L'Aga Khan propone alla Regione una flotta con i quattro mori

L’Aga Khan vuole salvare la compagnia aerea Meridiana Fly e propone un accordo alla Regione per una flotta sarda con la bandiera dei quattro mori, un po' il ritorno all’Alisarda degli albori


di Guido Piga
OLBIA. L'Aga Khan sta salvando Meridiana fly, è un dato di fatto. Sarà per evitare il fallimento societario, sarà per scongiurare quello personale, ma senza i 34 milioni che ha versato nel 2010 e i 47 promessi per il 2011, tutti in arrivo dal suo fondo Akfed, l'azienda oggi non esisterebbe più. Ma ora Karim vuole arrivare in fretta e furia a chiudere la partita sul futuro della compagnia aerea, quella che dovrà portarla a volare da sola. Come? In società con la Regione. Un po' sul modello Saremar, un po' Alisarda: i dirigenti di Meridiana fly hanno avanzato a Cappellacci la proposta di creare un vettore di bandiera per la Sardegna. L'indiscrezione è confermata da più fonti attendibili. A Cagliari hanno preso nota, sostenendo che l'operazione sarebbe tecnicamente fattibile. Ma hanno posto una condizione: per ragionare su un'ipotesi così ambiziosa è necessario un piano industriale di «almeno 15 anni». Cosa che gli ideatori della proposta - l'ad Massimo Chieli e il suo braccio destro Carlo Goria - non hanno ancora fatto.

E' anche per questa ragione che è sceso in campo l'Aga Khan. Il segnale che Karim non ha più tempo da perdere è arrivato ieri. I dirigenti hanno inviato ai sindacati una richiesta di incontri che assomiglia molto a una maratona: tra oggi e mercoledì prossimo dovrà essere chiusa la procedura per i licenziamenti collettivi e per le dismissioni dei settori. Ovvero, i manager chiedono ai sindacati di fare in una settimana ciò che finora ha richiesto quattro mesi di trattative.

«Entro il 16 giugno la partita deve essere chiusa»: questo è l'ultimatum che l'Aga Khan ha dato martedì scorso a Chieli durante il suo blitz nella palazzina di Meridiana. «I dirigenti sono sembrati nervosissimi» dicono fonti sindacali. Avranno le loro buone ragioni.
L'Aga Khan vuole avere un quadro chiaro prima dell'estate. Vuole evitare tensioni durante la stagione migliore per la compagnia, ma, soprattutto, non vuole arrivare in autunno senza avere un'alternativa credibile. Tra settembre e ottobre serviranno certezze, non proclami. In quest'ottica - fallita la trattativa con Alitalia - Chieli sta puntando sul piano B: l'accordo con la Regione per trasformare Meridiana fly nella Saremar dei cieli.

Secondo alcune voci, stretto l'accordo con i sindacati il 16 giugno, è in programma un incontro con Cappellacci. Ma ci sono alcuni ostacoli di non poco conto. Primo: i sindacati sono allarmatissimi. Le dismissioni dei settori verranno annunciate questo pomeriggio, senza ulteriori margini di trattativa. «E allora, visto che sono statu rotti i patti, tutta la trattativa sarà difficilissima, se non impossibile da portare avanti» dice Franco Monaco (Cgil) a nome anche delle altre sigle. Tanto è vero che i dipendenti del call center si accamperanno davanti alla sede dell'azienda. «A oltranza» promettono i lavoratori. Secondo: la Regione avrà comunque bisogno del piano industriale, e di tempo per dire di sì a un'operazione rischiosa.
Ormai, persino con il ritorno all'intervento pubblico, ci si rivolge alle regioni.
Lo stato italiano è sempre più povero e debole, persino nei raporti con gli enti locali.