Rif: Milano: Tutto quello che non ci sarà più se vince Pisapia
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Amalie
la moratti è una cretina a tirar fuori in campagna elettorale quanto sopra per salvarsi il culo... non era neppure da candidare... ma tant'è cmq sempre meglio di Psapia che porterà milano al degrado piu' totale!!
Amalie, parlavamo di programmi, evita di agitare spettri che i voti li fan solo perdere. Al primo turno hai visto come è andata.
Oh, e, vorrei farti notare che quel tipo di campagna elettorale è stata impostata da altri. La Moratti per quanto sia odiosa è semplicemente una vittima di situazioni nazionali.
Rif: Milano: Tutto quello che non ci sarà più se vince Pisapia
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Originariamente Scritto da
Malandrina
Che ti devo dire Amalie? Continuate così, fatevi del male.
il male se lo faranno i milanesi votando Pisapia ....
milano non è un paesotto di provincia come la mia città dove le cazzate commesse dalle giunte rosse rosse vengono sempre fuori tanto che alle ultime elezioni si è andati al ballottaggio... il primo che si sia mai dispustato se non sbaglio..... vorrà dire pure qualcosa?
Rif: Milano: Tutto quello che non ci sarà più se vince Pisapia
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Originariamente Scritto da
Malandrina
Che ti devo dire Amalie? Continuate così, fatevi del male.
Le elezioni sono andate male per svariati motivi.
In primo luogo, c'è la crisi del centrodestra a livello nazionale: il governo, non essendo in grado di gestire la crisi libica, automaticamente s'è trovato in difficoltà di fronte al problema dell'immigrazione clandestina. Anziché attuare il blocco navale, l'Italia ha accolto chiunque e ha gestito in maniera sconsiderata i flussi irregolari.
I trattati bilaterali coi paesi da cui provengono i flussi migratori irregolari sono diventati carta straccia. L'atteggiamento di Francia e Gran Bretagna non ha aiutato, ma le responsabilità del governo sono evidenti.
Questo ha fatto venir meno la credibilità di Berlusconi e di tutto il governo su questioni come l'immigrazione e la sicurezza, su cui il centrodestra ha sempre puntato molto.
A ciò si aggiungono il "logoramento" dovuto all'annosa battaglia contro i finiani (vinta, ma purtroppo con la conseguenza di un governo spesso in bilico in parlamento), il rallentamento dei lavori parlamentari che riguardano l'attuazione del federalismo fiscale (su cui vi sono pareri disparati, da una parte e dall'altra, sui vantaggi o sugli svantaggi che eventualmente comporterà) e il problema di tasse che non si alzano particolarmente, ma che al tempo stesso non diminuiscono come promesso più volte, complice anche una situazione economica mondiale tutt'altro che rosea.
E' chiaro che la gente, anche la più stupida o la più imbonita, due domande (e soprattutto due conti in tasca) se le fa.
A ciò si aggiungono dei fattori locali: la giunta Moratti, pur avendo realizzato anche cose positive, non è stata certamente rose e fiori. La Moratti all'epoca fu eletta poco dopo la vittoria "risicata" di Romano Prodi alle elezioni del 2006, con l'asse Piemonte-Lombardia-Veneto che aveva ridato plebiscitariamente la propria fiducia a Silvio Berlusconi, in controtendenza rispetto al risultato nazionale (che a dire il vero premiava di pochissimo il centrosinistra e per di più solo ed esclusivamente alla Camera e non al Senato). In sostanza, aveva il "vento in poppa" e viveva di "luce riflessa" (quella di Berlusconi).
Oggi la situazione è completamente diversa: una giunta non ottimale e la crisi del centrodestra nazionale sono stati un mix esplosivo che ha fatto emergere un malcontento che ha portato non pochi elettori a non andare a votare. A ciò s'è unita la mobilitazione totale degli elettori del centrosinistra milanese, molto più motivati degli elettori di centrodestra a recarsi alle urne.
La sparata della Moratti sulla macchina di Pisapia e le urla di Berlusconi sulle "toghe rosse" hanno fatto il resto.
Ma l'approccio che ha avuto Salvini - rispetto a ciò - è diverso.
E' diverso perché Salvini ha inchiodato - metaforicamente, s'intende - i supporter di Pisapia ai problemi posti dal proprio programma.
Qual è stata la risposta della sinistra milanese a questo? La risposta non c'è stata. E' in evidente difficoltà e lo dimostra il nervosismo diffuso in mezzo ai suoi militanti ed esponenti. Non che il centrodestra non abbia difficoltà, sia chiaro. Però lo schieramento che sostiene la Moratti ora non ha più nulla da perdere, mentre invece quello che ha tutto da perdere è Pisapia. E' un dato di fatto.
Io non so chi vincerà, alla fine. Ritengo più probabile la vittoria di Pisapia perché il distacco è troppo grande per essere colmato, ma mai dire mai.
Rif: Milano: Tutto quello che non ci sarà più se vince Pisapia
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Giò91
Le elezioni sono andate male per svariati motivi.
In primo luogo, c'è la crisi del centrodestra a livello nazionale: il governo, non essendo in grado di gestire la crisi libica, automaticamente s'è trovato in difficoltà di fronte al problema dell'immigrazione clandestina. Anziché attuare il blocco navale, l'Italia ha accolto chiunque e ha gestito in maniera sconsiderata i flussi irregolari.
I trattati bilaterali coi paesi da cui provengono i flussi migratori irregolari sono diventati carta straccia. L'atteggiamento di Francia e Gran Bretagna non ha aiutato, ma le responsabilità del governo sono evidenti.
Questo ha fatto venir meno la credibilità di Berlusconi e di tutto il governo su questioni come l'immigrazione e la sicurezza, su cui il centrodestra ha sempre puntato molto.
A ciò si aggiungono il "logoramento" dovuto all'annosa battaglia contro i finiani (vinta, ma purtroppo con la conseguenza di un governo spesso in bilico in parlamento), il rallentamento dei lavori parlamentari che riguardano l'attuazione del federalismo fiscale (su cui vi sono pareri disparati, da una parte e dall'altra, sui vantaggi o sugli svantaggi che eventualmente comporterà) e il problema di tasse che non si alzano particolarmente, ma che al tempo stesso non diminuiscono come promesso più volte, complice anche una situazione economica mondiale tutt'altro che rosea.
E' chiaro che la gente, anche la più stupida o la più imbonita, due domande (e soprattutto due conti in tasca) se le fa.
A ciò si aggiungono dei fattori locali: la giunta Moratti, pur avendo realizzato anche cose positive, non è stata certamente rose e fiori. La Moratti all'epoca fu eletta poco dopo la vittoria "risicata" di Romano Prodi alle elezioni del 2006, con l'asse Piemonte-Lombardia-Veneto che aveva ridato plebiscitariamente la propria fiducia a Silvio Berlusconi, in controtendenza rispetto al risultato nazionale (che a dire il vero premiava di pochissimo il centrosinistra e per di più solo ed esclusivamente alla Camera e non al Senato). In sostanza, aveva il "vento in poppa" e viveva di "luce riflessa" (quella di Berlusconi).
Oggi la situazione è completamente diversa: una giunta non ottimale e la crisi del centrodestra nazionale sono stati un mix esplosivo che ha fatto emergere un malcontento che ha portato non pochi elettori a non andare a votare. A ciò s'è unita la mobilitazione totale degli elettori del centrosinistra milanese, molto più motivati degli elettori di centrodestra a recarsi alle urne.
La sparata della Moratti sulla macchina di Pisapia e le urla di Berlusconi sulle "toghe rosse" hanno fatto il resto.
Ma l'approccio che ha avuto Salvini - rispetto a ciò - è diverso.
E' diverso perché Salvini ha inchiodato - metaforicamente, s'intende - i supporter di Pisapia ai problemi posti dal proprio programma.
Qual è stata la risposta della sinistra milanese a questo? La risposta non c'è stata. E' in evidente difficoltà e lo dimostra il nervosismo diffuso in mezzo ai suoi militanti ed esponenti. Non che il centrodestra non abbia difficoltà, sia chiaro. Però lo schieramento che sostiene la Moratti ora non ha più nulla da perdere, mentre invece quello che ha tutto da perdere è Pisapia. E' un dato di fatto.
Io non so chi vincerà, alla fine. Ritengo più probabile la vittoria di Pisapia perché il distacco è troppo grande per essere colmato, ma mai dire mai.
Se fosse puramente scontanto non avremmo avuto questi risultati, ci sarebbe stata semplicemente astensione, non voti per Pisapia...
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Originariamente Scritto da
Giò91
Le elezioni sono andate male per svariati motivi.
In primo luogo, c'è la crisi del centrodestra a livello nazionale: il governo, non essendo in grado di gestire la crisi libica, automaticamente s'è trovato in difficoltà di fronte al problema dell'immigrazione clandestina. Anziché attuare il blocco navale, l'Italia ha accolto chiunque e ha gestito in maniera sconsiderata i flussi irregolari.
I trattati bilaterali coi paesi da cui provengono i flussi migratori irregolari sono diventati carta straccia. L'atteggiamento di Francia e Gran Bretagna non ha aiutato, ma le responsabilità del governo sono evidenti.
Questo ha fatto venir meno la credibilità di Berlusconi e di tutto il governo su questioni come l'immigrazione e la sicurezza, su cui il centrodestra ha sempre puntato molto.
A ciò si aggiungono il "logoramento" dovuto all'annosa battaglia contro i finiani (vinta, ma purtroppo con la conseguenza di un governo spesso in bilico in parlamento), il rallentamento dei lavori parlamentari che riguardano l'attuazione del federalismo fiscale (su cui vi sono pareri disparati, da una parte e dall'altra, sui vantaggi o sugli svantaggi che eventualmente comporterà) e il problema di tasse che non si alzano particolarmente, ma che al tempo stesso non diminuiscono come promesso più volte, complice anche una situazione economica mondiale tutt'altro che rosea.
E' chiaro che la gente, anche la più stupida o la più imbonita, due domande (e soprattutto due conti in tasca) se le fa.
A ciò si aggiungono dei fattori locali: la giunta Moratti, pur avendo realizzato anche cose positive, non è stata certamente rose e fiori. La Moratti all'epoca fu eletta poco dopo la vittoria "risicata" di Romano Prodi alle elezioni del 2006, con l'asse Piemonte-Lombardia-Veneto che aveva ridato plebiscitariamente la propria fiducia a Silvio Berlusconi, in controtendenza rispetto al risultato nazionale (che a dire il vero premiava di pochissimo il centrosinistra e per di più solo ed esclusivamente alla Camera e non al Senato). In sostanza, aveva il "vento in poppa" e viveva di "luce riflessa" (quella di Berlusconi).
Oggi la situazione è completamente diversa: una giunta non ottimale e la crisi del centrodestra nazionale sono stati un mix esplosivo che ha fatto emergere un malcontento che ha portato non pochi elettori a non andare a votare. A ciò s'è unita la mobilitazione totale degli elettori del centrosinistra milanese, molto più motivati degli elettori di centrodestra a recarsi alle urne.
La sparata della Moratti sulla macchina di Pisapia e le urla di Berlusconi sulle "toghe rosse" hanno fatto il resto.
Ma l'approccio che ha avuto Salvini - rispetto a ciò - è diverso.
E' diverso perché Salvini ha inchiodato - metaforicamente, s'intende - i supporter di Pisapia ai problemi posti dal proprio programma.
Qual è stata la risposta della sinistra milanese a questo? La risposta non c'è stata. E' in evidente difficoltà e lo dimostra il nervosismo diffuso in mezzo ai suoi militanti ed esponenti. Non che il centrodestra non abbia difficoltà, sia chiaro. Però lo schieramento che sostiene la Moratti ora non ha più nulla da perdere, mentre invece quello che ha tutto da perdere è Pisapia. E' un dato di fatto.
Io non so chi vincerà, alla fine. Ritengo più probabile la vittoria di Pisapia perché il distacco è troppo grande per essere colmato, ma mai dire mai.
Gio, tutto vero quello che affermi. Trascuri però un aspetto a mio parere fondamentale: il fatto che Berlusconi, nel suo solito delirio narcisistico, ha voluto a tutti i costi e contro ogni buon senso trasformare queste amministrative milanesi in un referendum pro-contro di lui.
La campagna elettorale della Moratti è stata gestita in modo pessimo, considerando appunto tutti i retroscena che tu hai descritto.
Con la sparata del trasferimento di alcuni ministeri a Milano penso si sia raggiunto il fondo.
Nemmeno io so chi vincerà. L'unica cosa che so è che a livello nazionale sono riusciti a fare un casino inenarrabile, peggio quasi dell'ultimo governo Prodi.
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Garat
Se fosse puramente scontanto non avremmo avuto questi risultati, ci sarebbe stata semplicemente astensione, non voti per Pisapia...
Ma i voti per Pisapia sono arrivati dall'elettorato di centrosinistra che s'è mobilitato in massa e in maniera compatta. Sia chiaro: non escludo travasi di voti, ma credo che si tratti di un fenomeno piuttosto limitato e che il calo della Moratti sia dovuto più che altro all'astensione di non pochi elettori di centrodestra.
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Malandrina
Gio, tutto vero quello che affermi. Trascuri però un aspetto a mio parere fondamentale: il fatto che Berlusconi, nel suo solito delirio narcisistico, ha voluto a tutti i costi e contro ogni buon senso trasformare queste amministrative milanesi in un referendum pro-contro di lui.
La campagna elettorale della Moratti è stata gestita in modo pessimo, considerando appunto tutti i retroscena che tu hai descritto.
Con la sparata del trasferimento di alcuni ministeri a Milano penso si sia raggiunto il fondo.
Nemmeno io so chi vincerà. L'unica cosa che so è che a livello nazionale sono riusciti a fare un casino inenarrabile, peggio quasi dell'ultimo governo Prodi.
Ma infatti Berlusconi ha sbagliato. Non ha capito che trasformare le competizioni elettorali in referendum pro o contro di lui funziona solo ed esclusivamente in momenti in cui lo schieramento avversario è debole ed il proprio può godere di una relativa forza.
Motivo per cui ha vinto nel 2008, così come nel 2009 e nel 2010.
Questa volta è andata male perché, se è vero che il centrosinistra è tutt'altro che "forte" a livello nazionale, il centrodestra è in difficoltà su ogni fronte, sia per cause esterne che interne.
E' stato un azzardo che ha pagato carissimo (preferenze dimezzate).
Rif: Milano: Tutto quello che non ci sarà più se vince Pisapia
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Originariamente Scritto da
Giò91
Ma i voti per Pisapia sono arrivati dall'elettorato di centrosinistra che s'è mobilitato in massa e in maniera compatta. Sia chiaro: non escludo travasi di voti, ma credo che si tratti di un fenomeno piuttosto limitato e che il calo della Moratti sia dovuto più che altro all'astensione di non pochi elettori di centrodestra.
Eppure tutti, da Formigoni, passando per CL, ed arrivando alla Lega, dicono di aver fatto il massimo. Quindi la domanda è: dove sarebbe la falla?
E ammesso e non concesso: evidentemente se ci fosse una falla sarebbe da vedere per quale ragione s'è creata. Siamo sicuri che la tua lettura sia giusta?
Rif: Milano: Tutto quello che non ci sarà più se vince Pisapia
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Garat
Eppure tutti, da Formigoni, passando per CL, ed arrivando alla Lega, dicono di aver fatto il massimo. Quindi la domanda è: dove sarebbe la falla?
E ammesso e non concesso: evidentemente se ci fosse una falla sarebbe da vedere per quale ragione s'è creata. Siamo sicuri che la tua lettura sia giusta?
Le ragioni della "falla" le ho esposte sopra.
Non credere che ci sia stato un travaso così netto da Moratti a Pisapia.
L'Italia è fortemente polarizzata e Milano non fa eccezione.
In genere, vince le elezioni non chi fa cambiare idea agli elettori dello schieramento opposto ma chi riesce a motivare e a mobilitare meglio i propri elettori - sia "sicuri" che "potenziali".
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Giò91
Le ragioni della "falla" le ho esposte sopra.
Non credere che ci sia stato un travaso così netto da Moratti a Pisapia.
L'Italia è fortemente polarizzata e Milano non fa eccezione.
In genere, vince le elezioni non chi fa cambiare idea agli elettori dello schieramento opposto ma chi riesce a motivare e a mobilitare meglio i propri elettori - sia "sicuri" che "potenziali".
Bene, siamo a metà strada: anche ammettendo che la tua lettura sia giusta (la coalizione è poco sbilanciata a destra) resta da capire chi ha fatto mancare i voti. Formigoni? CL? La lega? La Chiesa? i moderati?