Il 14 dicembre può succedere sempre! Editoriale Uniriot
Così scrive uno studente da Padova:
Tra le fiamme delle barricate e con gli occhi già distrutti dalle centinaia di lacrimogeni lanciati nel vano tentativo di disperdere il corteo, la rabbia si trasformava in gioia, in quel sentimento immenso che è esploso nel cuore di chi percepiva di essere protagonista di un momento unico, di un nuovo inizio dal quale non si poteva più tornare indietro.
Questo è quello che è stato per noi piazza del Popolo. Per noi studenti, per noi precari, per noi che desideriamo e produciamo, per noi che in tantissimi abbiamo invaso Roma.
Il resto lo lasciamo ai tristi governanti e ai nuovi profeti. Lasciamo a loro i vuoti moralismi sul volto coperto o meno. Lasciamo a loro i paragoni con la storia passata del nostro paese, noi all'orizzonte scorgiamo il futuro insieme agli studenti inglesi, spagnoli, francesi, greci e irlandesi. Lasciamo a loro anche intrighi e svendite di palazzo, noi rimaniamo nelle strade e nelle piazze con gli operai, i migranti, i movimenti per i beni comuni, per costruire insieme un altro mondo.
Signori, non abbiamo più bisogno di voi, il 14 dicembre può succedere sempre.




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