Riaperta la Statale sorrentina e vertice in Regione dopo il blocco di ore per il sit in dei lavoratori. Il sindaco Bobbio: "Un irresponsabile l'ad". Per tutta la notte i dipendenti hanno occupato il Municipio. Gravi gli atti di vandalismo. Sulle serrande manifesti a favore della protesta
Ammontano a parecchie decine di migliaia di euro i danni provocati dai manifestanti dentro il municipio di Castellammare di Stabia. Il sindaco Luigi Bobbio, affiancato dalla Digos, ha fatto l'inventario delle devastazioni. Divelti marmi, sfondati banchi del Consiglio comunale, distrutti i computer, sfregiati ritratti e busti di Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Dalla furia dei manifestanti, circa 200, che hanno stretto d'assedio Palazzo Farnese, sede del municipio, dalle 20.30 all'1.30 circa, si sono salvati solo un ritratto del papa ed uno del presidente della Repubblica. Lo sfogo di Bobbio: "Comportamenti così non li hanno gli operai veri, anche se pieni di rabbia, sono certo che c'erano infiltrati della camorra".
LO SFREGIO ALLA STATUA DI GARIBALDI
Nelle ore seguenti amministratori stabiesi, sindacati e il presidente della Regione, Stefano Caldoro, si sono incontrati nella sede della giunta regionale. "Condivido la decisione del ministro Romani di fissare un tavolo per il 3 giugno - aggiunge Bobbio - ma anche la Regione deve fare la sua parte in termini economici".
ALLE FIAMME LE CARTE COMUNALI L'IRRUZIONE IN COMUNE
E agli operai che questa mattina hanno bloccato la Statale sorrentina per qualche ora, il sindaco fa un appello: "C'è differenza tra la difesa dei diritti e farla passare attraverso il compimento di reati. Questo non aiuta e non attira le simpatie dell'opinione pubblica".
VIDEO La rabbia degli operai di A. L. DE ROSA
Un'altra giornata di tensione all'indomani della decisione dell'azienda di chiudere lo stabilimento stabiese assieme a quello ligure di Sestri (scontri e proteste oggi a Genova), tagliando così 639 posti di lavoro in Campania.
Un folto gruppo di operai stamani aveva bloccato la Statale, all'altezza di Pozzano. La circolazione dei veicoli è stata interrotta per tutta la mattinata tra i comuni di Castellammare di Stabia e Vico Equense, il bivio nel quale da mesi sono soliti protestare i lavoratori Fincantieri. Tensioni e disagi alla circolazione ma anche solidarietà. Su alcune serrande abbassate sono apparse locandine a favore degli operai in lotta.
"Irresponsabile l'ad di Fincantieri". Il sindaco di Castellammare, Bobbio, non ha usato mezzi termini contro Giuseppe Bono amministratore delegato di Fincantieri. "Anche a nome di tutti i sindaci del territorio interessato all'attività del cantiere di Castellammare di Stabia, chiedo le sue immediate dimissioni o, in alternativa, chiedo al Governo di sollevarlo dal ruolo che ha dimostrato ieri, definitivamente, di non saper ricoprire. La sua irresponsabilità, condita di arroganza, si è manifestata ieri mattina con una dichiarazione di intenzione di chiudere il cantiere priva della benchè minima indicazione di contorno. Solo un irresponsabile o peggio può fare un'affermazione simile, senza curarsi delle ricadute devastanti e folli che essa può causare sul territorio interessato, come puntualmente si è verificato a Castellammare".
Sindaco e consiglieri bloccati dai manifestanti. Ieri sera un gruppo di lavoratori ha occupato il Comune e danneggiato alcune sale del Municipio. Il sindaco, il vice sindaco, i capigruppo ed alcuni consiglieri comunali di Castellammare di Stabia sono rimasti bloccati all'interno della sede comunale. Il presidio è durato tutta la notte. Quattro agenti di polizia sono rimasti feriti.
Distrutte due statue di valore. Tra i vandalismi avvenuti durante le proteste, anche le carte date alle fiamme all'esterno di Palazzo Farnese: nel mucchio delibere, determine e atti amministrativi bruciati dagli operai. Altri gravi danni a Vico Sant'Anna, dove è stata fatta rotolare giù dal piedistallo una statua di Vittorio Emanuele III. Poi porte sfondate, vetri rotti e uno sfregio contro Garibaldi. Alla statua ottocentesca dello scultore Giovanni Spertini, acquistata dopo l'Unità d'Italia, è stata mozzata la testa, che poi è stata piazzata all'interno di una toilette. E nell'aula consiliare le sedie rotte, suppellettili buttate giù dalle finestre, bacheche dell'albo pretorio in frantumi.
fonte: http//napoli.repubblica.it
24/05/11
GIOPIZZETTO




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