quella che ha subito con Futuro e Liberta', un governo che ha perso la capacita' di rappresentare le speranze del futuro dei cittadini italiani, hanno determinato la caduta verticale del centrodestra.
E il fatto che Milano e Torino siano le uniche due citta' che hanno avuto un incremento di affluenza al voto rispetto a un decremento generale deve ulteriormente far riflettere i dirigenti del centrodestra italiano.
L'opzione politica proposta da Berlusconi è una politica che non ha futuro, l'opzione politica uniletarale, in cui tutti guardano al centro, liberista e populista è stata respinta a partire dalla citta' simbolo del berlusconismo. La visione della Santanche', vero regista di questa campagna elettorale, spinge tuttto il centrodestra ad una marginalita' elettorale, e porta il centrodestra all'opposizione per le prossime legislature.
Ora è necessario che i leader di questa coalizione facciano un passo indietro. Berlusconi, Fini, Bossi, devono pensare al futuro, e soprattutto Berlusconi e Fini devono lasciare da parte le loro questioni personali, perche' è chiaro che un centrodestra disunito, litigioso e rancoroso non ha nessuna chance elettorale nel nostro Paese.
Preferenze amare: nel nome di Silvio si spiega il flop Pdl - Berlusconi, Pdl, Lassini, Milano, Moratti, Pisapia, Pd, elezioni comunali - Libero-News.itLe preferenze non dicono tutto della sconfitta parziale di Letizia Moratti e del Pdl a Milano, ma spiegano qualche cosa. Per esempio, non c'è stato il tanto atteso effetto traino di Silvio Berlusconi. Il premier, in questa campagna elettorale, si è speso come non mai. Vuoi per motivi personali (leggi giudiziari), vuoi per motivi strategici o ragioni sentimentali, il premier ha trascorso molto tempo sotto il Duomo. Ultimo appuntamento a sette giorni dal voto, con la kermesse ufficiale del Palasharp. Tutto perché, come ha spesso ripetuto il Cavaliere, questo voto era prima un referendum sul governo e solo poi un test amministrativo. Prova ne è il fatto che nella sua Milano Berlusconi ha voluto mettere il proprio nome come capolista a sostegno della Moratti. "Datemi 53mila preferenze, altrimenti la sinistra mi farà il funerale", aveva detto tra il serio e il faceto di fronte al popolo del Pdl. L'appello, però, è stato raccolto solo in parte: il presidente del Consiglio ha ottenuto 27.972 voti, risultato ottimo in assoluto ma deludente rispetto all'ultima tornata amministrativa del 2006, quando sempre a Milano il Cav aveva racolto come capolista di Forza Italia 52.577 preferenze. E siccome le preferenze, come detto, spiegano qualcosa, ecco gli altri dati: in calo anche il vicesindaco Riccardo De Corato, fermo a quota 5.786, sintomo che il Pdl non ha conquistato gli entusiasmi dei milanesi. Buono (e in controtendenza) il risultato del leghista Matteo Salvini che ha ottenuto 8.913 voti. Meglio di lui solo Stefano Boeri, del Pd (numero 2 di Pisapia e superato dal candidato della sinistra alle primarie), scelto da 12.861 elettori. La frana del Pdl al primo turno, però, è confermata più di tutti da Roberto Lassini, l'uomo che con i manifesti "Via le Br dalle Procure" ha scatenato la polemica nazionale sulla giustizia e in qualche modo acceso la campagna elettorale Moratti-Pisapia. L'ex sindaco di Turbigo ha ottenuto soltanto 872 voti, contro una previsione che lo voleva oltre i 2.000. Tanto per fare un esempio, l'ex pidiellina Sara Giudice, passata a Futuro e Libertà dopo il caso Minetti, di preferenze ne ha pescate 1.028. Piazzatosi al 19esimo posto nella lista del Pdl, Lassini vede appeso il proprio destino alla Moratti: se al ballottaggio vincerà Letizia, potrebbe essere l'ultimo degli eletti o il primo degli esclusi. Se a diventare sindaco sarà invece Pisapia, Lassini saluterà la compagnia.




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Siamo seri, gli unici che hanno vinto stanno a sinistra mentre il terzo polo,per quel 5.5 milanese, deve ringraziare Casini. Cosa mi dite di Latina?

