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    Predefinito DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    di Gianfredo Ruggiero


    --------------------------------------------------------------------------------


    La pubblicazione, nel 1859, del celebre libro di Charles Darwin "L'origine delle
    specie" destò grande interesse negli ambienti accademici illuministi.

    Concetti cardine dell'impianto darwiniano come "selezione naturale,
    sopravvivenza del più adatto" e il termine di "razza favorita" furono infatti
    accolti con grande entusiasmo tanto dai teorici del razzismo, quanto dai
    sostenitori del libero mercato e della superiorità della razza bianca i quali
    trovarono nelle teorie evoluzioniste di Darwin una inaspettata sponda
    scientifica.

    Come rileva G. Mosse nel suo libro "Il razzismo in Europa: dalle origini
    all'olocausto", fu grazie alle teorie di Darwin che in Europa, e poi in
    America, il razzismo riprese vigore e con esso la schiavitù e il
    neocolonialismo.

    L'antropologo illuminista inglese Edward Tyson individua nei neri - e più
    precisamente nei pigmei - "l'anello mancante" tra la scimmia antropomorfa e
    l'uomo, collocando i neri al livello più basso dell'ipotetica scala evolutiva,
    mentre Arthur De Gobineau, teorico francese vissuto nella metà del
    diciannovesimo secolo e autore del "Saggio sulla disuguaglianza delle razze
    umane", interpreta la storia umana affermando che la purezza della razza
    determina la capacità di sopravvivenza e di dominio sulle popolazioni inferiori.
    Concetto poi ripreso dall'ideologo del nazismo Rosemberg e dagli assertori
    dell'eugenetica.

    Altri pensatori illuministi Diderot, D'Alembert e Voltaire avevano rifiutato
    l'idea che bianchi e neri discendessero da un medesimo progenitore.

    Lo stesso Voltaire, padre della democrazia, trovava normale investire i proventi
    della vendita dei suoi libri nelle compagnie dedite alla tratta dei negri. A
    conferma di come i principi di libertà, fratellanza ed uguaglianza proclamati
    dai filosofi illuministi e sanciti nel sangue della Rivoluzione francese
    riguardassero solo la razza bianca.

    Fu grazie alle teorie evoluzioniste che in occidente si sviluppa una nuova
    variante del razzismo, quello scientifico, che ha portato in America alla
    segregazione razziale e alla riduzione in schiavitù di 14milioni di neri e ad
    accettare lo sterminio dei pellirosse.

    La schiavitù, si può obiettare, è sempre esistita. E' vero, ma a differenza di
    quella dei secoli passati che riguardava i prigionieri di guerra o i debitori -
    che tuttavia potevano riacquistare la libertà una volta saldato il debito o
    finita la guerra - la schiavitù moderna, di estrazione illuminista, considera i
    neri alla stregua di animali domestici, privi di qualsiasi umano diritto e
    destinati, di conseguenza, a servire l'uomo bianco per tutta la vita.

    Il razzismo, se in America si manifestò con la schiavitù e la segregazione
    razziale (rimasta in vigore in molti Stati americani fino alla metà degli anni
    sessanta), in Europa ebbe la sua espressione più violenta nella dottrina e nella
    politica del nazismo, dove l'antiebraismo fu uno dei punti centrali del
    programma hitleriano basato sulla purezza della razza ariana.

    La teoria di Darwin della selezione naturale, sostenendo la prevaricazione della
    razza più forte rispetto a quella più debole e giustificandola come necessità
    naturale, aveva dato inoltre origine al "darwinismo sociale", che permise ai
    borghesi conservatori di ieri e ai sostenitori del libero mercato di oggi di
    affermare che le disuguaglianze sociali sono inevitabili necessità naturali.

    In definitiva sia Hitler con la superiorità ariana, sia gli americani con la
    schiavitù e la segregazione razziale non hanno inventato nulla, hanno solo
    portato alle estreme conseguenze le teorie razziste già presenti in occidente e
    che nell'evoluzionismo di Darwin hanno trovato nuova linfa, un formidabile
    sostegno scientifico ed una insperata giustificazione morale.



    Gianfredo Ruggiero, presidente Circolo Excalibur - Varese

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  2. #2
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    Predefinito Rif: DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    il razzismo (meglio antisemitismo) in Europa si è sviluppato come movimento antiebraico trovando linfa vitale nel socialismo nazionalista e tra i cattolici tradizionalisti. L'illuminismo non c'entra niente, anzi proprio l'antisemitismo si opponeva ad esso, allo stato di diritto e all'uguaglianza.
    Ultima modifica di Red XIII; 30-05-11 alle 23:47

  3. #3
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    Predefinito Rif: DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    Citazione Originariamente Scritto da Affus Visualizza Messaggio
    L'antropologo illuminista inglese Edward Tyson individua nei neri - e più
    precisamente nei pigmei - "l'anello mancante" tra la scimmia antropomorfa e
    l'uomo, collocando i neri al livello più basso dell'ipotetica scala evolutiva,
    ... trovato già un errore errrore...

    "Il “Pygmie” di Tyson non era, dunque, un pigmeo, ma un giovane maschio di scimpanzé proveniente dall’Angola, esibito a Londra nel 1698 per appagare la curiosità dei londinesi, ma che presto morì per l’infettarsi di una ferita che si era procurato durante il viaggio per mare. Tyson ne ebbe a disposizione il corpo e ne effettuò una dettagliata dissezione conducendo il confronto direttamente con l’anatomia dell’uomo. Inizia così lo studio “antropologico” dell’organizzazione anatomica dei Primati non umani."





    LE COLLEZIONI PRIMATOLOGICHE ITALIANE (2006)
    A cura di E. Bruner & S. Gippoliti
    Istituto Italiano di Antropologia, Roma
    pp. 3-12

    tratto dalla prefazione L'uomo e la scimmia del prof. Ernesto Capanna ordinario di Scienze Biologiche alla Sapienza di Roma

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  4. #4
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    Predefinito Rif: DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    Citazione Originariamente Scritto da Affus Visualizza Messaggio
    DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    di Gianfredo Ruggiero


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    La pubblicazione, nel 1859, del celebre libro di Charles Darwin "L'origine delle
    specie" destò grande interesse negli ambienti accademici illuministi.

    Concetti cardine dell'impianto darwiniano come "selezione naturale,
    sopravvivenza del più adatto" e il termine di "razza favorita" furono infatti
    accolti con grande entusiasmo tanto dai teorici del razzismo, quanto dai
    sostenitori del libero mercato e della superiorità della razza bianca i quali
    trovarono nelle teorie evoluzioniste di Darwin una inaspettata sponda
    scientifica.

    Come rileva G. Mosse nel suo libro "Il razzismo in Europa: dalle origini
    all'olocausto", fu grazie alle teorie di Darwin che in Europa, e poi in
    America, il razzismo riprese vigore e con esso la schiavitù e il
    neocolonialismo.

    L'antropologo illuminista inglese Edward Tyson individua nei neri - e più
    precisamente nei pigmei - "l'anello mancante" tra la scimmia antropomorfa e
    l'uomo, collocando i neri al livello più basso dell'ipotetica scala evolutiva,
    mentre Arthur De Gobineau, teorico francese vissuto nella metà del
    diciannovesimo secolo e autore del "Saggio sulla disuguaglianza delle razze
    umane", interpreta la storia umana affermando che la purezza della razza
    determina la capacità di sopravvivenza e di dominio sulle popolazioni inferiori.
    Concetto poi ripreso dall'ideologo del nazismo Rosemberg e dagli assertori
    dell'eugenetica.

    Altri pensatori illuministi Diderot, D'Alembert e Voltaire avevano rifiutato
    l'idea che bianchi e neri discendessero da un medesimo progenitore.

    Lo stesso Voltaire, padre della democrazia, trovava normale investire i proventi
    della vendita dei suoi libri nelle compagnie dedite alla tratta dei negri. A
    conferma di come i principi di libertà, fratellanza ed uguaglianza proclamati
    dai filosofi illuministi e sanciti nel sangue della Rivoluzione francese
    riguardassero solo la razza bianca.

    Fu grazie alle teorie evoluzioniste che in occidente si sviluppa una nuova
    variante del razzismo, quello scientifico, che ha portato in America alla
    segregazione razziale e alla riduzione in schiavitù di 14milioni di neri e ad
    accettare lo sterminio dei pellirosse.

    La schiavitù, si può obiettare, è sempre esistita. E' vero, ma a differenza di
    quella dei secoli passati che riguardava i prigionieri di guerra o i debitori -
    che tuttavia potevano riacquistare la libertà una volta saldato il debito o
    finita la guerra - la schiavitù moderna, di estrazione illuminista, considera i
    neri alla stregua di animali domestici, privi di qualsiasi umano diritto e
    destinati, di conseguenza, a servire l'uomo bianco per tutta la vita.

    Il razzismo, se in America si manifestò con la schiavitù e la segregazione
    razziale (rimasta in vigore in molti Stati americani fino alla metà degli anni
    sessanta), in Europa ebbe la sua espressione più violenta nella dottrina e nella
    politica del nazismo, dove l'antiebraismo fu uno dei punti centrali del
    programma hitleriano basato sulla purezza della razza ariana.

    La teoria di Darwin della selezione naturale, sostenendo la prevaricazione della
    razza più forte rispetto a quella più debole e giustificandola come necessità
    naturale, aveva dato inoltre origine al "darwinismo sociale", che permise ai
    borghesi conservatori di ieri e ai sostenitori del libero mercato di oggi di
    affermare che le disuguaglianze sociali sono inevitabili necessità naturali.

    In definitiva sia Hitler con la superiorità ariana, sia gli americani con la
    schiavitù e la segregazione razziale non hanno inventato nulla, hanno solo
    portato alle estreme conseguenze le teorie razziste già presenti in occidente e
    che nell'evoluzionismo di Darwin hanno trovato nuova linfa, un formidabile
    sostegno scientifico ed una insperata giustificazione morale.



    Gianfredo Ruggiero, presidente Circolo Excalibur - Varese
    Inutile che mi sforzi più di tanto visto che nel blog di Aldo Piombino potee trovare una esauriente risposta.

    scienzeedintorni: Uomini "probi" più razzisti di Darwin

    Darwin, come ogni inglese dell'epoca, aveva sicuramente un imprinting razzista, e su questo non ci può stupire. Letteratura, scienza e politica dell'epoca ne erano infarcite (però si coprivano per pudore anche legambe dei tavoli....) comunque i creazionisti hanno esagerato, ponendo una grande attenzione ad alcune frasi esclusivamente per denigrarlo, come sono riusciti a svincolare dal contesto una frase di Steven Jay Gould per far credere che anche il paleontologo americano ad un certo punto di un suo libro sconfessase Darwin (sconfessare è proprio il termine che è stato usato): infatti quando scrisse che “bisogna andare oltre Darwin” non ha certo inteso dire che Darwin avesse sbagliato tutto, ma che al suo modello di evoluzione a ritmo lento e costante, secondo la visione gouldiana l'evoluzione procede con improvvise accelerazioni, gli “equilibri punteggiati”, nei quali ancora di più conta il meccanismo della “selezione naturale” tramite la “sopravvivenza del più adatto”.

    L'affermazione che Darwin era razzista è gettonatissima in molti siti di destra e cattolici.
    In particolare c'è questa frase: “Tra qualche tempo a venire, non molto lontano e misurato nei secoli, è quasi certo che le razze umane più civili stermineranno e si sostituiranno in tutto a quelle selvagge”
    Frasi come questa e altre anche peggiori si trovano nell’Origine dell’uomo.
    Che dire? Certo, viste con gli occhi di oggi, queste frasi delineano un razzista.
    E se digitate “Darwin+razzismo” su Google escono un sacco di siti che ne parlano.

    Ma ovviamente questi signori non possono andare avanti e citare la frase successiva in cui Darwin dice:
    "Il sentimento che ci spinge a soccorrere gli impotenti è principalmente un effetto incidentale dell’istinto di simpatia, che fu in origine acquistato come una parte degli istinti sociali, ma che divenne in seguito nel modo precedentemente indicato più tenero e più largamente diffuso. E noi non possiamo frenare la nostra simpatia con i suggerimenti della dura ragione, senza deteriorare la parte nobile della nostra natura. Il chirurgo può cercare di indurirsi mentre compie un’operazione, perchè sa che opera per il bene del suo malato; ma se noi volontariamente trascuriamo i deboli e gli impotenti, può derivarne soltanto un casuale beneficio, con un male grande e presente. Quindi dobbiamo sopportare senza lagnarci i sicuri cattivi effetti del sopravvivere dei deboli e del loro propagarsi".

    Ai tempi di Darwin questi atteggiamenti erano correnti. Leggete quest'altro passo, che non è darwiniano:
    "e aggiungerò che fra le razze bianca e nera vi è una differenza fisica che credo impedirà per sempre alle due razze di vivere insieme nell'uguaglianza sociale e politica. E nella misura in cui esse non possono vivere in questo modo, fin tanto che restano insieme ve ne deve essere una superiore e una inferiore, e io, come chiunque altro, sono favorevole a che si assegni il posto superiore alla razza bianca. Ne approfitto per dire che non vedo perché al negro si debba negare tutto solo perché il bianco deve avere una posizione superiore".
    Probabilmente resterete di stucco: il passo è tratto da un discorso di Abraham Lincoln, del 18 settembre l858

    Adesso mi rivolgo direttamente a Simonpietro. A Milano esiste una scuola cattolica intitolata ad Alexis Carrel, premio Nobel per la medicina nel 1912.
    Dal Programma della scuola si legge: "fare scuola" secondo una precisa ipotesi culturale: l'ideale educativo cristiano inteso come apertura alla realtà nella totalità dei suoi fattori.

    A questo punto è d'obbligo una cittazione tratta da un libro di questo scienziato “La ricostruzione dell’uomo”, un libro del 1936, lo stesso anno nel quale viene eletto socio della Pontificia Accademia delle Scienze

    «Le nazioni stanno compiendo inutili sforzi per la conservazione di esseri inutili e nocivi, e così gli anormali impediscono il progresso dei normali. Dobbiamo affrontare con coraggio questo problema. Perché la società non usa i sistemi più economici per la cura dei criminali e dei pazzi?
    (…) Una dolce morte con i gas risolverebbe il problema in modo umano ed economico».

    Chiudo con alcuni passi tratti dal diario scritto durante la lunga sosta in Brasile, di cui il Nostro approfittò per studiare flora e fauna del Sudamerica (era il suo primo incontro con la biologia sudamericana). Assieme alle caratteristiche naturali, nel diario ci sono molti accenni alla società umana locale.

    Per esempio durante una visita ad una fattoria nell'interno del paese annota: "questa collina è famosa perchè per lungo tempo fu il rifugio di alcuni schiavi fuggiaschi i quali, coltivando un po' di terreno vicino alla cima, riuscivano a trovare quanto era loro sufficiente per vivere. Ma poi furono scoperti e venne inviato uno squadrone che li prese tutti, eccetto una vecchia che preferì morire sfracellata, buttandosi dalla montagna, piuttostochè cadere di nuovo in servitù. Se fosse stata una matrona romana, sarebbe stato esaltato il suo nobile amore per la libertà, ma poiché era una povera negra, questo suo comportamento fu giudicato solo come bestiale cocciutaggine".

    Commentando un mercato di schiavi scrive: "Io credo che al proprietario non passasse per la testa che fosse disumano smembrare 30 famiglie costituite da oltre 30 anni".

    Osservando la variopinta popolazione di Rio de Janeiro, sottolinea l'obbligo di parlare portoghese come una pesante forma di controllo nei confronti degli schiavi. Successivamente parla degli schiavi diventati liberi cittadini e dice “se il numero di negri liberi aumentasse (come dovrebbe accadere) e che cominciassero ad essere scontenti di non essere uguali ai bianchi, allora il momento della loro generale liberazione non potrà essere molto lontano".
    Le parentesi (nel testo originale) servono a sottolineare la cosa.

    Poche righe più sotto scrive: “spero che venga presto il giorno in cui i negri avranno i loro diritti”

    Allora, prima o poi riguarderò altri testi darwiniani. Ma mi domando se sarebbe questo il sudicio razzista precursore del nazismo da perseguitare, di cui vada scartato tutto l'impianto scientifico per la immoralità di alcune sue idee che non c'entrano nulla con la biologia?

    Mi sa che ci siano ben altri scheletri negli armadi dei suoi detrattori.

  5. #5
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    Predefinito Rif: DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    Citazione Originariamente Scritto da Red XIII Visualizza Messaggio
    il razzismo (meglio antisemitismo) in Europa si è sviluppato come movimento antiebraico trovando linfa vitale nel socialismo nazionalista e tra i cattolici tradizionalisti. L'illuminismo non c'entra niente, anzi proprio l'antisemitismo si opponeva ad esso, allo stato di diritto e all'uguaglianza.
    Affus però non ha nel mirino l'antisemitismo (traduzione "razziale" dell'antigiudaismo religioso, in assenza di una chiara distintività razziale del popolo ebraico) ma il primato bianco rispetto ai popoli di colore.
    Ultima modifica di Troll; 31-05-11 alle 10:13

  6. #6
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    Predefinito Rif: DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    Affus però non ha nel mirino l'antisemitismo (traduzione "razziale" dell'antigiudaismo religioso, in assenza di una chiara distintività razziale del popolo ebraico) ma il primato bianco rispetto ai popoli di colore.
    ... che nasce molto prima di Darwin, grazie a pensatori come Carl Nilsson Linnaeus (Carl von Linné), ma meglio conosciuto come Linneo, protestante ortodosso nella sua fede, nel suo Sistema della natura inserisce ‘homo’ nel regno animale e lo avvicina alle scimmie antropomorfe, avviando un processo di comparazione che sfocerà nella biologia evoluzionistica, dall'altro produce una classificazione interna a ‘homo sapiens’ che distingue nettamente e 'ideologicamente' nell'ordine degli Antropomorpha, che diventò più tardi quello dei Primati, gli uomini bianchi dalle razze inferiori come rossi, neri, gialli («Europaeus albus: ... ingegnoso, inventivo... bianco, sanguigno... È governato dalle leggi. Americanus rubecens: soddisfatto del proprio destino, amante della libertà... abbronzato, irascibile... Si governa per mezzo delle usanze. Asiaticus 1uridus: ... orgoglioso, avaro... giallastro, melanconico... È governato dall'opinione pubblica. Afer niger: ... astuto, pigro, negligente... nero, flemmatico... È governato. dal volere arbitrario dei suoi padroni.»). Linneo e il suo allievo Johan Christian Fabricius introducevano così anche la teoria che i negri fossero il risultato di un incrocio tra scimmie e uomini bianchi....:giagia:

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  7. #7
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    Predefinito Rif: DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    La cosa singolare è che sono proprio gli evoluzionisti attuali grazie agli studi di genetica comparata fra popolazioni a far decadere il concetto di razza.

    Per chi interessa una intervista a Barbujani

    Identità e razzismo – Intervista a Guido Barbujani - Cronache Laiche

    e qui un giochino sempre di barbujani

    Guido Barbujani
    Ultima modifica di Darwin; 31-05-11 alle 11:28

  8. #8
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    Predefinito Rif: DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    Affus però non ha nel mirino l'antisemitismo (traduzione "razziale" dell'antigiudaismo religioso, in assenza di una chiara distintività razziale del popolo ebraico) ma il primato bianco rispetto ai popoli di colore.
    è vero !!

  9. #9
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    Predefinito Rif: DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    Citazione Originariamente Scritto da Affus Visualizza Messaggio
    è vero !!
    ... come è vero che non fu l'illuminismo a dare vita al concetto di superiorità di razze ma pensatori come protestante ortodosso Carl Nilsson Linnaeus... infatti, benchè nel periodo illuminista Linneo era un fissista e creazionista, nella sua opera "Il sistema naturae" nel 1735, inizia scrivendo: "enumeriamo tante specie quante in principio furono create dall'Ente Infinito" ... hefico:

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  10. #10
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    Predefinito Rif: DARWIN e le origini illuministe del razzismo moderno e della schiavitù americana

    Citazione Originariamente Scritto da Polemiko Visualizza Messaggio
    ... come è vero che non fu l'illuminismo a dare vita al concetto di superiorità di razze ma pensatori come protestante ortodosso Carl Nilsson Linnaeus... infatti, benchè nel periodo illuminista Linneo era un fissista e creazionista, nella sua opera "Il sistema naturae" nel 1735, inizia scrivendo: "enumeriamo tante specie quante in principio furono create dall'Ente Infinito" ... hefico:
    NO, FU DARWIN E TUTTI I SUOI DISEPOLI,I GIUSNATURALISTI E ANCHE IL MARXISMO , CHE AVALLLARONO NELLE LORO FILOSOFIE IL PRINCIPIO SOCIALE CHE VINCE SEMPRE IL PIU FORTE PURE VOLENDOLO CONTESTARE . LO AVVALLA IN PEIMIS LA DEMOCRAZIA !! LORO HANNO CONTRAPPOSTO ALLA LEGGE DEL PIU FORTE SEMPLICEMENTE ALTRI SISTEMI DOVE HANNO LEGALIZZATO E ISTITUZIONALIZZATO LA LEGGE DEL PIU FORTE CHE INIQUAMENTE HOBBES CONFUSE CON LA NATURA UMANA UNIVERSALE DEGLI UOMINI .

 

 
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