'Il Manuale' di Epitteto
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Il "Manuale" di Epitteto (50 ca - 138 ca) occupa un posto particolare fra i trattati di filosofia stoica. Infatti, come indica il titolo originale in greco, "Encheiridion" (a portata di mano), non si tratta di una organica riflessione sui fondamenti della dottrina, bensì di un agile strumento offerto a chi vuol vivere bene, seguendo i princìpi della morale stoica.
1) DISTINZIONE TRA CIO’ CHE DIPENDE E CIO’ CHE NON DIPENDE DA NOI
Le cose sono di due maniere: alcune in nostro potere, altre no.
Sono in nostro potere: l'opinione, il volere, il desiderio, l'avversione, in breve tutte quelle cose che dipendono dalla nostra volontà.
Non sono in nostro potere: il corpo, le ricchezze, gli onori, le dignità pubbliche, e in breve tutte quelle cose che non dipendono da noi.
Le cose poste in nostro potere sono per natura libere, non possono essere impedite né avversate. Quelle altre sono deboli, schiave, sottoposte a ricevere impedimento, e per ultimo non sono cose nostre.
Ricordati dunque che se reputerai per libere, quelle cose che sono per natura schiave, e per proprie quelle che sono di altri, ti capiterà di trovare ora un ostacolo, ora un altro, di essere afflitto, turbato, di dolerti degli uomini e degli Dei. Se invece stimerai tuo ciò che é tuo veramente, e capirai quali sono le cose che non sono in tuo potere, mai nessuno ti potrà forzare, nessuno impedire, non ti lamenterai di nessuno, non incolperai alcuno, non avrai nessun nemico, nessuno ti nuocerà, perché nessuno in effetti ti potrà fare del male.
Ora, se hai desiderio di raggiungere questo felice stato, sappi che ciò richiede sforzo e concentrazione d'animo non comune, e che, certe cose esteriori, devono essere eliminate dalla mente, altre pensate al tempo giusto, e devi dedicarti sopra tutto alla cura di te stesso. Perché, se vorrai ad un tempo ottenere i predetti beni ed insieme dignità e ricchezze, è possibile che non otterrai nulla, perché se starai dietro alle ricchezze senza preoccuparti di accrescerti interiormente, senza dubbio ne sarai privato, perché solo attraverso l'accrescimento di se stessi si può godere beatitudine e libertà. Pertanto a ciascuna apparenza che ti capiterà nella vita, innanzi tutto abituati a dire: questa é un'apparenza, e non é proprio quello che sembra di essere.
Poi comincia ad esaminarla e inquadrarla nella tua mente, e cioè vedere se essa appartiene alle cose che sono in nostra facoltà, ovvero a quelle che non lo sono. Ed appartenendo a quelle che non lo sono, dal tuo cuore venga questa sentenza: - Ciò a me non importa.
2) NON SI DEVONO DESIDERARE O TEMERE LE COSE CHE DIPENDONO DA NOI
Ricordati che lo scopo del desiderio é di appagare ciò che si desidera, e l'intento dell'avversione é quello di rifiutare ciò che si detesta. Per cui si pensa che quello che non ottiene ciò che desidera, sia senza fortuna; e quello a cui capiti ciò che detesta, abbia cattiva fortuna. Ora se l'animo tuo eviterà, tra le cose che sono in nostro potere, quelle che possono dichiararsi contro natura, non ti capiterà mai di dolertene. Ma se si sarà volti a schivare i morbi, la povertà, la morte, si avrà cattiva fortuna. Astieniti dunque dall'avversione per quelle cose che non riguardano la tua sfera personale, ed usala rispetto alle cose che é nel numero di quelle che sono in tuo potere, sono contro natura. Dal desiderio, per ora, ti asterrai completamente. Perché se bramerai qualcosa che é al di fuori del nostro potere, non potrai essere fortunato, e delle cose che si possono desiderare, non ce ne sono veramente di cose degne da ottenere. Pertanto non consentirai a te stesso se non i primi movimenti e le prime inclinazioni dell'animo a desiderare o schifare, purché‚ siano lievi, condizionali, e senza nessun impeto.
3) DARE ALLE COSE CHE ABBIAMO IL GIUSTO VALORE
Ricordati di dare il giusto valore alle cose che ti servono o che ami, o che ti dilettano, incominciando dalle più piccole. Se ami un oggetto dire a te stesso: non é che un oggetto; per cui se esso si rompe, non ne avrai l'animo alterato. Nella stessa maniera, se bacerai un tuo amico o fratello o figliolo o moglie, pensa che essi sono mortali; in modo che, se essi muoiono, tu non ne resti turbato.
4) BISOGNA CONOSCERE LA NATURA DI OGNI OPERA CHE SI COMPIE
Qualora tu voglia una qualsiasi cosa, analizza la qualità di ciò che vuoi fare. Se tu vai, per esempio, al bagno pubblico a lavarti, vai preparato alle cose che possono succedere: la gente che ti spruzza, che ti urta, che ti insulta, che ti ruba. E per fare quella cosa nel migliore dei modi, dirai a te stesso: io ora voglio lavarmi, ed oltre a ciò mantenere una disposizione d'animo serena. E cosi per tutte le altre cose. Ora, se per caso, ti capitasse qualche difficoltà, sarai preparato psicologicamente a risolverlo dicendo: - Io non volevo solo fare il bagno, ma anche mantenere una disposizione d'animo aperta. Mentre se io mi cruccerò, non rinforzerò le mie qualità interiori.
5) SOLAMENTE LE OPINIONI CHE ABBIAMO DELLE COSE, CI TURBANO
Gli uomini sono agitati e turbati non dalle cose, ma dalle opinioni che hanno delle cose. Per esempio, la morte non é per nulla amara; altrimenti lo sarebbe stata anche per Socrate; ma l'opinione che si ha della morte, quello é l'amaro. Pertanto, quando siamo agitati, afflitti, nervosi, non dobbiamo incolparne gli altri, ma solo noi stessi, cioè‚ le nostre opinioni. Non filosofo é chi addossa sugli altri le colpe dei propri travagli, mezzo filosofo l'addossarla solo a se stesso, da filosofo il non darla né a se stesso né agli altri.
6) NON BISOGNA INORGOGLIRSI DEI PREGI ALTRUI, MA DEI PROPRI
Guarda di non insuperbire di alcuna superiorità o di alcun pregio altrui. Se un cavallo montasse in superbia e dicesse: io sono bello; ciò, al massimo, sarebbe da verificare. Ma quando ti insuperbisci dicendo: io ho un bel cavallo; non capisci che ti fai bello con un pregio non tuo?
Sai tu ciò che è tuo? L’uso che fai delle apparenze delle cose. Sicché quando usi queste apparenze resta conforme alla tua natura, allora prenderai compiacenza di te stesso a buona ragione; perché quello sarà un pregio proprio tuo.
7) QUELLO CHE DOBBIAMO CONSIDERARE COME PRINCIPALE E COME ACCESSORIO
Simile ad un viaggio per mare, quando la nave approda in qualche porto, se esci dal legno per fare acqua, puoi anche soffermarti per via raccogliendo qui una chiocciolina, lì una radice, ma ti conviene sempre tenere il pensiero alla nave, e voltarti spesso, per sentire se il comandante chiami, e, chiamandoti, lasciare tutte quelle cose, per non essere cacciato dentro legato come si fa alle pecore; cosi nella vita, se in cambio delle radici e delle chioccioline ti si porterà una donna o un figlio, niente vieta che tu possa prenderli e goderteli. Ma se il comandante ti chiama, corri subito alla nave senza voltarti, lasciando stare ogni cosa. E se sarai vecchio, non allontanarti molto dalla nave, per non avere a mancare al richiamo del comandante.
8) LA LIBERTA’ CONSISTE NEL FARE CIO’ CHE E’ NECESSARIO
Non devi cercare che le cose vadano a modo tuo, ma volere che vadano così come vanno, e ciò sarà bene.
9) LA MALATTIA NON E’ UN MALE
La malattia é sì un impaccio del corpo, ma non della disposizione d'animo, solo che lo si voglia. L'essere zoppo é un impaccio della gamba, ma non della disposizione d'animo. Cosi dirai per ogni accidente che ti capita. Perché scoprirai che il male potrà essere d'impaccio a qualche altra cosa, ma non a te proprio.
10) AD OGNI COSA ESTERIORE CORRISPONDE UNA NOSTRA FACOLTA’ CHE PUO’ ESSERE USATA CONVENIENTEMENTE
Quando una qualsiasi cosa ti succeda, rivolgiti dentro di te e cerca quale delle facoltà che hai si possa adoperare verso quella situazione. Se avrai veduto un bel ragazzo o una bella donna, capirai che verso queste cose bisogna usare la facoltà della continenza. Se ti capiterà di sostenere una fatica, troverai la facoltà della tolleranza. Se una villania, la pazienza. E così, disciplinandoti, non ti lascerai trasportare dalle apparenze delle cose.
11) NON SI PERDE MA SI RESTITUISCE
Non dire mai di alcuna cosa: io l'ho perduta; ma meglio: io l'ho restituita. Ti é morto per fatalità un figlio? Tu l'hai restituito. E' morta la tua donna? Tu l'hai restituita. Ti é stato tolto un podere? ora non è stato restituito anche questo? Ma colui che me ne ha spogliato è un ribaldo. Cosa ti importa se quello che te lo aveva dato te lo abbia richiesto per via di tale o tal’altra persona? Fino a quando egli ti lascia tenere o il terreno o qualunque altra cosa, prendila agendo come fosse cosa d'altri, proprio come fanno i viaggiatori in un albergo.
12) PER ACQUISTARE LA TRANQUILLITA’ OCCORRE RINUNCIARE ALLE COSE ESTERIORI
Se vuoi progredire nella sapienza lascia da parte questi discorsi: se non avrò cura dei miei averi, non potrò sopravvivere; se non punirò il mio servo, mi deruberà sicuramente. E' meglio morire di fame dopo una vita libera dai travagli e dai timori, che vivere inquieto in grande abbondanza di ogni cosa. E' meglio che il tuo servo sia un furfante, che tu infelice. Tu incomincerai dunque dalle piccole cose. Ti si versa un po’ d’olio? Ti é stato rubato un po’ di vino? Tu dirai: non posso perdere la mia tranquillità d'animo; pazienza: nulla si può aver gratis. Quando chiami il tuo servo, può capitare che non ti senta, e che pur udendoti, non faccia nulla per obbedirti. Ora non permettere che il tuo servo abbia il potere di turbare la quiete del tuo animo.
13) SEMBRARE PAZZO ED ESSERE SAGGIO
Se vuoi star bene, sopporta pazientemente di essere ritenuto pazzo e sciocco per il tuo disinteresse per il mondano. Anzi se ci sarà qualcuno che ti stima, diffida di te stesso. Perché non si può nello stesso tempo preoccuparsi di crescere interiormente, e dedicarsi alle cose esteriori; ma colui che ha cura di una di queste parti, deve trascurare l'altra per necessità.
14) SAGGIO E’ COLUI CHE E’ PADRONE DEI PROPRI DESIDERI
Se vuoi che, chi viva intorno a te, viva sempre, sei pazzo. In quanto vuoi che dipenda da te qualcosa che non é in tuo potere, e che sia tuo ciò che invece é di altri. Ugualmente, se vuoi che il tuo amico non commetta errori, sei sciocco. perché é come volere che la malizia non sia la malizia, ma qualche altra cosa. Quindi non desiderare ciò che non puoi ottenere, questo sì che lo puoi fare. Perciò industriati di ottenere quello che rientra nelle tue possibilità. Chi ha la facoltà di dare o togliere ad una persona ciò che essa vuole o non vuole, è padrone di quella persona. Quindi chiunque ha volontà di essere libero, non deve desiderare né disprezzare le cose che sono in potere di altri; perché altrimenti gli toccherà essere schiavo.
15) LA VITA E’ SIMILE AD UN BANCHETTO
Ricordati di comportarti nella vita così come ti comporteresti ad un banchetto. Viene servita una vivanda. Ti si ferma davanti? Prendine la tua parte con educazione. Non ti viene servita? Non preoccupartene. Ancora non ti viene servita? Trattieni pazientemente la tua fame: aspetta che ti arrivi. Nello stesso modo comportati con ciò che riguarda i figli, la moglie, gli averi, gli onori; e tu sarai degno di sedere a mensa con gli Dei. Ma se non toccherai neppure ciò che ti sarà servito, e ti sarà addirittura indifferente, tu sarai degno non solo di sedere a mensa con gli Dei, ma di regnare con loro. Proprio perché operavano in questo modo che Diogene, Eraclito ed altri simili, venivano chiamati divini, e lo erano veramente.
16) BISOGNA MANIFESTARE LA PIETA’ MA NON SENTIRLA
Quando vedi qualcuno che piange per la morte di un suo parente o per la lontananza di un suo figliolo o la perdita di qualche cosa di valore, stai attento a non farti ingannare dall'apparenza del fatto, e farti trasportare dalla compassione e pensare che quel tale per quei motivi subisca un vero male. Dentro di te devi sapere subito che quella persona non é veramente afflitta dal fatto accaduto ma dal concetto che egli ha dell'accaduto. Pur tuttavia non devi aver difficoltà ad assecondare il suo dolore, e, se occorre, anche sospirare insieme con lui, ma guarda però di non dolertene veramente.
17) LA VITA E’ COME UNA COMMEDIA
Ricordati che tu sei nella vita come un attore in una commedia, che sarà lunga o breve, a seconda della volontà del regista. E se a costui piace che tu faccia la parte di un medico, fa in modo di rappresentarla meglio possibile. Così anche se devi fare la parte di uno zoppo, di un magistrato, di un uomo comune. Cerca di comprendere che ti spetta di rappresentare bene la parte a te destinata: lo sceglierla spetta ad un altro.
18) I PRESAGI
Quando un corvo gracchiando annuncia un cattivo augurio, non farti turbare da questa apparenza, ma dì a te: - Questo animale non annuncia una sventura a me proprio, ma forse a questo mio corpo, o forse ai miei averi, alla reputazione, ai figli, alla moglie. Per quanto riguarda me, questo, se io voglio é un augurio buono, anzi ottimo. In quanto ricaverò utilità dagli avvenimenti, quali possano essere, solo se io voglio.
19) COME SI PUO’ DIVENTARE INVINCIBILI
Puoi essere invincibile se ti cimenterai soltanto in quelle situazioni in cui puoi vincere. Quando vedi uomini onorati o potenti o come vuoi che sia reputati e famosi, bada che l'apparenza di questa cosa non ti faccia pensare che essi siano felici e avventurosi. In quanto che, se l'essenza del bene sta in ciò che dipende da noi, non bisogna avere né invidia né gelosia. A te non deve interessare di diventare né condottiero né presidente, né magistrato, ma solo un uomo libero: e per questo ci si arriva per una sola via, che é quella di non curarsi delle cose che non sono in nostro potere.
20) NON E’ L’OFFESA CHE CI OFFENDE, MA L’OPINIONE CHE CI FACCIAMO DI ESSERE OFFESI
Ricordati che se sei offeso o picchiato da qualcuno non é questo qualcuno che ci offende, ma l'opinione che ci facciamo di essere offesi. Perciò quando tu stai montando in collera, pensa che é la tua immaginazione che ti porta all'ira, e non altre cose. Perciò fa in modo di non venire trasportato subito dall'apparenza della cosa; perché se aspetterai un po di tempo, potrai più facilmente contenerti e vincerti.
21) PENSARE SEMPRE ALLA MORTE
Devi avere presente tutti i momenti il pensiero della morte, e tutte quelle cose che appaiono più spaventose e da fuggire, e più di ogni altra cosa la morte; e non ti accadrà mai di avere un pensiero vile, né ti nasceranno pensieri troppo accesi.
22) NON BISOGNA TEMERE IL RIDICOLO
Vuoi darti a filosofare? Preparati fin da ora ad essere schernito e deriso da molti; aspettati che la gente dica: - Oh! si é trasformato in filosofo tutto ad un tratto; e: - cosa vogliono dire quelle sopracciglia aggrottate? Ora tu non aggrottare le sopracciglia, ma non ti lasciar sviare da ciò che tu stimi meglio, perseverando, per così dire, in un posto a te assegnato da Dio. E sappi che se sarai perseverante in questo, gli stessi che all'inizio si erano presi gioco di te, successivamente cambiati ti ammireranno; al contrario se ti perderai d'animo per le canzonature, ne guadagnerai beffe e risa doppie.
23) PER APPARIRE FILOSOFI
Se é per acquistare la stima degli altri che filosofeggi, sarai uscito dalla via che ti eri prefissa. Ma cerca di essere sempre filosofo, e sii contento e soddisfatto di questo in ogni cosa. Perché‚ se oltre ad essere, volessi anche parere, fa che tu appaia filosofo a te stesso, e ciò ti basti.
(nota dai Discorsi di Epitteto: “Contro quelli che vogliono essere ammirati”: Quando uno nella vita ha l'atteggiamento che deve avere, non spalanca la bocca meravigliato dalle cose di fuori. O uomo, cosa desideri che t'accada? Io mi limito ad avere desideri ed avversioni secondo natura; che la mia volontà o la mia repulsione, che i miei disegni ed i miei sforzi, e i miei giudizi siano come la natura esige. Perché vai per la strada come se avessi ingoiato uno spillo? - Voglio che quelli che mi incontrano, mi ammirino, mi seguano e gridino: " Che gran filosofo!". Chi sono questi da cui vuoi essere ammirato? Non sono quelli di cui sei solito dire che sono pazzi? E che? Vuoi essere ammirato dai pazzi?).
24) E’ NECESSARIO CHE OGNUNO FACCIA IL PROPRIO DOVERE
Non darti pena dicendo fra te e te: io farò una vita ignobile; io non sarò nessuno. Perché se essere ignobili è un male, non puoi patire alcun male per colpa di altre persone, ma solo vergognarti di te stesso. Ora dimmi, il pervenire ad un ufficio pubblico, o l'essere invitati ad una festa, sta forse in tuo potere? oppure é il caso ad essere cattivo o ignobile se io non otterrò questo ufficio o andrò a questa festa? E come puoi dire di essere inutile, se tra le cose che intraprendi scegli soltanto quelle che sono in tua facoltà, ed in questo puoi anche essere il migliore?
- Ma gli amici non avranno da me nessun aiuto o beneficio!
- Di che benefici e di che aiuto parli? Non avranno da te denaro, non riceveranno benefici politici. Ora, chi ti ha detto che queste cose sono in nostro potere, e non in potere di altri? Chi può dare ad un altro ciò che lui stesso non ha?
- E tu acquistalo - dirà qualcuno, - per poterlo dare a noi.
Se io potessi comprarli, vorrei la modestia, la fede, la nobiltà d'animo; mostratemi come si fa ed io non mancherò. Ma se voi volete che perda i miei beni personali, per farvi ottenere cose che poi non sono beni, voi vedete come siete poco giusti ed indiscreti. Oltre ancora, cosa scegliereste per prima voi, tra i soldi e l'amicizia vera? Non é meglio che voi mi aiutaste ad essere un amico vero piuttosto di farmi fare cose che mi faranno perdere la virtù?
- Ma la società non avrà nessun contributo da me. - Ancora! di quali contributi parli? Non avrà da te né opere pubbliche né costruzioni. Perbacco! La società non riceve neppure scarpe dall'armaiolo, né armi dal calzolaio. Gli basta che ognuno svolga bene il proprio compito.
Dimmi- Se divenissi un cittadino modesto e leale non sarebbe più utile alla tua società?
- Certo che si!
- Allora come farai ad essergli inutile essendo così?
- Ma che compito svolgerò nella società?
-Quello che potrai nel rispetto della modestia e della fede. Perché se per voler aiutare la società perdessi la fede ed il pudore, che aiuto le potrai dare, quando sarai divenuto sleale ed impudente?
25) COSA VALGONO GLI ONORI
Non sei stato salutato, o cercano consigli da un'altra persona? Se questi onori sono beni devi essere contento che quel tale li abbia ricevuti; se sono mali non ti dispiaccia che non siano toccati a te. Considera poi che tu non ti interessi alle cose mondane, e che quindi non puoi godere degli stessi interessi degli altri. Infatti come può, per esempio, colui che non frequenta le persone famose, che non le accompagna, che non le loda, andare al passo con coloro che fanno queste cose? Certo sarebbe ingiusto ed ingordo avere gratis questi onori, senza pagare il prezzo con cui si comprano i favori e i benefici dei potenti e dei ricchi.
- A quanto si vende oggi la verdura? Mettiamo caso 1 Euro al chilo. Ora facciamo che uno compra un Kg di verdura e spenda 1 Euro e tu invece non l'abbia comprata, pensi forse di avere meno di lui? No, perché se lui ha la frutta, tu avrai i soldi che non hai speso. Similmente nel nostro caso. Non sei stato invitato alla festa di quel tale? Ma neppure tu gli darai il prezzo di quella festa: ora egli la vende al prezzo di lodi, di osservanza, di ossequi. Se la mercanzia fa per te, paga dunque il prezzo. Ma se vuoi avere la mercanzia senza pagarne il prezzo, questa é ingordigia e furfanteria. Forse che in cambio della cena non hai avuto nulla? Si, certamente hai guadagnato nel fatto che non hai lodato chi non volevi lodare, e non sei stato ad aspettarlo sull'uscio.
26) COME CONOSCERE LE LEGGI DELLA NATURA
La natura umana si conosce quando non abbiamo l'immediato interesse a quella cosa. Se succede una disgrazia a un tuo vicino si é soliti dire:
- Sono cose che succedono! Ora devi sapere che quando ti succede la stessa cosa devi prenderla nello stesso modo con cui l'hai presa per il tuo vicino. Così anche nelle disgrazie peggiori. - Muore un figlio o la moglie di un altro? - Sono casi umani!
- Ti muore un figlio o la moglie? Subito gli Hai, hai!
Quindi ci conviene ricordare come diremmo noi, quando lo stesso caso capita ad un altro.
27) IL MALE NON ESISTE
Come non si mette un bersaglio affinché l'uomo non lo colga, così non nasce e non si ritrova nel mondo la natura del male.
(Trad. Leopardi)
Come é vero che nessuno mette un bersaglio per non coglierlo, così é vero che al mondo danno fatale o danno voluto da natura non esiste.
(Trad. padre Bassi)
28) NON PERVERTIRE LA TUA ANIMA
Se qualcuno desse il tuo corpo in potere di chiunque capiti, ne saresti sdegnato; e allora perché non provi la minima vergogna nel dare la tua mente in potere di chicchessia, quando ti senti turbato e confuso se qualcuno ti dice qualche cattiva parola?




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