Il ricchissimo bando per le centrali nucleari degli Emirati Arabi Uniti, aggiudicato alla fine del 2009 a un consorzio coreano, potrebbe impallidire di fronte a opere di ben altra portata. Il piccolo Stato del Golfo potrebbe essere infatti imitato - naturalmente su scala molto più grande - dal suo colossale vicino: l'Arabia Saudita medita di investire 80 miliardi di euro per costruire 16 reattori nucleari entro il 2030.
Lo ha annunciato Abdul Ghani bin Melaibari, coordinatore scientifico del King Abdullah City for Atomic and Renewable Energy, il centro voluto dalla monarchia saudita per favorire l'energia nucleare e le fonti rinnovabili.
Parlando al Forum sull'ambiente del Golfo, che si è chiuso il 31 maggio a Gedda, Melaibari ha aggiunto che il bando per la costruzione delle centrali sarà aperto alle imprese di ogni Paese, e la società aggiudicatrice dovrà soddisfare le richieste saudite in termini di tecnologie moderne. In precedenza, l'Arabia Saudita aveva firmato un accordo con la Francia per lo sviluppo di un programma nucleare: il bando per le centrali saudite potrebbe essere l'occasione per la rivincita francese, dopo la sconfitta negli Emirati.
La tabella di marcia prevede di costruire «i primi 2 reattori nei prossimi 10 anni, e da allora altri 2 ogni anno, fino ad arrivare a 16 nel 2030». Il costo stimato è di quasi 5 miliardi di euro per ogni reattore, per un totale di circa 80 miliardi.
L'Arabia Saudita, il principale esportatore di petrolio al mondo, dovrà affrontare secondo le stime un rapido aumento della domanda di elettricità: secondo Melaibari l'energia nucleare dovrà soddisfare il 20% dei consumi.
NuclearNews




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