Propongo alla discussione di chi sa discutere questo breve scritto di un giovane studioso della Cattolica di Milano che non nomino perché non sono autorizzato a farlo.
In questo breve scritto si evita di vedere il bene tutto da una parte e il male dall'altra e si raggiungono comunque delle conclusioni che sono direi prevalenti in questo forum, senza tuttavia negare il fatto ovvio che la Germania ha le sue belle e grandi responsabilità.
"XX commented on Giancarlo Pagliarini's video of you "Venezia Settembre 1996 [HQ]".
X. wrote: "Mah, secondo me, sarebbe perfetta per uno Stato dell'Italia centro-settentrionale federato con il resto della Penisola nell'Unione italiana. Due monete (al Centro-Nord l'euro, al Sud la lira per consentire ai meridionali di beneficiare della svalutazione competitiva e attrarre capitali); due o al massimo tre Stati consentirebbero ai cittadini italiani di avere stipendi proporzionati al costo della vita e alle economie delle diverse Italie; istruzione primaria e secondaria, magistratura contabile e amministrativa, forze di pubblica sicurezza, commercio, industria e sistema bancario, tutte funzioni gestite dai diversi Stati italiani. Non mi sembra fantascienza. Certo, perché questo accada occorre riformare integralmente la Costituzione. Il guaio è che a destra come a sinistra - rebus sic stantibus - non si vuole toccare in alcun modo l'unitarietà dello Stato, l'Italia "una e indivisibile" che piace tanto a quanti sono cresciuti nel culto dello Stato nazione ottocentesco. Il guaio è che le cose non vanno per niente bene in Europa. Si parla di fallimento della Grecia. E' facile prevedere che la Grecia non fallirà perché i tedeschi non hanno alcun interesse a farla fallire. Se la Grecia fallisse, le banche tedesche rischierebbero a loro volta il fallimento per aver prestato ingenti fondi al governo ellenico. Il comportamento assunto dalla Merkel in questi ultimi mesi è dovuto all'esigenza di perseguire gli interessi tedeschi, sic et simpliciter. La cancelliera ha interesse ad agitare lo spauracchio della crisi greca per convincere l'Europa ad aiutare Atene: il governo ellenico potrà così pagare i suoi debiti nei confronti delle banche tedesche, le quali - grazie alla generosità di noi europei - potranno riavere non solo i fondi prestati allegramente alla Grecia, ma anche gli alti interessi (da strozzini) che esse avevano imposto su quegli stessi fondi. La morale: noi europei stanzieremo ingenti aiuti alla Grecia per scongiurarne il fallimento; la Grecia pagherà con quei fondi le banche tedesche, che in tal modo potranno non solo salvarsi, ma addirittura rafforzarsi considerevolmente, il tutto grazie ai nostri aiuti. Esempio sublime di assistenzialismo mascherato da ragioni umanitarie. Il debito pubblico germanico è salito considerevolmente perché lo Stato tedesco è intervenuto per salvare alcune banche rimaste scoperte dai buchi provocati da una dissennata gestione finanziaria sul modello americano. La soluzione migliore dovrebbe essere la fine dell'Unione monetaria europea allargata a 16 paesi. Bisognerebbe restringere l'Unione monetaria a quella che i geografi economici chiamano "Europa carolingia", una regione economica contraddistinta da economie ad alto valore aggiunto, nonché da elevati livelli di Pil pro-capite: Francia, Italia Centro-Settentrionale, Germania, Austria, Slovenia, Belgio, Olanda, Lussemburgo."




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