Dal vertice
Non è vero che il vertice di Arcore (ribattezzato un po’ grossolanamente dai finiani del Futurista come «il patto della prostata») non abbia prodotto risultati. L’apertura a tutta pagina del Messaggero ne è la riprova: “Ministeri al Nord, nuovo caso”. E il titolo dell’editoriale firmato da Alessandro Barbano è ancora più esplicito: “Respingere l’assalto alla capitale”.

all’adunata
Dal vertice si può passare all’adunata.
Quella dei «liberi servi» che “si rimettono in gioco per amore del Cav. (appuntamento questa mattina a Roma) convocati dal Foglio e con la partecipazione di Libero, il Tempo e il Giornale. E alla «festa per il caro amico Silvio », rivela Giuliano Ferrara «ci sarà il festeggiato». Ma gli umori dei promotori non sembrano proprio sintonici. Il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, punta sull’asse Berlusconi-Bossi («si va avanti», scrive) e, a proposito dell’attivismo di Giuliano Ferrara (adunate, primarie, mobilitazione dei massimi dirigenti del Pdl) aggiunge: «Le varie ipotesi su un teorico dopo Berlusconi stanno rientrando nell’alveo dei dibattiti da salotto e da giornali di sinistra. Con una nobile eccezione, quel Giuliano Ferrara che da giorni sul suo giornale (e domani in un teatro di Roma) preme perché il Pdl si dia una mossa al suo interno. Più che una mossa, Ferrara evoca una scossa capace di rivoltare come un calzino logiche e dinamiche del partito. Personalmente sono scettico, piccoli correttivi spesso portano più benefici di svolte brusche che alla fine dividono e disorientano. Occhio a non gettare il bimbo con l’acqua sporca. Ma su tutto questo, ovviamente, il dibattito è aperto. Noi non ci tireremo certo indietro.
Siamo curiosi di sapere la vostra opinione. L’indirizzo lo conoscete».
Insomma, Sallusti alla festa ci va ma si mette in un angolo, così, parafrasando Moretti, lo si potrà notare di più...

Sorella acqua
Orazio la Rocca, vaticanista di Repubblica, racconta ai lettori dei quotidiano romano la mobilitazione dei credenti cattolici in vista dell’appuntamento referendario.
E lo fa andando a pescare in quell’immenso bacino che sono le testate diocesane.
«Nella stragrande maggioranza dei giornali di proprietà dei vescovi italiani (190 testate per un tiratura media di oltre un milione di copie), campeggiano editoriali che non fanno mistero di tifare apertamente per i “sì”, in linea con analoghi appelli fatti in anche da sigle storiche come Azione cattolica italiana, Acli, Pax Christi, e da ben 40 diocesi». Tra gli slogan più azzeccati “Salviamo sorella acqua!”.
Tra gli interventi più autorevoli, quello di Roma 7, «il settimanale diocesano di Roma (la diocesi del Papa) guidata dal cardinale vicario Agostino Vallini, che nell’ultimo numero pubblica un ampio intervento contro il nucleare e a favore della difesa dell’acqua “come bene comune”, ricordando che su queste tematiche venerdì prossimo la Cei organizzerà un convegno dal titolo “Per una Chiesa custode del creato”». Proprio alla vigilia del voto.

Alla faccia dell’asse
E tra le mobilitazioni, il Corriere della Sera segnala in un articolo firmato da Emanuele Buzzi, quella mediatica della base leghista. C’è addirittura una pagina di Facebook intitolata “leghisti per i referendum”. Voteranno 4 sì. Voteranno anche per abrogare il legittimo impedimento.
Alla faccia del vertice di Arcore e «dell’asse che tiene».