L'IPOCRISIA DI BERSANI SULL'ACQUA
Nel 2008 il leader Pd sosteneva la gestione dei privati. Oggi la pensa diversamente
E' quello che emerge da un video che abbiamo scovato nella rete, in cui si ascolta e si vede il leader e segretario del Pd, Pierluigi Bersani, mentre sostiene la necessità di concedere la gestione degli impianti pubblici - e quindi delle acque - ai privati, sostenendo che "in questo modo i cittadini hanno la possibilità di scegliere la qualità e il prezzo migliori". Di seguito la dichiarazione virgolettata completa dei punti salienti del discorso tenutosi a Carpi il 18 settembre 2008, occasione nella quale bersani sostiene il Pd locale e discute proprio di acqua e privatizzazione della società Aimag - che gestisce acqua, gas e rifiuti a Carpi ed in altri venti comuni tra la provincia di Modena e Mantova.
LA DICHIARAZIONE DI BERSANI NEL 2008 - "In Italia l'acqua non è un bene comune, ma è di Dio. Per come ce la da noi dobbiamo restituirgliela. L'acqua è un bene pubblico, certo, ma come facciamo in modo che si perda meno acqua? Come facciamo a gestirla meglio? Devo chiamare qualcuno che sappia fare bene quel mestiere lì. In Francia ci sono società grandissime che gestiscono l'acqua in maniera eccellente. Servono grandi partnership industriali. Il 60% delle aziende rimandono nelle mani degli attuali proprietari, ma si stanno operando dei nuovi sistemi competitivi, senza monopoli. Chi mi garantisce migliore qualità e migliore prezzo? Si dovrà decidere così. Le aziende che vorranno partecipare non potranno rimanere quelle di adesso. E' impossibile".
LA DICHIARAZIONE DI BERSANI NEL 2009 - Non sarà il mercato ad affermare e garantire l’equilibrio ambientale, la tutela delle risorse naturali e i diritti delle popolazioni. Questo è invece il primo compito della politica e soprattutto delle forze riformatrici. Sicuramente un mio chiarissimo obiettivo. La esperienza maturata in questi 15 anni di attuazione della legge 36/94 ha insegnato che ciò che serve è una più forte presenza del pubblico in termini di programmazione e controllo della qualità sociale e ambientale del servizio. L’acqua non è una marce ma una risorsa da tutelare, prelevare e utilizzare con grande responsabilità e coerenza. Credo sia utile consegnare la scelta delle forme di gestione dei servizi pubblici alle Regioni e agli Enti Locali presenti nell’ambito ottimale senza nessuna preclusione ed esclusione. Un ruolo di primaria rilevanza va assegnato alle varie ed innovative forme di controllo pubbliche con il coinvolgimento delle associazione dei consumatori e del vario arcipelago di soggetti a diverso titolo coinvolti in queste attività decisive per l’ambiente, il territorio, le attività umane delle presenti e future generazioni.
Acqua: Bersani risponde alla lettera inviata ai Candidati dal Forum Italiano dei Movimenti per l




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