Complotto anti-Morales:
la polizia uccide tre killer
Santa Cruz, 2 arresti. «Nel gruppo due mercenari ungheresi e un irlandese». Dubbi sulla versione ufficiale
WASHINGTON — L’ombra della strategia della tensione sulle Ande. Il presidente boli*viano Evo Morales ha annun*ciato che le forze di polizia hanno sventato un complot*to per ucciderlo con altri diri*genti del Paese. Dopo una fu*riosa sparatoria durata trenta minuti — la versione uffficia*le — gli agenti hanno neutra*lizzato un commando di mer*cenari che abitava in un hotel di Santa Cruz. Nello scontro a fuoco sono stati uccisi due ungheresi e un terzo stranie*ro. Altri due sospetti — tra quali un cittadino irlandese — sono stati catturati. Il grup*po, hanno aggiunto le autori*tà, sarebbe coinvolto in un grave attacco dinamitardo, avvenuto due notti fa, davan*ti alla residenza del cardinale Julio Terrazas, spesso prota*gonista di polemiche con la presidenza. Un atto per imba*razzare le autorità, è la tesi della polizia, ed esacerbare lo scontro con l'alto prelato.
Nel ricostruire l’episodio – dai contorni peraltro confusi – la polizia ha precisato che il nucleo eversivo era tenuto d’occhio da tempo. Avevano a disposizione molte armi e ingenti quantità di esplosivo destinate — secondo l’accusa — ad alimentare una lunga campagna di attacchi per de*stabilizzare la Bolivia. Tra gli obiettivi dei mercenari, oltre al presidente, c’era il suo vice e un paio di ministri.
La denuncia del complotto cade in una fase delicata per la Bolivia. Si stanno avvici*nando le elezioni presidenzia*li in un clima teso. Tra i soste*nitori di Morales, lo strato più povero della società, c’è molta delusione. Il presiden*te ha promesso tanto, otte*nendo risultati parziali se non minimi. C’è poi la que*stione, esplosiva, degli auto*nomisti di Santa Cruz, la capi*tale economica della Bolivia dove si muove un’alleanza di interessi privati e stranieri, grandi capitali e forze estre*miste ostili alla svolta sociali*sta di Morales. Gruppi che predicano e praticano la vio*lenza. Non è per caso se il pia*no è stato sventato proprio in questa città.
Esperti di questioni bolivia*ne e fonti diplomatiche di Washington hanno accolto con grande prudenza la ver*sione del governo. Solo nei prossimi giorni si potrà capi*re se si è trattato di provoca*zione, complotto contro i ver*tici dello stato o una mano*vra. In passato il presidente ha denunciato altri presunti attentati, ma non sono mai stati resi noti i risultati delle indagini.
Particolare è anche il mo*mento internazionale. In set*tembre Morales ha espulso l’ambasciatore americano ac*cusandolo di tramare assie*me all’opposizione. Inoltre il presidente di origine indios è solidamente attestato al fian*co di Cuba e del Venezuela— dove è arrivato ieri — nel con*testare la politica degli Stati Uniti in Sudamerica. Al pros*simo vertice delle Americhe a Port of Spain insisterà per la fine dell’embargo statuniten*se contro l’Avana.
http://www.corriere.it/esteri/09_apr...box_primopiano




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