Il parlamento bulgaro decide la costruzione di due nuovi reattori nucleari
Il primo giugno il parlamento bulgaro ha votato un “programma energetico strategico” che prevede di aumentare la produzione di energia nucleare nel corso del decennio. Il progetto prevede sia l’allungamento della vita per i due reattori attivi nella centrale di Kozlodoui (che dovrebbero essere spenti rispettivamente nel 2017 e nel 2019) sia la costruzione di due nuovi reattori da 1000 Megawatt, uno a Kozlodoui, un altro in una nuova localizzazione a Béléné, sul fiume Danubio.
Attualmente l’energia elettrica prodotta in Bulgaria proviene per il 35% dal nucleare, per il 55% dalle centrali termiche a combustibile fossile e per il 10% da fonti rinnovabili. Il nuovo programma prevede sia un aumento considerevole della quota nucleare sia “una maggiore diversificazione delle fonti” per portare la quota delle rinnovabili al 15%.
La decisione di costruire un nuovo impianto a Béléné era già stata presa in passato ma il cantiere non è mai decollato per una controversia di carattere finanziario con i russi della Atomstroyexport. L’accordo iniziale tra bulgari e russi prevedeva una spesa di 3,9 miliardi di euro per la costruzione dell’impianto. Ma quando i russi hanno aumentato il prezzo fino a 6,3 miliardi (calcolando l’effetto inflazione), le trattative si sono bloccate: l’offerta massima del governo non è salita oltre i 5 miliardi.
Per quanto riguarda l’allungamento della vita dei due reattori esistenti, il governo ha rilasciato un comunicato nel quale afferma di voler “difendere con le istituzioni europee il diritto di mantenere e aumentare la propria quota di produzione di energia nucleare”.
Il sistema energetico bulgaro dipende in larga misura dal gas russo (che arriva attraverso l’Ucraina) e dal petrolio russo. L’unica raffineria del paese appartiene alla Lukoil (gigante energetico russo).
La decisione di aumentare la quota di nucleare nel mix energetico fa parte di una strategia più generale di diversificazione delle risorse. Il ministro per l’economia e l’energia, Traïtcho Traïkov, ha recentemente dichiarato che la rete di distribuzione del gas bulgaro sarà presto collegata ad altre reti internazionali, a partire da quella greca (per consentire al paese di ricevere il gas dall’Azerbaïdjan) e da quelle che servono Romania, Serbia e Turchia. L’obiettivo è diminuire la dipendenza strategica dalla Russia.
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ostridicolo:

