Terzo polo/ Sbarbati lascia Pd e aderisce a Udc-Svp-Autonomie - Politica - Virgilio Notizie
Leggete e orripilate !ncav:


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La mastellizzazione della Sbarbati !![]()


Non conosco nello specifico le ragioni legate alla scelta del gruppo udc che però immagino siano-almeno prevalentemente- di carattere per così dire tecnico, legato cioè ai meccanismi regolamentari che sovrintendono il funzionamento del Senato.
Mi interessa di più invece,il riferimento che leggo nel comunicato, relativo alla ricomposizione della diaspora repubblicani(leggasi ritorno della Sbarbati e dei sopravvissuti dell'MRE nel PRI)nell'ottica di un centro che abbia anche una sua caratterizzazione liberal-democratica.
Uhmmm....:mmm:
Necessaria e propedeutica a questo discorso per ciò che concerne il ruolo che la parlamentare Sbarbati può svolgere,era comunque una sua scelta di spezzare in termini inequivocabili e definitivi, qualsiasi legame di appartenenza o di identificazione con il PD da parte sua e del movimento che presiede.
Questo passo la Sbarbati lo ha fatto.E' già di per se una buona notizia.
Ultima modifica di lincoln; 28-04-10 alle 14:31


sta circolando un'altra voce sul futuro politico della Sbarbati; voce che la ricollocherebbe pienamente nel campo del centro-sinistra. L'iscrizione al gruppo misto, potrebbe essere una necessità tecnico-finanziaria.
Ultima modifica di edera rossa; 28-04-10 alle 22:35
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
http://www.novefebbraio.it/


ad onor del vero la senatrice ha riconfermato la posizione di opposizione all' attuale maggioranza.
Comunque in rete si trovano notizie su una precedente trattativa per l' ingresso nella giunta delle Marche e conseguente abbandono del Senato.
Tra la trattativa si sarebbe arenata sull' ipotesi di una staffetta a metà legislatura con i socialisti.
Spezzoni repubblicani, la sen Sbarbati entra nel gruppo UDC | novefebbraio.it
se tutto ciò fosse vero ( la prudenza è d'obbligo) a mio avviso la senatrice avrebbe fatto bene a rifiutare la proposta , lascia un pò perplessi , però , la tempistica dell' uscita dal gruppo.


DICE LA SBARBATI
"La decisione di lasciare il gruppo del Partito Democratico viene da lontano. Nel corso di questi anni è apparso sempre più chiaro che il PD che si è risolto nell'incontro di vertice tra un'area del mondo cattolico e la vecchia tradizione marxista. La tenaglia tra ex DS ed ex DL esclude proprio quelle culture e quella visione politica che si riassumono nella democrazia liberale e che sono alla base delle moderne società occidentali. In queste condizioni, e dopo tante e sofferte battaglie, ho deciso di riprendere l'autonomia dell'MRE."
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Complimenti all'on.Sbarbati che ha impiegato quasi dieci anni per capire quello che i repubblicani hanno sempre sostenuto sui partiti emanazione degli ex PCI e che era talmente evidente da poter essere visto anche da un cieco.
Siccome però la signora ce la ritroveremo nel PRI,facciamo pure volentieri finta di credere che se ne sia accorta soltanto ora.Parigi val bene una messa come si dice...
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Aggiunge la Sbarbati;
"Ma c'è anche un'altra ragione che mi spinge in questa direzione. Il sistema bipolare (divenuto bipartitico di fatto), così come è stato costruito in Italia, produce solo guasti sistemici; e una endemica inadeguatezza della politica nella sua esigenza di fondo, che è quella di confrontarsi con i problemi del Paese. Sono in molti, nell'uno come nell'altro schieramento, che ne vanno prendendo atto. E allora è venuto il momento di superare questa visione miope e costrittiva della vita politica, di tornare a guardare e a collegarsi con le grandi famiglie politiche della tradizione europea; di ridare identità e ruoli definiti ai partiti che cercano il consenso e si candidano a governare forti di cultura e tradizione democratica" spiega Sbarbati.
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Ancora vivi complimenti all'on.Sbarbati che dopo essere uscita dal PRI facendo una scelta in nome del bipolarismo e dopo aver sostenuto l'idea dell'Ulivo prima e del partito unico poi al punto da annullarcisi,ora scopre i guasti del bipolarismo e del bipartitismo.Ed insieme a quelli scopre o riscopre la tradizione plurale delle famiglie politiche europee ed in specie quella liberaldemocratica,la stessa che qualche anno fa secondo lei,in Italia doveva annullarsi nel calderone post-comunista.
Va beh,si vede che la Sbarbati è stata dalle parti di Damasco...
E poi com'è che si dice?Meglio tardi che mai.
Ultima modifica di lincoln; 29-04-10 alle 14:15


Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi


credevo che le trattative con il pd delle Marche fosse successivo al cambio di gruppo alla camera; così è più logico, ma da un bel po' di tempo è piuttosto difficile capire le logiche della on. Sbarbati.
Avrebbe potuto scegliere il gruppo misto di cui fanno parte anche gli ex presidenti della repubblica; ma, per una che alle feste del MRE si esibiva in canti anticlericali, aderire al gruppo di cui fa parte anche l'Udc è certamente più coerente.
Ultima modifica di edera rossa; 30-04-10 alle 00:15
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
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La discussione continua sia su novefebbraio che su facebook
LA DISCUSSIONE IN FAMIGLIA SUGLI SPEZZONI REPUBBLICANI | novefebbraio.it


Intervista a LUCIANA SBARBATI di Nicola Maranesi
30/04/2010
LUCIANA SBARBATI, SENATRICE REPUBBLICANA APPENA USCITA DAL GRUPPO DEL PD
La Discussione, 30 aprile 2010
«Non sono entrata nell’Udc, ma farò il Centro»
I contatti con Casini e l’attenzione per Fini: «Mi piace molto la strada che ha imboccato»
Sì, ha lasciato il gruppo del Partito democratico. No, non è entrata in quello dell’Udc (anche perché a palazzo Madama i centristi non hanno un gruppo loro). Sì, parteciperà alla Costituente di Centro, quindi un domani potrebbe ritrovarsi gomito a gomito con il partito di Pierferdinando Casini, e non solo.
Parliamo della senatrice Luciana Sbarbati, leader del Movimento Repubblicani Europei, che in questi giorni è stata al centro delle cronache politiche per un presunto, audace, salto mortale partitico.
Gli osservatori politici erano rimasti a bocca aperta perché proprio lei, bandiera laica-repubblicana, aveva deciso di transitare dai democratici ai cattolici dell’Unione di centro.
«Non è così - smentisce Sbarbati - ho semplicemente aderito al gruppo che al Senato è denominato Udc, Svp, Io Sud e Autonomie, ma non sono entrata nel partito di Casini. Con quelle sigle condivido la lotta contro il governo, e non sono andata nel Misto solo perché lì avrei trovato componenti governative».
Facciamo un po’ di chiarezza. Lei ha criticato la «tenaglia» tra ex Ds e ex Dl che strozza le altre culture del Pd. Ha attaccato il bipolarismo italiano e ha auspicato la creazione di un terzo polo di centro liberaldemocratico.
Parliamo delle stesso terzo polo che dovrebbe nascere intorno all’Udc di Casini?
Credo proprio di sì. Con il MRE ora percorreremo una strada autonoma, ma non escludo alleanze per realizzare il nostro progetto che è quello di spiazzare il bipolarismo, che non rappresenta tutte le culture italiane e che alle ultime elezioni a spinto verso il non voto diciotto milioni di persone.
Laici e cattolici insieme. È possibile?
Certamente, anzi io vedo con favore un nuovo incontro tra laici e cattolici in questo terzo polo, basato sui contenuti e su un dialogo politico molto più alto di quello degli ultimi anni.
Le ultime convivenze partitiche tra laici e cattolici sono andate male. Perché nel Centro dovrebbero starci serenamente?
Con la tolleranza e il rispetto delle posizioni reciproche si può convivere con chiunque. Essere laici in politica non vuol dire essere antireligiosi, vuol dire offrire risposte a tutti, credenti e non credenti. Vuol dire essere imparziali, come ogni uomo politico dovrebbe essere quando tratta questioni di interesse generale.
Sono posizioni molto assonanti con quelle di Gianfranco Fini.
Il presidente della Camera ha imboccato una strada che a me piace molto, con la difesa della Costituzione e delle prerogative del Parlamento, con la difesa della laicità dello Stato. Il suo è un percorso che va guardato con molta attenzione.
Udc, Rutelli, Fini, voi. Chi altro ci sarà nella Costituente di Centro?
Non glielo so dire, non so nemmeno se ci saranno gli esponenti che ha citato. Non mancherà certamente chiunque abbia già manifestato la sua insofferenza nei confronti di questo bipolarismo.
Quando inizierà la fase calda della Costituente?
Spero da subito, perché non possiamo finire a ridosso della fase elettorale. Noi intanto stiamo ricomponendo la diaspora repubblicana, faremo un congresso a settembre o ottobre.