"La Camera, premesso che:
il dibattito sul disegno di legge del riordino del settore energetico [...] ha evidenziato le gravi carenze del nostro sistema elettrico nazionale in termini di soddisfacimento della domanda;

considerato che:
una considerevole aliquota del fabbisogno nazionale di energia elettrica proviene da centrali poste al di fuori del territorio nazionale, in maggioranza funzionanti ad energia nucleare;
l'uscita dell'Italia dal nucleare non era così chiaramente sancita né dai noti referendum né da volontà espressa dal Parlamento, che nel dicembre '87 si pronunciava per una moratoria di solo 5 anni per la costruzione di nuovi impianti nucleari;
in Italia sono tutt'ora efficienti 2 centrali a energia nucleare di moderna concezione e dotate di tutti i sistemi di sicurezza intrinseca, e la cui riattivazione potrebbe essere effettuata in tempo abbastanza breve e con una spesa contenuta,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di riattivazione delle 2 centrali di Caorso e Trino Vercellese, nonché di riconsiderare la convenienza di un programma nucleare ai fini di calmierare i prezzi dell'energia elettrica che in Italia sono una volta e mezzo superiori a quelli della media europea e doppi di quelli della vicina Francia".

Siamo a Roma. Aula di Montecitorio di venerdì 30 luglio 2004 quando la Camera dei Deputati respingeva l'ordine del giorno n° 9/3297-C/27 nella seduta n. 502 presentato dai deputati di Forza Italia Zama e Viale. Il governo Berlusconi diede parere negativo.

E chi ti vota quest'ordine del giorno filonuclearista solo per fare andare sotto la maggioranza di centrodestra? Proprio coloro i quali - a pochi giorni dal referendum del 12 e 13 giugno 2011 - stanno lanciando una campagna contro "l'atomo libero".

Basta scorrere i resoconti stenografici della seduta di quel fatidico 30 luglio 2004 per accorgersi che chi ora si erge a paladino dell'energia pulita e sicura impugnando la spada dell'ecologismo duro e puro, in quel caldo fine luglio di sette anni fa votò in Aula a favore del nucleare adducendo le medesime considerazioni che oggi contesta.

Qualche nome? E' presto detto: la "pasionaria" Rosy Bindi, gli "ultracomunisti" Diliberto e Cossutta ("figlia d'arte"), il "chirichetto" Dario Franceschini, il "capo del soviet" Fabio Mussi e... udite, udite Pisapia, il "liberatore di Milano" e Nichi Vendola, "narratore da Terlizzi".

Non vogliamo entrare nel merito della scelta energetica: pronucleare o antinucleare. Rileva, invece, sottolineare l'assoluta incoerenza politica di chi per finalità meramente elettorali, continua ad utilizzare un argomento talmente importante come le scelte energetiche di lungo periodo, come un grimaldello politico da usare nell'immediato. Sia nel 2004 che oggi.

LEGGI L'ORDINE DEL GIORNO A FAVORE DEL NUCLEARE

LEGGI L'ELENCO DELLE VOTAZIONI
[N. B.: L'ORDINE DEL GIORNO IN QUESTIONE SI TROVA AL N. 6 DI 14 VOTAZIONI (DAL N. 66 AL N. 78)
PER CONOSCERE COME HANNO VOTATO I SINGOLI DEPUTATI BASTA CLICCARE SUL N° 6 E FAR RIFERIMENTO ALLA COLONNA CONTRASSEGNATA COL NUMERO 71)]

http://www.azioneetradizione.it/news.asp?id=900