INTERVISTA A GIAN PIO MATTOGNO

a cura di Davide D’Amario







D. Il Suo ultimo libro, L’imperialismo ebraico nelle fonti della tradizione rabbinica (Edizioni all’insegna del Veltro, Parma 2009) è dedicato alla memoria di Giovanni Preziosi… Ce ne può spiegare il motivo?



R. Ho dedicato la mia ricerca a Giovanni Preziosi per un debito di riconoscenza. A Preziosi devo la mia iniziazione allo studio del problema ebraico. Le pagine ingiallite de " La Vita Italiana " sono state il mio primo maestro. Col tempo ho potuto apprezzare sempre di più il suo rigore di giornalista e scrittore,la sua onestà intellettuale,il suo anticonformismo. Uno spirito libero che ha avuto il coraggio - lui,esponente "maledetto" delle forze del "Male Assoluto" - di combattere contro le forze del "Bene Assoluto" fino all'estremo sacrificio della vita.



D. Pagani, cristiani, illuministi (Voltaire riteneva gli ebrei “padroni del mondo”) nell’arco dei secoli hanno denunciato “l’imperialismo ebraico”… Quali fonti possono rendono plausibile una tale denuncia?



R. Nel libro ho raccolto numerosi testi,tratti sia dalla Bibbia ebraica che dalla letteratura rabbinica (Talmud, Midrash, Codici,Commentari etc.), nei quali emerge inequivocabilmente la volontà di dominio universale del "popolo eletto" e il destino di morte e distruzione riservato ai non-ebrei. Da questi testi apprendiamo tra l'altro che Jahvè farà degli ebrei gli unici padroni del mondo; quando verrà il Messia saranno tutti schiavi degli ebrei; ogni ebreo avrà 2.800 schiavi; chi non riconoscerà la sovranità di Jahvè e di Israele sarà annientato,e così via.





D. Chi è che gli ebrei attendono fin dalla notte dei tempi? Il Messia o l’Anticristo? Com’è che la tradizione patristica e quella successiva spiegano questo dualismo?



R. Naturalmente gli ebrei attendono il loro Messia. Secondo la teologia cattolica, il vero Messia annunziato nell'Antico Testamento è già apparso nella figura di Gesù Cristo. In lui si sono compiute tutte le profezie bibliche. Per gli ebrei, invece, Cristo non fu che un mago, un impostore, un seduttore di folle. Per tale ragione, fin dai primi secoli dell'èra cristiana i Padri della Chiesa hanno visto nel Messia giudaico una sorta di antimessia e lo hanno assimilato all'Anticristo.







D. La vocazione messianico-imperialista è presente nella Torah e negli altri testi veterotestamentari? In particolare, che ruolo hanno avuto le figure di Daniele e di re David nella gestazione spirituale e politica dell’imperialismo ebraico? Quali sono gli inizi della dottrina messianico-imperialista di Israele?



R. La dottrina messianico-imperialistica compare in nuce già nel Pentateuco,è delineata compiutamente nei Salmi e nei Profeti e successivamente viene ripresa e sviluppata nella letteratura rabbinica. Daniele e David(al quale sono attribuiti i Salmi)hanno svolto un ruolo determinante. Nelle visioni di Daniele viene dato un rilievo particolare al dominio universale del "popolo eletto". Anche l'esegesi rabbinica dei Salmi in senso messianico prospetta futuri scenari apocalittici:il regno universale di Jahvè e di Israele e l'annientamento e l'asservimento delle nazioni ribelli.







D. Altro dualismo: universalismo e separatismo (non solo culturale). Cosa vogliono gli ebrei? Un messia universale? O un re d’Israele?



R. Non vi è alcuna contraddizione tra universalismo e separatismo,purché si intenda l'universalismo ebraico nel suo autentico significato di imperialismo universale di Israele. L'universalismo ebraico non è che la logica conseguenza del separatismo,cioè dell'esclusivismo etnico-religioso di Israele. Anche il Messia atteso dagli ebrei è "universale" nel senso che,secondo l'esegesi rabbinica,darà il dominio mondiale al "popolo eletto". Il Messia sarà una figura regale che annienterà e asservirà tutte le nazioni della terra. Tuttavia, fra diversi esegeti va prendendo corpo anche la convinzione che il Messia sarà lo stesso popolo di Israele.





D. Cosa è il “noachismo”? Perché nel libro lo definisce cavallo di Troia dell’imperialismo ebraico?



R. I rabbini dividono l'umanità in ebrei e non-ebrei (gojim). A loro volta i non-ebrei sono suddivisi in idolatri e noachidi. Secondo i rabbini, dopo il diluvio Jahvè contrasse, tramite Noè, un patto con tutta l'umanità. In virtù di tale patto gli uomini erano tenuti ad osservare sette precetti(non adorare gli idoli, non profanare il nome di Jahvè, non uccidere, non commettere atti sessuali illeciti, non rubare, perseguire la giustizia, non essere crudeli con gli animali). Mentre gli ebrei devono osservare i precetti della Torah che Jahvè ha dato loro in esclusiva,i non-ebrei devono abbandonare l'"idolatria", cioè ogni altra religione,e riconoscere la sovranità del Dio giudaico e del "popolo eletto". La dottrina noachide fu escogitata dai rabbini d'epoca talmudica per disgregare dall'interno le fondamenta spirituali e le tradizioni dei popoli gentili. È un cavallo di Troia perchè vuole indurre i gojim a praticare su se stessi una vera e propria eutanasia spirituale,rinunziando alla propria identità e alle proprie tradizioni per abbracciare una nuova religione laica e naturalistica,senza radici,senza memoria storica,totalmente asservita al "popolo eletto" e al suo Dio.







(I padroni del mondo, “Rinascita”, 11 giugno 2009)