Si consuma sui profughi e sul tema dell'accoglienza il primo scontro Formigoni-Pisapia, dall'elezione di quest'ultimo a sindaco di Milano. Tra il primo cittadino e il governatore l'argomento diventa occasione di un botta e risposta a distanza che anima il primo sabato post-ballottaggi. Per l'accoglienza dei profughi in arrivo dalla Libia «Milano farà la sua parte», è stata la promessa di Pisapia, che, a riguardo non ha risparmiato una frecciata al governatore: la città, ha assicurato il primo cittadino a margine della festa multietnica Living Together, a Corvetto, farà la sua parte in accordo con i sindaci dei Comuni della Provincia e anche con la Regione Lombardia, che «non ha preso in mano la questione» finora. «Milano - ha aggiunto - deve tornare ad essere la città dell'accoglienza». La replica di Formigoni non si è fatta attendere e in una nota l'amministrazione regionale ha bollato le parole di Pisapia come il suo «primo scivolone» da sindaco. «Non è affatto vero, come da lui affermato, che la Regione non avrebbe fatto la sua parte nella gestione dell'emergenza profughi - precisa la nota -. La realtà è che come previsto nell'intesa tra Stato e Regioni il responsabile della Protezione civile, prefetto Gabrielli, ha scelto tra le fila dei funzionari dello Stato un commissario attuatore con pieni poteri che per Regione Lombardia lavora d'intesa con i prefetti. A lui sia la Regione, sia le Province, sia i diversi Comuni hanno offerto finora piena collaborazione».
Pisapia-Formigoni, scontro sui profughi - Milano




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