
Originariamente Scritto da
Demonius
Mi trovavo a riflettere, io che sono Campano, sulla sfortuna che, al giorno d'oggi, rappresenta essere giovani meridionali.
Purtroppo, la situazione è molto più nera di quanto il rapporto più pessimista di qualsiasi organo preposto possa far risaltare.
Un giovane meridionale oggi, è con le spalle al muro.
La scelta tra studio e lavoro in pratica non sussiste, perchè si riduce ad una scelta tra studio e lavoretti in nero, come fare il cameriere, distribuire volantini... lavori in nero,sottopagati, per i quali si lavora anche 12 ore al giorno.
Non parlo per caso, ma parlo perchè in questa realtà ci vivo.
I giovani meridionali non hanno altra scelta che dedicarsi allo studio. Ma a che scopo?
Dopo aver intrapreso la trafila degli studi, portandola a termine dopo un TOT di anni (dipende dalla predisposizione) ci si ritrova con una LAUREA.
Una volta laureato, un giovane meridionale cosa puo fare?
Ha davvero poche opzioni...
Potrebbe cercare lavoro nel proprio territorio, ma quelle POCHISSIME aziende che c'erano, STANNO CHIUDENDO,TUTTE!
Potrebbe emigrare al nord, lasciando la propria terra, le proprie radici e la propria famiglia, sacrificandosi. Ma è anche vero che è altrettanto difficile ormai, trovare lavoro anche al settentrione.
Intendo lavoro qualificato,quello per il quale hai studiato,ti sei fatto il sederino in quattro, magari lavorando a nero per mantenerti negli studi.
Vai al nord, dove una fetta (diciamo il 10%,variabile da zona a zona) di disprezza per partito preso in quanto TERRONE, e tu glielo diresti, che ne avresti fatto volentieri a meno di trasferirti in una città che non ti appartiene, che non ti rappresenta, lontano da tutto e da tutti, se esistesse una valida alternetiva.
Il più delle volte il lavoro al settentrione è comunque una chimera, tra stage non pagati, contratti a tempo, part-time, decine e decine di colloqui, tempo e risorse (esigue) sprecati.
Un giovane meridionale che "non conosce" e che quindi non ha la cosiddetta "bottarella" non potrà mai, se non in rari casi di eccellenza, trovare un impiego stabile, e quindi mettere su una famiglia, ma sarà costretto a rimandare e posticipare il suo futuro, fino a rendersi conto, un giorno, che il futuro è già passato.Non potrà sposarsi, o se lo faraà (incoscientemente) non potrà procreare, perchè è indispensabile che anche la donna lavori, e non potrà permettersi di andare in maternità.
Le capacità contano davvero poco,purtroppo.
La libertà, che bella parola. La realtà è che oggi, un giovane meridionale, non è libero di fare nulla, di prgrammare il suo futuro, perchè lo stato non ce lo permette.
Viviamo in uno stato che definire clientelare è davvero riduttivo. Non esiste posto di lavoro assegnato secondo logica, se non conosci, non lavori.
Trovo davvero frustrante la situazione di un giovane meridionale nei nostri anni.
P.S.
Lo dico da prima, non risponderò ai COGLIONI che verrano qui ad insultare i meridionali e dire altre cavolate.