I monumenti dei Longobardi sono patrimonio dell'umanità
I monumenti dei Longobardi
sono patrimonio dell'umanità
I siti italiani che conservano le più importanti testimonianze longobarde, tra cui il Santuario garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, entrano a far parte della lista dell'Unesco
Il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo
La quintessenza del patrimonio artistico ed architettonico delle gentes Langobardorum in Italia. Da oggi i centri della penisola italiana che sono accomunati da un passato longobardo sul nostro territorio sono Patrimonio dell'umanità. Sette località, tra cui il Santuario garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, che insieme contribuiscono a consolidare la posizione di primato del nostro Paese nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco.
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Oltre a Sant'Angelo, figurano Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio e Gornate Olona (Varese), Spoleto, Campello sul Clitunno (Perugia), Benevento. Grande la soddisfazione. ''Monte Sant'Angelo è uno dei luoghi più belli dell'intero Mediterraneo - ha dichiato con gioia il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola - un angolo di Gargano che è insieme simbolo e sigillo della storia di questa straordinaria terra in cui devozione e spiritualità si fondono in una dimensione profonda e coinvolgente". Oltre la new entry, infatti, la regione conta anche Castel Del Monte e Alberobello.
Monte Sant'Angelo, per la fede cattolica il santuario n.1 di DOMENICO CASTELLANETA
Il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti in tutta la penisola, dal nord al sud, lì si estendevano i domini dei più importanti Ducati longobardi che formarono quella che è stata definita la prima “nazione” italiana. Ne fanno parte:
- il Tempietto Longobardo a Cividale del Friuli (Ud)
uno degli edifici più originali ed anche tra i più noti della tarda età longobarda, con i resti del Complesso Episcopale rinnovato da Callisto e il Museo Archeologico Nazionale, dove sono esposti i preziosi corredi delle necropoli longobarde cividalesi;
- il complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia a Brescia
oggi sede del ‘Museo della città’, uno straordinario palinsesto architettonico che ingloba il monastero femminile edificato dal duca Desiderio prima di diventare re, iscritto con l’adiacente complesso archeologico monumentale dove si conservano i maggiori edifici pubblici di età romana del nord Italia;
- il castrum di Castelseprio-Torba (Va)
che conserva significativi esempi di architettura militare, con la rinomata Chiesa di S. Maria foris portas, ubicata fuori dalle mura nell’area occupata dal borgo altomedievale, sulle cui pareti si conserva uno dei più alti testi pittorici di tutto l’Alto Medioevo;
- il Tempietto del Clitunno a Campello (Pg)
il famoso, piccolo edificio che, per la sua forma classica e i numerosi spolia utilizzati per la sua realizzazione, fin dal Rinascimento è stato oggetto dell’attenzione dei più grandi architetti che ne hanno immortalato l’immagine nei secoli;
- la Basilica di S. Salvatore a Spoleto (Pg)
un edificio eccezionale per il linguaggio romano classico con cui fu concepito, che ancora conserva all’esterno ed all’interno significativi frammenti di decorazione architettonica antichi ed elementi decorativi abilmente scolpiti dai lapicidi medievali;
- la Chiesa di Santa Sofia a Benevento
una delle strutture longobarde più complesse e meglio conservate dell’epoca, che sulle pareti mostra ancora importanti brani dei cicli pittorici altomedievali, testimonianza più alta delle cd. “pittura beneventana”, con l’attiguo chiostro che oggi ospita il ‘Museo del Sannio’;
- il Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (Fg)
che dal VII secolo, con i Longobardi, divenne il più importante luogo del culto micaelico, influenzando profondamente la diffusione della devozione per San Michele in tutto l’Occidente e divenendo un modello per i centinaia di santuari costruiti nel resto d’Europa, compreso il più famoso Mont-Saint-Michel tra Bretagna e Normandia.
Questo si legge nel comunicato ufficiale del ministero dei Beni culturali che ricorda come il riconoscimento, arrivato a tre anni dalla candidatura, sia frutto del lavoro e dell'impegno di 5 Regioni, 6 Province, 8 Comuni, 2 Comunità Montane, 4 Diocesi, un Parco, il FAI, la Fondazione Cab e due importanti centri di Studi, il Cisam (Centro italiano di studi sull'alto medioevo) e il Centro di studi micaelici e garganici, oltre che di cinque direzioni regionali e 17 Soprintendenze territoriali del Mibac. "In un momento in cui l'Italia - sottolinea il sottosegretario ai Beni culturali Riccardo Villari - per fronteggiare la crisi economica affronta tagli e riduzione di finanziamenti in tutti i campi, questo risultato ci dimostra una volta di più che il nostro patrimonio artistico, oltre ad essere un elemento di vanto che tutto il mondo ci riconosce, potrebbe anche diventare un'importante risorsa economica".




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