Parma, tangenti in Comune. Il VIDEO della Finanza - Italia - l'Unità
Parma, guidata dal sindaco di centro destra Elvio Ubaldi, è una città sconvolta. La Guardia di Finanza ha arrestato 11 persone per corruzione e peculato nell'operazione “Green Money”. Dirigenti e il comandante dei vigili urbani, secondo l'accusa, prendevano tangenti intorno al verde pubblico. E con i soldi del Comune qualcuno si faceva i lavori in casa propria.
In manette sono finiti tre dirigenti del Comune (tra cui il comandante della Polizia municipale, l'ex carabiniere Giovanni Maria Jacobazzi), un dirigente dell'Iren (ex Enia), sei imprenditori e un investigatore privato. Le Fiamme gialle, dirette dalla Procura, intorno agli appalti sul verde pubblico hanno scoperto un «giro vorticoso di interessi privati soddisfatti depauperando ingenti risorse pubbliche destinate ai servizi ed al benessere dei cittadini». Gli inquirenti dichiarano di aver raccolto «ficcanti ed inconfutabili prove» su numerosi episodi di corruzione: centinaia di migliaia gli euro di fondi pubblici distratti.
Il sindaco, eletto nel 2007 con il 56% dei voti, fa quadrato, tace e dichiara di non dimettersi. Mentre il Pd lo incalza: risponde dei dirigenti che ha sempre pubblicamente difeso, perciò si dimetta.
Tra gli arrestati figurano il comandante della Polizia municipale Giovanni Maria Jacobazzi, ex ufficiale Cc, i dirigenti comunali Emanuele Moruzzi, direttore del settore Mobilità e Ambiente, e Carlo Iacovini, dirigente comunale in una società partecipata (Infomobility), il funzionario Ernesto Balisciano di Enjoy, che si occupava dei lavori del verde pubblico, Mauro Bertoli, direttore di Enia, società energetica partecipata dal Comune e accusato di aver intascato mazzette. In manette anche diversi imprenditori: Gianvittorio Andreaus e Tommaso Mori, titolari della società Essevuesse, considerata dagli inquirenti 'il collettore' del denaro drenato al Comune di Parma, Gianluca Faccini, Alessandro Forni, Norberto Mangiarotti. L'investigatore privato Giuseppe Romeo Lupacchini è stato arrestato per i suoi rapporti, definiti illeciti, con il comandante della Municipale.
Per il procuratore capo di Parma, Gerardo Laguardia, il fenomeno della corruzione è «spaventosamente diffuso a Parma». Il sistema messo a punto dagli arrestati era quello di fatture gonfiate e consulenze fittizie: il comandante Jacobazzi è riuscito a sistemare il giardino della sua casa al mare a Santa Marinella con i soldi del Comune.
«Un amministratore risponde anche dei suoi più stretti collaboratori e delle persone cui decide in totale autonomia di delegare compiti importanti» affermano, in una nota, Roberto Garbi, segretario provinciale di Parma del Partito democratico, e Giorgio Pagliari, capogruppo del Pd nel consiglio comunale. «Gli accusati avranno modo di difendersi e provare, glielo auguriamo, la propria innocenza. Fino ad allora la nostra città va governata da istituzioni al di sopra di ogni sospetto. Per questo Vignali deve rassegnare immediatamente le dimissioni da sindaco».
«Non mi dimetto. I fatti riguardano singole persone e sono inerenti a fatti strettamente personali che hanno rilevanza penale», replica Pietro Vignali. «Si tratta di fatti gravi e preoccupanti - ha proseguito - Abbiamo deciso di sospendere i dirigenti in questione e di nominare un avvocato che possa tutelare il Comune in caso di danni per l'amministrazione».
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