Roma, ambasciata Libia: bruciata la bandiera
La bandiera è il simbolo di uno Stato, di una Nazione e quando un popolo non si riconosce in una bandiera, quel Paese è finito. Nel pomeriggio di oggi, 23 febbraio, un gruppo di libici ha scavalcato il cancello dell’ambasciata libica a Roma, innalzando sul pennone dell’ingresso il vecchio vessillo, quello pre-Gheddafi, nero verde e rosso, e al grido “Libia libera, Libia libera!” ha bruciato la bandiera verde simbolo del colpo di Stato del 1969.
È questo il segno che il Rais libico ha ormai le ore contate. Le forze dell’ordine hanno ovviamente evitato che la manifestazione si tramutasse in un’occasione di violenza, ma la gente che ha partecipato, circa 200 persone, dopo aver inneggiato al re Idriss el-Senussi, deposto proprio da Gheddafi e fautore secondo i dimostranti della vera «Libia democratica», ha promesso che ritornerà presso l’ambasciata «quando la Libia sarà libera».
«Il sangue dei martiri non sarà lavato, se non con la morte di Gheddafi» hanno inoltre gridato i manifestanti, forse anche alla luce della mattanza che le forze fedeli al raìs stanno compiendo in Libia e che è stata denunciata da Karim Bengharsa, presidente del comitato Libia Democratica.
L’emittente araba Al Arabiya ha parlato di 10mila morti e di oltre 50mila feriti presentando una stima che però è stata ridimensionata dal nostro ministro degli Esteri Franco Frattini che ha definito come più «verosimile» un numero di vittime vicino al migliaio.
Angelo Fischetti
Fonte Il Quotidiano Nazionale
http://www.ilquotidianoitaliano.it/n...era-62087.html