il 17 febbraio 1848 è una data fondamentale nella storia d' Italia. Infatti, con le Lettere Patenti di Carlo Alberto Re di Sardegna, si poneva fine a secoli di discriminazione, riconoscendo ai valdesi diritti politici e civili fino a quel momento negati. Un primo passo verso la piena libertà religiosa. Quella stessa politica si estrinsecò anche nei confronti della comunità israelitica, con i Regi Decreti 29 marzo e 19 giugno 1848, che avrebbero posto fine alla secolare discriminazione nei confronti delle comunità ebraica.
Entrambe le date, meriterebbero maggior attenzione, soprattutto quest’anno che ricorrono i 150 anni della proclamazione dell’unità d’Italia, infatti, di grande spessore fu il contributo che le minoranze religiose diedero al processo di unificazione del nostro Paese.
Infatti, con questi atti normativi, che con l’unificazione della Penisola, sarebbero state estese a tutto la Nazione, ci fanno comprendere come il Risorgimento portò alla affermazioni di numerose conquiste, prima fra tutte il concetto che non vi possono essere discriminazioni imposte in base alla confessione religiosa di appartenenza e, che il fatto di credere o meno in una determinata religione non può essere il fondamento dal quale far discendere il godimento dei diritti civili.
Il Risorgimento non fu solamente un processo che portò la costruzione di un nuovo Stato ma, soprattutto un cammino di maturazione sociale e culturale che permise ad un popolo di progredire anche nel campo delle libertà individuali e in quelle collettive, libertà che devono non solo essere salvaguardate ma anche costantemente riaffermate e difesa.

LA LIBERTA’ RELIGIOSA UNA CONQUISTA DEL RISORGIMENTO