Iraq, attentati a catena
Obama: "Potremmo restare"
Sono oltre 60 le vittime degli attacchi a catena iniziati in mattinata e proseguiti per tutta la giornata in varie località. I cittadini hanno reagito con rabbia agli attentati, chiedendo ai giornalisti: "Dov'è il governo quando avvengono queste esplosioni in tutto il Paese?". E gli Stati Uniti sono pronti a prendere in esame ogni richiesta da parte delle autorità irachene di prolungare la presenza delle truppe americane nel Paese oltre il 2011
Immagine d'archivio
BAGHDAD -Giornata di sangue in Iraq, dove una serie di attentati iniziati questa mattina ha provocato in diverse città almeno 60 morti e quasi 100 feriti. L'attacco più sanguinario è avvenuto nel mercato di Kut, a 160 chilometri a sudest di Baghdad, dove due bombe sono esplose uccidendo 35 persone e ferendone 64. Secondo quanto ha detto il colonnello Dhurgam Mohammed Hassan, portavoce della polizia della provincia di Wasit, il primo ordigno è esploso in un freezer per le bevande, mentre il secondo, un'autombomba, è scoppiato dopo che soccorritori e curiosi si sono radunati sul posto.
Sette esplosioni hanno invece ucciso 10 persone e ne hanno ferite almeno 50 in vari luoghi della provincia di Diyala, secondo quanto spiegato da un portavoce del dipartimento sanitario provinciale, Faris al-Azawi. Le vittime sono cinque soldati morti a Baquba, capitale provinciale, e altre cinque persone che hanno perso la vita in esplosioni in città vicine.
A Tikrit, nel nord dell'Iraq, tre persone sono morte quando due kamikaze con uniformi militari sono entrati in un edificio governativo. Il primo attentatore è rimasto ucciso quasi subito per gli spari delle guardie, ma il secondo è riuscito a entrare e a farsi esplodere. Il portavoce della provincia, Mohammed al-Asi, ha spiegato che i kamikaze indossavano cinture esplosive, hanno parcheggiato il loro veicolo nei pressi dell'edificio e poi si sono avvicinati alla sede della polizia antiterrorismo. Le guardie hanno ordinato loro di fermarsi e aperto il fuoco al loro rifiuto. Nell'esplosione sono rimaste ferite 10 persone.
Nel centro del Paese, a Najaf, più o meno nello stesso momento delle deflagrazioni avvenute in un mercato di Kut, 4 persone sono morte quando un attentatore suicida si è fatto esplodere nella sua automobile a un posto di blocco, vicino a una stazione di polizia. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sul veicolo quando l'autista si è rifiutato di fermarsi e poco dopo è avvenuta l'esplosione. Il capo della Commissione di sicurezza provinciale, Luay al-Yassiri, ha riferito che 32 persone sono rimaste ferite. Tra le vittime ci sono due poliziotti e due civili.
A breve distanza, nella città di Karbala sono morti tre poliziotti, dopo che un'autobomba parcheggiata fuori da una stazione di polizia è esplosa provocando anche 14 feriti. Più a nord, a Kirkuk, una persona è morta per l'esplosione di un ordigno piazzato su una motocicletta. Poco prima, lo scoppio di un'autobomba nei pressi di una pattuglia di polizia aveva ferito quattro agenti e nella notte quattro bombe erano esplose vicino alla Chiesa ortodossa siriana, senza vittime.
Gli attentati non hanno risparmiato Baghdad, dove un'autobomba parcheggiata è esplosa vicino a un convoglio su cui viaggiavano ufficiali del ministero dell'Istruzione superiore. Otto persone sono rimaste ferite, ma il ministro non era presente.
Gli ultimi attentati in ordine di tempo sono avvenuti a Iskandiriyah, a sud di Baghdad, dove sono rimaste uccise due persone all'esplosione di un'autobomba vicino a una pattuglia delle forze di sicurezza, mentre un'altra persona è morta a Mosul, nel nord, alla deflagrazione di ordigni legati a pali della luce. A Taji, a nord della capitale, un'autobomba è saltata in aria nei pressi di una pattuglia di militari locali provocando un morto. Infine 16 persone sono rimaste ferite quando un ordigno è esploso sul ciglio della strada a Balad vicino a un camion che trasportava carburante.
Alla luce di una così tragica giornata, gli Stati Uniti sono pronti a prendere in esame ogni richiesta da parte delle autorità irachene di prolungare la presenza delle truppe americane nel Paese oltre il 2011, e cioè oltre il termine del ritiro già in programma da tempo. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca a margine del tour in bus del presidente Barack Obama nel Midwest.
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