Attraverso Facebook, Twitter, Flickr e YouTube i cittadini possono seguire i lavori di redazione della nuova carta che definisce l'ordinamento del paese, fornendo suggerimenti, consigli e critiche.
LUCA CASTELLI
Evidentemente, all’Islanda piace giocare d’anticipo. Dopo aver battezzato il primo parlamento della storia d’Europa, riunito nel 930 d.C. nella piana di Pingvellir, il paese nordico si appresta a veder nascere la prima Costituzione redatta con il contributo diretto dei cittadini su Internet. Il processo è in corso da alcuni mesi e dovrebbe essere finalizzato entro giugno, luglio al massimo, quando il testo passerà in parlamento per la discussione e l’approvazione (a cui seguirà un referendum popolare). Intanto, la bozza su cui stanno lavorando i venticinque membri dell’assemblea costituente viene regolarmente aggiornata e pubblicata online, con l’invito rivolto ai cittadini a inviare commenti e suggerimenti (alcuni dei quali, già assimilati all'interno del testo).
Il pacchetto high tech è completo: oltre a un sito ufficiale, la nascente Carta può vantare anche gli account sui social network Facebook e Twitter, sul servizio video YouTube e su quello fotografico Flickr. I numeri non sono esattamente quelli di Lady Gaga: la pagina Facebook “piace” solo a 1488 persone, su Twitter ci sono una settantina di iscritti e il video più popolare su YouTube raggiunge a malapena le 150 views. Cifre non certo stratosferiche, che vanno comunque calibrate sulle dimensioni del paese: l’intera Islanda ha poco più di trecentomila abitanti, la metà di Genova.
La nuova costituzione via crowdsourcing nasce in modo più o meno diretto dalla crisi economica che nel 2008 ha mandato quasi in bancarotta il paese, azzerando il sistema bancario e scuotendo l’opinione pubblica. Anche per ragioni simboliche, si è deciso che uno dei primi passi per riprendersi dallo sberlone della crisi sarebbe stato aggiornare il vecchio ordinamento, risalente all’indipendenza dalla Danimarca nel 1944 e mai troppo amato (in pratica era lo stesso testo precedente alla liberazione, con poche modifiche).
Anche l’atmosfera di glasnost digitale (tutti gli incontri dell’assemblea costituente sono pubblici e trasmessi online) e la decisione di permettere la partecipazione diretta dei cittadini sono figli del “nuovo corso”. Dal punto di vista dell’alfabetizzazione tecnologica, l’Islanda è rapidamente diventato uno dei paesi più avanzati del mondo. Da quello dei diritti civili e del rinnovamento sociale e democratico, negli ultimi due anni è stato protagonista di numerosi sussulti, tra cui l'elezione di una premier dichiaratamente omosessuale (Jóhanna Sigurðardóttir), quella di un attore comico come sindaco della capitale Reykjavik (Jón Gnarr) e la proposta di una radicale legge per la tutela della libertà d’informazione, sponsorizzata da Wikileaks, che ha spinto diversi addetti ai lavori a indicare l’isola come un nuovo paradiso per il giornalismo d’inchiesta.
Nasce in Islanda la prima Costituzione in crowdsourcing - LASTAMPA.it




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