Rozzano sfila contro Nomadopoli
Catena umana fino al Gratosoglio per contestare il campo degli zingari
Mille manifestanti al corteo guidato dal sindaco Rosa Malinverno, deviato il traffico sulla statale dei Giovi Rozzano sfila contro Nomadopoli Catena umana fino al Gratosoglio per contestare il campo degli zingari
ROZZANO - Mille persone, forse piu', hanno partecipato ieri pomeriggio alla catena umana contro il campo nomadi che Milano ha deciso di collocare al quartiere Gratosoglio, al confine con Rozzano. La manifestazione, organizzata dal coordinamento dei comitati spontanei sorti nella zona 15 di Milano e a Valleambrosia, il quartiere di Rozzano dirimpetto al Gratosoglio, ha bloccato per circa due ore la statale dei Giovi. Partita da via Monte Amiata alle 15.30 con alla testa il sindaco diessino Maria Rosa Malinverno e un nutrito gruppo di consiglieri comunali di Rozzano e Milano, la catena umana ha percorso senza incidenti via Montepenice e via Gran Sasso, per sfociare poi sulla statale dei Giovi. Il corteo si e' poi diretto verso Milano, fino al quartiere Gratosoglio; attraversato le vie Baroni e Lellio Basso, dopo il ponte in ferro sul Lambro meridionale, si e' fermato proprio nei campi che il Comune di Milano ha destinato all'insediamento dei nomadi. Tante proteste, tanti gli slogan e gli striscioni contro gli amministratori milanesi, alcuni pittoreschi: "Albertini, non ci caleremo le braghe!"; "Colli e Albertini, i nomadi non sono burattini" (Ombretta Colli e' l'assessore di Forza Italia ai Servizi pubblici di Milano); "Nomadopoli non vuol dire solidarieta"; "De Corato, non hai capito, il tempo dei ghetti e' finito!". E cosi' via. Alle 17.30 il corteo si e' sciolto e il sindaco Malinverno ha annunciato che gia' la settimana prossima il Tar potrebbe pronunciarsi sulla richiesta presentatagli dal Comune di annullare la delibera della giunta Albertini che, a luglio, ha dato via libera ai lavori del campo nomadi. Tre i punti fermi del ricorso: i terreni, 40 mila metri quadrati di proprieta' del comune capoluogo, sono nel perimetro del Parco agricolo Sud Milano, quindi ogni tipo di edificazione per servizi pubblici va concordata con il Parco e i Comuni limitrofi, Assago e Rozzano; secondo: la delibera e' stata assunta senza un progetto preliminare, di competenza del Consiglio; terzo, non sarebbero stati valutati tutti i problemi sociali, sanitari e scolastici che comporta un insediamento di alcune centinaia di zingari. Anche il coordinatore dei comitati, Fiore Mastrianni, e' deciso a proseguire la battaglia: "Abbiamo raccolto migliaia di firme a Rozzano e al Gratosoglio, ma Albertini e' completamente sordo e cieco. Anche noi stiamo prendendo la decisione di ricorrere al Tar". Il campo, che si chiamera' "Villaggio Lambro Meridionale" perche' sorgera' tra il fiume e la statale dei Giovi, dovrebbe diventare uno dei fiori all'occhiello della politica sociale milanese. " la prima volta - sostiene con orgoglio il vicesindaco Riccardo De Corato - che Milano cerca di risolvere con grande dignita' e finanziamenti cospicui il problema dei nomadi, tuttora sparsi in campi obsoleti ai margini dei quartieri periferici". L'investimento sara' di quattro miliardi e il villaggio sara' organizzato di tutto punto, dalle piazzole per le roulotte con allacciamenti per la luce e per il gas, ai campi di calcio. "Beati loro - ha commentato in corteo Luigi Sacchi, 60 anni, nato alla Baia del Re (antica frazione milanese) -, perche' invece a noi del Gratosoglio manca di tutto". Siro Marziali
Marziali Siro
Pagina 51
(11 ottobre 1998) - Corriere della Sera




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