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Discussione: La Lega è morta?

  1. #1
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    Predefinito La Lega è morta?

    La montagna partorì il topolino, macchè topolino... una cimice!
    Mi sembra che Pontida oggi abbia mostrato un leghismo in stato comatoso, aggrappato ad un leader in disarmo aggrappato ad un altro leader attaccato alla canna del gas...

    Pensavo che la Lega sarebbe sopravvissuta a Berlusconi, ma dopo di oggi non ne sarei più tanto sicuro. Ormai è un partito di governo come gli altri che si è legato a filo doppio con Berlusconi e che con lui rischia seriamente di finire. Bossi non ha più guizzi nè inventiva. Maroni va bene come ministro, ma non ha carisma, Calderoli è un buffone, Tosi e Cota buoni sul territorio, degli onesti conservatori incapaci però di incarnare un'idea rivoluzionaria e fondamentalmente sovversiva com'era in origine il secessionismo padano.

    Ma dov'era oggi la rivoluzione, dov'era la sovversione? Anche il popolo lumbard è sembrato imbolsito, infiacchito dal troppo governo e costretto a seguire il Capo laddove in cuor suo non vorrebbe proprio andare. Ma tant'è, pacta sunt servanda. Si va insieme e si muore insieme. Chiedevano la secessione dall'Italia, sarà l'Italia a secedere dalla Lega.
    Ultima modifica di Florian; 19-06-11 alle 15:15

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  2. #2
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito Rif: La Lega è morta?

    Da un certo punto di vista hai ragione, la Lega Nord mostra ormai i suoi anni. E' un partito residuato dalla I Repubblica, anche Bossi appare ormai poco lucido nonostante il suo proverbiale fiuto politico.
    Però non comprendo una cosa: preferiresti davvero che il Carroccio tornasse a chiedere sic et simpliciter la secessione del Nord dal resto della penisola?
    Allora sì che la Lega avrebbe finito i suoi giorni; non potrebbe neppure partecipare ad eventuali esecutivi tecnici o di emergenza post-berlusconiani.
    La secessione ha condannato la Lega all'irrilevanza de facto nelle stagione 1996-2001. Non credo che Bossi o Maroni intendano ripetere l'errore.
    Anche la riforma federalista appare opaca ed incerta, ma almeno rappresenta un obiettivo almeno comprensibile dal punto di vista di una forza autonomista e localista.

  3. #3
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    Predefinito Rif: La Lega è morta?

    credo che la Lega punti allla presidenza del Consiglio per Maroni con un PDL temporaneamente in subordine, lacerato com'è e con la crisi di leadership di Berlusconi.

    Il periodo è difficile per il centrodestra e reclamare le elezioni ora per il centrodestra sarebbe un suicidio, bisogna varare qualche idea perchè no una staffetta PDL-Lega e due anni di tregua
    non piu' interessato a questo forum

  4. #4
    Super Troll
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    Predefinito Rif: La Lega è morta?

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    La montagna partorì il topolino, macchè topolino... una cimice!
    Mi sembra che Pontida oggi abbia mostrato un leghismo in stato comatoso, aggrappato ad un leader in disarmo aggrappato ad un altro leader attaccato alla canna del gas...

    Pensavo che la Lega sarebbe sopravvissuta a Berlusconi, ma dopo di oggi non ne sarei più tanto sicuro. Ormai è un partito di governo come gli altri che si è legato a filo doppio con Berlusconi e che con lui rischia seriamente di finire. Bossi non ha più guizzi nè inventiva. Maroni va bene come ministro, ma non ha carisma, Calderoli è un buffone, Tosi e Cota buoni sul territorio, degli onesti conservatori incapaci però di incarnare un'idea rivoluzionaria e fondamentalmente sovversiva com'era in origine il secessionismo padano.

    Ma dov'era oggi la rivoluzione, dov'era la sovversione? Anche il popolo lumbard è sembrato imbolsito, infiacchito dal troppo governo e costretto a seguire il Capo laddove in cuor suo non vorrebbe proprio andare. Ma tant'è, pacta sunt servanda. Si va insieme e si muore insieme. Chiedevano la secessione dall'Italia, sarà l'Italia a secedere dalla Lega.
    mi spiace ma contrariamente a te a me piace questa Lega e non quella di Maramaldo che pugnala un uomo a terra.
    Non capisco come tu possa auspicare una Lega che passa all'opposizione con Vendola e soci
    non piu' interessato a questo forum

  5. #5
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito Rif: La Lega è morta?

    A Pontida una Lega senza idee riesce solo a rifugiarsi in vecchi slogan


    di Gennaro Malgieri

    La Lega è senza idee e dall'incerta identità. Un partito in fuga da se stesso, insomma, come tanti altri partiti. Sul pratone di Pontida ha messo in luce una spaventosa inadeguatezza a misurarsi con la complessa realtà socio-politica contemporanea, nascondendosi in uno sconcertante ritorno al passato. Insomma, ha mostrato tutti i limiti di un movimento che non è riuscito a diventare una vera e propria forza di governo.

    Che altro, infatti, può significare il richiamo ossessivo alla secessione se non una regressione allo stadio dell'infantilismo politico dei primordi? Le vecchie parole d'ordine come l'indipendenza della Padania, per di più pronunciate da ministri della Repubblica, hanno un ché di grottesco e di allarmante. Sono, infatti, sintomi di un'inquietudine che non prende forma politica, ma si ferma alla propaganda ingenerando illusioni che tuttavia possono essere devastanti tanto per la tenuta del governo quanto per la Lega stessa il cui stato maggiore sa bene che la prospettiva separatista non è assolutamente praticabile, come non lo è lo spostamento di alcuni ministeri al Nord.

    E allora perché questo rifugiarsi nell'impoliticità sottraendosi alla responsabilità di affrontare la crisi del sistema?

    Possibile che lo stato d'animo sia stato determinato dalla recente caduta dei consensi. Ma non è evitando il confronto con i problemi concreti che abbiamo davanti che si recuperano i voti perduti. A meno che Bossi, Maroni, Calderoli e compagnia cantante non ritengano davvero di rinserrarsi nelle valli padane in attesa che l'Italia affondi. Le scorciatoie in politica non esistono. Credo che anche i leghisti ne siano consapevoli. E se così è che tornino, allora, alla realtà abbandonando il "sogno barbaro" che, per quanto suggestivo, non li trarrà dalle secche nelle quali sono finiti insieme con tutto il centrodestra.

    Dalle oggettive difficoltà attuali o la coalizione ne esce unitariamente o interamente è destinata a perire. Se la Lega immagina di smarcarsi dal Pdl commette un errore che pregiudicherà il suo avvenire politico. Essa deve assumere, come era negli auspici di Gianfranco Miglio - il solo ideologo che abbia avuto, tanto mal ripagato negli ultimi anni della sua vita - una funzione dinamica nel contesto del cambiamento istituzionale e non cedere alla tentazione dell'isolamento intercettando magari suffragi che non potrà far valere al mercato della politica come forza di mera opposizione che prospetta un'utopia invece di un chiaro progetto di governabilità.

    Francamente ci eravamo illusi, negli ultimi anni, che la Lega fosse maturata fino ad abbandonare alcuni stilemi della sua propaganda d'antan. Probabilmente la botta elettorale non è stata assorbita rapidamente. E, dunque, per non rischiare di essere delegittimati dal loro elettorato i capi leghisti hanno scelto di esibire i muscoli davanti ai militanti, ma di non staccare la spina al governo bene sapendo che se le elezioni diventassero inevitabili, loro tornerebbero fortemente ridimensionati in Parlamento.

    L'augurio è che soprattutto in questa circostanza torni a prevalere la ragione. Piuttosto che rinunciare alla politica, la Lega dovrebbe darsi da fare per ricostruire un'alleanza politica e possibilmente allargarla, partecipando alla ricomposizione di un vero e proprio partito-coalizione con il Pdl ed i soggetti che vorranno starci, altro che minacce indipendentistiche ed elenchi para-sindacali da offrire al confronto con il governo.

    Se, comunque, dovessimo prendere per oro colato ciò che è stato detto a Pontida, non potremmo che trarre conclusioni tetre sui destini del centrodestra e della Lega stessa.

    Illudersi, comunque, che domenica non sia accaduto nulla, è da irresponsabili.

    A Pontida una Lega senza idee riesce solo a rifugiarsi in vecchi slogan | l'Occidentale

  6. #6
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito Rif: La Lega è morta?

    Pontida, il giorno della marmotta

    di Christian Brown


    Pontida come Punxsutawney. Una in Lombardia, provincia di Bergamo, l'altra in Pennsylvania, nella Contea di Jefferson. Tra le due località, distanti migliaia di miglia tra loro, non vi è alcuna somiglianza, e tra di esse non sussiste neppure uno di quei surreali e il più delle volte apparentemente inspiegabili gemellaggi tra città italiane e straniere (tipo Napoli con Miami, o Grosseto con Kashivara, per fare due esempi). Però, quest'anno, i due comuni hanno condiviso un rito assai simile, per attesa, modalità e svolgimento: il Giorno della Marmotta da una parte, il Raduno della Lega Nord dall'altra.

    Il Giorno della Marmotta si chiama in originale Groundhog Day, festività sentitissima in Nord America e resa celebre dall'imperdibile cult movie dall'omonimo titolo ("Ricomincio da Capo" in Italia), diretto da Harold Ramis con un superlativo Bill Murray (ne esiste anche una versione italiana, con Antonio Albanese, divertente ma non quanto l'originale, ça va sans dire). Ogni anno, il secondo giorno del mese di Febbraio - festa nazionale - decine di milioni di americani si preoccupano di sapere se una marmotta appena uscita dalla propria tana, in quel di Punxsutawney, riesce o meno a vedere la sua ombra, dalla quale dipende la durata di una stagione. Come vuole il rito, infatti, se questa non riesce a vedere la propria ombra, a causa del cattivo tempo, l'inverno terminerà presto; se invece la marmotta vede la propria ombra, a causa del bel tempo, si spaventerà e tornerà nella sua tana, e l'inverno continuerà per altre sei settimane. Una tradizione che prosegue, immutata, da circa 125 anni.

    Lo stesso è accaduto, con le dovute proporzioni, in quel di Pontida. Fiumi e fiumi di inchiostro, nei giorni e nelle settimane scorse, avevano contribuito ad alimentare le attese, le aspettative e i timori in vista di questo appuntamento. Da una parte, "quegli stronzi di giornalisti", come li avrebbe poi definiti il Senatùr, hanno fatto sì che attorno all'evento, che da oltre vent'anni si ripete sul prato del paesino lombardo, si creasse un'attesa senza precedenti, caricando di significato il raduno giorno dopo giorno, con un'accelerata improvvisa dopo i risultati dei referendum. Dall'altra parte, un significativo contributo, sebbene dare la colpa ai giornalisti non passi mai di moda e riscuota sempre un grande successo nelle folle (in questo caso, meglio se alla categoria si accompagna il rafforzativo "di sinistra", per ottenere un risultato ancora più eclatante), è stato dato dagli stessi esponenti della Lega Nord che, tra un "vedremo a Pontida", un "ne parleremo a Pontida", un"Berlusconi ascolti Pontida" e via dicendo, hanno fatto sì che decine di milioni di italiani, di centrodestra e di centrosinistra, tenessero gli occhi puntati sul pratone, per capire, dalle movenze di Umberto Bossi, quanto sarebbe durata ancora la stagione politica attualmente in corso.

    Nella coalizione di centrodestra alla guida del Paese, da giorni, anzi settimane a questa parte, si percepiva una certa inquietudine, e il presagio che il leader supremo del popolo padano utilizzasse il palco di Pontida per "staccare la spina" al Governo si faceva sempre più forte, ora dopo ora. Non serviva leggere i retroscena, o avvalersi delle voci di corridoio anonime di qualche parlamentare o addetto ai lavori, per captare i malumori, e intuire la forte sensazione di malessere imperante nel centrodestra, con un Popolo della Libertà stordito dalle amministrative e mandato quasi al tappeto dopo il referendum, e con una Lega Nord irrequieta e alle prese con il sempre maggiore malcontento della base. Il clima di Pontida, questo fine settimana, ne ha comprensibilmente risentito. Non solo metaforicamente, come dimostrato dal forte e improvviso acquazzone che sabato sera si è scagliato sulla pre-festa - come peraltro avvenne lo scorso anno, casualità che inizialmente alcuni leghisti hanno attribuito alla presenza di chi scrive, per due edizioni consecutive, salvo scagionarlo dopo l'apparizione del sole.

    La pioggia battente e il potente temporale, tuttavia, non hanno fermato i tantissimi già presenti dal sabato, per lo più appartenenti al Movimento dei Giovani Padani che, forse per il forte spirito, forse per i bicchieri di birra, non hanno mai smesso di cantare, ballare, brindare, esibirsi in cori da stadio con tanto di megafono, nonché scambiarsi reciproci sfottò tra gazebo e tra sezioni di paesini sconosciuti e dai nomi bizzarri, un fenomeno a metà strada tra il cameratismo e il campanilismo interno ad appartenenti allo stesso movimento. Mentre la pioggia contribuiva a trasformare in odiosa fanghiglia la terra del pratone (naturalmente rimasta tale anche il giorno successivo, per la felicità di giornalisti e di troupe televisive, con particolare riferimento alle bionde del tg indossanti tacchi, o corrispondenti fighetti con scarpe di Prada), e le tende dei gazebo imbarcavano acqua a non finire, i giovani padani si dilettavano, spesso imbeccati dall'onnipresente Matteo Salvini (piaccia o non piaccia, un uomo politico sempre tra la gente, affabile, simpatico, cordiale e a disposizione di chiunque), a intonare slogan politici, alcuni dei quali assai poco rassicuranti in vista del discorso di Bossi. Su tutti, il più gettonato, che ricalcava il "po-po-ro-po-po-po-po" dei Mondiali 2006 (che si chiamerebbe "Seven Nation Army", e apparterrebbe agli White Stripes, ma tant'è), recitava "Silvio-hai-rotto-i-coglioni", seguito a ruota da meno sobri canti dedicati al neo-Sindaco di Milano Pisapia. Neanche un revival, neppure accennato, per quelle canzoncine nemmeno troppo velatamente discriminatorie contro i napoletani, che tanto clamore generarono in passato grazie (o a causa di) YouTube, segno che quest'anno, a farla da padrone nel popolo delle camicie verdi, era l'incazzatura politica.


    Notapolitica.it - Pontida, il giorno della marmotta

 

 

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