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  1. #1
    Pasdar
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    Predefinito Parliamone del Pdl. Ma senza omertà

    Parliamone del Pdl. Ma senza omertà

    Fabio Rampelli


    Nel palazzo va molto di moda il politically correct, il resto si omette per quieto vivere, per timore delle ritorsioni, per mantenere profili “bassi” che parrebbero garantire premi alla carriera. La parola d’ordine del nostro tempo è “volare basso”. Mi ostino – per fortuna in buona compagnia – a prediligere le idee, i contrasti, garbati ma chiari, la passione antica che sprigiona energie, la costruzione di sintesi date dalla somma dei contenuti e non dal loro annullamento, il movimentismo (né quello da salotto e né quello dei cortigiani).
    Prima questione, abbiamo perso. La sconfitta di Milano e Napoli non vale il discreto risultato ottenuto né il mantenimento del primato sul collassato Pd. Fanno eccezione la Calabria dell’astro Scopelliti, lo strabiliante risultato dei candidati provenienti dal nostro vivaio e un pugno di città dove si sono osservati gli scenari e compiute scelte coraggiose con volti nuovi. Qui si è invertito ogni pronostico.
    Seconda questione, nel Pdl il caos non viene alimentato da militanti e simpatizzanti (che avrebbero le loro ragioni per ribellarsi) ma da dirigenti, uomini di governo, sindaci, presidenti, persone scelte per ricoprire ruoli importanti che dovrebbero dare l’esempio e, invece, stracciano regole invalicabili e gettano i “nostri” nel panico. La più importante delle convenzioni è infranta: quella che vedeva la cancellazione di ogni dissidio interno nel periodo elettorale laddove il diritto alla polemica valeva fino al giorno della chiusura delle liste, poi si remava tutti nella stessa direzione.
    Occorrerebbe sottoporre preventivamente taluni dotti analisti del Pdl al test della “scarpa sporca” per sapere se hanno calcato la trincea elettorale e se si sono guadagnati il diritto di tribuna. Ne scopriremmo delle belle. In alcuni casi assistiamo perfino a personalità che fanno la morale al Pdl avendo ufficialmente fatto campagna elettorale contro il Pdl. A chi, insomma, invoca regole e congressi, salvo rispettare solo le norme che gli convengono, andrebbe iniettato il siero della verità.

    Pensieri sul futuro
    Prima di parlare dei congressi, del simbolo, del nome del partito e, perfino, della sua struttura organizzativa dobbiamo chiederci se c’è ancora lo spazio per costruire un “partito di credenti”. Vita, famiglia, persona, comunità, lavoro, identità, salute, ecologia, libertà, etica, legalità, cultura, solidarietà, formazione, sicurezza, umanesimo, devono diventare l’ossatura del nostro movimento. Chi viene da An ricorda il fallimentare tentativo di costruire un “partito di programma”, da molti interpretato come il passaggio in subordine dei “valori”. Da lì iniziò il viaggio verso il relativismo culturale di Fini, si cominciarono a perdere consensi, a rincorrere temi di sinistra, fino a trovarsi a sinistra. Il senso d’appartenenza non è un orpello e non ci deriverà dal federalismo fiscale, dalla riforma del pubblico impiego, dallo spostamento dei ministeri, dalle privatizzazioni, dall’alta velocità. Possiamo fare il più bel “partito di programma”, ma se non ci si soffiano dentro i valori, sarà da tutti considerato solo un artificio tattico. Ognuno si sentirà pronto a tradirlo.

    La persona, gli obiettivi strategici
    Realizzare un movimento di credenti significa non mettere più all’ultimo posto la formazione della classe dirigente. Non burocrati, tecnocrati o veline, ma persone capaci di profondità e tenuta morale. Gli uomini e le donne del Pdl devono essere dotati di cultura politica, capaci di mediare soluzioni, comporre conflitti, ma anche scatenarli quando fosse necessario per difendere un patrimonio irrinunciabile, gente protesa verso gli altri e che abbia senso civico. Con l’orgoglio dell’appartenenza, l’altra faccia dell’identità, e con dirigenti consapevoli, si devono stabilire gli obiettivi strategici. Non si può dare l’impressione che il partito di maggioranza relativa non ne abbia o non riesca a concretizzarli.

    Leader e movimento
    Ci sono poi il partito e la sua architettura. Berlusconi resta il leader carismatico del Pdl, ma il berlusconismo prevalentemente attuato dai suoi seguaci più fedeli è finito. Il Pdl, al centro come in periferia, deve capire che non c’è alterità tra leadership forti e modello partecipativo. I governi forti hanno bisogno di partiti forti che sappiano dare indirizzi, fare opera di affiancamento e persuasione, rappresentare istanze, essere cerniera con il tessuto sociale. Al contrario si rischia l’instaurazione di tirannidi guidate da chi ha il potere e lo esercita con assoluta discrezionalità e, spesso, senza uno straccio di progetto politico. La presenza di un partito forte deve poter equilibrare l’elezione diretta degli amministratori che troppe volte degenera in mitomania, può innescare un processo di riforma che preveda una più ordinata distribuzione dei poteri tra giunte e assemblee elettive. È contestualmente evidente l’aberrante meccanismo elettorale con cui si compongono Camera e Senato che, di fatto, ha trasformato il Parlamento in un consesso di “nominati”. La riforma è ineludibile. Il tempio della sovranità popolare non può essere composto da otto persone che si chiudono e simulano il gioco del “Risiko”. La soluzione a questo meccanismo è duplice: una legge che introduca le primarie e, quindi, imponga ai partiti di far selezionare i candidati bloccati agli elettori oppure la re-introduzione delle preferenze. Al riguardo occorre sfatare la leggenda che vorrebbe le preferenze legate alla criminalità organizzata. Se così fosse andrebbe immediatamente modificato il sistema elettorale degli enti locali, dove si annidano i maggiori interessi delle cosche, che prevede proporzionale e preferenza. Sarà comunque fondamentale garantire l’assetto bipolare e la governabilità, conquiste irrinunciabili, e mettere a punto le proposte di modifica costituzionale che diano maggiori poteri all’esecutivo e impongano ai parlamentari che volessero cambiare schieramento le immediate dimissioni.

    Ordine e disordine
    Circola una proposta accattivante sulla riorganizzazione del Pdl, quella di un cosiddetto partito federato con più soggetti legati alla medesima casa madre. Le amministrative ci hanno dimostrato che, in molte città, abbiamo perso anche a causa del disordine generato da questi “partiti federati”, talmente federati che si sono talvolta presentati alle elezioni contro il Pdl. Alcune domande s’impongono: quali dovrebbero essere tali soggetti? I gruppi e gruppuscoli parlamentari nati di recente, quelli che nasceranno subito dopo, quelli cofondatori del Pdl oppure i movimenti civici? La differenza è abissale. In alcuni casi si ragionerebbe per varare surrettiziamente all’interno del Pdl supercorrenti, organizzate in micropartiti, nel secondo si tratterebbe di rappresentare il Pdl come una grande galassia capace di sintetizzare esperienze sociali coerenti con la nostra missione. E sui congressi… Come saranno fatti, chi voterà, saranno lo specchio di un partito che vuole continuare ad aprirsi oppure sanciranno l’involuzione nel modello prima Repubblica? Nessuno di noi vuole trasformare il Pdl nel partito delle tessere, ma questo significa coinvolgere i cittadini nelle scelte. Un partito di popolo, dunque. Anzi, il Popolo delle libertà. Quando questo nome fu scelto dalla gente nei gazebo era chiara la volontà di non fare un vecchio partito. Qualcuno oggi dice che è giunto il momento di cambiarlo. Mi permetto di notare che se un partito cambia nome ogni due anni, automaticamente non è serio, risulta instabile e biodegradabile tanto quanto la sua denominazione. Dunque, ci andrei piano con la demolizione del nome, del resto le riflessioni serie non iniziano mai dal nome, altrimenti diventano operazioni di maquillage. Subordinerei viceversa la stagione dei congressi a questo imperativo: rifiutarsi di tornare ai partiti ermetici che si chiudono nel recinto e decidono tutto al loro interno. La proposta del ministro Giorgia Meloni di fare il tesseramento a un euro, aperto fino al giorno del congresso, può essere una soluzione efficace.

    Il modello di partito
    La nomina di Angelino Alfano è certamente frutto di in un percorso statutariamente bizzarro, ma è altrettanto vero che la sostituzione dei tre coordinatori avrebbe significato dare loro in pasto ai media come capri espiatori di questa mezza sconfitta elettorale. In cuor suo nessun elettore potrebbe affermare che i mali del Pdl siano personificati da Verdini, La Russa e Bondi. Ricordo il giorno terribile in cui, perse le elezioni, Fini destituì Maurizio Gasparri da coordinatore nazionale di An: una vergogna che riecheggia ancora oggi e che non servì a farla riprendere dal suo lento declino. Dunque, la soluzione trovata può funzionare perché sfugge a logiche ingiustamente punitive e mediatiche creando un sentimento di condivisione nella ripartenza. Ci sarà tempo per aggiustare il quadro, per ora sappiamo che c’è un leader giovane dal linguaggio lineare ed efficace e dobbiamo costruirgli intorno quel che manca per fare un grande movimento. Perché è di questo che abbiamo bisogno, non parlare di chi verrà dopo, ma di “cosa”...


    Secolo d'Italia - Politica
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Parliamone del Pdl. Ma senza omertà

    Vogliamo capire , o no, che il PDL è la casa del popolo moderato , che prescinde dal conto in banca ?

    E il popolo moderato ( formato da operai, piccoli e grandi borghesi e il ceto medio- alto ) vogliono tutti che si metta in primo piano I VALORI !
    I VALORI DI DESTRA !!
    Lo vogliamo capire o no?

    Vuol dire :
    1) difesa della nostra identità , cultura e tradizione con una ferma politica di blocco all'immigrazione .
    E infatti le elezioni le abbiamo perse dopo il vergognoso balletto e l'indecisione con Gheddafi , i tunisini e i permessi temporanei .
    2) sicurezza .
    Polizia per le strade , certezza della pena , carceri , ecc, ecc.
    3) economia .
    tasse più basse e stipendi più alti .
    La gente non riesce più a vivere come è stata abituata dal suo reddito
    4) diminuzione delle spese statali e lotta allo spreco e all'evasione .
    non c'è soddisfazione più grossa nel vedere smascherato un falso invalido o un evasore totale !
    5) lotta ai privilegi e impegno serio per le riforme con cambio di rotta verso la meritocrazia
    6) riforma della costituzione ( che potrebbe essere anche il primo punto ) nel senso di una Stato meno costoso , meno farraginoso e più decisionista .
    7) revisione della storia con un serio revisionismo, ( intrapreso da Pansa ) al fine di smontare le basi della sinistra, che poggia sulla beatificazione della resistenza comunista ;con la denuncia alle nuove generazioni dei crimini del 25 aprile e di fine guerra ( denuncia del progetto comunista di dittatura ).

    Le intercettazioni e la riforma della giustizia sono crucci del premier , non degli italiani!
    la riforma della giustizia è importante ,ma c'è altro di più importante e imminente .

    Questi sono i punti .
    Sbagliate su questi , date l'impressione di non perseguirli e avete perso le elezioni .
    La gente , non da il voto al centro sinistra : non va proprio più a votare , come è successo a Milano e Napoli favorendo l'opposizione .
    Ultima modifica di CARLO NORD ITALIA; 07-06-11 alle 10:21
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

    L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Parliamone del Pdl. Ma senza omertà

    Dici che le intercettazioni sono il cruccio del premier e non degli italiani...

    non credo sia vero : se io sono intercettato, e dico ad un amico "vediamoci al bar" diventa possibile il fatto che a quel bar non ci sia solo io, ma anche qualcuno che cerchi di spiarmi...

    e purtroppo coloro che cercano di spiarmi sono davvero tanti, visto che molti non hanno meglio da fare che ficcare il naso in casa altrui...

    ho l'impressione che le organizzazioni spionistiche sia filovaticane sia excomuniste siano molto attive oggi in Italia....

    quelli ex pci sorvegliano perfino i consiglieri di quartiere nostri... oibò !!

  4. #4
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    Predefinito Rif: Parliamone del Pdl. Ma senza omertà

    Certo Carlo Berlusconi incarna i valori della destra
    Per non parlare della lega...

    Su ogni singolo punto che hai citato sei spernacchiabile in un nanosecondo...


    p.s.
    Oibo' abbiamo pure quelli con le manie di persecuzione.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Parliamone del Pdl. Ma senza omertà

    Citazione Originariamente Scritto da DanielGi. Visualizza Messaggio
    Dici che le intercettazioni sono il cruccio del premier e non degli italiani...

    non credo sia vero : se io sono intercettato, e dico ad un amico "vediamoci al bar" diventa possibile il fatto che a quel bar non ci sia solo io, ma anche qualcuno che cerchi di spiarmi...

    e purtroppo coloro che cercano di spiarmi sono davvero tanti, visto che molti non hanno meglio da fare che ficcare il naso in casa altrui...

    ho l'impressione che le organizzazioni spionistiche sia filovaticane sia excomuniste siano molto attive oggi in Italia....

    quelli ex pci sorvegliano perfino i consiglieri di quartiere nostri... oibò !!

    Non ho detto che non sia importante la riforma sulle intercettazioni , ho detto che non è un punto focale per il centro destra, almeno per il popolo, per la gente che vota .
    Abbiamo problemi più grossi che indigna la gente e i moderati d'Italia .
    Le intercettazioni sono una vergogna e fa bene il premier a denunciarle , tuttavia , c'è altro di più importante .
    Se dal palco , il cavaliere mi parla di giudici e intercettazioni e solo di questo ..... si ,va bene, hai ragione ad essere indignato ......ma che palle !!!

    Parlami di aumento di stipendio, toglimi qualche tassa odiosa retaggio della sinistra , bloccami con energia l'immigrazione , fammi vedere polizia e costruzioni di carceri , denuncia l'arretratezza della costituzione , e sputtanami i comunisti del 25 aprile , ma basta giudici ..... basta !
    Lo sappiamo che sei vittima di un aggressione e persecuzione senza precedenti ....

    Savior share :
    Posso dirti una cosa ?
    Va a caghe', pirla!
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

    L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Parliamone del Pdl. Ma senza omertà

    Citazione Originariamente Scritto da DanielGi. Visualizza Messaggio
    Dici che le intercettazioni sono il cruccio del premier e non degli italiani...

    non credo sia vero : se io sono intercettato, e dico ad un amico "vediamoci al bar" diventa possibile il fatto che a quel bar non ci sia solo io, ma anche qualcuno che cerchi di spiarmi...

    e purtroppo coloro che cercano di spiarmi sono davvero tanti, visto che molti non hanno meglio da fare che ficcare il naso in casa altrui...

    ho l'impressione che le organizzazioni spionistiche sia filovaticane sia excomuniste siano molto attive oggi in Italia....

    quelli ex pci sorvegliano perfino i consiglieri di quartiere nostri... oibò !!
    Ammettiamo che I PM spiano soltanto una dozzina di persone perbene in tutt'italia e no centinaia di migliaia se non milioni, sarebbe accettabile?

    Il fatto che sacco e vanzetti finirono sulla sedia elettrica innocenti si può sopportare?

    Enzo tortora mica era tutto il popolo italiano, ma in nome di questi fu fustigato.

    Accettiamo gli errori giuidiziari come nulla fosse?

    Per me, forse troppo sensibile, io ero enzo tortara, sacco e vanzetti.

    A me basta un innocente condannato per entrare in crisi di coscienza,
    figuratevi poi quando gli errori sono voluti e non casuali.

    Condannare il giudice che sbaglia ad una pena doppia di quella comminata all'innocente, da fare tutta, senza libera uscita e senza sconti.

    A giudicare un giudice non sia un giudice ma una giuria popolare scelta dalla difesa dell'imputato condannato innocente.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Parliamone del Pdl. Ma senza omertà

    Citazione Originariamente Scritto da -Savior Shade- Visualizza Messaggio
    Certo Carlo Berlusconi incarna i valori della destra
    Per non parlare della lega...

    Su ogni singolo punto che hai citato sei spernacchiabile in un nanosecondo...


    p.s.
    Oibo' abbiamo pure quelli con le manie di persecuzione.
    Ad un sadico serve un masochista ! mi piacerebbe torturarti.
    Ci stai?

    Carelo debenedetti incarna i valori della sinistra.
    Dopo aver perduto lo SME creò repubblica per le sue lamentazioni e la sinistra udì il canto della sirena, finendo sugli scogli.

    Un po di cera per non sentire le lagnanze ingenieristiche costava troppo?

    Debenedetti n on avrebbe potuto offrire il quadruplo per avere tutto lo SME?
    é quanto lo stato incassò due anni dopo.
    Avrebbe saputo almeno ringraziare prodi e la sinistra per un affare miliardario?

 

 

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