Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    463
     Likes dati
    0
     Like avuti
    14
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito LA TRANSIZIONE IN MOVIMENTO.

    N.21 del 29 maggio 2011
    I casi Pisapia e De Magistris
    Bobo Craxi - Un voto per cambiare
    mercoledì 25 maggio 2011 l'avanti della domenica

    Milano per quasi un secolo, fatto salvo la parentesi del ventennio, i sindaci cattolici e laici durante il centro-sinistra degli anni sessanta e l’ultima parte post-Mani pulite, ha avuto Sindaci di limpida tradizione socialista e riformista; per questa ragione non c’è da stupirsi se la tendenza e l’orientamento del voto della città considerata capitale economica del Paese in questa tornata, sembra voltarsi nuovamente verso un’opzione di sinistra.
    Nella riproposizione di un uomo della sinistra alla guida della città certamente si deve scontare il fatto che i partiti storici e le loro classi dirigenti non hanno saputo riprodursi né in termini di consenso elettorale né nella tradizionale capacità di guida culturale e politica della città. Al populismo di destra si è via via affermato un simmetrico populismo di sinistra che di fatto domina ed orienta il quadro politico milanese.
    La candidatura di Pisapia che nacque di fatto dal ventre di questa cultura è però tuttavia quella che più si è avvicinata in questi anni alla scelta più tradizionale di uomo proveniente dalle fila dei Partiti old-style ed è per sua esperienza personale la candidatura più garantista che la Milano delle Mani pulite abbia saputo esprimere. Apparentemente una contraddizione se si pensa che nella Capitale del Sud, Napoli, rischia di sfondare l’epigono più recente del Di Pietro d’annata ovverossia De Magistris, ma i miasmi che determinano questi rischi d’involuzione populista a contrario significano in realtà che c’è anche in Italia una spinta verso il cambiamento e che questa non vien raccolta dai settori progressisti più tradizionali ma da figure e contro-figure che ritarderanno la vera e propria necessaria svolta verso una democrazia meglio organizzata ed una classe dirigente rinnovata che con sobrietà cerchi di padroneggiare le insidie che si nascondono dietro la crisi economica tutt’altro che superata e risolta.
    C’è un vento che spira verso il cambiamento purchessia, e fanno leva su questo anche le forze che interpretano i tempi che stanno cambiando invocando paure e insidie di una politica che non sappia intercettare o meglio, prevedere e governare i cambiamenti.
    Finiscono i cicli politici (anche in Spagna) di chiunque abbia cercato di tenere nascosta la crisi o di chi ha prodotto solo demagogia e confusione attirandosi la critica da settori tutelati e più svantaggiati della società. In tempi di risorse scarse strombazzare Riforme “epocali” in ogni settore della società significa non avere compreso che la ristrutturazione economica e sociale di un paese non può non partire da forte e significativo percorso condiviso, che impegni forze anche diverse ma votate significativamente alla svolta ed al cambiamento anche sapendo rinunciare alle proprie rendite di posizione. Tutto il contrario della risibile e pantomimica compagnia dei “responsabili”, gabellati come dei salvatori della patria berlusconiana e vero e proprio tumore partitocratico della Seconda repubblica che è riuscita a partorire l’ennesimo mostro politico.
    Il voto di domenica è destinato ad accelerare il mutamento di questo stato di cose, chi vi ha contribuito come noi socialisti in parte minima ma significativa, sa che il terreno dove si praticherà la vera svolta è quella della costruzione di una reale e convincente alternativa democratica di governo. In essa si possono riconoscere in tanti, nell’alternative nel cambiamento si misura anche la capacità socialista di tenuta della propria tradizione e di concreto ripensamento della turbolente fase che stiamo attraversando in Europa e nel Mediterraneo. Solo una salda offerta politica, scevra da illusionismi e da demagogie può allontanare il rischio di una svolta politica nel paese che sia culturalmente ancora più a destra del populismo di Berlusconi; Perché ciò avvenga è necessario combattere anche nella sinistra per far prevale le idee e le risorse di un socialismo moderno adatto ai nostri tempi.
    Per questa ragione se i cambiamenti in atto nelle grandi città daranno un segnale in questa direzione non dovremo giudicare gli aspetti negativi, che non mancano, dell’affermazione del blocco progressista ma lavorare per affiancare e promuovere nuove figure che temperino e modellino la risposta politica da sinistra per governare i nuovi problemi della società italiana; In questo sta anche il compito della presenza politica organizzata dei socialisti in Italia.

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    463
     Likes dati
    0
     Like avuti
    14
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: LA TRANSIZIONE IN MOVIMENTO.

    N.21 del 29 maggio 2011
    29 e 30 maggio I ballottaggi per le amministrative - Napoli
    Marco Di Lello - Bere o affogare
    mercoledì 25 maggio 2011
    Marco Di Lello

    Ci sono molte ragione per non votare De Magistris, altre per impedire che la destra di Berlusconi, che a Napoli si chiama Cosentino, rimandi in onda, 40 anni dopo, una riedizione di Mani sulla Città.
    Nell’incertezza dell’esito del ballottaggio un dato è già emerso al primo turno: a Napoli i riformisti hanno perso, con i socialisti tra questi, e dunque non saranno rappresentati al ballottaggio.
    Onore a De Magistris che è riuscito meglio di tutti ad entrare in sintonia con la città, ma le sue idee sono molto, troppo distanti da quell’idea di socialismo laico, liberale e libertario, da quella pratica riformista che riteniamo necessaria per governare il Paese ed una grande città dai mille problemi come Napoli: perciò, fossimo pure da soli, comunque vada a Napoli, da sinistra, saremo politicamente all’opposizione, ma impegnati per la ricostruzione di un’area riformista bocciata dagli elettori per i tanti errori commessi in questi anni, che pure, inascoltati, per tempo abbiamo provato a denunciare.
    Potremmo tranquillamente saltare sul carro vincente, sport molto in voga in questo Paese, e sostenere De Magistris probabile vincitore, ma se ragionassimo in base alle mere convenienze personali avremmo da tempo fatto altre scelte piuttosto che difendere in un piccolo partito una grande cultura, quella socialista, che il Paese sembra aver dimenticato.
    Democrazia rappresentativa piuttosto che populismo, urbanistica contrattata anziché vincolistica, ciclo integrato dei rifiuti in risposta allo slogan “rifiuti zero”, sono questioni dirimenti che impediscono a chiunque si definisca riformista di sostenere più o meno convintamente, il programma di De Magistris.
    Ma non ci sfuggono le ragioni di chi ritiene prioritario battere Berlusconi, che è anche la nostra priorità per il bene del Paese, e per il nostro più ambizioso obiettivo, quello di dar vita anche in Italia ad una grande forza del socialismo europeo, unendo il Pd, Sel ed i socialisti, ma anche laici, liberali di sinistra, associazioni circoli e movimenti di matrice riformista,come seppe fare Mitterand in Francia nel ’71, ed anche per questo i socialisti non si sottrarranno al dovere di votare.
    “Ex malo bono”: la crisi che vivono queste forze non solo a Napoli, ma in gran parte della Campania, in Calabria, in Sicilia, finanche nel piccolo Molise può paradossalmente rappresentare un’opportunità per costruire un nuovo meridionalismo non più piagnone, ma capace di far crescere il Sud con le proprie gambe e ridar forza ad una cultura che resta fondamentale per governare.
    Ps: Il 30 maggio contiamo di festeggiare a Melfi l’elezione a sindaco di Livio Valvano: proprio di Melfi, nel centro della Lucania assurto a capitale del lavoro post fordista, simbolo della difesa dei diritti dei lavoratori in una società sempre più globalizzata, che sceglie di farsi guidare da un sindaco socialista, potremmo fare la nostra Epinay e lanciare la sfida del governo dell’Italia.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    463
     Likes dati
    0
     Like avuti
    14
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: LA TRANSIZIONE IN MOVIMENTO.

    Pisapia, la grande alleanzadi Claudio Lindner Nella capitale economica d'Italia si è creata un'intesa mai vista prima: tra la borghesia degli affari, i cattolici di base, le partite Iva, gli ambientalisti e il popolo dell'antimafia. Un modello trasversale per l'Italia di domani?
    (27 maggio 2011) Da sinistra: Stefano Boeri, Giuliano Pisapia, Don Andrea GalloRossana Galli, Signora incontrastata della Galleria famosa in tutto il mondo, ne ha le tasche piene. Ha assimilato male il quinquennio Moratti. "E' passata qui con il ministro Tremonti il giovedì del primo turno elettorale. Hanno ordinato un caffè, confabulato un po' tra loro e via...". E l'"estremista" Giuliano Pisapia? "Una persona umile, che è venuta ad ascoltare esigenze e richieste.

    Non pretendiamo nulla, solo garanzie di continuità per le nostre botteghe". Lei è la proprietaria del Ristorante Galleria, neppure cento passi da Palazzo Marino, regno di Lady Letizia, e presiede l'associazione Salotto di Milano. Difende gli interessi dei negozianti dell'Ottagono. Dalla storica argenteria Bernasconi alla camiceria Cadè, da Tod's a Swarovski ai vari ristoranti, Savini incluso. "Abbiamo proposto di partecipare alla ripavimentazione della Galleria (appena partita) in cambio di certezze sulla concessione, senza agevolazioni o sconti. Niente, non hanno accettato. E poi il centro è morto la sera, va rivitalizzato. Da tempo chiediamo un centro informazioni per i turisti. Niente". L'elenco delle lamentele potrebbe continuare. Anche qui, nel cuore di Milano, la Moratti si prende il cartelllino rosso, mentre Pisapia suscita almeno curiosità.

    La frustrazione della città per il sindaco uscente è diffusa. Capillare. Che questo si traduca il 29 e 30 maggio in un'altra cavalcata trionfante per il sorprendente Pisapia lo si saprà solo lunedì sera. Certo è che Pdl e Lega hanno preso male la batosta giocandosi un secondo tempo senza esclusione di colpi. Ma anche con profonde divisioni al loro interno. La Moratti, il cui volto è sparito guarda caso dai manifesti affissi nel rush per il ballottaggio, ha fatto retromarcia sull'Ecopass, ha promesso parcheggi gratuiti nelle strisce blu, sanatorie sulle multe e altre diavolerie. Una specie di voto di scambio ambrosiano: tu mi voti e io ti lascio fare con l'auto quello che vuoi. Annuncia di voler inserire nella sua squadra Maurizio Lupi e il ministro La Russa. Chiede aiuto all'ex sindaco Albertini. Berlusconi e Bossi l'hanno sostenuta, non sempre convinti, con proclami e sparate populist sui rischi Zingaropoli e Moschea. A giudicare però dalla montante partecipazione "arancione" il colpaccio sotto la Madonnina non sembra azzardato. Ma chi ha aperto la breccia di Pisapia?

    IL CANDIDATO TRASVERSALE
    La capacità di ascoltare e parlare con tutte le anime della città, in altre parole la buona vecchia politica, è l'asso nella manica giocato dall'avvocato. Basta guardare i risultati delle zone il 16 maggio: nove a zero per Pisapia. Pure il centro storico, tradizionale baluardo del centrodestra. La sua alleanza, a partire dal Pd, ha conquistato tutti i presidenti di zona, una scommessa rilevante volendo lui delegare e ridare smalto al ruolo dei quartieri. La trasversalità si identifica bene con l'iniziativa avviata da Piero Bassetti con il Gruppo 51 per cento. "Tutto è nato quasi per caso", racconta l'ex presidente democristiano della Regione Lombardia, assessore al Bilancio di Milano negli anni del boom economico, "e lui è la persona giusta per creare una coalizione nuova, dopo la fine dei partiti e delle parti, delle ideologie e delle classi".

    Bassetti guida una lunga lista di sostenitori. Banchieri come Alessandro Profumo e Piero Schlesinger, dirigenti sanitari come Alessandra Kusterman, direttore del reparto di ginecologia della Mangiagalli, e Luciano Gattinoni, economisti e professori universitari, tanti avvocati, dalla matrimonialista Laura Hoesch a Ludovico Isolabella, da Cesare Degli Occhi all'ex Forza Italia Vittorio Dotti a Franco Rossi Galante, testimonial di un video che impazza su YouTube. Ma ci sono anche socialisti come Michele Achilli e Mario Artali, altri due ex di Forza Italia come Umberto Giovine e Dario Rivolta, terzopolisti come Bruno Tabacci e Sara Giudice, la giovane anti-Minetti. E' quasi incredulo Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, che parla di Fattore P: "Pisapia, come Prodi e Penati, arriva al momento giusto per un centrosinistra che a Milano ha sofferto per anni una cultura minoritaria". l'espresso

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    463
     Likes dati
    0
     Like avuti
    14
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: LA TRANSIZIONE IN MOVIMENTO.

    Commenta MilanoPisapia, la grande alleanzadi Claudio Lindner (27 maggio 2011)

    PROFESSIONISTI E POPOLO IVA
    Martedì 24 maggio ore 8,30. Nell'agenda di Pisapia una prima colazione "difficile". Con i rappresentanti dei commercianti di Corso Buenos Aires, via Padova, i Navigli, via Sarpi, vere e proprie trincee. C'è chi chiede lotta all'abusivismo ("Si ricorda quando fu multata una cliente che aveva appena comprato una borsa contraffatta? Finì sui giornali, ma fu l'unico caso..."). Chi rivendica più sicurezza e chi ironizza sulle isole pedonali inventate senza parcheggi vicini o parcheggi enormi e inutili. Chi vorrebbe la liberalizzazione degli orari. Pisapia prende nota. Ricorda di essere il primo a voler le regole rispettate in città. E rassicura: con il previsto ribaltone dell'organizzazione comunale, meno assessorati ma più deleghe per settori e temi, i commercianti avranno un interlocutore presente e continuo. Il popolo delle partite Iva sembra volerlo ascoltare. Secondo una ricerca circolata dopo il primo turno, il leader "arancione" prende voti dai ceti produttivi, sia tra i lavoratori dipendenti (esito più prevedibile), sia tra gli autonomi, dove raccoglie il 52,1 per cento dei consensi contro il 35,9 del sindaco.

    C'è poi il "partito degli avvocati". Qui gioca in casa. Lodovico Isolabella, penalista di fama, si definisce monarchico, cattolico integralista e ammette di aver votato la Moratti nel 2006. Ora lui e il collega di studio Umberto Ambrosoli (figlio di Giorgio) stanno con Pisapia: "Giuliano mi ricorda due grandi sindaci del passato. Antonio Greppi, socialista lombardiano che fece risorgere Milano dopo la Liberazione, e Giorgio La Pira, sostanzialmente cristiano, vicino a Fanfani e sindaco di Firenze negli anni Cinquanta. Anime ed esperienze diverse, ma entrambi con un rigoroso rispetto per il pluralismo e i valori degli altri. Molti si vogliono appropriare di Pisapia, ma credo proprio che lui non si farà appropriare da nessuno". Un gruppo di avvocati ha comprato lo spazio sul "Corriere della Sera" per un appello a favore del collega. Hanno avuto la stessa idea Francesco Tundo, docente universitario e fiscalista, e Mario Tomasoni, amministratore delegato di una multinazionale. Con un centinaio di adesioni.

    Giovedì 19 maggio Francesco Micheli ha riunito per un pranzo a casa sua una dozzina di esponenti dell'establishment ambrosiano. Della più diversa provenienza e simpatia politica. A colloquiare con Pisapia c'erano Umberto Veronesi, Carlo Feltrinelli, Corrado Passera, l'assicuratore Tomaso Cucchiani, l'immobiliarista Manfredi Catella, la regina del giornalismo di moda Franca Sozzani e altri ancora. La prima domanda è di Passera: cosa fare per l'emergenza lavoro? "Creare un raccordo tra le tre principali università, i centri di ricerca e altre realtà per individuare dove sono le opportunità di lavoro. Mettere tutti attorno a più tavoli, il sindaco lo può fare". La maratona "borghese" non si ferma a casa Micheli. Pisapia è passato sotto il torchio dell'Assolombarda, dello Studio Ambrosetti, del Rotary di via Manzoni, di farmacisti, artigiani.

    CATTOLICI IN PRIMA LINEA
    Un altro pezzo di Milano che ha voltato le spalle al sindaco del centrodestra è il mondo cattolico (non tutto naturalmente), esasperato dai toni aspri della campagna elettorale e soprattutto dall'atteggiamento non inclusivo verso gli immigrati. Il primo è il cardinale Tettamanzi. Lui non si è mai espresso, né può farlo, ma i duelli a distanza con la Moratti sui campi rom e l'immigrazione parlano chiaro. Quasi alla vigilia del voto è stato oggetto di un violento attacco da parte del direttore del "Giornale", Alessandro Sallusti, che lo ha accusato di ambiguità, di "non aver dato indicazioni al suo gregge". La Cei ha subito difeso Tettamanzi (peraltro certo non preoccupato) e ha dato un via libera alla moschea milanese.

    "La stessa Curia non vede di malocchio Pisapia", suggerisce Isolabella. Schierato apertamente con il candidato di centrosinistra è don Virginio Colmegna, direttore della Casa della carità, appoggiato da decine di sacerdoti ed esponenti cattolici che hanno sottoscritto un documento sin dal primo turno. Adesioni arrivano dalle Acli. Sul fronte opposto Comunione e liberazione. Nell'ultima domenica disponibile i ciellini hanno battuto chiese e oratori, per far votare la Moratti. Non sempre sono stati accolti bene. Anzi. Secondo Isolabella "Cl si chiude nel suo Aventino, segue un imperialismo cattolico, crede che il potere sia il modo per divulgare il pensiero cristiano". l'espresso

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    463
     Likes dati
    0
     Like avuti
    14
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: LA TRANSIZIONE IN MOVIMENTO.

    Commenta MilanoPisapia, la grande alleanzadi Claudio Lindner (27 maggio 2011)

    ANTENNE ANTIMAFIA
    Se l'adesione del mondo cattolico appare oltre ogni previsione, più scontato è l'appoggio di chi teme l'assalto a Milano della criminalità organizzata. Moratti disse no alla Commissione antimafia in Comune, mentre per Pisapia è una delle prime cose da fare. Presidente potrebbe essere il costituzionalista Valerio Onida. Le inchieste dei magistrati danno un quadro inquietante. Ma il vero problema sarà l'Expo. Il programma dello sfidante prevede regole più stringenti sulla selezione delle imprese, per base d'asta superiore a 1,5 milioni di euro, come già fatto dalla Provincia di Milano a partire dal 2008. Iniziativa molto apprezzata per esempio da Ezio Melzi, direttore generale della Bravo Solutions, una società che gestisce i processi di aggiudicazione. "La tecnologia consente più trasparenza ai vari livelli e impedisce l'accesso della criminalità organizzata alle grandi opere". Donato Masciandaro, docente alla Bocconi di regolazione dei mercati finanziari legali e illegali, nonché direttore del Centro Paolo Baffi, conviene sul maggior impegno di Pisapia e suggerisce in alternativa un Commissario antimafia ("Il termine Commissione evoca un organismo autorevole ma impotente"), indipendente, "in grado di dare indicazioni concrete a favore della massima trasparenza e abbassare il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata".

    UN MODELLO ESPORTABILE?
    Nel centrosinistra ci si chiede se il Modello Pisapia, sempre che al ballottaggio confermi il successo del primo turno, sia applicabile a livello nazionale. "La sua vittoria", commenta Martina, "può far fare un salto di qualità al centrosinistra, bisognerà ancorarla nel medio e lungo periodo e maturare una cultura di governo. Certo sono finiti i tempi dei personalismi e dei populismi esasperati". Bassetti è più scettico, "forse è emulabile al Nord, ma in Italia rischia di diventare una brutta copia", e sottolinea anche la novità napoletana, sia pur molto diversa, di De Magistris. "Sa qual è la verità? Che Roma non è più capitale né di Milano né di Napoli". l'espresso

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    463
     Likes dati
    0
     Like avuti
    14
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: LA TRANSIZIONE IN MOVIMENTO.

    Quando Bersani disse agli Usa:
    'Il futuro sarà nucleare'Nel novembre l'allora responsabile dello Sviluppo Economico incontra il ministro dell'energia Usa. Assicurandogli che il programma atomico italiano "è solo sospeso, non chiuso». E al termine firma un accordo che «può cambiare l'atteggiamento degli italiani verso le centrali»

    TAG: Pier Luigi Bersani
    nucleare
    Pd


    CODICE DATA CLASSIFICAZIONE FONTE
    07ROME2438 7/12/2007 UNCLASSIFIED Embassy Rome
    VZCZCXYZ0002
    PP RUEHWEB

    DE RUEHRO #2438/01 3411151
    ZNR UUUUU ZZH
    P 071151Z DEC 07
    FM AMEMBASSY ROME
    TO RHEBAAA/DEPT OF ENERGY WASHDC PRIORITY
    RUEHC/SECSTATE WASHDC PRIORITY 9505
    INFO RUEHBS/AMEMBASSY BRUSSELS PRIORITY 1734
    UNCLAS ROME 002438

    SIPDIS

    SIPDIS

    DEPARTMENT PASS TO DOE
    DEPARTMENT FOR L/T
    BRUSSELS FOR USEU - THOMAS SMITHAM

    E.O. 12958: N/A
    TAGS: ENRG, PREL, IT


    OGGETTO: IL SEGRETARIO BODMAN E IL MINISTRO ITALIANO FIRMANO ACCORDI SU RICERCA E SVILUPPO NEL SETTORE ENERGETICO E SULLA PARTNERSHIP GLOBALE SULL’ENERGIA NUCLEARE (GNEP)


    RIF: ROME 2317

    1. (U) Sommario: In un incontro del 13 novembre il Segretario all’Energia e il Ministro italiano dello Sviluppo Economico Bersani hanno discusso il futuro dell’energia nucleare in Italia, la Partnership Globale sull’Energia Nucleare (GNEP) e la cooperazione bilaterale sulla ricerca e sviluppo in campo energetico. Bersani ha firmato la Dichiarazione di Principi sulla GNEP alla fine dell’incontro. Bodman e Bersani hanno anche firmato un accordo bilaterale sulla cooperazione nella ricerca e sviluppo (testo al paragrafo 5). Fine sommario.

    2. (U) Il Ministro Bersani ha aperto l’incontro dando il benvenuto al Segretario Bodman e dichiarandosi pronto a firmare l’accordo bilaterale e Dichiarazione di Principi sulla GNEP. Bersani ha osservato che l’accordo copre “le tecnologie energetiche più significative” e produrrà risultati concreti. Ha detto che c’è bisogno di trovare nuove soluzioni alle sfide energetiche che si trovano di fronte la UE e gli Stati Uniti e che il carbone pulito e l’energia nucleare probabilmente avranno un ruolo importante nel soddisfare le future necessità energetiche. Riferendosi al referendum del 1987 che aveva di fatto bandito la generazione di energia nucleare in Italia ha detto che l’ “Italia non è esclusa dalla generazione di energia nucleare, è stato solo sospesa”. Secondo Bersabni la GNEP può giocare un ruolo importante nel modificare gli atteggiamenti italiani nei confronti dell’energia nucleare.


    3. (U) Il Segretario Bodman ha fatto notare la necessità far seguire azioni concrete alla firma dell’accordo bilaterale. Ha proposto che il governo italiano invii scienziati a visitare il Laboratorio Nazionale delle Energie Rinnovabili (NREL) e il Laboratorio Nazionale della Tecnologia Energetica per conoscere le ricerche che stanno conducendo gli scienziati USA in aree coperte dall’accordo bilaterale. Bodman ha concordato sul fatto che la GNEP può giocare un ruolo importante nel superare lo scetticismo italiano nel confronti dell’energia nucleare. La domanda globale di elettricità aumenterà del 50% nel corso dei prossimi vent’anni e l’energia nucleare svolgerà un ruolo importante nel soddisfare la domanda crescente. Bodman ha sottolineato che uno degli obiettivi della GNEP è di consentire la generazione di energia nucleare limitando nel contempo le occasioni di proliferazione degli armamenti nucleari. Dopo le osservazioni di Bodman, Bersani e Bodman hanno firmato di fronte alla stampa l’accordo bilaterale e la Dichiarazione di Principi sulla GNEP.
    4. (U) In incontri separati con il capo della procedura per la Riunione dei Maggiori Economie sulla Sicurezza Energetica e il Cambiamento Climatico (MEM), dott. Valeria Termini e con dirigenti della società elettrica parastatale italiana ENEL, Assistente Vicesegretario Capo del Dipartimento dell’Energia, John Mizroch, ha dato il benvenuto alle visite di ricercatori italiani (del governo italiano o di associazioni di aziende) alle strutture del Dipartimento dell’Energia nella sua area di programma, compresa il NREL. La parte italiana, che comprendeva, in entrambi gli incontri, collaboratori dell’Ufficio del Primo Ministro, ha reagito positivamente al suggerimento di Mizroch.

    5. (U) Inizia il testo dell’accordo bilaterale sulla cooperazione nella ricerca e sviluppo in campo energetico.

    ACCORDO TRA

    IL DIPARTIMENTO DELL’ENERGIA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA

    E

    IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA REPUBBLICA ITALIANA



    NEL CAMPO DELLA RICERCA E SVILUPPO NEL SETTORE ENERGETICO

    Considerato che il Governo degli Stati Uniti d’America e il Governo della Repubblica Italiana sono parti nell’Accordo sulla Cooperazione Scientifica e Tecnologica del 1 aprile 1988, così come modificato e integrato (l’ “Accordo S & T”);

    Considerato che il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e il Ministero dell’Industria, Commercio e Artigianato della Repubblica Italiana hanno stipulato un Memorandum d’Intesa nel campo della Ricerca e Sviluppo nel settore dell’Energia il 5 dicembre 1985, inclusi gli Accordi Attuativi del 2 maggio 1990 sulla consultazione riguardo alle politiche energetiche e l’ampliamento della collaborazione congiunta e dello scambio di informazioni (di seguito “l’Accordo del 1985”) che è scaduto il 5 dicembre 1991;

    Considerato che Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e il Ministero dell’Industria, Commercio e Artigianato della Repubblica Italiana hanno stipulato un Memorandum d’Intesa il 26 maggio 1995 sulle consultazioni in politica energetica e sull’ampliamento della collaborazione congiunta e lo scambio di informazioni (di seguito l’ “accordo del 1995”) che è scaduto il 26 maggio 2005;

    Considerato che il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (di seguito “DOE”) e il Ministero dello Sviluppo Economico della Repubblica Italiana (di seguito “MSE”) (collettivamente, di seguito, “le Parti”) ritengono che le attività di cooperazione nel campo della ricerca e sviluppo, scambio di informazioni e consultazioni sulla politica energetica intraprese in conformità all’accordo del 1985, agli Accordi Attuativi del 1990 e all’accordo del 1995 sono di mutuo beneficio;

    Considerato che le Parti hanno un interesse comune a continuare le attività intraprese in conformità all’accordo del 1985, agli Accordi Attuativi del 1990 e all’accordo del 1995 e a intraprendere nuove attività di cooperazione nel campo delle ricerca e sviluppo nel settore energetico;

    Tutto ciò considerato le Parti convengono quanto segue:

    ARTICOLO I

    1. L’obiettivo della cooperazione secondo questo Accordo consiste nel:

    - continuare, a mutuo beneficio delle Parti, l’quilibrato scambio di informazioni sulla tecnologia energetica relative a vari settori energetici, quali l’energia da carbone pulito, idrogeno, l’energia nucleare, la bioenergia e altre scienze energetiche fondamentali;

    - condurre le relative ricerche e sviluppo congiunti e attività congiunte di pianificazione che saranno ulteriormente definite nel progetto allegato a questo Accordo; e

    - continuare periodiche consultazioni bilaterali sulla politica energetica attraverso riunioni annuali di sottocomitati per ciascuna delle attività programmate così come definite negli allegati a questo Accordo.


    2. Questo Accordo è soggetto al e disciplinato dall’Accordo S&T.

    ARTICOLO II

    La cooperazione in conformità a questo accordo può includere, senza esservi limitata, quanto segue:

    1. Scambio su base periodica di informazioni scientifiche e tecniche e di risultati e metodi di ricerca e sviluppo nelle modalità concordate dai Coordinatori designati dall’Articolo III;

    2. Organizzazione di seminari e di altri incontri su temi energetici concordati nelle aree enumerate nell’Articolo secondo le modalità concordate dai Coordinatori;

    3. Visite di verifica da parte di specialisti di una Parte a strutture o progetti di ricerca energetica dell’altra Parte su invito dell’istituzione ospite;

    4, Scambio di materiali, strumenti, componenti e attrezzature per la sperimentazione;

    5. Scambi di personale per la partecipazione ad attività concordate di ricerca, sviluppo, dimostrazioni, analisi, progettazione, sperimentazione e formazione;

    6. Progetti congiunti sotto forma di esperimenti, prove, analisi di progetti o altre attivitàdi collaborazione tecnica;

    7. Finanziamento congiunto di specifici progetti di ricerca e sviluppo che possono essere intrapresi in collegamento con altre organizzazioni o persone qualificate secondo le modalità concordate dai Coordinatori;

    8. Finanziamento congiunto di specifiche attività di dimostrazione e di diffusione dei risultati di tali progetti; e

    9. Altre analoghe forme di cooperazione quali possono essere proposte e concordate per iscritto tra le Parti.
    ARTICOLO III

    1. Ciascuna Parte designerà un Coordinatore per la supervisione dell’attuazione di questo Accordo. Come concordato reciprocamente, i Coordinatori si incontreranno per valutare tutti gli aspetti della cooperazione prevista da questo Accordo. Tali incontri si terranno alternativamente negli Stati Uniti e in Italia.

    2. Sotto la direzione delle Parti, i Coordinatori approveranno e verificheranno tutte le attività di cooperazione da condurre sulla base di questo Accordo.

    3- I Coordinatori esamineranno e valuteranno ogni nuova attività proposta e lo stato della cooperazione previsti da questo Accordo. Essi assicureranno anche una guida e indirizzi appropriati ai gruppi di lavoro, come definiti dall’Articolo III, paragrafo 4, e ai direttori di progetto delle attività sviluppate in conformità a questo Accordo. Se così richiesti, i Coordinatori possono consigliare le Parti riguardo ai progressi e al futuro delle attività cooperative stabilite da questo Accordo.

    4. I Coordinatori, se necessario e appropriato, creeranno gruppi di lavoro informali in ciascuna delle aree di cooperazione previste da questo Accordo per facilitare l’attuazione dei progetti che possano essere intrapresi in tali aree.

    5. Almeno annualmente, i Coordinatori informeranno il Coordinatore dell’Accordo S&T circa lo stato delle attività di collaborazione intraprese secondo questo Accordo.

    ARTICOLO IV

    1. Proposte di cooperazione in base a questo Accordo possono essere presentate ai Coordinatori per l’approvazione da ciascuna delle Parti o da loro rappresentati designati.


    2. Ciascuna attività di cooperazione identificata nell’Articolo II, paragrafi 4-8, che sia approvata dai Coordinatori sarà descritta per iscritto in un Progetto Allegato a questo Accordo. Tali Allegati conterranno procedure dettagliate per l’attuazione dell’attività di cooperazione, compreso, ma non limitatamente ad essi, i contributi di ciascuna Parte (costi e suddivisione dei costi), calendari e responsabilità di ciascuna Parte.

    3. Ciascun Progetto Allegato concluso tra le Parti sarà soggetto e riferito a questo Accordo.

    ARTICOLO V

    Le seguenti previsioni si applicheranno agli scambi di attrezzature secondo questo Acccordo:

    1. Per mutuo accordo, una Parte potrà fornire attrezzature da utilizzare in un’attività congiunta. In tal caso la Parte conferente fornirà, appena possibile, alla Parte ospite una lista dettagliata delle attrezzature e della documentazione tecnica appropriata relativa all’utilizzo, manutenzione e riparazione dell’attrezzatura.

    2. La titolarità dell’attrezzatura e delle necessarie parti di ricambio fornite dalla Parte conferente alla Parte ospite per l’utilizzo in attività congiunte rimarrà della Parte conferente e la proprietà sarà restituita alla Parte conferente al completamento dell’attività congiunta, a meno di accordi diversi.

    3. L’attrezzatura fornita in base a questo Accordo sarà resa operativa presso lo stabilimento ospite solo su accordo tra le Parti.

    4. Lo stabilimento ospite fornirà i locali necessari per l’attrezzatura, fornirà i servizi necessari quali energia elettrica, acqua e gas e normalmente fornirà i materiali da sottoporre a prova in accordo con le specifiche tecniche concordate.

    5. La responsabilità e le spese di trasporto dell’attrezzatura e dei materiali dagli Stati Uniti d’America a mezzo aereo o nave a un porto autorizzato d’ingresso in Italia adatto alla destinazione finale, e anche la responsabilità per la custodia e l’assicurazione del trasporto, rimarranno del Dipartimento dell’Energia.

    6. La responsabilità e le spese di trasporto dell’attrezzatura e dei materiali dall’Italia a mezzo aereo o nave a un porto autorizzato d’ingresso negli Stati Uniti d’America adatto alla destinazione finale, e anche la responsabilità per la custodia e l’assicurazione del trasporto, rimarranno delle organizzazioni italiane designate dal MSE per ciascun Allegato.

    7. L’attrezzatura fornita in conformità a questo Accordo per essere utilizza in attività congiunte sarà considerata di tipo scientifico e non avrà carattere commerciale.

    ARTICOLO VI


    Le seguenti previsioni si applicheranno alle assegnazioni o scambi di personale in base a questo Accordo:

    1. Ogni qualvolta sia contemplata un’assegnazione o uno scambio di personale, ciascuna Parte garantirà la selezione di personale qualificato con le capacità e l’esperienza necessarie per condurre le attività pianificate in base a questo Accordo. Ciascuna di tali assegnazioni o scambi di personale sarà concordata mutuamente in anticipo mediante uno scambio di lettere tra le Parti, con riferimento a questo Accordo alle pertinenti previsioni riguardanti la proprietà intellettuale.
    2. La Parte mittente sarà responsabile dei salari, delle assicurazioni e delle indennità da corrispondersi a tale personale o ai suoi appaltatori.

    3. La Parte mittente pagherà il viaggio e le spese di vitto del suo personale o dei suoi appaltatori durante il loro soggiorno presso lo stabilimento della Parte ospite, salvo che non sia concordato diversamente.

    4. La Parte ospita assisterà nell’individuare alloggi adeguati per il personale della Parte mittente o dei suoi appaltatori (e delle loro famiglie) su una base di mutua soddisfazione e reciprocità.

    5. La Parte ospite fornirà tutta l’assistenza necessaria al personale della Parte mittente o ai suoi appaltatori per quanto riguarda le formalità amministrative, quali l’organizzazione dei viaggi.

    6. La Parte mittente informerà il proprio personale e i propri appaltatori della necessità di adeguarsi alle norme generali di lavoro e alle regole di sicurezza in vigore presso lo stabilimento ospite.

    ARTICOLO VII

    1. Salvo che sia altrimenti concordato, tutti i costi derivanti dalla cooperazione in base a questo Accordo saranno responsabilità della parte che vi incorre.

    2. Ciascuna Parte condurrà le attività previste dal questo Accordo, e dai suoi Allegati, nel rispetto delle proprie leggi e regolamenti applicabili; le attività in base e in funzione di questo Accordo e degli Allegati saranno subordinate alla disponibilità di fondi appropriati.


    ARTICOLO VIII

    Tutte le informazioni, il materiale e le attrezzature trasferite in base a questo Accordo e a ogni Allegato relativo saranno appropriati e accurati al meglio della conoscenza e della convinzione della Parte trasferente, ma la Parte trasferente non garantisce l’idoneità delle informazioni, materiale o attrezzature trasferite in rapporto a ogni uso o applicazione particolare ad opera della Parte ricevente o di qualsiasi parte terza. Le informazioni, il materiale o le attrezzature sviluppati congiuntamente dalle Parti saranno appropriati e accurati al meglio della conoscenza e della convinzione delle Parti che li sviluppano. Nessuna Parte garantisce l’accuratezza delle informazioni sviluppate congiuntamente o l’idoneità del materiale o delle attrezzature per ogni uso o applicazione particolare ad opera di qualsiasi Parte o di qualsiasi parte terza.

    ARTICOLO IX

    1. Questo Accordo entrerà in vigore all’atto della sua firma e rimarrà in vigore per cinque (5) anni. L’Accordo sarà rinnovato automaticamente per un ulteriore periodo di cinque anni salvo che una delle Parti non informi per iscritto l’altra almeno sei (6) mesi prima della data di scadenza.

    2. Questo Accordo può essere modificato o ampliato mediante accordo scritto tra le Parti.
    3. Questo Accordo può essere rescisso da ciascuna delle parti con un preavviso scritto di un (1) anno.

    4. Tutti gli sforzi e gli esperimenti congiunti non completati alla scadenza o alla data di rescissione di questo Accordo possono essere proseguiti fino al loro completamento secondo i termini di questo Accordo.

    FATTO a Roma, oggi, tredicesimo giorno di Novembre 2007, in due esemplari nel testo in lingua inglese che sarà il testo autentico. Una traduzione dell’Accordo in lingua italiana sarà preparato dal Ministero dello Sviluppo Economico e sarà considerato ugualmente autentico in base a uno scambio di lettere tra le Parti che ne confermi la conformità con il testo in lingua inglese.
    PER IL DIPARTIMENTO DELL’ENERGIA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA


    PER IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA REPUBBLICA ITALIANA



    Fine del testo dell’Accordo

    SPOGLI




    Traduzione a cura di znetitaly.org

 

 

Discussioni Simili

  1. Favorire la transizione del risparmio...
    Di eq... nel forum Economia e Finanza
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-12-11, 23:29
  2. Esempio di fossile di transizione
    Di Darwin nel forum Scienza e Tecnologia
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 02-05-11, 13:22
  3. Transizione a Cuba (?)
    Di Giò nel forum Destra Radicale
    Risposte: 22
    Ultimo Messaggio: 18-04-11, 18:26
  4. Un mondo in fase di transizione
    Di Muntzer nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-11-09, 20:53
  5. La società di transizione
    Di Gian_Maria nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 165
    Ultimo Messaggio: 25-06-07, 15:16

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito