Foglio - Editoriali - Un piano da seguire
La buona idea di Tremonti per disboscare l'economia parassitaria del sud
Entro la fine del mese Giulio Tremonti presenterà alle autorità europee il programma nazionale di riforma, che deve garantire la tenuta dei conti pubblici e stimolare la ripresa. Sul primo versante i dati sono piuttosto incoraggianti, il deficit del 2010 si è fermato al 4,5 per cento e nell'ultimo trimestre era già sceso sotto il 4, il che fa intendere che il rientro sotto la soglia del 3 è a portata di mano.
Assai più complessa è la costruzione di misure che favoriscano la crescita, che secondo lo stesso Tremonti dipende essenzialmente dalla ripresa dell'economia nel mezzogiorno. Nel sud si tratta di compiere il miracolo di disboscare l'economia parassitaria oggi prevalente e di sradicare quella gestita dalla criminalità organizzata, e promuovere anche con forzature la crescita di un'economia produttiva resa competitiva attraverso vantaggi fiscali.
Non si tratta di riversare risorse, visto che i fondi europei vengono utilizzati in misura irrisoria, ma di riuscire a far arrivare i vantaggi nell'asfittico settore produttivo, oltre che accelerare i piani pubblici per le infrastrutture. Tremonti dovrà combattere in Europa per ottenere la possibilità di impiegare i fondi europei per finanziare la fiscalità di vantaggio. Ma oltre al fronte esterno ed europeo, conterà molto la capacità di reggere sul fronte interno, di ottenere la collaborazione delle istituzioni locali del sud, che faticano assai a uscire da una logica di contenzioso sui trasferimenti che deriva da una visione piagnucolosa e priva di capacità selettive.
Per farlo, però, è necessario che il progetto di Tremonti sia in grado di mobilitare energie reali che possano approfittare delle occasioni che si vogliono creare per quella specifica competitività, un obiettivo nobile quanto arduo.




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repapelle: 