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    Predefinito Marco Pannella: "E ora Chianciano": Congresso dei Radicali Italiani

    Intervista a Marco Pannella: "E ora Chianciano"

    • da Left del 12 giugno 2009, pag. 22

    Che futuro si scelgono i Radicali da soli e senza quorum?

    Ce ne sono diversi plausibili. Consapevoli del detto che "si vive insieme e si muore soli". Anche se non è sempre vero. La nostra è una famiglia storica di ormai 60 anni che abbraccia 4 generazioni anagrafiche, senza interruzioni. Abbiamo la grande fortuna di avere ricevuto lasciti ideali eccezionali. Abbiamo ereditato chiavi di lettura del nostro tempo che funzionano, abbiamo scelto il precariato come condizione politica di vita, le doppie tessere, la libertà assoluta di associazione, dimostriamo che è possibile essere precari indefinitamente ed esistere.

    Avete chiamato le sinistre a Chianciano. Ma i Radicali sono di sinistra?

    Sarebbe interessante capire piuttosto se la destra e la sinistra sono radicali, laiche, o no. Tutti gli altri aggettivi appartengono al vecchio, non al nuovo possibile. La sinistra radicale ci ha anche fregato il nome. Astuzie banali per cancellarci. Noi invece siamo quelli che denunciavano la metamorfosi del fascismo in partitocrazia e antifascismo fascista.

    li crinale destra/sinistra non esiste?

    II nome proprio "radicale" ha un senso. Parla degli ultimi 50 anni della storia italiana. Destra/sinistra non hanno più significante. Anni fa noi occupammo l`estrema sinistra dei Parlamento dicendo che rappresentavamo l`alternativa liberale e riformatrice, quella della destra storica. Sai che vuoi dire? È liberale, comunista? Ho sentito in tv quel poeta, dolce, gay (e quindi radicale) di Nichi proporre di tassare i ricchi per i poveri. «Fino a che reddito?» gli hanno chiesto. «Prima bisogna far passare il principio, poi vedrà la politica». È una roba da politicante di 150 anni fa. Prodi nel 2006 rispose «centomila euro» e perse voti. Ma quello era uno serio.

    Il socialismo però vi piace ancora?

    Si, ma con una scelta interpretativa. La Rosa nel pugno è al cento per cento liberale, socialista, laica, radicale, non violenta e federalista.

    Ma a quali famiglie politiche è rivolto l'appello di Chianciano, allora?

    A nessuna. È per gli individui politici che hanno interesse a coltivare le individualità e non le appartenenze storiche. Per chi vuole nutrire di libertà la propria famiglia. Per chi crede nella ricerca di Prometeo e di Ulisse. Confronteremo proposte e obiettivi. Se su quelli si formalizza un accordo, sei un compagno.

    D'accordo, parliamo di obiettivi allora.

    Certo. La riforma della giustizia, la più grande emergenza del Paese che affligge milioni di persone e blocca gli investimenti esteri. La creazione di un vero welfare universalistico, non la cig per i ceti operai che lascia per strada contadini e artigiani. Da finanziare con l'innalzamento dell'età pensionabile. E poi la riforma americana delle istituzioni con i collegi uninominali. Devo continuare?

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    Predefinito Riferimento: Intervista a Marco Pannella: "E ora Chianciano": Congresso dei Radicali

    Ripartiamo da un'alleanza progressista

    Giuliano Girlando, 12 giugno 2009, 12:00
    Ripartiamo da un'alleanza progressista Dibattito Tra le numerose proposte (vedi rinascita della Rosa nel Pugno a Chianciano promossa dai radicali, vedi proposta o provocazione di Bertinotti sul partito unico della sinistra...etc.), ce n'è stata una che mi ha dato una qualche speranza propositiva. Ieri leggendo l'Unità , c'era l'editoriale di Monica Frassoni, già gruppo verde europeo e candidata nella liste della Sel, che senza giri di parole e appigli ai massimi sistemi, indicava una linea marcata per rilanciare i partiti progressisti europei contro il dilagare delle forze della destra estrema e le forze popolari: un accordo programmatico tra Pse, Verdi e Liberali


    Siamo stati abituati nelle ultime tornate elettorali ad alchimie di liste e di apparentamenti costruiti per unire classi dirigenti per lo più pronte alla rottamazione senza troppi incentivi, ma la domanda che resta in piedi è: un partito o l'esigenza di un progetto di alternativa progressista ai governi neocon europei come si costruisce? Tra le numerose proposte (vedi rinascita Rosa nel Pugno a Chianciano promossa dai radicali, vedi proposta o provocazione di Bertinotti sul partito unico della sinistra...etc.), ce n'è stata una che mi ha dato una qualche speranza propositiva. Ieri leggendo l'Unità , c'era l'editoriale di Monica Frassoni, già gruppo verde europeo e candidata nella liste della Sel, un articolo molto semplice e pragmatico che senza giri di parole, appigli ai massimi sistemi, indicava una linea marcata per rilanciare i partiti progressisti europei contro il dilagare delle forze della destra estrema e le forze popolari: un accordo programmatico tra Pse, Verdi e Liberali incentrato su pochi ma essenziali punti, ovvero euroconvinti a rivedere, modificare e riproporre un trattato di Lisbona a misura di cittadinanza europea; priorità sulle tematiche ambientali per investire su energie alternative e disintossicare l'aria europea da scorie che gravano la salute dell'uomo; un sistema egualitario di welfare state e una nuova programmazione sulle politiche sociali dell'immigrazione e dell'inclusione sociale; una voce unica in politica estera nonché un riassetto del sistema fiscale e bancario che metta fine alle disastrose politiche economiche della BCE. In sostanza no alla politica del Pil, si alla politica dell'ISU (indice di sviluppo umano).

    Abbiamo visto, e non a caso, che la crisi delle forze progressiste europee si è incentrata sul fallimento di politiche essenziali in europa quali la cittadinanza attiva europea, l'immigrazione, l'inclusione e la cooperazione per lo sviluppo socio-economico. Di fronte alla paura innescata dal crollo delle politiche friedmaniane neocon e oscurantiste, i cittadini di tutti gli stati nazionali si sono chiusi a riccio dimostrando tutto l'euroscetticismo possibile. Il quadro di fatto era quello che più di qualche politologo, sociologo ed economista avevano predetto: gli Stati Uniti a sinistra e l'Europa a destra.

    Da un nostro male paradossalmente potrebbe scaturire un processo inverso come esempio alla sinistra europeo, ma non facendo alchimie tipo finto-uliviste, come se bastasse mettere i democratici nei socialisti piuttosto che nei liberali e risolvi il problema, tutt'altro! Si vince a progetto, si vince dandosi una nuova classe dirigente e tornando all'etica della responsabilità, cosa che è avvenuta nei verdi europei come nei casi della Francia e della Germania (sembrava impensabile che un turco tedesco portasse i verdi al 10 % o che in Francia i verdi ottenessero gli stessi voti del Ps).

    In Italia il Pd deve tener conto di una sua emorragia di voti (-7%) a beneficio dell'Idv e dell'astensionismo, abbandonare la linea dell'autosufficenza, darsi una nuova classe dirigente e gettare le basi di una piattaforma (non partito) programmatica su un progetto di alternativa. Le forze della sinistra, invece, colgano l'occasione dell'iniziativa offerta dai Radicali a Chianciano per mettersi seriamente a tavolino e discutere senza troppi steccati del che fare dopo. Per fare questo Nichi Vendola abbia l'intuito di raccogliere l'eredità dei voti e la forza dei giovani resistenti della sinistra e portare una delegazione dai Radicali. La Rosa nel Pugno è un simbolo libertario di tutta la sinistra ed è stato il simbolo che Francois Mitterand usò nel 1971 a Epinay per aprire un capitolo importante per la sinistra francese... oggi siamo di fronte l'anno zero della sinistra... non esiste un'altra occasione.

    http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=12328
    Liberalismo e socialismo, considerati nella loro sostanza migliore, non sono ideali contrastanti né concetti disparati

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Marco Pannella: "E ora Chianciano": Congresso dei Radicali Italiani

    Super-Pd, ma con queste regole

    • da Europa del 16 giugno 2009, pag. 1

    di Marco Cappato
    La crisi ha messo a nudo l’incapacità dei socialisti europei di riformare due strumenti fondamentali: il welfare e l’integrazione europea. La loro rendita di posizione come difensori dello stato sociale e della Ue si è consumata nella difesa conservatrice di un welfare iniquo. Nella difesa di una Europa dove una fragile burocrazia accompagna l’involuzione del sogno di Patria europea nella realizzazione di un’Europa delle Patrie. Per rispondere alla crisi fuori da tentazioni neostataliste e neo-nazionaliste è necessario creare un welfare davvero "universale", contro la povertà e per il lavoro: reddito di cittadinanza, sussidio di disoccupazione, aumento delle pensioni minime e di vecchiaia, potenziamento dell’assistenza a malati e disabili anche in forme autogestite. Le risorse necessarie non si trovano soltanto con la pur doverosa lotta all’evasione, né vanno cercate in controproducenti inasprimenti fiscali nei confronti di chi le tasse le paga già. L’innalzamento dell’ètà pensionabile (e in prospettiva l’eliminazione della soglia fissa accelerando il passaggio al sistema contributivo) nonché l’equiparazione dell’età donne-uomini sono passaggi ineludibili. Altrettanto lo è l’abbandono di meccanismi assistenzialistici come la cassa integrazione straordinaria e i finanziamenti a pioggia, in modo da liberare risorse per investimenti sulla formazione professionale e riqualificazione al lavoro. Sul lato del sistema produttivo, urge una conversione al servizio della qualità - ambientale, sociale, di appagamento individuale - di un sistema economico-produttivo troppo basato sull’accaparramento di beni comuni e sull’imperativo della crescita produttivista e consumista. In Italia servono investimenti per recuperare i ritardi del nostro paese sul versante delle fonti energetiche rinnovabili, invece di fare l’ultima ruota del carro nucleare, per una transizione accelerata verso il trasporto pubblico con investimenti in particolare sulle tratte brevi, sulla rotaia e sul mezzi di trasporto condivisi, per un sistema che incentivi i consumi di prossimità. Un grande "piano-casa" sarebbe funzionale a questo progetto se fosse centrato non sull’aggrava- mento della cementificazione selvaggia in atto, ma, come propone Aldo Loris Rossi, sulla rottamazione dell’edilizia post-bellica non di qualità e non antisismica, per la creazione di eco-città sviluppate con nuove tecnologie e nuovi materiali, autonome sul piano energetico e dello smaltimento rifiuti. Il volano europeo delle riforme economiche avrebbe bisogno di un coordinamento della fiscalità, come proposto da Monti, almeno tanto quanto basta per evitare l’erosione fiscale e il dumping sociale, senza compromettere le conquiste del mercato interno e rafforzando il rigoroso rispetto della concorrenza contro monopoli e aiuti di stato. Una Patria europea non burocratica, capace di dare risposte di governo sull’economia, la politica estera e di difesa, può nascere se si supera l’illusione della sovranità assoluta degli stati nazionali. Ciò significa anche uri Europa proiettata sul Mediterraneo, che apre le porte alla Turchia, a Israele, al Marocco, e che sostiene i processi di democratizzazione, in particolare in Africa; uri Europa pronta a portare lì investimenti e aiuti allo sviluppo, rendendo finalmente governabile la questione immigrazione in altro modo rispetto alla alleanza, da D’Alema definita "strategica", con dittatori alla Gheddafi. Ragionare degli obiettivi della politica italiana ed europea nel lungo periodo non esime dal confrontarsi con le manovre nella partitocrazia italiana. Noi della "galassia radicale" siamo attenti a quello che accade, ma con due punti fermi: il primo, è l’obiettivo di creare l’alternativa a un regime nondemocratico, del quale l’opposizione ha finora fatto parte a pieno titolo; il secondo, è la necessità di muoverci attraverso soggetti politici davvero "aperti" e democratici. In particolare, se anche il risultato elettorale europeo della Lista Bonino-Pannella esprime un dato di "resistenza" rispetto a un gioco elettorale che abbiamo da subito denunciato come truccato, rimane l’urgenza di aggregare altri sull’obiettivo dì una riforma "americana" delle istituzioni come passaggio fondamentale per la liberazione dal sessantennio di questo regime. Proprio per questo, abbiamo impiegato i primi quindici giorni di campagna elettorale per documentare la cancellazione della Costituzione e dello stato di diritto in Italia, ad opera dei protagonisti della Prima repubblica, dei quali Berlusconi è erede e continuatore. Per quanto riguarda i rapporti con altri partiti, l’obiettivo di dare vita a forze politiche "a vocazione maggioritaria" era nostro già ai tempi della Lista Pannella "per il Partito democratico" (inizio anni ‘90) e della Rosa nel Pugno, laica, socialista, liberale e radicale. Il progetto non è cambiato. Ma la questione delle regole è dirimente. Non solo quelle esterne (sistema maggioritario, uninominale a turno unico, sul modello anglosassone), ma anche interne: negli statuti radicali non esistono espulsioni e probiviri. Per questo non abbiamo prodotto scissioni, ma lotte politiche e riforme. Abbiamo pubblicato i bilanci e ogni momento della nostra vita interna e democratica. Per questo non abbiamo prodotto corruzione e finanziamenti illeciti. A Chianciano, dal 26 al 28 giugno, ripartiamo da qui. Dalla proposta che avevamo fatto a tutti i partecipanti di un anno fa: abolire dai loro statuti il divieto alla "libertà di associazione", alla doppia tessera. Solo così il confronto politico può lasciarsi alle spalle la stagione delle scissioni e delle annessioni e aprire la stagione degli obiettivi e degli strumenti necessari per raggiungerli.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Marco Pannella: "E ora Chianciano": Congresso dei Radicali Italiani

    Torna la Rosa nel Pugno? Pannella sonda il terreno

    • da L'Opinione del 16 giugno 2009, pag. 2

    di Dimitri Buffa
    “Per nostra storia le vicende dei verdi e quelle dei socialisti si sono sempre intrecciate con quella dei Partito radicale". La consueta conversazione settimanale di Marco Pannella con Massimo Bordin, con ospiti in studio l’economista socialista Biagio Marzo e l’ex parlamentare verde Paolo Cento, si apre così. Con la consueta rivendicazione di lotta e di programma con cui Super Marco dà idealmente appuntamento per l’ultimo week end di giugno a Chianciano. A Chianciano, per sua stessa natura, come sottolineato dal direttore di Radio radicale Bordin, ci sarà l’assemblea dei "mille", cioè degli individui che si riconoscono nel programma radicale, più che delle "associazioni", cioè dei partiti o delle galassie, che vorrebbero federarsi. E non a caso entrambi gli ospiti in studio di domenica, Marzo e Cento, sono stati per anni nello stuolo dei "doppia tessera", cioè di coloro che pur militando in un partito sceglievano di "essere radicali". La possibilità che, per ora a sinistra, nasca, anzi rinasca, la "Rosa nel pugno" è molto concreta. Depurata dai socialisti che con Nencini hanno scelto Vendola e "Sinistra e libertà" e dai verdi della Francescato che, da quanto si capisce tra le righe, starebbero stretti persino a Paolo Cento, per l’occasione in versione liberale. Con Pannella d’altronde non è mai stato un problema di uomini ma di programmi. E lui, che aborrisce l’aggettivo "riformista" cui preferisce quello di "riformatore", il programma ce l’ha bello e pronto, avendolo ribadito tante volte, persino nella tv pubblica italiana in quei rari minuti annui cui ha avuto accesso. In un’intervista fattagli recentemente dal settimanale "Left", a chi gli chiedeva a quali famiglie politiche fosse rivolto l’appello di Chianciano, Pannella ha risposto così: "A nessuna. E’ per gli individui politici che hanno interesse a coltivare le individualità e non le appartenenze storiche. Per chi vuole nutrire di libertà la propria famiglia". E poi ha precisato questi programmi: "La riforma della giustizia, la più grande emergenza dei Paese che affligge milioni di persone e blocca gli investimenti esteri. La creazione di un vero welfare universalistico, non la cig per i ceti operai che lascia per strada contadini e artigiani. Da finanziare con l’innalzamento dell’età pensionabile. E poi la riforma americana delle istituzioni con i collegi uninominali". Insomma Pannella non è Mastella. Con lui non ci sono compromessi sul territorio, voti di scambio, ammucchiate, coalizioni per superare un quorum. Ma solo programmi, programmi, programmi. La gente di sinistra a Pannella non ha mai perdonato questa larghezza di vedute così come quella di destra gli rimprovera la presunta mancata coerenza con la militanza liberale. Ma a ben vedere sono gli altri che si sono mossi intorno al proprio asse, rinunciando alle lotte sociali e al garantismo nel caso dei Pd e della sinistra, e rinnegando l’economia liberale e il liberismo libertario, nel caso dell’attuale centro destra. Lui, Pannella, ha sempre atteso tutti al varco, così come farà a Chianciano. Destra e sinistra sono due categorie ormai obsolete dello spirito politico italiano. Non sono gli altri che possono imporgli una rinuncia, è lui che chiede ai partiti e agli esponenti politici di rinunciare alla partitocrazia. E alle Chiese identitarie.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Marco Pannella: "E ora Chianciano": Congresso dei Radicali Italiani

    Chianciano Terme: dal 26 al 28 giugno 2009 "DAI BILANCI AL PROGETTO-ALTERNATIVA? RIFORMATORE, DEMOCRATICO, ITALIANO ED EUROPEO"

    CENTRO CONGRESSI EXCELSIOR - CHIANCIANO TERME

    I lavori si svolgeranno presso il Centro Congressi Excelsior, Via Sant’Agnese (Piazza Italia), con inizio venerdì 26 giugno; si concluderanno a metà pomeriggio di domenica 28 giugno 2009.

    Ti invitiamo a darci notizia della tua partecipazione all'indirizzo email:assembleachianciano@radicali.it

    CONDIZIONI ALBERGHIERE

    Abbiamo stipulato una convenzione con la Clante Hotels di Chianciano che provvederà a sistemare direttamente i partecipanti all’Assemblea dei mille negli alberghi a 2-3-4 stelle e 4 superiore, il cui costo, al giorno, include i pasti. Le prenotazioni e i pagamenti dovranno essere fatti direttamente con la Clante Hotel ai seguenti recapiti:

    Clante Hotels Via Sabatini n. 7 Chianciano Terme

    Tel. 0578/ 63360 - 0578/63037 Fax 0578/ 64675

    e.mail clantehotel@libero.it

    Gestione e organizzazione tecnica

    Executive tour s.r.l. Via Sabatini, 7 – 53042 Chianciano Terme

    P.Iva 00986940526

    I costi alberghieri, al giorno, a persona, inclusi i pasti, sono i seguenti (in euro):



    3 stelle 38/45


    4 stelle stand. 50/60


    4 stelle sup. 60/70




    Formula Ostello per i giovani: € 27 a persona al giorno con sistemazione in camere multiple.

    COME SI ARRIVA A CHIANCIANO TERME


    In macchina: Autostrada del Sole (A1) tratto Roma-Firenze uscita n°29 Chiusi-Chianciano
    In treno: linea Firenze-Roma, stazione FF.SS. di Chiusi-Chianciano Terme
    Dalla stazione ferroviaria è disponibile un servizio pubblico di autobus, in coincidenza con i principali treni, che raggiunge Chianciano Terme in 20 minuti, oppure è possibile prendere un taxi.
    In aereo: gli aereoporti più vicini sono quelli di Firenze (120 km), Pisa (200 km), Roma (210 km) e Perugia "Sant'Egidio" (80 Km)

    Distanze:
    Montepulciano 10 Km, Pienza 18 Km, Chiusi 15 Km, Lago Trasimeno 30 Km, Cortona 35 Km, Orvieto 50 Km, Montalcino 50 Km, Arezzo 70 Km, Perugia 70 Km, Siena 70 Km, Assisi 90 Km, Firenze 130 Km, Roma 160 Km

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Marco Pannella: "E ora Chianciano": Congresso dei Radicali Italiani

    Aprendo ai socialisti e definendosi socialista Pannella si autocastra. Lo spazio è nell'elettorato liberale, a destra c'è una delusione enorme tra i più aperti al mercato e alle libertà individuali. Ci si potrebbe insinuare come un coltello nel burro.
    Dio perdona, LIBERAMENTE senza dubbiamente no.

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Marco Pannella: "E ora Chianciano": Congresso dei Radicali Italiani

    Concordo, Pannella la smettesse di scassarci i maroni.

    Però Paolo Cento può tenerselo

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da LIBERAMENTE Visualizza Messaggio
    Aprendo ai socialisti e definendosi socialista Pannella si autocastra. Lo spazio è nell'elettorato liberale, a destra c'è una delusione enorme tra i più aperti al mercato e alle libertà individuali. Ci si potrebbe insinuare come un coltello nel burro.
    Nel mio piccolo, anche io sto lavorando in questa direzione, cercando di coinvolgere a Chianciano molti liberali indipendenti o sparsi in piccole formazioni.

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Concordo, Pannella la smettesse di scassarci i maroni.

    Però Paolo Cento può tenerselo
    Tipico atteggiamento socialista post-elettorale. Prima delle Europee non parlavi così.

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    Franceschini venga a Chianciano

    • da Europa del 18 giugno 2009, pag. 9

    di Francesco Pullia

    Parteciperà Dario Franceschini all’assise convocata dai radicali a Chianciano dal 26 al 28 giugno? Chi scrive ritiene che il segretario del Pd non possa ignorare un’occasione importante per decidere l’attuazione del passaggio da una fase antagonistica ad una, invece, protagonista di alternativa al e di governo. Franceschini dovrà venire e parlare con schiettezza sui rapporti con i radicali, a nostro avviso tutt’altro che chiusi e anzi, proprio alla luce degli esiti elettorali, quanto mai aperti, problematicamente in discussione. C’è bisogno di un partito che non nasca da una generica e superficiale sommatoria di forze eterogenee, come teorizzato da qualcuno in questi giorni, ma che tesaurizzi la diversità, trovando nella molteplicità e nelle differenziazioni la forza, l’intelligenza, la capacità di giungere in tempi brevi alla definizione di un programma che, ben oltre la contingenza, disegni, a partire dall’immediato, la strada per condurre il paese fuori dal baratro antidemocratico e incostituzionale in cui versa. I temi su cui confrontarsi non mancano. Senza alcuna presunzione, al contrario, con l’umiltà e la fermezza che da sempre caratterizzano le nostra scelte gandhiane, nonviolente, pensiamo che il Pd non possa permettersi il lusso (ma forse sarebbe meglio dire "la debolezza") di privarsi dell’apporto radicale, a meno che abbia già deciso di accettare supinamente il gioco di rimessa imposto dall’attuale maggioranza e (in)seguire e perseguire prassi politiche suicidali. È vero, ce ne rendiamo conto, non è facile. Tuttavia è doveroso tentare di rendere fecondo un dialogo che, nonostante abbia avuto e abbia accenti parossistici, non può essere pregiudizialmente reciso. Con o senza i radicali, il Pd sarà, infatti, chiamato a riflettere innanzitutto sul proprio statuto, se vorrà continuare ad essere un partito di apparati oppure abbracciare davvero la via di un rinnovamento sostanziale e non di mera facciata, se vorrà limitarsi a cavalcare (inutili e controproducenti) ondate emotive, magari dettate da gossip giornalistici, oppure optare per una consapevole, motivata, matura, resistenza che sia preludio di liberazione e, quindi, di assunzione di responsabilità governativa. È innegabile che il Pd sia di fronte a un guado. Deve, cioè, pronunciarsi, decidere se intende proseguire a cavalcare l’effimero e lasciarsi, quindi, trascinare e pesantemente condizionare da un lato da pericolosissime derive populiste e dall altro da venefici rigurgiti passatisti, conservatori oppure se incamminarsi verso la creazione di una società aperta, nel solco tracciato da europeisti come Altiero Spinelli e da portatori di visioni e speranze innovative come Aldo Capitivi e Danilo Dolci. - Con o senza i radicali, il Pd dovrà dire a se stesso e al paese se continuare a praticare o no il cerchiobottismo sui diritti civili, sull’immigrazione, sulla questione energetica, sull’adeguamento dello statuto dei lavoratori e del trattamento pensionistico alle mutate condizioni e alla diversa composizione anagrafica del paese, su modelli e comportamenti di vita ecocompatibili, sui cambiamenti geopolitici che si stanno vèrificando con vertiginosa, impressionante, accelerazione. Con o senza i radicali, certo. Franceschini, ci mancherebbe pure, è libero di fare le valutazioni che riterrà più opportune ma rifletta un attimo, non sprechi istintivamente, per tatticismo o mera irragionevole idiosincrasia nei confronti del nostro modo di concepire la politica, dì esserci, la possibilità che offriamo a lui e a chiunque si senta coinvolto nell’elaborazione di un progetto riformatore. Venga a Chianciano e si apra senza preconcetti, senza remore, senza infingimenti. Noi lo aspettiamo per lavorare insieme.

  10. #10
    più unico che raro
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    la solita fuffa...tanta aria fritta...

 

 
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