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Discussione: Ebrei e comunismo

  1. #1
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    Predefinito Ebrei e comunismo



    1917: IL GRANDE GIOCO AMERICANO

    La fonte dei fondi ricevuti dai bolscevichi è duplice. Una parte viene dal Governo di Berlino (si conoscono oggi il numero dei conti aperti presso la Reichbank, il 2 marzo 1917, ai nomi di Lenin, Trotski e Koslowsky). Un'altra viene dalla Khun Loeb. Anche i circuiti utilizzati da questi fondi sono ugualmente conosciuti. Allorché Lenin è in esilio in Svizzera, il flusso di denaro va dalla Germania a Zurigo, attraverso la Deutsches Bank. Successivamente il denaro transita da Berlino (Disconto Gelleschaft e Reichbank), da Oslo (DEN Norske Handelsbank) o da Stoccolma (NYA Banken, VIA Banken), verso la Banca Siberiana di San Pietroburgo.
    Nel 1917 il finanziere più impegnato nel sostegno ai rivoluzionari è Jacob Schiff, genero di Salomon Loeb, che si vanta dalle colonne del "New York Times" del 5 giugno 1916 di aver strappato al presidente Taft, nel 1911, e dopo una violenta campagna di stampa, la denuncia degli accordi commerciali con la Russia: «Chi dunque se non me, ha messo in movimento l'agitazione che ha costretto poi il presidente degli USA a denunciare il nostro trattato con la Russia ?».
    Numerosi sono i documenti che provano l'implicazione della finanza newyorkese nel crollo dello zarismo. Il 19 marzo 1917 Jacob Schiff indirizza un telegramma al Ministero degli Esteri del Governo provvisorio russo (Miliukov): «Permettetemi, in qualità di nemico inconciliabile dell'autocrazia tirannica che persegue senza pietà i nostri correligionari, di felicitare attraverso voi il popolo russo per l'azione che ha appena finito di compiere così brillantemente e di augurare pieno successo ai vostri colleghi di governo ed a voi stesso!».

    Le somme messe a disposizione dei rivoluzionari russi, menscevichi e quindi bolscevichi sono state considerevoli. Il 3 febbraio 1949, in piena guerra fredda, Jacob Schiff, nipote del finanziere omonimo, riconoscerà sul "New York Journal" che suo nonno aveva personalmente versato ai bolscevichi 20 milioni di dollari. Fra il 1918 ed il 1922, di fatto Lenin, riconoscente, dispone il rimborso tramite lo stato russo della somma di 450 milioni di dollari in favore della Khun e Loeb and Company.
    Il 21 luglio 1917, qualche settimana dopo aver portato il suo paese nella Grande Guerra, Wilson scrive al suo consigliere e confidente colonnello House: «La Francia e l'Inghilterra non hanno sulla pace le stesse nostre vedute. Quando la guerra sarà finita noi li porteremo al nostro modo di pensare, in quanto in quel momento, tra le altre cose, essi saranno finanziariamente nelle nostre mani!».


    Nuova politica economica di lenin - wikipedia
    La NEP, Nuova politica economica (НЭП, Новая Экономическая Политика), fu un sistema di riforme economiche, in parte orientate al libero mercato, che Vladimir il'ic Lenin istituì in Russia nel 1921 e che durò fino al 1929.

    Ultima modifica di Identitario; 09-08-11 alle 19:33

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ebrei e comunismo

    Cazzate.
    Gli eurotiberiadi mi hanno assicurato che l'entità sionista
    e i camerati di sion che la supportano siano un baluardo
    contro l'islamm e il communismo :giagia:

  3. #3
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    Predefinito Rif: Ebrei e comunismo

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    Cazzate.
    Gli eurotiberiadi mi hanno assicurato che l'entità sionista
    e i camerati di sion che la supportano siano un baluardo
    contro l'islamm e il communismo :giagia:

    hehehe

    ah bene, allora theodor herzl, il fondatore del SIONISMO, doveva essere ubriaco quando scrisse:

    "Quando falliamo diventiamo un proletariato rivoluzionario, i dirigenti subordinati di tutte le istituzioni di partito, quando sorgiamo con noi sorge il nostro terribile potere nella finanza"

    (Fonte: "lo stato ebraico" pg. 23, Link alla citazione: The Jewish State - Google Libri )
    Ultima modifica di Identitario; 10-08-11 alle 01:45

  4. #4
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    Predefinito Rif: Ebrei e comunismo

    Citazione Originariamente Scritto da Identitario Visualizza Messaggio
    hehehe

    ah bene, allora theodor herzl, il fondatore del SIONISMO, doveva essere ubriaco quando scrisse:

    "Quando falliamo diventiamo un proletariato rivoluzionario, i dirigenti subordinati di tutte le istituzioni di partito, quando sorgiamo con noi sorge il nostro terribile potere nella finanza"

    (Fonte: "lo stato ebraico" pg. 23, Link alla citazione: The Jewish State - Google Libri )
    Dopo aver letto questo,pensando a firenze ed alle polemiche sulla commemorazione per la "liberazione" della città che c'è in questi giorni direi propio che parte dell'umanità vive nella menzogna e pare anche starci bene :see: .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  5. #5
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    Predefinito Rif: Ebrei e comunismo

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    Dopo aver letto questo,pensando a firenze ed alle polemiche sulla commemorazione per la "liberazione" della città che c'è in questi giorni direi propio che parte dell'umanità vive nella menzogna e pare anche starci bene :see: .


    Ciao Freezer, era da un po che non avevo il piacere di leggerti, bentornato.
    Non far mancare i tuoi post sul forum.

    Saluti
    ████████

    ████████

    Gli umori corrodono il marmo

  6. #6
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    Predefinito Rif: Ebrei e comunismo

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    Ciao Freezer, era da un po che non avevo il piacere di leggerti, bentornato.
    Non far mancare i tuoi post sul forum.

    Saluti
    Grazie del benvenuto , prima di ripartire per delle brevissime ferie , oggi e domani, mi son fatto risentire poi tornerò qui venerdì.
    Ho avuto un pò di travagli ma adesso inizio a liberarmene, alla prossima ,ciao iaociao: !
    Ultima modifica di Freezer; 10-08-11 alle 11:37
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Ebrei e comunismo

    Gli ebrei e il comunismo in Sudafrica - Fred Rundle




    L’articolo che segue, scritto da Fred Rundle tra il 1999 e il 2004, è stato tratto dal sito internet Boerekryger e tradotto in italiano.






    Gli ebrei e il comunismo in Sudafrica



    In un contesto internazionale di grande partecipazione ebraica al comunismo, l’esperienza sudafricana mostra dei parallelismi? Forse il modo migliore per far luce sull’argomento è citare passi di quattro libri, tre dei quali di autori ebrei.



    Primo libro



    A History of Communism in South Africa [in italiano: “Una storia del comunismo in Sudafrica”, ndr] del dottor Henry R. Pike (edito da Christian Mission International of South Africa, Germiston, South Africa 1985, 1988).

    Un grande numero di ebrei hanno operato per promuovere il comunismo in Sudafrica, come indica il libro di Pike. Molti di questi ebrei erano coinvolti in organizzazioni sindacali, in particolare organizzazioni sindacali di neri. Alcuni personaggi citati da Pike sono A.Z. Barman “un noto marxista” che guidava la Lega Industriale Socialista a Città del Capo; lo scrittore comunista David Shub, Solly Sachs, segretario del Garment Workers Union espulso e poi riammesso nel South African Communist Party [SACP, Partito Comunista Sudafricano, ndr], Bennie Weinbren che dirigeva la Federazione Sindacale dei Non-Europei, Issy Diamond, Abraham Levy, Hymie Levin, Issie Wolfson, Julius Lewin, Louis Joffe, il dott. Max Joffe, Molly (Zelikowitz) Wolton, Lazar Bach, Rebecca (Notlowitz) Bunting, Fanny Klenerman, Michael Harmel, Sam Kahn, Katy Kagan, Eli Weinberg, Yetta Barenblatt, Hymie Barsel, Leon e Norman Levy, Lionel Forman, Jacqueline e Rowley Arenstein, Errol e Dorothy Shanley, Monty Berman, Bertram Hirson e Neville Rubin.

    Il dott. Pike (alle pagg. 212-3) cita la Gazzetta Ufficiale sudafricana (volume VI del 16 nov. 1962 pagg. 2-28) che elencava “persone che erano state dirigenti, membri o sostenitori attivi del Partito Comunista del Sudafrica”. La lista comprendeva 66 “ebrei chiaramente identificabili”, 61 “bianchi non-ebrei” e due incerti. Al tempo, la popolazione sudafricana era approssimativamente di 3 milioni di bianchi, mentre gli ebrei sudafricani erano 110.000 (World Almanac 1958 pag. 270). Ciò significa che approssimativamente nel paese per ogni ebreo c’erano 26 bianchi non-ebrei. Se il supporto al comunismo tra gli ebrei e tra i bianchi non-ebrei fosse stato identico, la presenza di ebrei tra i membri del Partito Comunista sarebbe dovuta essere un ventiseiesimo di quella dei bianchi gentili. Invece, vediamo che era un po’ più numerosa quella degli ebrei. In altre parole, che un ebreo diventasse membro del Partito Comunista era trenta volte più probabile che lo diventasse un bianco gentile. Se poi in tale conteggio fossero stati calcolati anche gli ebrei con nomi non-ebrei, il rapporto sarebbe stato probabilmente molto più elevato.

    La cosa potrebbe essere spiegata, in teoria, dalla preoccupazione degli ebrei per le necessità dei più bisognosi, delle classi più svantaggiate, che nel contesto sudafricano sarebbe testimoniata dalle simpatie ebraiche al di là delle barriere razziali, contro il razzismo. Per verificare l’esattezza di tale ipotesi, possiamo analizzare un altro caso. Le stesse preoccupazioni, com’è noto ed evidente, non si sono manifestate in alcun modo nel lungo conflitto in Medio Oriente. Lì, il consenso ebraico internazionale è stato assolutamente e fermamente a favore degli ebrei israeliani, e non dei palestinesi che hanno perso il loro paese, e a migliaia hanno perso le case dove vivevano, a causa dei violenti coloni arrivati dall’Europa orientale e dall’America. Dopo tutto, l’intero territorio era stato sotto il controllo politico dei palestinesi fino al 1947. Nel 1917 la popolazione ebraica nell’area era soltanto il 7% su un totale di 700.000 abitanti. L’altro 93% erano arabi. Nel 1947 le Nazioni Unite a causa di tremende pressioni USA davano ai sionisti, che possedevano soltanto il 6% circa della terra, il 56% del territorio della Palestina. Da allora, s’è sviluppata un’azione per assumere il controllo del restante territorio con la forza, la violenza, la guerra, la corruzione e l’inganno.

    Si potrebbe anche pensare che il dott. Pike sia soltanto un “antisemita” e che il suo approccio sia preconcetto. Diamo allora un occhiata al prossimo autore:



    Secondo libro



    Jews and Zionism: the South African Experience (1910-67) [in italiano: “Ebrei e sionismo: l’esperienza sudafricana”, ndr], del dott. Gideon Shimoni (Oxford University Press, 1980).

    Questo libro sembra esser stato scritto per un pubblico ebraico.

    Due lunghe citazioni dal libro sono un’utile sintesi della situazione di alcuni decenni fa.

    [Il dott. Shimoni nacque in Sudafrica da genitori provenienti dalla Lituania, ma si trasferì in Israele dove insegnò presso l’Università ebraica di Gerusalemme e dove conseguì varie specializzazioni post-laurea in storia ebraica. Mentre sdegnava il Sudafrica del sistema della apartheid, il dott. Shimoni condivideva il concetto di raggruppamenti etnici su aree geografiche che era alla base del sistema sudafricano. Questo tipo di contraddizione, per non dire di ipocrisia, è tipico degli ebrei che si oppongono al “razzismo” in Europa, negli USA e in Sudafrica.]

    Il dott. Shimoni scrive di “… straordinariamente rilevante presenza di ebrei tra gli oppositori bianchi al regime della apartheid. Durante questo periodo nomi di ebrei apparivano in ogni aspetto della lotta: tra i riformisti liberali; nell’opposizione comunista radicale; nei tribunali, sia come imputati sia come consulenti della difesa; nelle liste di divieto e tra coloro che avevano lasciato il paese per sfuggire all’arresto. La loro importanza fu particolarmente rimarcata durante il Processo per Tradimento che occupò importanti spazi su media per tutta la seconda metà degli anni ’50. Tale processo iniziò nel dicembre del 1956, quando 156 persone vennero arrestate con l’accusa di tradimento per aver cospirato al fine di rovesciare lo Stato con la violenza e instaurare il comunismo. Ventitre degli arrestati erano bianchi, e più della metà di loro erano ebrei. Tra questi vi erano: Yetta Barenblatt, Hymie Barsel, Lionel (Rusty) Bernstein, Leon Levy, Norman Levy, Sydney Shall, Joe Slovo, Ruth (First) Slovo, Sonia Bunting, Lionel Forman, Isaac Horvitch, Ben Turok, Jacqueline Arenstein, Errol Shanley, Dorothy Shanley. Come se non bastasse, durante una fase del processo la difesa degli imputanti fu condotta da Israel Maisels, mentre il pubblico ministero altri non era che Oswald Pirow. La contrapposizione era impressionante: Maisels, il leader ebraico più importante della città, difendeva quelli accusati di voler rovesciare la supremazia bianca; Pirow, l’estremista afrikaner, nazionalista ed ex simpatizzante nazista, difendeva la supremazia bianca.” (pagg.. 227-8).

    “Durante questo periodo di cinque anni, tra la comparsa di un’opposizione violenta e la sua effettiva repressione, il coinvolgimento di ebrei di spicco fu sotto gli occhi della pubblica opinione come mai era avvenuto prima. E ciò fu ancor più evidente durante i drammatici “arresti di Rivonia”. L’11 luglio 1963 la polizia fece irruzione nella casa di Arthur Goldreich a Rivonia vicino Johannesburg, dove fu catturato, di sorpresa, tutto il vertice della Umkonto we Sizwe in clandestinità. 17 persone vennero arrestate. Cinque di loro erano bianche, e tutte ebree. Erano: Arthur Goldreich, Lionel Bernstein, Hilliard Festenstein, Dennis Goldberg e Bob Hepple... La netta impressione era che gli ebrei fossero in prima linea come bianchi radicali che stavano cercando di rovesciare il sistema della supremazia bianca in Sudafrica. Quando nel 1964 fu stroncato il clandestino African Resistance Movement (ARM) [in italiano: Movimento di Resistenza Africano, ndr], fu nuovamente evidente che molti ebrei erano coinvolti. Uno dei suoi fondatori venne identificato in Monty Barman… altri erano Adrian Leftwich e Bertram (Baruch) Hirson. Tra quelli che si erano associati allo ARM vi erano Neville Rubin e Michael Schneider, altri coinvolti erano Frederick e Rhoda Prager, Raymond Eisenstein e Hugh Lewin…” (pagg. 232-3).



    Il dott. Shimoni riporta con palese disgusto il testo di una lettera in afrikaans, pubblicata da un quotidiano, critica nei confronti di una tendenza fondamentalmente ipocrita degli ebrei: “Loro stessi (gli ebrei) sono il popolo più segregazionista, eppure qui si battono per l’integrazione”. Mentre gli stessi ebrei non danno segni di volersi integrare o mescolare con le masse africane, sono stati ipercritici con i tradizionalisti bianchi che non volevano seguire tale percorso, criticando le chiese con politiche segregazioniste, mentre le loro sinagoghe sono rimaste etnicamente ebree al 100%.



    Terzo libro



    Cutting Through the Mountain: Interviews with South African Activists [in italiano: “Tagliando per la montagna: interviste ad attivisti sudafricani”, ndr] edito da Immanuel Suttner (Viking-Penguin, Inghilterra e USA 1997).

    Anche questo libro sembra esser stato scritto per un pubblico ebraico. E’ uno spesso e costoso libro rilegato di più di 600 pagine, economicamente supportato dalla Liberty Life Foundation creata dall’ebreo ultra-capitalista Donald Gordon. Suttner scrive “uno sproporzionato numero di ebrei giocò un importate ruolo nella trasformazione del Sudafrica in una società più giusta. Ci sono due correnti: quelli che combatterono “all’interno del sistema” come giuristi, membri del parlamento, tramite i media, nella società civile, e quelli che entrarono nelle organizzazioni “illegali” che erano socialiste, comuniste o comunque popolari nel carattere.” (pag. 2) Scrive che il libro da il “bentornato non solo a questi (ebrei) come valorosi sudafricani, socialisti, comunisti o liberali, ma come valorosi ebrei” (pag. 3). Alcune di queste “persone straordinarie” (pagina VII) considerate eroiche nel libro comprendono:

    Taffy Adler, è stato coinvolto tra il 1970 e gli anni ’80 nella “formazione e nel consolidamento dei sindacati neri”. Suo padre era un ebreo lituano emigrato in Sudafrica nel 1926, e lui è stato “assolutamente fedele a Stalin e al comunismo russo” fino alla caduta dell’Unione Sovietica nel 1989. Suo zio, Michael Harmel, diventò segretario generale del Partito Comunista Sudafricano [SACP, ndr].
    Ray Alexander (Rachel Alexandrowich) è arrivata in Sudafrica dalla Lettonia e si è iscritta al Partito Comunista Sudafricano [SACP, ndr] cinque giorni dopo. Ha svolto un ruolo determinante nell’organizzazione dei sindacati. Era sposata con Jack Simons, un “devoto comunista” docente presso l’Università di Città del Capo.
    Pauline Podbrey (Podbrez) nata in Lituania è arrivata in Sudafrica all’età di undici anni. Ha aderito alla Lega della Gioventù Comunista di Max Joffe, e alla collegata Lega Giovanile del Lavoro di Hilda Bernstein. Del Partito Comunista dice: “la maggioranza dei membri erano ebrei… adesso ripensandoci, e come se tutti fossero stati ebrei”. (*pag. 52). Sposò un importante sindacalista indiano, importante dirigente del Partito Comunista, con la conseguenza che la madre fu emarginata dalla comunità ebraica sudafricana, anche se era ed è pratica normale di questa comunità dipingere i bianchi non-ebrei come spregevoli razzisti affetti da pregiudizi.
    Joe Slovo nato in Lituania, è arrivato in Sudafrica all’età di sedici anni, dove si è unito alla Lega Giovanile Comunista [YCL, ndr]. E’ stato un membro del comitato centrale del Partito Comunista Sudafricano [SACP, ndr] e un “fervente stalinista”, fino a diventare segretario generale del partito nel 1986. Si è focalizzato sulla costruzione della Umkhonto we Sizwe, il “braccio armato” della ANC (African National Congress), diventandone il capo del direttivo e lo stratega durante la campagna dinamitarda diretta contro obbiettivi civili e in altri atti di terrore. Ha abbandonato la sua devozione allo stalinismo e al comunismo in stile sovietico, quando il blocco sovietico iniziò a crollare, verso la fine degli anni ’80, e ciò si era reso necessario. Dopo esser stato un uomo chiave per la ANC e un suo stratega durante i negoziati con il governo di De Klerk per la consegna del potere, è stato nominato ministro, nel consiglio dei ministri del governo di Mandela, quando l’ANC è salita al potere nel 1994. E’ morto di cancro alcuni anni dopo. Sua figlia ha pubblicato un libro autobiografico dove descrive una relazione di suo padre con una ebrea comunista amica della moglie, e il suo totale rifiuto a riconoscere il figlio nato da tale relazione.


    Gill Marcus, figlia di genitori affiliati al Partito Comunista, membro di vecchia data del partito e della ANC, attualmente vice governatore della South African Reserve Bank dopo esser stata membro del primo consiglio dei ministri di Mandela.
    Ronnie Kasrils, è stato una figura centrale del Partito Comunista Sudafricano [SACP, ndr] e capo del controspionaggio dell’ala militare della ANC. E’ stato vice ministro della Difesa nel governo Mandela, e attualmente è ministro delle Acque e dell’Agricoltura.











    Quarto libro



    Traitors’ End: The Rise and Fall of the Communist Movement in Southern Africa [in italiano: “La fine dei traditori: Ascesa e caduta del movimento comunista in Africa meridionale”, ndr] di Nathaniel Weyl (Arlington House, USA, 1970).

    “La maggior parte degli ebrei era arrivata in Sudafrica dalla Lituania al volgere del secolo… In un primo momento erano stati benvoluti, ma non fu più così dalla metà degli anni ’30. Gli ebrei si erano fortemente urbanizzati. A Johannesburg costituivano il 17 percento della popolazione ed erano sufficientemente numerosi cosicché la metropoli era talvolta soprannominata, invece di Jo’burg, “Jewburg” [“Città degli ebrei”, ndr]. Suscitarono invidia e un po’ di rancore durante gli anni della grande depressione, perché controllavano gran parte delle attività a Johannesburg e in altre città… L’antisemitismo fu alimentato dal malessere economico… Un motivo ancor più importante fu forse l’influenza degli ebrei sudafricani nel campo finanziario, minerario e in altri posti di comando dell’economia nazionale, da un lato, e in quelli rivoluzionari e dei movimenti per le riforme razziali dall’altro. Fin dall’inizio, gli ebrei erano stati presenti in numero rilevante all’interno del Partito Comunista e nelle sue varie organizzazioni. Così come erano numerosi nei vari movimenti che volevano abbattere le barriere che separavano i bianchi dalla popolazione non-bianca. La propaganda antisemita sudafricana… rappresentò l’ebreo come un elemento sradicato che cerca di distruggere la civiltà bianca e il nazionalismo con le armi sinergiche del comunismo e della finanza internazionale. Data la rilevanza manifesta degli ebrei in entrambi i settori, tale dottrina è stata accettata da taluni”.

    Il famoso Processo di Rivonia del 1960 fu il risultato di una raid in una fattoria vicino Johannesburg nel quale vennero arrestati i vertici del partito comunista. Gli imputati bianchi erano virtualmente tutti ebrei, compreso Dennis Goldberg, “un ingegnere civile che prestava servizio come comandante in un campo di addestramento comunista per istruire giovani guerriglieri”, e Lionel “Rusty” Bernstein, il solo detenuto ad essere assolto. Architetto di Johannesburg, Bernstein “ammise di essere stato comunista per 25 anni, ma successivamente di aver lasciato il partito, senza, comunque, aver cambiato le proprie convinzioni rivoluzionarie.” (Weyl pagg. 122-3). Tra gli altri imputati nel processo vi erano anche gli ebrei Joe Slovo e sua moglie Ruth First, Bob Hepple e Michael Harmel. “L’Operazione Mayibuye [un piano di guerriglia, invasione armata del Sudafrica e conquista del paese da parte dei comunisti] era stato redatto da Arthur Goldreich, forse l’uomo più importante catturato dalla Polizia Sudafricana a Rivonia. Goldreich riuscì a comprarsi il rilascio dalla prigione… Durante il processo, Goldreich fu presentato da Mandela e da altri imputati come un esperto militare che aveva servito come ufficiale nella guerra d’Israele per l’indipendenza… Il piano di Goldreich era modellato sulla strategia della guerriglia concepita dai comunisti cinesi… Il taccuino di Goldreich mostrava la sua preoccupazione costante per i dettagli pratici della guerra rivoluzionaria. Entrava nel dettaglio in merito al tipo di esplosivi e di inneschi necessari…” (Weyl pagg.124, 127-8).


    “Il 6 dicembre del 1966, le Nazioni Unite bollarono la Rhodesia come “una minaccia alla pace internazionale”. L’ambasciatore del presidente Johnson alle Nazioni Unite, Arthur Goldberg, immediatamente giurò che gli Stati Uniti avrebbero sostenuto le sanzioni contro la Rhodesia “al fine di mostrare chiaramente al regime illegale (di Ian Smith) che la comunità internazionale non tollera l’esistenza di un sistema discriminatorio basato sul governo di una minoranza a dispetto delle Nazioni Unite e dei suoi principi.” La logica dell’ambasciatore Goldberg era straordinaria, per non dire altro. Più della metà dei 122 Stati membri delle NU non si fondavano sul governo della maggioranza. Per quanto riguarda la dichiarazione delle Nazioni Unite per cui la Rhodesia minacciava la pace internazionale, semplicemente stravolge la realtà. La Rhodesia era esposta agli attacchi di guerriglieri, armati, finanziati, addestrati e spalleggiati da altri stati neri africani membri delle Nazioni Unite in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite… L’ambasciatore Goldberg aveva già mostrato in altre precedenti occasioni che, quando si trattava di questioni razziali, era solito adottare un doppio metro di giudizio in favore delle richieste nere… L’ambasciatore Goldberg non era solo nella sua fanatica ostilità al governo bianco in Africa…” (Weyl pagg. 162-3).

    Gli ebrei in Sudafrica, in generale, e quelli citati sopra, in particolare, hanno spinto tutti per un governo maggioritario dove i numeri della popolazione significano nella realtà delle cose che i bianchi non hanno più voce in capitolo nei propri affari. Il nuovo Sudafrica dominato dalla ANC è indicato come una “democrazia”, ciononostante un importante esperto di scienze politiche, il professor Hermann Giliomee ha descritto il sistema elettorale come un semplice censimento etnico. I bianchi, per esempio, non hanno potere effettivo sul governo in relazione a ciò che li riguarda, come la scuola per i loro figli o la loro lingua. La Corte Costituzionale, che si presume dovrebbe essere la custode di questi diritti, è un’altra entità occupata dagli ebrei che mostra poca simpatia per i diritti dei bianchi non-ebrei. Anche il cricket, tradizionale gioco sudafricano di origine inglese, è stato trasformato – l’ex direttore ebreo del consiglio del cricket, il dott. Ali Bacher, ha fatto tutto ciò che era in suo potere per trasformare il cricket nostrano in uno sport dominato dai neri.

    Ci sono vari tipi di ipocrisia al lavoro. Autori come Immanuel Suttner, forse inconsapevolmente, rivelano la loro chiara convinzione che gli ebrei sono moralmente migliori dei bianchi sudafricani, a causa del loro orientamento politico. Questo di per sé non è soltanto razzista, è anche sbagliato. Possiamo studiare l’atteggiamento dei sudafricani ebrei in Medio Oriente per vedere chi è veramente superiore dal punto di vista morale. Fino a pochi anni fa gli ebrei sudafricani davano più soldi ad Israele di qualsiasi altra comunità ebraica nel mondo, inclusa quella d’America (Suttner pag. 420).

    “Quando Ronnie Kasrils, uno dei leader della campagna armata della ANC contro l’apartheid in Sudafrica, ritornò a casa 27 anni dopo l’esilio, fu idolatrato da un istituto ebraico locale che voleva dare il suo appoggio tardivo alla lotta. La sua foto è stata messa nel museo ebraico di Città del Capo e il suo nome è nel libro d’onore. La comunità ebraica si beava nella sua gloria riflessa” (Fair Lady, 22 maggio 2002, pag. 37). Il rabbino capo del Sudafrica Cyril Harris ha ufficiato ai funerali di Joe Slovo, chiamandolo “un ebreo migliore di tanti” (ibidem pag. 39). Chi era Slovo? Era il segretario generale del Partito Comunista del Sudafrica e capo di stato maggiore dell’ala terrorista della ANC (African National Congress). Quando Kasrils, in una posizione difficile a causa del suo incarico nel governo della ANC, che comprendeva vari mussulmani molto influenti, diventò uno dei pochissimi ebrei a prendere posizione contro le politiche di Israele a danno del popolo palestinese in Palestina, il suo nome diventò fango. Egli firmò una petizione insieme ad altri 286 ebrei per affermare che il trattamento riservato da Israele ai palestinesi non aveva la loro benedizione. La Federazione Sionista Sudafricana prontamente organizzò una petizione contrapposta di supporto al primo ministro israeliano Ariel Sharon, che raccolse 11.500 firme. Helen Suzman, ebrea e parlamentare sudafricana di lungo corso contro il sistema dell’apartheid, e proprio per quello destinataria di numerosi premi e riconoscimenti internazionali, “crede che tutto ciò che ha fatto Israele sia stato solo per ritorsione” (ibidem pag. 39), nonostante gli israeliani, con il supporto degli ebrei di ogni dove e in particolare di quelli negli USA e di tale governo, si siano presi impunemente la Palestina, ignorando con disprezzo assoluto e violento i diritti umani e i diritti di proprietà dei palestinesi. Questa ipocrisia è molto comune, per non dire dominante, nella comunità sionista che costituisce la stragrande maggioranza degli ebrei sudafricani.





    Nessuna franca discussione in merito alle questioni sollevate in precedenza ha mai potuto svilupparsi in Sudafrica prima che il regime bianco cadesse, a causa del cartello che controllava i giornali. Si è parlato molto di un “legame Capitalismo-Comunismo ebraico” – dobbiamo riconoscere che il capitalismo monopolistico ha una certa affinità con il comunismo. Secondo Antony Sutton (Wall Street and the Bolshevik Revolution [“Wall Street e la Rivoluzione Bolscevica”, ndr]) banchieri internazionali finanziarono la rivoluzione in Russia. Nel 1917, Trotsky e 200 rivoluzionari furono letteralmente trasferiti dal Lower East Side di New York a San Pietroburgo per fomentare la rivoluzione in Russia. Gli ebrei, a livello internazionale, sono sinonimo di iper-capitalismo o di capitalismo monopolistico, dove un sempre maggiore potere finanziario è cercato, dando l’impressione di una fame insaziabile. Il controllo dei mezzi di informazione di massa è una parte importante di questo programma, perché la critica dev’essere soffocata a tutti i costi. Queste potenti persone sono sempre attive al fine di convincere o costringere le persone di discendenza europea alla non discriminazione, ma contemporaneamente supportano il proprio paese con le sue radicali discriminazioni razziali per cui i palestinesi nati a Gerusalemme non hanno diritti, mentre un ebreo ateo nato a Milwaukee o a Miami ha pieno diritto di cittadinanza in Israele.

    Le grandi riserve di oro, diamanti e altre ricchezze naturali attirarono un gran numero di ebrei da Germania, Lituania, Lettonia, Polonia e Russia. La scoperta dell’oro nella repubblica boera del Transvaal si è rivelata tragicamente sfortunata per i boeri. Secondo J.A. Hobson, un pensatore inglese liberal-socialista e corrispondente della guerra Anglo-Boera, “una piccola cerchia di finanzieri internazionali”, principalmente ebrei, hanno portarono la Gran Bretagna in guerra per i propri egoistici interessi capitalistici. (Hobson, The War in South Africa – its causes and effects [“La guerra in Sudafrica – cause ed effetti”, ndr]. New York, Macmillan, 1900, pagg.194, 184, 190). Fattorie e città boere furono rase al suolo. Donne e bambini boeri furono ammassati in campi di concentramento, dove in 26.000 morirono per epidemie e condizioni igieniche precarie. Ma gli ebrei conquistarono la vetta nel settore dei diamanti e dell’oro, con nomi di spicco come Barney Barnato, Solly Joel e Lionel Phillips. Alla fine la famiglia Oppenheimer, con il supporto finanziario dei Rothschild, assunse il controllo non solo delle più grandi miniere d’oro del paese ma anche del cartello mondiale capeggiato dalla De Beers nel campo dei diamanti; di una grande parte dell’economia sudafricana; e il monopolio dei giornali di lingua inglese. La De Beers, negli ultimi decenni è stata spesso implicata nel commercio dei “diamanti di sangue” dalle zone di guerra in Africa. (Il commercio internazionale di diamanti a New York e ad Amsterdam è anch’esso in gran parte controllato da ebrei). Il cartello della stampa controllato dalla Oppenheimer rappresentava regolarmente gli sforzi bianchi in Sudafrica per l’autodeterminazione, comprese le politiche di apartheid e di sviluppo separato, come totalmente e assolutamente riprovevoli ed inaccettabili. Contemporaneamente il cartello ha operato affinché lo Stato di Israele non venisse criticato per la sua incomparabile azione inumana e violentemente repressiva dei nativi palestinesi. Gli ebrei hanno trovato utile esacerbare la tensione tra bianchi e neri in Sudafrica, con il chiaro obbiettivo di sovvertire l’idea dell’apartheid di autodeterminazione etnica al fine di favorire una situazione dove i bianchi non-ebrei finissero per essere soggetti ad un potere nero politico e sociale illimitato. Da quando tale obbiettivo è stato raggiunto, gli ebrei sono emigrati in gran numero, principalmente negli Stati Uniti. Nonostante il disprezzo per i bianchi non-ebrei a causa del razzismo durante l’epoca dell’apartheid, nessuno di questi emigranti ebrei sembra essersi trasferito in un altro paese africano. Come scrive Immanuel Suttner “La comunità ebraica… continuerà probabilmente a ridursi a causa dell’emigrazione, e gli ebrei che sceglieranno di rimanere in Sudafrica, e sceglieranno di legarsi pienamente al Sudafrica che nascerà, dovranno affrontare un periodo difficoltoso ridefinendo il proprio ruolo e cercando un posto in cui credono di essere importanti e utili.” (Cutting Through the Mountain pag. 4).

    Perché ci sono attivisti politici ebrei di primo piano in tutti i paesi occidentali, ma sicuramente non tra i palestinesi, come cinquant’anni di storia hanno dimostrato? Perché ci sono stati membri del Congresso USA come Stephen J. Solarz e Howard Wolpe, strumentali nell’infliggere sanzioni contro il Sudafrica del regime dell’apartheid, ma “incrollabili nel loro impegno per Israele” (Paul Findley, They Dare to Speak Out: People and Institutions Confront Israel’s Lobby [“Osare parlar chiaro: persone e istituzioni in lotta con le lobby di Israele”, ndr] (1985) pagg. 70-71). Programmi tribali-razziali nascosti, sono un fattore nelle “liberali” università americane e, soprattutto, in politica?






    Gli ebrei e il comunismo in Sudafrica - Fred Rundle

  8. #8
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    Predefinito Rif: Ebrei e comunismo

    ELENCO DEGLI EBREI COMUNISTI


    * Vladimir Uljanov (Lenin): dittatore supremo.

    * Leon Bronstein (Trotsky): Comandante Supremo dell'Armata Rossa


    * Grigory Apfelbaum (Zinoviev): dirigente d'azienda, Capo della polizia
    Segreta sovietica.

    * Solomon Lozovsky: deputato sovietico, Ministro degli Esteri.

    * Maxim Wallach (Litvinov): Ministro degli Esteri sovietico.

    * Yuri Andropov (1914-1984): dirigente, Capo del KGB sovietico, più tardi
    dittatore supremo dell'Unione Sovietica.

    * Jacob Sverdlov: primo Presidente dell'Unione Sovietica. Sverdlov ordinò il
    massacro della famiglia dello Zar - donne e bambini compresi - nella città
    di Ekaterinburg (chiamata così dopo la morte di Caterina la Grande). Nel
    1924, tale città cambiò il nome, assumendo quello di Sverdlovsk in onore
    del feroce assassino.

    * Jacob Yurovsky: comandante della Polizia Segreta sovietica. Yurovsky
    comandò la squadra della morte che eseguì l'ordine di Sverdlov di sterminare
    la famiglia dello Zar, incluso il colpire con la baionetta a morte le sue
    figlie. La casa degli lpatyev, nella cui cantina avvenne il massacro, rimase
    intatta fino al 1977, quando il capo del Partito Comunista locale, Boris
    Eltsin, ordinò che fosse demolita. affinché non divenisse un sacrario del
    sentimento antiebraico.

    * Lazar Moiseyevich Kaganovic : principale massacratore di Stalin, ordinò lo
    sterminio di milioni di persone e la distruzione di tantissimi monumenti
    cristiani e chiese, inclusa la grande Cattedrale di Cristo Redentore. Stando
    in piedi nella breccia di questo luogo sacro, Kaganovich proclamò: "La Madre
    Russia è caduta. Noi le abbiamo strappato i suoi lembi..".


    Mikhail Kaganovich: deputato, Commissario dell'industria pesante,
    supervisore al lavoro degli schiavi, fratello di Lazar Moiseyevich.

    * Rosa Kaganovich: amante di Stalin; sorella di Lazar e Mikhail.

    * Paulina Zhemchuzina: membro del Comitato Centrale del Partito Comunista e
    moglie del Ministro degli Esteri sovietico Míchajlovic Molotov.

    * Olga Bronstein: ufficiale della CEKA, la Polizia Segreta sovietica,
    sorella di Trotsky e moglie di Kamenev.

    * Genrikh Yagoda: Capo della Polizia Segreta sovietica, straordinario
    assassino di massa.

    * Romain Rolland: poeta e vincitore del Premio Nobel, scrisse un inno di
    encomio a Yagoda.

    * Matvei Berman e Naftaly Frenkel: fondatori del sistema dei campi di morte
    detti Gulag.

    * Lev Inzhir: Commissario per il trasferimento nei campi di sterminio
    sovietici e responsabile dell'amministrazione degli stessi.

    * Boris Berman: ufficiale esecutivo della Polizia Segreta sovietica e
    fratello di Matvei.

    * K. V Pauker: Capo delle operazioni, nonché membro importante della NKVD,
    la Polizia Segreta sovietica.

    * Firin, Rappoport, Kogan e Zhuk: Commissari nei campi della morte e per il
    lavoro degli schiavi; essi diressero l'uccisione in massa dei lavoratori
    durante la costruzione dei Canale Mar Bianco-Mar Baltico.

    * M. I. Gay: Comandante della Polizia Segreta sovietica.

    * Slutsky e Shpiegelglas: anch'essi Comandanti della Polizia Segreta
    sovietica.

    * Isaac Babel: importante ufficiale della Polizia Segreta sovietica.

    * Leiba Lazarevich Feldbin (Aleksandr Orlov): Comandante dell'Armata Rossa e
    ufficiale della Polizia Segreta. Feldbin ricoprì inoltre la carica di Capo
    della Sicurezza durante la Guerra Civile spagnola. Diresse il massacro dei
    sacerdoti cattolici e dei contadini spagnoli.

    * Yona Yakir: Generale dell'Armata Rossa e membro del Comitato Centrale del
    Partito Comunista.

    * Dimitri Shmidt: Generale dell'Armata Rossa.

    * Yakov ("Yankel") Kreiser: Generale dell'Armata Rossa.

    * Miron Vovsi: Generale dell'Armata Rossa.

    * David Dragonsky: Generale dell'Armata Rossa ed "eroe"dell'Unione
    Sovietica.

    * Grigori Shtern: Generale dell'Armata Rossa.



    * Mikhail Chazkelevich: Generale dell'Armata Rossa.

    * Shimon Kirvoshein: Generale dell'Armata Rossa.

    * Arseni Raskin: Vicecomandante dell'Armata Rossa.

    * Haim Fomin: Comandante di Brest-Litovsk, dell'Armata Rossa. Almeno cento
    Generali sovietici erano ebrei . Molti Generali che non erano ebbero però
    spesso mogli ebree . Fra questi il Maresciallo Clem Efremovic Voroshilov
    (1881-1969), il Maresciallo Nicolaj Aleksandro Bulganin (1875-1975), il
    Maresciallo Peresypkin e il Generale Pavel Sudoplatov. La moglie ebrea come
    «polizza di assicurazione» si estese a membri del Politburo come Andrei
    Andreyev e Leonid Brezhnev (1906- 1982).

    * Sergei Eisenitein: Direttore della propaganda comunista. Egli girò un film
    che dipinse i contadini cristiani (i cosiddetti «kulaki») come orrendi
    parassiti a caccia dì denaro. I «kulaki, furono quindi massacrati .

    * Julius Rosenwald: fondatore del «K.O.M.Z.E.T.», la Commissione per la
    sistemazione degli ebrei comunisti sulla terra rapinata ai cristiani
    assassinati in Ucraina. Rosenwald era un finanziere ebreo-americano.

    * Uya Erenburg (1891-1967): Ministro della Propaganda sovietica
    disseminatore di materiale d'odio antitedesco fin dagli anni '30. Erenbu
    istigò gli stupri dell'Armata Rossa e l'assassinio in massa dei civili
    tedeschi. Riferendosi alle donne tedesche, Erenburg esultò per l'avanzata
    delle truppe dell'Armata Rossa e disse:" Quelle streghe bionde sono nei
    guai". Erenburg scrisse. fra l'altro, in un volantino indirizzato alle
    truppe sovietiche:"[...] i tedeschi non sono esseri umani[...].Niente ci dà
    tanta gioia come i cadaveri tedeschi". Goldberg afferma che Erenburg, "[..]
    provò sempre antipatia per i tedeschi[..]. Ora che c'era una guerra contro
    di loro mise in atto il suo vecchio pregiudizio". Un'altra pubblicazione
    distribuita all'Armata Rossa, quando i soldati si avvicinavano a
    Danzica, fu così descritta da uno storico: «Furono lasciati cadere dagli
    aerei sulle truppe milioni di volantini contenenti un discorso
    propagandistico composto da IIya Erenburge firmato da Stalin: "Soldati
    dell'Armata Rossa! Uccidete i tedeschi! Uccidete tutti i tedeschi! Uccidete!
    Uccidetel Uccidete!" Il comando sovietico ammise che Erenburg perseguiva lo
    sterminio di tutto il popolo tedesco . Erenburg vinse inoltre l'Ordine di
    Lenin e il Premio Stalin,e volle che i suoi scritti fossero conservati al
    Museo israeliano dell'Olocausto Yad Vashem.



    Gli Ebrei Comunisti

  9. #9
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    Predefinito Rif: Ebrei e comunismo

    * Uya Erenburg (1891-1967): Ministro della Propaganda sovietica
    disseminatore di materiale d'odio antitedesco fin dagli anni '30. Erenbu
    istigò gli stupri dell'Armata Rossa e l'assassinio in massa dei civili
    tedeschi.
    Questo mi fa sempre più pensare che alcuni degli obiettivi dei padroni del vapore siano di tipo biologico, certe etnie sono intrisecamente scomode :giagia: per loro !
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 

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