I sistemi elettorali sono solitamente raggruppati in due categorie principali: maggioritari e proporzionali. Oltre a queste due categorie principali esistono sistemi misti che prevedono una quota di seggi assegnata con un criterio maggioritario e una quota con un criterio proporzionale. I sistemi maggioritari sono cosi chiamati perché assegnano al partito o coalizione vincente una percentuale di seggi superiore alla percentuale di voti ricevuti; questo avviene per garantire una buona governabilità alla maggioranza politica che ha vinto le elezioni. Le varianti maggioritarie più utilizzate sono: l'uninominale con criterio territoriale; il plurinominale, con criterio territoriale oppure nell'ambito di un unico collegio elettorale; il premio di maggioranza. I sistemi proporzionali sono cosi chiamati perchè assegnano ai partiti una percentuale di seggi uguale alla percentuale di voti ricevuti; questo avviene per garantire prima di tutto il principio della precisa rappresentanza politica. In alcuni casi tali sistemi proporzionali prevedono una quota di sbarramento cosi il sistema elettorale non assegna nessun seggio ai partiti sotto una determinata percentuale, di solito pari al 5% dei voti.
Il partito che vince le elezioni per poter governare stabilmente necessita di una maggioranza assoluta nei seggi dell'assemblea legislativa-rappresentativa (questo principio è valido in ogni tipo di assemblea: internazionale, nazionale e locale). Se il partito vincente ha solo la maggioranza relativa dei seggi allora gli altri partiti potrebbero bloccare qualsiasi provvedimento, visto che le decisioni vengono prese dall'assemblea mediante la maggioranza semplice dei seggi; in questo caso il partito vincente non ha il potere per realizzare la politica uscita vincente dalle elezioni. Pertanto i sistemi proporzionali sono sistemi che precludono la governabilità.
La situazione in un sistema proporzionale.
Osserviamo una situazione tipo che si verifica con un sistema elettorale proporzionale. Poniamo che vi siano 1.000 politici da eleggere e che come avviene frequentemente il partito vincente non riesce a raggiungere la maggioranza assoluta dei voti:
Come funzionerebbe un'assemblea politica del genere? A parte il fatto che i micro-partiti hanno ottenuto la loro poltrona e sono soddisfatti, questa è un'assemblea inutile. Come si nota anche il partito maggiore, il "partito A", non ha la maggioranza assoluta e, di fatto, il restante 60% dell'assemblea può bloccare anche tutte le sue proposte. Sicuramente non le bloccherà tutte ma le snaturerà tutte chiedendo di inserire nei provvedimenti il punto di vista di ognuno col ricatto di bloccare le proposte. Cosi facendo i provvedimenti non saranno efficaci in quanto il compromesso tra punti di vista anche molto diversi darà vita a provvedimenti timidi e contraddittori che di fatto non saranno in grado di far andare il popolo da nessuna parte.
In questo modo gli elettori sono andati a votare, hanno fatto vincere un partito in maniera larga ma l'assemblea eletta non ha la forza per realizzare ciò che gli elettori hanno fatto vincere. Inoltre questa politica di compromessi impedisce di capire chi ha le responsabilità della inefficacia dei provvedimenti adottati. Praticamente ciò che avvenuto negli ultimi decenni in molti Stati europei per via dei sistemi elettorali proporzionali. Il proporzionale tende a far nascere decine di partiti perché tutti pensano di poter arrivare nell'assemblea, consente di avere una poltrona ai micro-partiti a scapito dell'interesse popolare di avere un'assemblea forte. Anche nei casi di proporzionale con sbarramento, di solito al 3 o al 5%, la situazione per il partito vincente non cambia significativamente. Il sistema proporzionale è una assurda teoria frutto di ideologie utopistiche e anarcoidi. Una nave che solca il mare e vuole dirigersi verso le mete che si pone il suo equipaggio non può andare nello stesso tempo in più direzioni: deve andare in una direzione per volta. Se in certi tratti l'equipaggio ha sbagliato direzione può sempre invertire la rotta ma se vuole andare nello stesso tempo in due direzioni diverse allora la nave girerà sempre su stessa fino a quando colerà a picco.
La situazione in un sistema maggioritario.
Ci sono varie formule di maggioritario, vari modi di garantire un corretto rapporto tra i principi della governabilità e della rappresentatività. Un buon sistema è un sistema elettorale nell’ambito di un Collegio Unico Elettorale (esiste un solo collegio al quale tutti i partiti si presentano per l'elezione) con un premio di maggioranza pari al 60% dei seggi e con un meccanismo di ripartizione proporzionale con sbarramento pari al 5% per quanto riguarda i seggi per i partiti perdenti. In parole più semplici il partito o la coalizione che ottiene più voti vince: se ha una percentuale di voti inferiore al 60% ha diritto al 60% dei seggi; altrimenti se ottiene una percentuale uguale o superiore al 60% avrà tale percentuale raggiunta. In ogni caso il partito che vince avrà almeno il 60% dei seggi nell'assemblea. La percentuale restante di seggi sarà poi attribuita in modo proporzionale ai voti ricevuti a quei partiti che hanno ottenuto almeno il 5% dei voti. Con questo sistema si garantisce in modo ottimo la governabilità al partito vincente e allo stesso tempo si garantisce in modo buono la rappresentatività ai partiti minori, lasciando fuori dall'assemblea i micro-partiti.
I passi pratici del funzionamento sono i seguenti. L'intero territorio elettorale è un Collegio Unico; ogni partito si presenta alle elezioni con il proprio simbolo. I partiti scelgono i propri candidati su base territoriale per dare adeguata rappresentanza alle zone locali. Se le liste sono bloccate gli elettori troveranno sulla scheda solo il simbolo di ogni partito, in questo caso sono i partiti a scegliere quali tra i propri candidati occuperanno i seggi. Se invece le liste non sono bloccate allora gli elettori oltre a fare la croce sul simbolo del proprio partito potranno scrivere un nome di uno dei candidati promossi dai partiti zona per zona. Se alcuni partiti che hanno perso non riescono a trovare un seggio per ognuna delle zone locali allora si procede con un sorteggio.
Ad esempio poniamo che il numero dei seggi dell'assemblea sia di 1.000 unità e consideriamo due diverse situazioni:
La percentuale dei seggi ottenuta per i partiti perdenti sopra il 5% si trova con la seguente proporzione matematica:
% voti ottenuti dal partito : (totale % voti ottenuti dai partiti perdenti sopra il 5%) = x : (100 - % seggi assegnati al partito vincente)
Ad esempio nel caso del partito B della tabella 3 il calcolo per trovare la percentuale di seggi è il seguente: x = 9 * (100 - 65) / (9 + 7 + 6 + 5)
La percentuale dei seggi dei partiti perdenti sotto il 5% è pari a zero come abbiamo descritto sopra.







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