Astrofili: meteora nei cieli di Puglia
La prima immagine


(Nella foto: la prima immagine esclusiva della meteora scattata venerdì sera da un lettore della Gazzetta vicino ad un campo di calcetto a Monteiasi, in provincia di Taranto. ''Ero lì per fotografare mio figlio che giocava - ci ha raccontato - quando ho visto sopra di noi quella palla di fuoco: ho alzato la macchinetta e ho scattato'')


L'Uai: «Era una meteora, originata da un meteoroide entrato in atmosfera sopra le coste della Puglia». Al Reparto Generale Sicurezza (Rgs) dello Stato Maggiore Aeronautica, invece, non si sbilanciano. I "cacciatori di Ufo" italiani hanno però avviato un'indagine e dicono: «Qualcosa di così vasta scala, con segnalazioni di cittadini da tre regioni, non capitava da oltre trent'anni»

BARI- L'Unione Astrofili italiani (Uai), seppur con tutte le cautele, scioglie le riserve sull'avvistamento, in Puglia, Basilicata e Calabria, di un oggetto luminosissimo che, venerdì sera, ha solcato il cielo, ha cambiato colore e si è separato in tre parti, prima di scomparire.«Ci è stata segnalata da molte regioni del sud Italia - si legge sul sito degli astrofili, meteore.uai.it - l'apparizione nel crepuscolo serale (alle 20h25m circa) di venerdì 12 giugno di un luminosissimo bolide, che si è frammentato in numerosi pezzi durante il lento percorso prima di spegnersi abbastanza repentinamente. La brillantissima meteora è stata originata da un meteoroide entrato in atmosfera probabilmente sopra le coste adriatiche della Puglia e consuntosi del tutto sui cieli a confine con la Campania». «Questi dati - aggiungono però gli astrofili - sono preliminari e soggetti a eventuali perfezionamenti».

Una meteora di grosse dimensioni, chiamata ''bolide'' dagli esperti, che viene documentata in questo scatto inviato alla ''Gazzetta'' da un lettore di Monteiasi (Ta).

Al Reparto Generale Sicurezza (Rgs) dello Stato Maggiore Aeronautica, invece, non si sbilanciano. Dal 1978, all'Rgs si occupano di raccogliere, verificare e monitorare le segnalazioni inerenti gli "Ovni", gli Oggetti Volanti Non Identificati. Sono i "cacciatori di Ufo" del nostro Paese e sono scrupolosi, molto scrupolosi.

«Abbiamo aperto un'indagine - spiega il Colonnello Andrea Venanzi, capo Ufficio sicurezza dell'Rgs - ma dovremo fare numerosi accertamenti prima di poter stabilire di cosa si è trattato. Di solito le segnalazioni sono, al massimo, cinque. Qualcosa di così vasta scala, con segnalazioni di cittadini da tre regioni, non capitava da oltre trent'anni. E penso a quando i pescatori, in Adriatico, avvistavano corpi luminosi nelle profondità marine».

A che ora vi è giunta la prima segnalazione? E cosa prevede la procedura in questi casi?

«Ieri sera alle 20,30 abbiamo avuto un rapporto da una nostra base, nel Salento. Subito è scattata la verifica per controllare che il controllo dello spazio aereo fosse positivo e, contemporaneamente, che non vi fossero velivoli, anche piccolissimi, in difficoltà. A tal fine, è stato anche interessato il servizio Sar dell'Aeronautica, che si occupa proprio di ricerca e soccorso. La verifica ha dato esito negativo». Inoltre, spiega il colonnello Venanzi, «il Comando generale dell'Arma dei Carabinieri ci ha inviato un rapporto, da una stazione di Crotone, di un oggetto infuocato nel cielo. L'orario è quello, quindi ritengo possa essere lo stesso oggetto, probabilmente era una meteora. Siamo in fase di raccolta di informazioni e lunedì attiveremo il sistema di verifica».

Di quali verifiche si tratta?

«Per prima cosa controlleremo tutte le segnalazioni, poi faremo un'indagine di dettaglio. Controlleremo tutti i tracciati radar (che funzionano h24 e sono i radar della difesa aerea nazionale; ndr) per vedere se c'è la presenza di eventuali Ovni. Poi opereremo con la sezione “Meterologia” dell'Aeronautica, giacchè questi fenomeni spesso sono metereologici. Eppoi, forse coinvolgeremo anche altri istituti della nazione. Una volta, per esempio, a Ustica abbiamo interessato l'Istituto di vulcanologia. Insomma, cerchiamo riscontri oggettivi. Per noi la cosa più importante è vedere se c'è stata un problema per la sicurezza nazionale».

Nel caso di grosse meteore, non c'è un sistema di allerta nazionale?

«Sì, esiste un'organizzazione mondiale di allarme gestito dagli americani ma su meteore molto più grosse di quella che, forse, è stata avvistata ieri».

Gli esiti del vostro studio su questo ultimo evento saranno resi pubblici? Anche se si trattasse di un Ufo?

«Sì - dice il colonnello Andrea Venanzi - da una decina d'anni a questa parte che le rendiamo pubbliche e anche queste indagini saranno pubblicate sul sito ufficiale ::.. Il Portale dell'Aeronautica Militare ..::. Ma anticipo che, finora, riscontri oggettivi non ne abbiamo mai avuti. Eppure il nostro settore è nato nel 1978, quando avemmo una delega ad hoc, dall'allora presidente del Consiglio, Giulio Andreotti. Si era nel periodo subito successivo al film “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e si moltiplicarono le segnalazioni. Da allora, mai un riscontro oggettivo. Anche se ci sono fenomeni che non hanno trovato una spiegazione».

Per esempio?

«L'avvistamento, da un aereo civile, di un oggetto non identificato sopra il vulcano di Stromboli. E non siamo riusciti a spiegarlo».

Cosa deve fare un cittadino nel caso di questi avvistamenti? Chiama voi?
C'è un centro segnalazione?


«Chiunque ha visto qualcosa - risponde il capo ufficio sicurezza dell'Rgs (Reparto al comando del generale di Brigata Roberto Di Giorgio) deve recarsi alla più vicina stazione dei carabinieri. Se si vuole, sul nostro sito internet ci sono dei moduli prestampati da compilare e portare in caserma. Inoltre, nel caso in cui la persona testimone oculare, riporta che è caduto qualcosa in un certo luogo, i carabinieri vanno a fare il sopralluogo e se ci sono i riscontri ci contattano».

E vi sono giunte segnalazioni di frammenti caduti in Puglia, Basilicata o Calabria?

«Finora nessuno ci ha riportato di oggetti caduti sul suolo nazionale e l'unica segnalazione di Ovni dei Carabinieri risulta essere soltanto quella di Crotone».

MARISA INGROSSO

Fonte: Gazzeta del mezzogiorno, 13.6.2009