"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels
Ascesa e declino del berlusconismo. Alcune note per la comprensione di un fenomeno storico politico e culturale
di Lorenzo Dorato
Nel recente e sostanzialmente condivisibile articolo di Piero Pagliani “Ei fu” vi sono, tra gli altri, due punti, piuttosto importanti, che mi piacerebbe approfondire.
Il primo concerne la spiegazione (per la verità solo accennata nell’articolo) dell’appoggio elettorale a Berlusconi da parte degli italiani sulla base della tendenziale difesa di pur imprecisi e vaghi interessi nazionali, magari legati in parte alla blanda salvaguardia dell’industria pubblica. Il secondo concerne invece il ruolo di Berlusconi come personaggio scomodo in merito alle scelte di politica estera energetica e commerciale.
Per ciò che concerne la vicenda dell’ascesa di Berlusconi a mio avviso la spiegazione del fenomeno va ricercata altrove. Il punto nodale della questione è l’improvvisa comparsa nel 1992 di un vuoto politico lasciato dalla fine dei partiti di massa e dell’inedita imposizione del bipolarismo (logica conseguenza del sistema maggioritario) in un Italia segnata precedentemente da un sistema politico completamente diverso. La Democrazia Cristiana (Dc) non era un partito né di destra, né di sinistra, ma aveva un profilo multiforme, insieme conservatore, “popolare” e medio-borghese. Un profilo che includeva in un patto consociativo e ideologico istanze “di destra” e istanze “di sinistra” in un amalgama in cui alla fine dei conti alcuni obiettivi sociali di massima rimanevano assodati e accettati: l’esistenza di uno stato sociale minimo, di un sistema pensionistico e sanitario pubblico, di una contrattazione equilibrata dei salariati con il mondo padronale etc etc; più in generale era solida l’idea di un sistema economico che dovesse comunque soddisfare alcune esigenze sociali fondamentali imprescindibili.
L’elettorato socialista era un elettorato in un certo senso più “moderno”, più vicino in una certa misura ad i nascenti diktat ideologici liberali degli anni 80, tendenzialmente anticomunista, ma comunque sia legato anch’esso a parametri minimi di difesa dello Stato sociale, dell’impresa pubblica e, ancora una volta, più in generale, del primato della politica sull’economia.
Segue: Ascesa e declino del berlusconismo. Alcune note per la comprensione di un fenomeno storico politico e culturale - Comunismo e Comunità





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