
Originariamente Scritto da
Dragonball
Venezia. Baby-consumatori: compravano
droga con la paghetta di mamma e papà
Giro di spaccio da tremila euro al giorno in centro storico:
arrestati 6 pusher giovanissimi. Molti minori fra gli acquirenti
di Michele Fullin
VENEZIA - L’hanno chiamata "Operazione Pollicino" perché parte degli arrestati, ma soprattutto le decine di consumatori segnalati alla Prefettura sono giovanissimi, quando non minorenni.
I Carabinieri di Venezia ritengono di aver bloccato un pericoloso giro di droga che portava tra adolescenti e giovanissimi in centro storico cento dosi al giorno di eroina, persino la vigilia di Natale e la notte di Capodanno. Il controvalore stimato del commercio di stupefacenti era di tremila euro in 24 ore e i ragazzini che ne facevano uso cercavano di procurarsi il denaro spendendo i soldi che davano loro i genitori per altri scopi oppure sottraendoli loro di nascosto.
L’indagine che ha portato all’emissione da parte del Gip Roberta Marchiori di 6 ordinanza di custodia cautelare in carcere è partita da lontano, precisamente nel settembre 2010. Allora alcuni genitori si rivolsero al comandante della Stazione carabinieri Scali (Piazzale Roma), Fabio Parutto, lamentando strani sbalzi d’umore nei loro figli uniti a continue richieste di denaro. I militari si mossero per tempo e attraverso pedinamenti e osservazioni, "condite" più tardi da intercettazioni telefoniche, appurarono l’esistenza di un vasto e sconosciuto giro di droga a Venezia. Da allora hanno eseguito una dozzina di arresti, apparentemente staccati l’uno dall’altro, mentre in realtà venivano riannodate una dopo l’altra le maglie della rete. Alla fine le indagini coordinate dalcapitano Gino Domenico Troiani hanno consentito di identificare in tre magrebini, Tarek Izauaouen, Naim Djebara e Henchiri Tahar Ben Abdelaziz, che bazzicano nei casolari abbandonati di Marghera, i fornitori del giro veneziano. I pusher sono stati identificati invece nei veneziani Tristano Pedriali, 23 anni, Sofia Ballarin e Martina Tiozzo, di 21, i quali andavano a rifornirsi di volta in volta a Marghera utilizzando i mezzi pubblici.
Durante le perquisizioni nelle camere dei ragazzi indagati o segnalati (tutti vivono in casa con i genitori), si sono trovati di fronte a siringhe sparse sotto e sopra il letto. L’ordinanza di custodia è stata eseguita ieri notte e ha consentito ai militari di recuperare un etto di eroina, 50 grammi di hashish e 20 di marijuana oltre a 3mila 500 euro in contanti. L’imputazione a loro carico è concorso in detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli interrogatori di garanzia si svolgeranno a partire dai prossimi giorni. Non è ancora finita, perché altre posizioni sono al vaglio del Tribunale dei minorenni e naturalmente resta da scoprire dove si rifornissero i magrebini.
Venerdì 10 Giugno 2011 - 14:26 Ultimo aggiornamento: 16:04
Venezia. Baby-consumatori: compravano droga con la paghetta di mamma e papà - Il Gazzettino
Non sono un bacchettone e se sono piuttosto tollerante sulle canne,sull'eroina proprio non transigo nella maniera più assoluta perchè oltre ad essere una droga mortale provoca un'altissima dipendenza sia fisica che psicologica.
Spacciare una droga simile è da luridi vermi che dovrebbero essere impiccati sul posto per omicidio volontario perchè lo spacciatore sa perfettamente cosa sta facendo e conosce le conseguenze sui "clienti".
E' da veri delinquenti e criminali iniziare i giovani all'eroina.
Non per niente a Singapore c'è la pena di morte SICURA per gli spacciatori oltre i 15 gr di eroina.
Ovviamente le "risorse" magrebine,da bravi islamici,quelli che ci pagano le pensioni e fanno i lavori che noi non vogliamo + fare,sono sempre in pole position riguardo questi crimini particolarmente odiosi.
E' ora veramente di finirla col buonismo e la tolleranza su un fenomeno così odioso.
ncav: