
Originariamente Scritto da
globulonero
ARLECCHINATA
Stipato tra la folla con altri mille e mille
gridava Duce Duce sforzando le tonsille.
Coi pantaloni a sbuffo fez e camicia nera
quel gerarchetto buffo urlava mane e sera:
io sono uno squadrista, sono sciarpa littoria
(ma era un arrivista pien di superbia e boria).
Il giorno di Caino,caduto il dittatore,
dimenticò il meschino il senso dell’onore;
bruciò camicia nera, fez e sciarpa littoria
e pien di sicumera rinnegò la sua storia:
Io sono antifascista, antimussoliniano,
io sono comunista, son capo partigiano.
Eletto in parlamento, quell’uom di mezza tacca,
come mutava il vento cambiava la casacca.
Passò con noncuranza tra ulivi, margherite,
garofani, alleanza e infine, udite, udite:
da vero democratico,calati i pantaloni
con molto senso pratico s’offerse a Berlusconi.
Povero Mussolini, questa è la triste storia:
con simili arlecchini sognavi la vittoria?
Io non ho avuto cariche, vantaggi di carriera,
prebende democratiche. Non uso sicumèra,
ma non ho mai tradito (di questo sono fiero)
la Tua memoria DUCE. Sono un globulo nero

iango: